Recensione
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Cosa succede se si mettono insieme una mercenaria, un ragazzo talpa, un lottatore e una ragazza dalle misteriosi origini? World to the West ci permette di muovere questi quattro personaggi totalmente differenti tra loro all’interno di una vasta mappa divisa in tante e diverse aree estese su due diversi livelli, con una telecamera posizionata in alto, che ci dà un’idea di ciò che ci troveremo di fronte in questo particolare mondo, ricco di puzzle e di insidie, un mondo questo, che unisce ingegno a pathos, che vanno letteralmente a braccetto per tutta la durata  del gioco, e che ci permetterà di alternare fasi differenti senza annoiare il giocatore, che avrà quindi il suo da fare. Il tutto senza naturalmente dimenticare i boss finali, che potremo affrontare con un solo personaggio, e che riusciranno, come vedremo, a regalarci i momenti più significativi del gioco intero. Il viaggio è già disponibile per Xbox One, PlayStation 4, PC e Wii U in lingua italiana.

Versione Testata: Xbox One

C’è un megalomane, un bambino, una mercenaria e una ragazza misteriosa…

Partiamo dalle premesse doverose. World to the West è un titolo creato indubbiamente da persone intelligenti – ossia gli autori di Rain Games, creatori del già famoso Teslagrad che ha venduto oltre 1,6 milioni di copie in tutto il mondo – i quali hanno saputo creare un mondo pensato per quattro personaggi totalmente differenti tra loro. I quattro protagonisti, che fatta eccezione nella fase iniziale, potremo muovere come e quando vogliamo, alternandoli a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, appartengono a quattro differenti “mondi” (da non intendersi in senso solo letterale ma anche metaforico), e ben presto, volenti o nolenti, vi affezionerete a uno di loro più di quanto possiate farlo con gli altri. Il loro scopo sarà difficile, scacciare via la tirannia di un certo Tychoon, che despota autoimpostosi nel mondo, ha ormai creato un impero difficile da abbattere.

recensione
Teslagrad (Wii U)
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Difficile ma non impossibile però. Un’antica profezia vuole che un giorno, quattro persone riusciranno grazie alla loro forza e alla loro bontà a sconfiggere Tychoon e il suo impero. Di questo però se ne comincerà a parlare a partire dalla metà del gioco, quando cominceremo realmente a capire il senso di World to the West.

Come se fosse un libro
Un gioco diviso in capitoli

Com’è intuibile dal titolo di questo paragrafo, questo gioco è diviso in capitoli. I primi non fanno altro che farci conoscere i personaggi giocabili, dandoci un accenno di quelli che sono i loro poteri, ma soprattutto le loro personalità. Già, perché ognuno di loro subirà un’evoluzione anche abbastanza importante durante le ore di gioco, grazie agli oggetti che riusciranno a ottenere e agli scrigni che troveranno. La prima parte di gioco si svolge nella parte orientale della mappa: KnausThe Scrappy Survivor – è un bambino talpa che vive sotto la superficie della terra, nel secondo livello della mappa quindi, e decide di intraprendere la sua strada a causa di una tirannia che serpeggia tra la sua gente, e che come si intuirà in seguito, un mondo che è alleato con quello di Tychoon. Lord Cronington, uomo muscoloso dalla grande potenza che verrà sfidato più volte nella prima parte del gioco in sfide di velocità e di pugilato, personaggio vanesio che vuole primeggiare su tutto e su tutti; Lumina, ragazza misteriosa che si ritrova catapultata in un mondo che non conosce, sebbene capisca sin dai primi istanti che uno dei suoi avi è vissuto su quella terra e che deve essere stata una personalità alquanto importante; Teri, la mercenaria, che inizialmente lavora per Tychoon ma che, una volta imprigionata proprio dal tiranno, decide di unirsi agli altri tre e cominciare questa avventura.

