Recensione
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Ora siamo su quest’isola, poche le comodità. Ma come in una grande favola, noi viviamo in libertà.

 

A trentanni dall’uscita del primo capitolo di Ys, l’avventuriero dai capelli rossi, Adol Christin, torna su PlayStation 4 (e PC) con la versione rimasterizzata di Ys VIII, una nuova avventura che ripercorre la storia del giovane “prescelto”, adesso in tutta la gloria dell’alta risoluzione.
Disponibile dal prossimo 15 Settembre su PlayStation 4, PS Vita e PC (dal 12), scopriamo insieme l’ultima fatica di Falcom, nella recensione di Ys VIII: Lacrimosa of Dana.

Versione Testata: PlayStation 4

recensione
Ys: Memories of Celceta
Negli ultimi anni il genere dei JRPG sembra essere stato rivalutato dal grande pubblico, merito dell'alta qualità di prodotti arrivati dal Giappone che hanno avuto ottimi riscontri di critica e pubblico come Ni No Kuni, Tales of Xillia o Bravely Defa...
Don’t Cry for Me Argentina Dana
novità di questo capitolo è rappresentata dalla presenza di una co-protgonista, Dana, che ruberà spazio Per raccontarci la sua storia

Dopo aver recuperato i suoi ricordi, persi nella foresta di Celceta, Adol e l’inseparabile amico Dogi salpano per nuove avventure a bordo della nave Lombardia. La crociera però è destinata ad interrompersi bruscamente quando l’imbarcazione, giunta nei pressi dell’isola di Seiren, verrà attaccata da un pericolosissimo mostro marino e distrutta, mandando alla deriva tutti i suoi passeggeri. Risvegliatosi sulle spiagge dell’isola maledetta, Adol, Dogi e pochi altri sopravvissuti dovranno unire le forze per riuscire a trovare un modo per tornare a casa sani e salvi.
Contrariamente dagli eventi epici di molti altri giochi di ruolo di stampo giapponese, fin dalle prime battute, Ys VIII propone una trama incentrata principalmente sui fatti descritti poco sopra, focalizzandosi maggiormente sui suoi personaggi e sulle storie ad essi legate. Le atmosfere si faranno subito tese, e l’obiettivo principale sarà quello di esplorare l’isola alla ricerca di risorse per poter sopravvivere e fare ritorno dai propri cari, cercando di stare alla larga dalle incredibili creature che la abitano. Non mancheranno poi sottotrame che aggiungeranno all’avventura un alone di mistero degno dei racconti di Agatha Christie, con la comparsa di un pericolosissimo assassino che si nasconde tra i naufraghi pronto a farli fuori uno dopo l’altro o momenti in cui i nostri eroi dovranno farsi coraggio e mettersi sulle tracce di una spettrale nave fantasma che infesta le acque dell’isola.

Nonostante un racconto più contenuto e a misura d’uomo, la storia di YS VIII mostra i muscoli grazie a degli ottimi ritmi, a personaggi ben contestualizzati e piacevoli da “vivere”, sebbene il tutto ruoti intorno alla solite figure stereotipate (ma mai banali), tipiche di queste produzioni.

E inizia a mostrare i muscoli dopo che il giocatore è stato messo a suo agio e introdotto in questo nuovo mondo. Adol, non appena metterà piede sull’isola, comincerà a fare dei misteriosi sogni su una ragazza, Dana, una sacerdotessa di una civiltà a lui sconosciuta. Questi inframezzi diventeranno man mano più “ingombranti” passando da semplici schermate statiche monocromatiche, a brevi filmati, per poi mettere da parte Adol e prenderne il controllo diretto. La grande novità di questo capitolo è rappresentata dalla presenza di una co-protgonista, Dana, che ruberà spazio al giovane avventuriero per raccontarci la sua storia, senza snaturare però il naturale progresso narrativo. Evitando di farvi troppi spoiler e rivelarvi dettagli importanti sulla trama, le due storyline arriveranno ad una naturale convergenza svelando un destino ben più grande del semplice sopravvivere su di un’isola deserta. La versione PlayStation 4, uscita in Giappone all’incirca un anno dopo dal debutto sulla portatile di casa Sony, va ad ad introdurre diverse aggiunte (di cui vi parleremo più avanti) tra i quali trovano spazio nuovi elementi di storia che colmano gli evidenti “buchi” lasciati nella prima stesura. Si tratta di una nuova trama legata alla vita di Dana e al suo status di sacerdotessa, che vedrà l’introduzione di nuovi personaggi chiave che serviranno a far luce sul passato della ragazza e sulla sua formazione personale.

