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Quando un antico male si risveglia, solo  gli eroi di Koei Tecmo possono salvare la situazione

Omega Force ha il merito e l’onere, di aver dato vita ad un intero sotto genere dell’hack ‘n slash, che ne mischia le meccaniche con i beat ‘em up. Stiamo parlando ovviamente dei Musou, genere di cui la compagnia giapponese sforna minimo un paio di esemplari all’anno. Nel 2017 dopo averci portato nel mondo di Berserk, riportati in quello di Dragon Quest e prima di trasportarci in quello di Fire Emblem, Omega Force cala l’asso e ci porta in un universo nuovo in cui gli abitanti sono minacciati da un antico male e per salvarsi sono costretti a richiamare degli eroi da altre dimensioni. Questi mondi non sono altro che i prodotti di Koei Tecmo, da Ninja Gaiden a Dead or Alive, passando per la serie Atelier e il nuovissimo Ni Oh. Questa è la base di Warriors All- Stars, il musou che raccoglie più di trenta eroi provenienti da circa vent’anni di produzioni Koei Tecmo. Disponibile dallo scorso Settembre solo per PlayStation 4, siamo finalmente pronti a darvi il nostro giudizio su Warriors All- Stars.

Per il potere del furry

Warriors All- Stars  è ambientato in un universo creato ex-novo da  Omega Force, una terra minacciata da una magia nera capace di distruggere ogni forma di vita. Per poterla scongiurare, uno dei tre eredi al trono deve sconfiggere i propri rivali, ottenendo la supremazia del territorio e l’accesso alla sacra fonte. Prima che la faida abbia ufficialmente inizio, Tamaki, una dei tre candidati,  chiama nel proprio mondo eroi provenienti da altre dimensioni che, volenti o nolenti si schierano dalla parte di uno dei  tre contendenti. Il giocatore  è chiamato a scegliere uno dei primi dieci personaggi disponibili con cui affrontare inizialmente una delle tre storie principali che porterà alla vittoria dell’erede servito. Ovviamente, essendo tre punti di vista diversi, ogni story line rivelerà nuovi particolari e, se soddisfatte  determinate richieste, reclutando nel mentre altri eroi,  si avrà accesso ad una quarta storia, che come prevedibile si concluderà con il vero finale (oltre a proporne anche un altro normale) il tutto per una durata complessiva della singola run di circa venti ore. Warriors All-Stars non ha di certo una trama complessa, ma riesce comunque a mischiare ottimamente gli eroi, regalando anche notevoli interazioni tra William (Nioh) e Ryu Hayabusa (Ninja Gaiden), o tra Arnice (Night of Azure) e Sophie (Atelier Sophie), purtroppo alcune trame secondarie vengono liquidate in fretta ma, una volta visti tutti i finali si saranno ricevute tutte le risposte. 

Squadra d’assalto

Abbiamo già parlato di come il gioco peschi qualche eroe da tutte le produzioni Koei Tecmo, famose o meno che siano, oltre quelle già citate infatti non mancano personaggi dalla trinità Warriors (Dynasty Warriors, Samurai Warriors  e Warriors Orochi) da Toukiden, da Dead or Alive e  perfino dai Pachinko dedicati al gioco d’azzardo (la bella Rio) e dal misconosciuto Opoona per Wii. Mancano purtroppo le eroine delle ultime produzioni (Blue Reflection, Night of Azure 2) ma sono assenze che  probabilmente  verranno riempite in un futuro sequel. Warriors All-Stars vi permette di controllare un team di cinque eroi (scelti tra quelli sbloccati nel corso dell’avventura) con cui  partecipare alla battaglie della storia o alle missioni secondarie. Ogni eroe ha il proprio move-set che  prende ovviamente  spunto dal suo gioco di provenienza, ma principalmente le tipologie si distinguono in fisici,da lontano e a 360°. Come da tradizione  del genere, sconfiggendo le orde di nemici si guadagnerà esperienza, e più sarà valida la performance sul campo di battaglia, più  sarà alta la valutazione e la ricompensa. Al termine di ogni battaglia gli eroi del party aumenteranno la loro sintonia, sbloccando nuove abilità passive da equipaggiare poi nell’hub. Se decideremo di cambiare un membro della squadra con cui abbiamo già raggiunto il livello di affezione massimo, quest’ultimo non sparirà nei meandri dei personaggi sbloccati, ma ci seguirà comunque in battaglia come PNG. Questa è una delle prime  nuove introduzioni di Warriors All-Stars che abbiamo apprezzato di più durante la nostra avventura: verso i capitoli finali infatti, non ci trovavamo più a dover salvare Soldato Generico A dall’attacco nemico, ma dovevamo andare in soccorso di William o di Ryu aumentandone nettamente l’immersività. Speriamo vivamente  Omega Force tenga conto di questo aspetto anche per i futuri giochi del genere.

