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Con lo sdoganarsi del fenomeno del cosiddetto “pro-gaming” sul mercato hanno iniziato a prolificare diverse soluzioni che mirano ad assistere i giocatori grazie ad accessori e controller studiati appositamente per essere utilizzati su determinati generi videoluidici, o per migliorare l’ergonomia (ed in generale il feeling) rispetto a quanto offerto dai controller “vanilla” ufficiali. Anche in Italia Il CONI ha iniziato a muovere i primi passi su questo terreno affidandosi al GEC (Giochi Elettronici Competitivi, cui vi rimandiamo per quanto riguarda tutti i dettagli “tecnici” del caso), un settore di ASI (Associazioni Sportive Sociali Italiane) che si occupa appunto di gaming competitivo. Grazie ad una collaborazione con GameXp.it abbiamo potuto mettere le mani su alcuni accessori per i controller di Playstation 4 e Xbox One rivolti appunto a questo settore, “attrezzando” i nostri controller con alcuni prodotti Kontrolfreek, SquidGrip e Trigger Treadz e annotando durante le nostre “prove su strada” le nostre impressioni.

 

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Pronto per la prova su strada, il nostro controller “full optional” con tutto l’equipaggiamento applicato

Kontrolfreek Alpha e FPS Freek Sentinel
I Kontrolfreek aumentano la presa sugli analogici e li proteggono dall’usura

Entrambi i prodotti si applicano alle levette analogiche del Dualshock 4 o del controller di Xbox One, e aderiscono su queste grazie a dei “ganci” di plastica modellati in modo da aderire agli stick perfettamente (eliminando il rischio di spostamenti fastidiosi una volta inseriti) e al contempo conservando una certa praticità nel caso poi si voglia rimuoverli. Proprio per questo è indispensabile che per una corretta applicazione degli accessori le levette analogiche siano il più possibile integre: in caso contrario per inserire i Kontrolfreek sarà necessario un po’ di ingegno, ma con un po’ di pazienza (e nastro adesivo) è possibile ovviare al problema. Lo scopo degli accessori è principalmente quello di aumentare la presa e la comodità degli analogici, offrendo allo stesso tempo una protezione contro l’usura degli stessi (che, come sfortunatamente chi vi scrive ha potuto osservare direttamente, specie su Playstation 4 è un valore aggiunto da non sottovalutare).

 

 

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Per darvi un’idea, il modello FPS Freek Sentinel è alto più o meno come una custodia di un gioco per 3DS. Il modello Alpha invece (a sinistra) è decisamente più “nano”

 

Il modello Alpha è più “general purpose”

Il modello Alpha è più “general purpose” e si presta all’utilizzo con praticamente tutti i generi. L’aumento di spessore degli analogici è infatti ridotto al minimo (si parla di circa 3 millimetri) a fronte di un grosso guadagno per quanto riguarda la superficie d’appoggio dei pollici, che su Xbox One aumenta del 50% e su PS4 raddoppia. Il focus quindi è tutto sull’ergonomia e sull’esperienza.

 

FPS Freek Sentinel invece è pensato per gli sparatutto

FPS Freek Sentinel (come si intuisce dal nome) invece si rivolge più direttamente al genere degli sparatutto. L’aumento di spessore si quantifica in ben 1.27 centimetri, che vengono sfruttati al 100% quando si parla di prendere la mira con precisione: il “guadagno meccanico” che si ottiene grazie a questa aggiunta infatti permette un miglioramento della precisione assolutamente da non sottovalutare, specie se si “smanetta” con le impostazioni legate alla sensibilità dell’analogico (presenti sostanzialmente in ogni sparatutto). Presa la dovuta confidenza con la configurazione la differenza si fa sentire, sia che si parli di sparatutto in prima persona che (non tragga in inganno il nome) quando invece si gioca in terza persona. Dato che poi il “guadagno” si concretizza essenzialmente sullo stick destro, con una confezione di FPS Freek Sentinel si possono di fatto attrezzare due controller (“vestendo” le levette sinistre con la versione Alpha, forse più pratica quando si tratta di muovere il personaggio). Conti in tasca a parte, si parla di due prodotti decisamente consigliati, come detto anche tenendo conto che vanno ad annullare il pericolo usura dei rivestimenti “originali” delle levette.

