È meglio PS5 o Series X? Speciale NextGen

Game Informer ha di recente condotto un’intervista con Eiji Aonuma, il produttore delle serie Zelda, basata sia sul The Legend of Zelda: Majora’s Mask originale, sia sul remake per 3DS.

 

Per cominciare, è stato chiesto se la scelta di riutilizzare elementi di Ocarina of Time è stata dettata dalla necessità di risparmiare tempo o se si tratta una scelta stilistica. Aonuma ha risposto che la decisione ha coinvolto entrambi gli aspetti, proseguendo dicendo che la squadra ha potuto sfruttare gli stessi personaggi per esprimere ciò che non era possibile fare in quel capitolo, snellendo inoltre i tempi di sviluppo.

 

In seguito, al produttore è stato domandato se è rimasto sorpreso dal fatto che il gioco ha creato una divergenza tra i fan a causa della sua natura confusa. Ha dichiarato che in realtà è stato interessante sentire diverse opinioni su Majora’s Mask anche solo da amici e famiglia poiché all’epoca internet era ancora agli albori e la sua diffusione era limitata. In più ha rimarcato che il poter tornare indietro per correggere eventuali problemi di gameplay è stato molto apprezzabile.

 

Cambiando argomento, Game informer ha chiesto se l’intero gioco ha luogo in un sogno, citando il famoso Link’s Awakening come esempio. Aonuma ha detto che è stata inserita solo una canzone particolare come citazione al titolo precedente, ma era molto divertito dal vedere i giocatori riflettere su dettagli come questo.

 

La domanda successiva riguarda un particolare oggetto: perché le bottiglie sono così rare nei giochi di Zelda? Il produttore ha spiegato che sono limitate a causa del loro possibile uso efficace in gioco. Dopo aver menzionato l’aggiunta di una nuova bottiglia nel remake, ha rivelato che si verificherà un evento interessante se il giocatore riuscirà a riunire tutte le bottiglie.

 

Andando oltre, Game Informer ha chiesto come mai la banca può resistere ai reset del tempo, continuando a custodire lo stesso numero di Rupie. Aonuma non ha davvero risposto alla domanda, dicendo che l’idea di una banca è nata per la necessità di custodire il tesoro depositato per non perderlo alla fine di ogni ciclo di tre giorni.  Serviva una ragione per mantenere la valuta in gioco ed è stata presa in considerazione di imporre un marchio invisibile ad occhio nudo sulla mano di Link. In tal modo ad ogni viaggio nel tempo l’eroe rimane se stesso e mantiene ogni parte della sua persona, compreso il conto in banca.

 

Ad Aonuma è infine stata posta un’ultima domanda: perché gli altri personaggi non reagiscono al processo di trasformazione di Link quando indossa diverse maschere? Per rispondere, il produttore ha citato lo sviluppo di The Legend of Zelda: Twilight Princess, nel quale è stato considerato ad un certo punto la possibilità di un Link incapace di trasformarsi di fronte ad altri personaggi. L’idea era stata scartata poiché limitava troppo il gameplay.

 

Nel caso si voglia leggere l’intervista completa, è possibile recuperarla qui.

 

Continuate a seguirci per novità riguardo a The Legend of Zelda: Majora’s Mask!

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