 
Action e Puzzle

Come già sottolineato in precedenza, il titolo unisce fasi action a quelle più ragionate, in cui anche per superare un piccolo ostacolo, bisognerà esplorare il territorio per capire come arrivare al punto desiderato. Questo porta con sé i primi dolori e le prime gioie, in quanto World to the West non è esente da critiche… anzi. Ci è capitato più volte infatti che i comandi non rispondessero come da tutorial e questo ha aumentato le difficoltà: per fare un esempio e far rendere conto al lettore di cosa parliamo, basti pensare che a un certo punto Knaus ha la possibilità di lanciare la dinamite a lunga distanza (il ché avviene poco prima di affrontare un boss), ma quest’azione risulterà difficilissima (se non impossibile talvolta) e quindi potremo semplicemente lasciare l’esplosivo vicino al nostro personaggio e fuggire prima che questo esploda. Al tutto si aggiungono problemi legati alla fase action, in quanto non sempre i nostri colpi andranno a segno, passando a volte attraverso il corpo dei nemici, che invece potranno colpirci deliberatamente. Ma il titolo fortunatamente non è solo dolori come già affermato: la fase esplorativa è intrigante e i puzzle sono ben sviluppati, soprattutto se teniamo in considerazione che ogni personaggio ha un modo diverso per arrivare alla sua destinazione. La mappa quindi diventa ancor più grande visto che dovremo viaggiare quattro volte all’interno della stessa area. Il tutto accompagnato da una bella colonna sonora, i cui motivetti ci entreranno subito nella testa.

 

 

World to the Zelda

Superate i primissimi capitoli, i più attenti avranno potuto intuire una certa somiglianza, non tanto nella grafica ma nell’atmosfera e nel modo in cui il mondo è stato pensato, ai primissimi titoli del franchise di The Legend of Zelda. La telecamera posta in alto è solo un piccolo indizio, ma a questo se ne aggiungono altri: prima di tutto una mappa divise in aree quadrate: uscendo da una di queste aree si entra all’interno di un’altra proprio come possiamo fare muovendo Link nei titoli Nintendo di cui sopra. Il fatto che loci amoeni e loci orridi si alternino in base alla zona in cui ci troviamo ci fa pensare ancora di più a Zelda, senza considerare infine i templi o grotte all’interno dei quali entrare e “rubare” antichi manufatti, grazie ai quali talvolta entreremo in possesso di una nuova arma da utilizzare nel corso del gioco.

 

In conclusione...
7
“The Legend of Zelda: World to the West”
World to the West cerca di unire al suo interno vari generi, cercando di fare della varietà il suo punto forte. Il titolo riuscirebbe, senza i molti problemi di bug che lo attanagliano, ad avere qualche punto in più, ma i problemi spesso confondono il giocatore, creando confusione e appesantendo il titolo rispetto a quella leggerezza che gli sviluppatori avrebbero voluto dare. Il prezzo di 24,99 € è a nostro avviso troppo alto, soprattutto perché pur non essendo un titolo corto, può essere portato a termine nel giro di poche ore. Con un taglio di prezzo e meno bug il gioco è seriamente da prendere in considerazione per cui ama questo genere.
Puzzle ben architettati
Mappa pensata per quattro personaggi
Buona colonna sonora
x Tanti, troppi bug
x Trama poco affascinante
x Qualche personaggio poco carismatico

due parole sull'autore
Giuseppe “Klotien” nasce in un bel pomeriggio di maggio del 1990. Passa l’infanzia a subire gol a ripetizione a Fifa ’96, fatality a Mortal Kombat e a cadere dai dirupi di Super Mario. Cresce, ma le cose non cambiano: Neo Cortex lo spinge al limite; non pago, le prende da heartless, slime e dalla gente di San Andreas… ah dimenticavo le fatality e i gol a Pes. Passa poi a Microsoft, ma nulla cambia. Decide quindi di dedicarsi allo studio delle lingue, ma va k.o. comunque a causa delle fatality dei professori dell’università.
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