SquidGrip

SquidGrip è una pellicola (il materiale è in lattice antiallergico e antibatterico) che si applica sull’impugnatura del controller. Il “modus operandi” è quello di un normale adesivo: dando una “pulita preliminare” al controller e seguendo le istruzioni riportate dentro la confezione il rivestimento va ad avvolgere il pad nella parte che poi viene impugnata, con l’obbiettivo di aumentare presa ed aderenza (e, anche in questo caso, arginare i danni da usura fisiologici quando si parla di periferiche che vengono utilizzate quasi ogni giorno). Anche in questo caso la rimozione è abbastanza indolore, trattandosi come detto di una pellicola.

 

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Vista laterale degli SquidGrip dopo l’applicazione. Gli adesivi (semplicemente decorativi) sono inclusi nella confezione

 

La pellicola non è fastidiosa ed è gradevole al tatto

L’applicazione quindi è abbastanza agevole, ed il produttore ha calcolato per la pellicola una durata media di un anno (tenendo conto di una media di 4/8 ore di gioco al giorno). Arrivando a quelle che sono le nostre impressioni durante l’utilizzo, la sensazione di avere una presa più salda sul controller c’è, e SquidGrip supera la prova tattile risultando assolutamente non fastidioso e anzi, più “morbido” del semplice controller. Anche quando ci si trova a fare i conti con il sudore non insorgono particolari problematiche ed il rivestimento riesce da un lato a tenere asciutto il controller e dall’altro a garantire comunque al giocatore una presa sicura. In definitiva, specie per i giocatori abituati a sessioni di gioco lunghe, si tratta di un prodotto sicuramente interessante e capace, se non di salvare la vita, quantomeno di tutelare un po’ meglio il controller.

Trigger Treadz

Trigger Treadz, come SquiGrip, rientra nella famiglia degli accessori “adesivi” per i controller. In questo caso la zona di applicazione è quella dei grilletti, con l’obbiettivo dichiarato di migliorare il grip ed evitare che le dita scivolino via troppo facilmente dai dorsali posteriori. Ogni confezione include due coppie di adesivi, che cambiano sostanzialmente per il tipo di disegno: “Racing Rubber”, che si rifà ai pneumatici delle automobili tradizionali, e “All terrain”, più vicino invece agli intagli delle gomme da fuoristrada.

 

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Trigger Treadz applicati, nella loro versione “Racing Rubber”

 

Tra gli accessori provati, i Trigger Treadz sono quelli che si rivolgono maggiormente ai “pro”

Anche se senza dubbio l’applicazione dei Trigger Treadz non pregiudica l’utilizzo del controller su altri generi, la soluzione si indirizza verso quei titoli che fanno un utilizzo massiccio dei grilletti posteriori, con in testa quindi racing e sparatutto (in prima o in terza persona che siano). Pad (accessoriato) alla mano, il miglioramento per quanto riguarda l’aderenza si avverte, ma sulle piattaforme di nuova generazione non è così marcato come poteva essere ad esempio su Playstation 3 (dove Dualshock 3 soffriva in modo più marcato di questo problema): sia Sony che Microsoft hanno costruito dei controller dove gli analogici cercano di opporsi allo scivolare delle dita, e soprattutto nel caso dell’azienda giapponese il miglioramento rispetto alla vecchia generazione è palpabile e a nostro avviso sufficiente per i giocatori “normali”: i Trigger Treadz quindi riescono a dire la loro quando l’ambiente diventa estremamente competitivo (laddove invece i prodotti Kontrolfreek e SquidGrip riuscivano a farsi apprezzare anche da un pubblico più “casual” e meno intransigente).

 


 

Tirando un po’ le somme, come detto i prodotti Kontrolfreek e SquidGrip (pur rivolgendosi in prima battuta ai “pro gamer”) riescono a farsi apprezzare da tutte le fasce di videogiocatori, anche perché oltre al “boost prestazionale” (che specie nel caso degli FPS Freek Sentinel non è assolutamente da sottovalutare) offrono anche una certa resistenza alla normale usura dei controller. I Trigger Treadz invece strizzano maggiormente l’occhio ai giocatori più esigenti, specie se “bazzicano” ambienti dove uno scivolamento sul grilletto può fare la differenza tra una curva affrontata perfettamente ed un fuoristrada (o un headshot e un colpo sparato a vuoto) come quelli legati ai racing e agli sparatutto.