Temptation Island
L’esplorazione dell’isola sarà una delle attività principali

Anche i vari protagonisti secondari avranno un loro ruolo all’interno del gioco. Trovandoci su un isola, per di più disabitata, a loro spetterà attivarsi per fornirci pieno supporto: c’è chi si occuperà di aiutarci a creare nuovi oggetti, un fabbro che ci permetterà di avere equipaggiamenti sempre aggiornati e performanti, o un dottore al quale rivolgersi per ottenere tutte le cure necessarie. Non essendoci nessuna moneta di scambio sull’isola, tutto ruoterà intorno alla raccolta di oggetti e materie prime, che potranno essere combinate per creare oggetti, siano questi item curativi (con un limite imposto su quelli trasportabili dal numero di bottiglie ottenute nel gioco dove contenere le pozioni) o piatti commestibili (che doneranno al gruppo dei buff in battaglia), o scambiati con altri per ottenerne di nuovi e maggior valore.

L’esplorazione sarà quindi una delle attività principali, così come il crafting che lo accompagna, obbligandoci a battere ogni singolo centimetro di ogni nuova area alla ricerca di qualsiasi tipo di materiale recuperabile. Tutto sarà annotato sulla mappa, che si aggiornerà man mano con i nostri progressi. Ogni area conterrà una cartina consultabile in ogni momento e riporterà il numero esatto di oggetti raccolti e la progressione del completamento. Grazie a dei portali, potremo effettuare viaggi dei viaggi rapidi (successivamente sbloccati anche per i punti di interesse principali) in modo da azzerare il peso del backtracking, che è ben presente per tutta la durata di gioco. L’area esplorabile è vasta, ma grazie ai vari indicatori a video per le varie attività sarà impossibile perdere il filo della matassa (tranne in alcuni casi dove per alcune quest dovremo affidarci al nostro sesto senso e alle qualità esplorative). Oltretutto la progressione dell’esplorazione e della scoperta della mappa sarà vincolata dal ritrovamento dei superstiti, che una volta messi in salvo consentiranno di accedere a nuove zone, sbloccandone le vie d’accesso. 

Il villaggio rappresenta l’hub principale della nostra avventura che andrà a sopperire alla mancanza di città esplorabili. Recuperando i vari passeggeri della Lombardia dispersi con il naufragio sarà possibile espandere e migliorare il nostro campo base, magari portando a compimento le varie quest secondarie che ci verranno proposte, o facendo dei regali agli abitanti, andando a migliorare così il rapporto di affinità con loro, elemento necessario per scoprire più dettagli sulle loro storie personali e, fra le altre cose, per andare a sbloccare il true ending del gioco, per avere una visione completa della storia di Ys VIII.

La difesa del Castaway Village diventa una delle nostre prime preoccupazioni, e quando verremo allertati, dovremo correre in soccorso mettendo in “pausa” ogni nostra attività. Questa nuova modalità all’interno della serie di Ys chiamata Interception intervalla l’esplorazione dell’isola e i numerosi combattimenti che andremo a vivere, proponendo una sorta di modalità ispirata ai tower defense. In una fase preparatoria che anticipa lo scontro vero e proprio dovremo potenziare le difese del villaggio, costruendo barricate o trappole per impedire ai mostri di fare breccia nelle nostre difese. Una volta iniziata, partirà la fase di combattimento vera e propria, nella quale andranno fatti fuori i nemici nel minor tempo possibile, salvaguardando la sicurezza di Castaway Village ondata dopo ondata, fino a sconfiggere il boss che guida l’assalto. Per quanto apprezzabile come introduzione, queste variazioni sul tema non riescono ad imporsi come sperato, spezzando solamente i ritmi della storia con questi detour forzati. Come se non bastasse, in questa versione PS4 vengono introdotte delle nuove sfide chiamate Suppression Battle. Contrariamente a quelle appena descritte queste ci butteranno nel vivo dell’azione, con lo scopo di debellare vari nidi di mostri nemici, utilizzando delle particolari torce per agevolare il processo. Qua lo stile di gioco ricorda più da vicino quello più “caciarone” degli hack’n’slash alla “musou”, buttando in campo decine di nemici pronti a farci la pelle e a mettere in crisi il frame rate del gioco.