Ci sono poi alcune caratteristiche specifiche delle battaglie di Warriors All-Stars, innanzitutto è possibile equipaggiare una carta per ogni personaggio (raffigurante l’Eroe stesso) che aggiunge ulteriori vantaggi passivi in campo, vi è poi la possibilità di attivare una special di gruppo, che porterà a schermo gli altri membri del team  in una sorta di rush-mode a tempo: più nemici sconfiggeremo più compagni appariranno a fare il tifo, una volta  finito il tempo tutti i personaggi a schermo eseguiranno una mossa combinata spazzando via  le truppe avversarie. Questo Star Power verrà concesso all’inizio dello stage e poi si riempirà eliminando mille nemici, un numero piuttosto esiguo per alcuni esponenti del genere, ma che in All-Stars raggiungeremo solo in determinate situazioni (ovvero se vi fermerete a conquistare ogni singolo territorio fregandovene del tempo). 

Arriviamo poi al principale difetto di Warriors All-Stars: messa da conto la ripetitività di fondo del genere, che gli appassionati non sentono, il nuovo musou di Omega Force  offre delle missioni secondarie  all’apparenza diverse ma che, col passare del tempo, risultano ripetitive e  necessarie solo per  accumulare denaro.Una maggiore varietà di obiettivi avrebbe sicuramente beneficiato, mentre  a conti fatti  una volta trovato il personaggio adatto ai vostri gusti, vi basterà utilizzare solamente quello per portare a termine il gioco.

Un altro mondo grafico

L’altro grande difetto di Warriors All-Stars  è il suo comparto tecnico decisamente arretrato e non all’altezza di altre produzioni Omega force degli ultimi anni (come ad esempio Pirate Warriors 3). Pur mischiando degnamente i diversi stili grafici degli eroi delle varie serie, si nota in maniera evidente lo sviluppo in terra natia per poter girare anche su PlayStation Vita, motivazione principale dietro la scarsità degli ambienti e dei modelli avversari. L’unica eccezione al comparto visivo datato si ha durante i filmati in CGI che riescono a risollevare il livello della produzione e  a fomentare durante  alcune entrate in scena o determinati scontri. L’altra faccia della medaglia purtroppo è rappresentata da alcune scene importanti narrate solo da immagini dei personaggi statiche, rovinando in più di un’occasione il momento. Il titolo è completamente in inglese ed è disponibile il dual audio in giapponese dove gli eroi  trovano i loro interpreti delle produzioni da cui provengono, un’ottima scelta che si aggiunge ad una colonna sonora onesta e senza pretese che riesce ad accompagnare il giocatore nel massacro delle truppe nemiche.

 

In conclusione...
7.5
“C'è Opoona utilizzabile... avete bisogno d'altro?”
Warriors All-Stars è il musou che raccoglie tutti gli eroi Koei Tecmo più famosi in un'unica battaglia. L'operazione è però riuscita solo in parte: se i trenta personaggi risultano ben caratterizzati ed integrati tra loro con delle buone scelte di meccaniche, il tutto si muove su un campo tecnicamente arretrato. Inoltre la grande ripetitività delle missioni secondarie potrebbe arrivare a stancare anche i fan più stoici del genere. La speranza è che Omega force raccolga le cose buone di All-Stars e le mantenga per i prossimi titoli e chissà anche per un papabile sequel.
Personaggi da praticamente ogni produzione KT
Qualche nuova meccanica ben riuscita
Finali multipli
x Tecnicamente inadatto
x Missioni secondarie ripetitive

due parole sull'autore

Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull’account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).

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