Ep. 30: Respiri Keanu per non far rumore
In parallelo agli Ilvg Awards, che eleggeranno il gioco dell’anno dell’utenza, i redattori di I Love Videogames hanno deciso di preparare degli articoli più personali a proposito del loro 2014 videoludico.

 

Per quanto mi riguarda ho deciso di rimanere abbastanza sul classico, confezionando in forma di articolo (trovo più facile scrivere che parlare, così organizzo meglio le idee) una top 10 2014 della roba giocata quest’anno, con un jolly dedicato alla “sorpresa” del 2014.

10 – Soul Sacrifice Delta: Soul Sacrifice è stato uno dei titoli che mi ha divertito di più l’anno scorso, con il pregio non da poco di uscire sulla sfortunata PS Vita (che non è esattamente il ritratto della salute, come ho già detto). Delta è in pratica una via di mezzo tra un’espansione “alla Monster Hunter” e un vero e proprio seguito, aggiungendo una serie di capitoli (principali e non), nemici, incantesimi, personaggi e anche due nuovi finali. Insomma, aggiungendo tantissima roba e apportando modifiche al sistema di gioco per bilanciare e ri-bilanciare il tutto. Soul Sacrifice 1.5. Adesso però vogliamo un “vero” seguito.

9 – Luftrausers: Se vi piace l’arcade, Luftrausers molto probabilmente diventerà una droga: guidare quell’aereo disegnato in pixel art attraverso stormi e flotte di nemici da abbattere (utilizzando un arsenale che va dai classici proiettili ai raggi laser) alla ricerca del punteggio più alto o cercando di completare gli obbiettivi interni è davvero una soddisfazione, soprattutto quando poi si riescono a far fuori i maledetti dirigibili.

8 – Wolfenstein the New Order: In due parole, come ti rimetto a nuovo il papà di tutti gli sparatutto in prima persona. IA dei nemici a parte (che in particolare nei livelli dentro la prigione soffre della “Sindrome del Commissario Winchester”) dal punto di vista ludico c’è un ottimo mix di meccaniche vecchie e nuove, che assieme al sistema dei Talenti rende la progressione delle abilità del Capitano Blazkowicz veramente riuscita. Anche narrativamente The New Order riesce a dire la sua: la storia sarà anche abbastanza lineare, però è condita da dialoghi dannatamente ispirati e tocca argomenti diversi praticamente sempre in modo efficace. Da avere, senza se e senza ma.

7 – Kirby Triple Deluxe: a Nintendo (abbastanza storicamente) piace buttare il sasso e nascondere la mano, per cui (tolto Super Mario 3D Land) abbiamo dovuto aspettare l’uscita di 2DS per iniziare a vedere titoli che sfruttassero il 3D stereoscopico a dovere. Triple Deluxe è in parole povere uno dei capitoli più riusciti del mostriciattolo di Sakurai, e anche se le boss fight sono facili anche per la media della serie e non c’è più quella “caccia ai collezionabili” tipica di alcuni capitoli (per fare un nome, Il Labirinto degli Specchi) il level design come al solito è fenomenale e il gioco è divertentissimo, vista anche la virata a metà tra il platform ed il picchiaduro a scorrimento. È stato il miglior platform dell’anno…

6 – Shovel Knight: … almeno fino all’uscita di Shovel Knight. Yacht Club Games ha veramente alzato l’asticella, sia dal punto di vista ludico (dove a parte un certo abuso di checkpoint e le vite infinite a disposizione siamo davanti ad un titolo abbastanza impegnativo e di indubbio valore) che da quello audiovisivo, dove la colonna sonora ci da e ci da duro e lo stile vintage del titolo ti riporta veramente indietro. S’è fatto attendere, ma ne è valsa assolutamente la pena.

5 – Mario Kart 8: “Solo” la quinta posizione per quello che è comunque uno dei capitoli più riusciti della serie: mi ha convinto praticamente tutto, dalle novità a livello di gameplay all’aspetto tecnico, che da veramente la paga a tantissime produzioni uscite su PS4 e One (alla faccia della next gen, ormai current). E allora perché è così in basso? In una parola, l’online: al netto dei problemi di incompatibilità con alcuni router mancano veramente tantissime cose a livello di lobby ed impostazioni, da banalità come il poter salvare i setup preferiti per i veicoli a assenze ingiustificate come la chat vocale (che ammazza un po’ quella che è la parte migliore di Mario Kart, le bestemmie in compagnia mentre si gioca). E invece è praticamente da Mario Kart DS che il livello è questo qua. E anche il fatto che Sonic All Stars Racing Transformed utilizzi molto meglio GamePad la dice abbastanza lunga sul discorso “buttare il sasso e nascondere la mano” di cui sopra.

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