La Isla (not so) Bonita

 

Lacrimosa of Dana ripropone l’ottimo battle system action che abbiamo imparato a conoscere negli anni

Partendo dall’ottima base di Memories of Celceta, Lacrimosa of Dana ripropone l’ottimo battle system action in tempo reale che abbiamo imparato a conoscere negli anni con la serie, nel quale il giocatore potrà controllare fino ad un massimo di 3 personaggi (uno gestito manualmente, gli altri dalla buona IA del gioco). Il sistema di combattimento basa sull’utilizzo di una singola tipologia di attacco normale e quello intensivo di skill, attivabili utilizzando il dorsale R1 insieme ad uno dei tasti frontali del pad, a patto di avere il corrispettivo quantitativo di energia richiesta per essere attivata (skill points). Man mano utilizzeremo queste abilità in battaglia migliore diventerà la loro efficacia, salendo di livello (fino ad un max di 3) e aumentando i danni inflitti. Ogni personaggio avrà un determinato attributo di attacco diverso fra Slash (efficace contro i nemici normali), Pierce (aerei) e Strike (corazzati) che se usato contro la rispettiva categoria di nemici consentirà di infliggere colpi critici e, a sua volta, eliminarli più velocemente rompendo loro la difesa e godendo di bonus aggiuntivi. Altri bonus possono essere ottenuti utilizzando spesso le skill, che ci riserveranno esperienza extra o un piccolo rifornimento di skill points in grado di riempire parte della barra e rendere i combattimenti più fluidi e dinamici (in soldoni potremo continuare ad attaccare senza preoccuparci troppo di lesinare sugli SP). A queste si aggiunge anche l’Extra Skill, una mossa speciale attivabile quando l’apposita barra sarà piena e in grado di infliggere notevoli danni a tutti i nemici a schermo.

Adol e i suoi compagni per trarre il meglio dalle skill potranno avvalersi di due mosse fondamentali che agevoleranno non poco gli scontri, stiamo parlando della Flash Move e la Flash Guard, una manovra evasiva e una parata, che se eseguite con il giusto tempismo ci permetteranno di ottenere dei benefici immediati come invincibilità per qualche istante e aumento della velocità nel caso della prima opzione, colpi critici e e ricarica SP nella seconda.

 

In questa versione “completa” del gioco vengono apportate delle modifiche a Dana, in particolar modo alle sezioni dedicate al suo personaggio. Adesso, secondo un nuovo sviluppo della storia, potrà ampliare i propri poteri aiutando delle fate in difficoltà, ottenendo in cambio potenziamenti e due nuovi stili di lotta, che funzionano in maniera analoga al cambio di personaggio presente nel gioco. “Switchando” fra uno stile e l’altro cambieranno le mosse e le abilità in possesso di Dana, così come i nemici potranno essere uccisi solamente utilizzandone uno preciso. Anche i dungeon che dovrà affrontare metteranno alla prova le sue (e le nostre) abilità, sfruttando a seconda dell’occasione un particolare potere della sacerdotessa.

Per completare Ys VIII serviranno dalle 30 (andando dritti al finale senza concedersi pause) alle 60 ore. La durata varierà in base a se sceglieremo di svolgere ogni singola attività secondaria, come il completamento della mappa di gioco catalogando tutti i punti di interesse, recuperare gli scrigni sparsi per l’isola o fermarsi a pescare negli appositi spot, sia completando una delle quest legate a questo minigioco o per il semplice gusto di farlo (magari cercando di battere qualche record di taglia). Anche le attività secondarie come le sub quest richiederanno il giusto quantitativo di tempo, mentre Interception e Suppression battle potranno essere affrontate in libertà per stabilire nuovi record, e magari ottenere premi migliori in base al risultato stabilito.

