Recensione
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Con titoli più e altri meno riusciti, PlayStation VR ha comunque il grandissimo pregio di essere riuscito a portare la realtà virtuale all’interno delle case di più di un milione di persone (secondo gli ultimi dati di vendita). È innegabile, effettivamente, la totale immersione che il visore targato Sony (come del rest anche gli altri disponibili, sia chiaro) riesca a dare una volta indossato. Un’immersione che, sino a quando non la si prova, non può essere compresa e ancor meno espressa a parole. Logica vuole, però, che quando si parla di immedesimazione in un gioco, il titolo risulti più interessante se sviluppato come un FPS (o comunque in prima persona), permettendo così al giocatore di vivere l’avventura proposta e non “solamente” di giocarla. I ragazzi di Forge Reply, però, non la pensano esattamente così ed ecco che, dopo il successo ottenuto con il gioco dedicato al personaggio di Lupo Solitario, tornano sul mercato con un titolo VR in terza persona. Theseus, questo il nome del progetto, è già disponibile sul PSN al prezzo di 19,90€ e ci metterà nei panni del leggendario eroe greco alle prese con il celebre labirinto di Cnosso e con l’ancora più celebre Minotauro. Sarà riuscito il team italiano a conquistarci con questa particolare scelta di telecamera e, più in generale, con tutta la realizzazione della loro nuova opera videoludica?! Scopritelo subito nella nostra recensione!

Il labirinto che non ti aspetti
Theseus narra una versione alternativa del mito di Teseo del Minotauro

Sin dai primi minuti di gioco ci si rende conto del lavoro di rielaborazione del mito compiuto dai ragazzi di Forge Reply che, grazie a poche linee di dialogo, ci fanno ben capire che non si tratta della storia originale di una versione alternativa delle avventure di Teseo. Ad ogni modo, il comparto narrativo di Theseus riesce ad interessare grazie ad un’atmosfera di altissimo livello e ai pochi dialoghi che lasciano intendere che, nel labirinto, c’è nascosto ben più di quanto si possa pensare. Peccato che il colpo di scena finale serva solamente ad aumentare la curiosità del giocatore, senza però dare tutte le spiegazioni necessarie per la totale comprensione dell’avventura e lasciandolo, inevitabilmente, con un po’ di amaro in bocca. Del tutto assente il carisma del protagonista nel quale, comunque, riusciamo abbastanza ad immedesimarci grazie ad una regia oculata e ben studiata per enfatizzare alcune scene piuttosto che altre. Il labirinto, inoltre, può quasi essere considerato un personaggio a sé stante, grazie al fascino che trasuda e che viene opportunamente ampliato dall’utilizzo del PlayStation VR. Noi abbiamo completato l’avventura, lasciando indietro un paio di “collezionabili”, in circa 2 ore, cosa che rende la longevità generale del titolo leggermente bassa, ma non troppo lontana dalle altre produzioni di questa fascia di prezzo per il visore Sony.

Telecamere tra i corridoi
Theseus riesce ad immergere il giocatore nel labirinto, mettendolo a fianco del protagonista per tutta l’avventura

Come già accennato nel paragrafo di apertura, Theseus è un action in terza persona per PlayStation VR. Prima di passare alle effettive meccaniche di gioco, permetteteci una parentesi su questo punto. Il titolo si gioca con un normalissimo Dualshock 4, “limitando” il movimento della testa alla gestione della telecamera all’interno dei vari corridoi del labirinto. Immaginate un titolo a telecamera fissa come i vecchi Resident Evil e aggiungeteci la possibilità di muovere l’inquadratura con un semplice spostamento della testa. Il risultato, dobbiamo ammetterlo, è riuscito a stupirci e a conquistarci quasi subito, donandoci un senso d’immersione davvero unico. Sia chiaro: stiamo parlando di immersione e non d’immedesimazione. La scelta di questo tipo di telecamera da parte di Forge Reply non ci permette di sentirci Teseo, ma di stare accanto a lui per tutto il corso dell’avventura, un po’ come se fossimo presenti all’interno di un film che, però, controlliamo con il nostro Dualshock 4. Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio c’è da dire che alcuni limiti si sentono, soprattutto per quanto riguarda la parte di “platforming” e di combattimento. I movimenti di Teseo, infatti, risultano abbastanza legnosi e, pur non rendendo il titolo ingiocabile, non gli permettono di brillare nell’Olimpo dei videogames. I mostri che incontreremo all’interno del labirinto possono essere allontanati con la torcia e colpiti con la spada, ma ammettiamo che, una volta scoperto che colpendoli con la torcia vengono ridotti in fin di vita, la paura di affrontare queste creature è scomparsa di colpo, rendendo gli scontri successivi molto più semplici. Durante il nostro peregrinare tra i corridoi troveremo alcuni cadaveri che, oltre ad essere utili ai fini narrativi, fungono da veri e propri collezionabili, permettendoci di guadagnare il relativo trofeo una volta trovati tutti. Interessanti tutte le parti legate al Minotauro che, nonostante non si veda molto nel corso della nostra breve avventura, risulta essere un antagonista spaventoso e virtualmente imbattibile.

Minotauro is the new Dahaka

Da un punto di vista tecnico, Theseus non fa gridare al miracolo, ma offre ambienti ben riusciti, un buon character design e, più in generale, un’atmosfera che riesce nel suo scopo principale: emozionare. Segnaliamo, però, come il nuovo design del Minotauro (visto anche il suo ruolo all’interno del gioco) ci abbia ricordato il Dahaka di Prince of Persia: Spirito Guerriero, dove anche in quel caso il protagonista era costretto alla fuga da questa creatura vista la sua incapacità di poterla sconfiggere. Buona la colonna sonora che mescola musiche ispirate (pur non rimanendo in testa una volta completata la storia) a suoni inquietanti che ci hanno reso ancora più vicini alle gesta di Teseo. Per quanto riguarda i bug, segnaliamo che in un paio di casi abbiamo dovuto riavviare la partita perché ci siamo trovati trasportati in un’area vuota dalla quale non era possibile fuggire e dalla quale potevamo vedere il Minotauro presente molti livelli più in basso. Niente di sconcertante, sia chiaro, ma preferiamo comunque farvelo notare per completezza. Del tutto assente, invece, il motion sickness nonostante l’utilizzo prolungato del visore.

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In conclusione...
7
“Bello, ma a quando il sequel?!”
Theseus è un prodotto che riesce nel suo intento: emozionare e coinvolgerci in un'avventura al fianco del celebre eroe greco che da il titolo al lavoro del team italiano. Per quanto il gameplay risulti a volte troppo semplicistico e/o macchinoso, Forge Reply è riuscita a creare un action in terza persona per PlayStation VR che si contraddistingue da tutte le altre produzioni per il visore Sony e che, senza dubbio, ci sentiamo di consigliare a coloro che sono alla ricerca di un nuovo titolo capace di immergere il giocatore in un'ambientazione davvero curata e dall'innegabile carisma. Peccato per una durata non esaltante e per la trama che decolla solo nel finale, elementi che purtroppo non permettono a Theseus di risultare obbligatorio da recupeare, ma che comunque ci sentiamo di promuovere più che discretamente. Insomma: vista la qualità degli ultimi lavori, non vediamo l'ora di vedere Forge Reply all'opera sul loro prossimo progetto!
Atmosfera riuscita
Telecamera usata in modo intelligente
Gameplay semplice, ma funzionale
x Longevità non esaltante
x Trama che decolla solo nel finale
x Gameplay talvolta troppo semplice

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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