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Marco Lettiero

News Tomodachi Life si rivela un titolo educativo

Tomodachi Life (qui per la nostra recensione), il simulatore di vita reale per Nintendo 3DS, oltre a far vivere tante stravaganti avventure sulla sua isola bizzarra, ha rivelato una valenza educativa capace di generare un dibattito tra psicologi dell’infanzia.

 

A scendere in campo la nota psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi che ha osservato come Tomodachi Life consenta ai bambini di constatare come alcuni comportamenti possano soddisfare diversi bisogni, stimolandoli ad agire nello stesso modo nella vita reale.

 

Tomodachi Life è un videogioco innovativo, nel quale per prima cosa, si deve creare il proprio Mii, a cui attribuire un carattere che ne definisce inclinazioni sociali, bisogni e aspirazioni. Questo personaggio sarà il primo abitante dell’isola e per popolarla si potranno creare altri personaggi, lasciando libero sfogo alla propria fantasia, o contare su quelli potranno essere scambiati o ottenuti scansionando il QR Code. Per aiutare i Mii a vivere bene bisogna accudirli secondo le loro esigenze, anche se il punto focale del gioco è l’interazione con gli altri Mii: facendoli interagire tra di loro infatti, si contribuisce a soddisfare i loro bisogni anche dal punto di vista sociale ed emotivo.

 

Queste sono state alcune delle parole della professoressa Parsi:

Tomodachi è una palestra virtuale nella quale il bambino si allena a riconoscere e ad esprimere

emozioni, bisogni e desideri; si allena, cioè, a strutturare il suo essere al mondo e a mettere alla

prova le sue capacità di relazione nel microcosmo familiare e nel macrocosmo sociale

Un gioco divertente, ma soprattutto utile che può essere sfruttato “all’occorrenza” come strumento di indagine psicologica e di interazione con i bambini: un modo innovativo di conoscersi meglio vivendo allo stesso tempo tante esilaranti avventure.


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