Una volta arrivati all’epilogo e conclusa l’avventura si otterrà lo sblocco di alcuni extra, come ad esempio la possibilità di ripartire con il New Game+, con annesso livello di difficoltà aggiuntivo, o continuare la nostra partita prima del boss finale, per completare il completabile o buttarsi in un dungeon aggiuntivo decisamente più impegnativo rispetto ai normali scontri del gioco (in generale a livello normale tutto scorre senza troppi problemi). Sempre per gli amanti dei contenuti extra troveremo poi nel menù principale all’avvio due nuovi voci: la Gallery conterrà tutti i filmati e le immagini del gioco, con la possibilità di essere rivisti godendosi in tranquillità ogni scena, mentre il Time Attack offrirà una nuova sfida ai giocatori chiedendo di affrontare i boss del gioco cercando di sconfiggerli nel minor tempo possibile, con la possibilità di regolare diversi parametri tra livello di difficoltà o numero di personaggi nel party.

speciale
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LOST
Ys Viii ha dalla sua solamente aspetti positivi

Se siete arrivati fin qua vi sarete accorti che abbiamo citato nel corso della recensione solamente aspetti positivi sul gioco Falcom, e attualmente, sono ben poche le cose che è possibile recriminagli a livello di gameplay. Se proprio dovessimo trovare dei difetti, questi cadrebbero sul comparto grafico. In generale YS VIII si comporta bene: buona nel complesso la fluidità, messa in crisi solamente durante alcune Suppression Battle, buona la resa delle ambientazioni, tendenzialmente molto aperte rispetto ai classici dungeon dungeon, forse più anonimi rispetto al passato (anche se i suoi momenti alla Ys li ha), così come i modelli poligonali dei protagonisti (poveri di dettagli) e le texture (alcune visivamente sottotono) sono accettabili ma decisamente migliorabili. A far accusare il colpo e trainare verso il basso questa versione sono le sue origini portatili,  che mostrano i diversi limiti tecnici imposti dalla portatile Sony.

Nonostante queste piccole sbavature tecniche l’esperienza con Ys VIII è stata più che ottima e non faticherete a passare oltre i pochi difetti evidenziati.

Anzi a Lacrimosa of Dana va anche il merito di aver abbandonato la classica visuale dall’alto utilizzata nei capitoli passati per un approccio che si va a conformare all’attuale produzione JRPG, svecchiando anche sotto questo aspetto la serie, con buona pace dei fan più incalliti che sicuramente troveranno da ridire su questa scelta. il cambio di visuale porta con se un altra aggiunta, ovvero quella di un pratico lock-on che servirà ad agganciare i nemici,  e che si rivelerà particolarmente utile contro i boss. 

Impeccabile invece il comparto sonoro, con una selezione di brani “metalleggianti” che rievocano alla memoria alcuni dei capisaldi musicali della saga. Non solo certe sonorità calzano a pennello con gli scontri o le fasi esplorative, ma i vari arrangiamenti del tema principale sono uno più struggente dell’altro, e descrivono alla perfezione la malinconia intrinseca del gioco che andremo a vivere, specialmente con Dana.

Dual audio (jap/eng) e sottotitoli in inglese chiudono il cerchio di un esperienza ludica di livello.

In conclusione...
8.5
“Trentanni e non sentirli”
Ys VIII: Lacrimosa of Dana celebra nel migliore dei modi il trentennale di attività della serie Falcom. Le ottime basi gettate con il reimagining del quarto capitolo, qua vengono migliorate ulteriormente, creando un titolo non solo divertente ed appassionante da giocare sotto il profilo del gameplay, ma in grado di mostrare una certa cura anche nella realizzazione del racconto e dei suoi personaggi, offrendo ai giocatori una delle storie più avvincenti mai apparse all'interno della serie. Questa svolta storydriven spinge la saga di Ys verso nuovi orizzonti, e vista la tendenza a dare il meglio capitolo dopo capitolo, non possiamo far altro che augurarci grandi cose per quello che ci attende il futuro. Ma per il momento, godetevi quello che a tutti gli effetti è uno degli action JRPG più riusciti di questi ultimi anni, che a testa alta, riesce a dimostrare che c'è vita al di fuori della cerchia dei "soliti noti" a patto ovviamente di giocarlo su PS4 (o PC) nella sua forma migliore.
Ottima storia e atmosfera
Sistema di combattimento semplice ma profondo
Comparto musicale al top
x Livello di sfida base sottotono
x Tecnicamente migliorabile
x Versione PS Vita castrata e tecnicamente problematica

due parole sull'autore
Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall'alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l'anno.
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