4 – Infamous Second Son: Spesso e volentieri (soprattutto dopo alcuni lanci disastrosi) sento parlare di come la presunta next gen sia un pacco, incapace di mantenere le promesse e sotto le aspettative dei giocatori. In queste situazioni penso ad Infamous Secon Son e inevitabilmente mi viene sempre un po’ da ridere: il titolo di Sucker Punch è in tutto e per tutto quello che la gente dice di volere da PS4 e One, girando costantemente sopra i 30 fps (tant’è che via patch è stato aggiunta un opzione per bloccare il frame-rate a quel valore) e sempre con una grafica spacca-mascella, con tanto di effetti particellari ed alcune chicche. Ovviamente non se l’è cagato nessuno, però dettagli. Considerazioni tecniche a parte, ho apprezzato tantissimo sia i quattro poteri a disposizione (Sucker Punch ha tirato fuori scelte veramente poco utilizzate ed originali a questo proposito) che l’assoluta libertà che il gioco ti lascia nell’utilizzo, senza praticamente forzarti mai a preferirne uno rispetto all’altro tranne quando vengono sbloccati.

3 – Super Smash Bros. per Wii U: Divertentissimo, longevo, pieno di roba da fare e sbloccare e curato praticamente sotto tutti i punti di vista. E finalmente Nintendo ha deciso di spingerlo anche come “pseudo-party game” permettendo di giocarlo quasi in toto in multigiocatore e soprattutto inserendo la mischia ad 8, candidata di diritto al premio “Orgia più incasinata 2014”. Anche qui, qualche problemino online (la chat vocale *inserire bestemmie random*), però le novità rispetto a Brawl ci sono e si vedono. Da che è uscito penso che sia rimasto fuori dalla console solo quel paio di volte che ho rimesso dentro Mario Kart 8, il che rende abbastanza bene l’idea di quanto mi sia piaciuto.

2 – Halo The Master Chief Collection: Ero indeciso fino all’ultimo se mettere la Master Chief Collection in classifica o meno. Senza nulla togliere al lavoro di 343 Industries (al netto dei casini coi server del lancio) si parla comunque di una rimasterizzazione di vecchi titoli. Però pensandoci è la madre di tutte le rimasterizzazioni, quindi secondo posto più che meritato: il problema più critico (quello della mappatura dei comandi) è stato affrontato alla grande e l’approccio alla “gioca quello che ti pare nell’ordine che ti pare, e attiva pure i Teschi se c’hai scazzo” è quello che un fan della saga vuole quando compra un prodotto di questo tipo. Come detto, praticamente la Bibbia.

1 – Bayonetta 2 : In quanto faggone del genere, faggone di Kamiya e faggone della serie il mio GOTY non poteva che essere Bayonetta 2. Ho avuto la fortuna di curare in prima persona la “road to” verso l’uscita del gioco, con una serie di anteprime fino alla recensione finale, quindi a questo punto di cose da dire non è che me ne siano rimaste molte. Quello che posso aggiungere è solo un enorme grazie a Nintendo per aver permesso ad un progetto come Bayonetta di avere un sequel (fino al 24 Ottobre vivevamo in un mondo in cui il “capitolo 2” lo aveva avuto pure Pac-Man e le Mostruose Avventure, voglio dire…) e un altrettanto enorme grazie a chi la possibilità di scrivere quattro articoli su Bayonetta 2 me l’ha data. A prescindere da tutto, ci si sente in famiglia anche grazie a queste piccole cose.


 

Sorpresa dell’anno – Assassin’s Creed Unity: La mia storia con Assassin’s Creed è un po’ il prototipo del mio rapporto di amore-odio con Ubisoft. Mi avvicino alla serie, mi innamoro, la cosa va avanti per un po’ e poi inevitabilmente arriva la rottura. In questo caso però dopo essermi bruciato con Revelations (di cui letteralmente salvo 2 cose) sono stato recidivo e ci ho riprovato con Assassin’s Creed III, che mi aveva fatto decidere di abbandonare tutto. Quest’estate però tra un esame e l’altro ho preso in mano Black Flag, che è riuscito a riaccendere un mezzo interesse per la serie. Unity poi ha dato continuità a questo lavoro e ha riportato il tutto a livelli vicini a quelli pre-Revelations: mi aspettavo il solito copincolla, invece per una volta il lavoro si vede e, frame rate disastroso a parte, il capitolo parigino si è lasciato giocare senza problemi ed è riuscito a prendermi, complice pure il ritorno ad ambientazioni cittadine più consone allo stile della serie. Non è in classifica perché inciampa proprio sul più bello, con un finale che lo rende un vero e proprio spin-off (quando gli altri due spin-off comunque facevano progressi anche nel filone narrativo del presente). Però resta il fatto che probabilmente sono morto più volte in Unity che in tutti gli altri capitoli messi assieme, e non è assolutamente poco.

 

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