Recensione
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Uscito lo scorso Settembre su PC, The Vanishing of Ethan Carter è un’avventura in prima persona dalle tinte thriller che ha riscosso notevoli consensi sia di critica che di pubblico. Come ormai è consuetudine a distanza di quasi un anno arriva l’immancabile la versione console, disponibile su PlayStation 4 al costo di €18.99 (€17.03 per gli abbonati PS Plus).

Che fine ha fatto Carmen Sandiego Ethan Carter?
The Vanishing of Ethan Carter non ti prende per mano

The Vanishing of Ethan Carter è nato con uno scopo. The Astronauts, gli sviluppatori, avevano in mente una formula precisa quando hanno concepito il gioco, quello di creare un’avventura che fosse giocabile da chiunque in piena libertà. Il monito iniziale che appare nella prima schermata è ben chiaro. Diversamente da altri titoli, The Vanishing of Ethan Carter non ti prende per mano e non ti guida, anzi, ti concede di esplorare in tutta libertà, nei limiti del possibile ovviamente, tutta l’aera della Red Creek Valley (dove si svolgono i fatti narrati) e scoprire tutti i dettagli sulla scomparsa di Ethan Carter, un dodicenne che sembra svanito nel nulla.

 

Il giocatore impersonerà un detective del paranormale, Paul Prospero, avvezzo ad eventi fuori dal comune. Penserete voi, cosa lega un detective dell’occulto ad un ragazzino? Ebbene il caro Prospero si è interessato a lui dopo aver ricevuto una lettera, una come tante scritta al proprio idolo, ma che dentro nascondeva dettagli preoccupanti (e per Prospero decisamente interessanti) che un comune ragazzino non dovrebbe conoscere. Ed è qua che inizierà la nostra avventura, alla ricerca di Ethan Carter e del segreto che nasconde la sua famiglia, fra efferati omicidi e creature di un altro mondo.

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La storia di The Vanishing of Ethan Carter mescola sapientemente elementi thriller, noire e horror trovando un’equilibrio perfetto per tutta la durata del racconto. L’ispirazione ai massimi esponenti di questo genere letterario, come Stephen King o H.P. Lovecraft è palpabile in ogni singolo momenti e riesce a tenere il giocatore sulle spine, snocciolando senza troppa fretta nuovi dettagli narrativi che andranno a delineare passo dopo passo l’interessante epilogo. La natura libera del gioco permette attivare i vari eventi nell’ordine di scoperta e di riuscire a funzionare bene pur mescolando le carte sul tavolo. Addirittura, sarà possibile arrivare al finale saltando alcune scoperte.

 

C’è però un ma, una contraddizione proprio sul finale, un’incongruenza stilistica che sembra rimangiarsi tutte le premesse fatte ad inizio gioco. Infatti, una volta trovato Ethan Carter non potremo assistere al finale del gioco se prima non avremo attivato tutti gli eventi e risolto i vari enigmi presenti, segnalandoci la zona dove sono presenti e la possibilità di teletrasportarsi sul luogo del misfatto. Una scelta questa che stride con quella della libertà, ma evidentemente necessaria ai fini narrativi e far funzionare il tutto senza intoppi.

Vanishing point
The Vanishing of Ethan Carter offre soluzioni interessanti

Anche sul piano ludico The Vanishing of Ethan Carter offre soluzioni interessanti pur sfruttando una struttura basilare e di facile apprendimento. Da buon detective, Prospero dovrà risolvere dei brevi casi analizzando le prove che troveremo girando per i boschi di Red Creek Valley. Dovremo rimettere insieme i pezzi del puzzle investigativo, e una volta trovati sulla scena tutte le prove, basterà ricostruire i fatti, mettendo in ordine cronologico gli eventi dell’accaduto. Si avvierà così un filmato che ci narrerà alcuni momenti della vita di Ethan Carter e della sua famiglia e ci permetterà di far chiarezza sul caso.
Sebbene gli enigmi proposti siano abbastanza facili da risolvere (di sicuro quello che ci ha messo a dura prova è quello dei portali della casa) anche qua come per la storia, tutto è ben integrato ed inserito naturalmente nel gioco, senza troppe forzature come capita in altri titoli in presenza di enigmi da risolvere.

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Purtroppo arrivare alla conclusione di The Vanishing of Ethan Carter sarà anche fin troppo veloce. Anche completando tutto (compresa una “missione” segreta) difficilmente arriverete a superare le 4 ore di gioco totali, una durata “giusta” in rapporto allo sviluppo della storia, molto filmica come proposta ludica, ma che si scontra con un prezzo forse fin troppo alto, nonostante l’incredibile qualità complessiva.

C’è una strada nel bosco, il suo nome conosco
ogni elemento scenico della vasta area di gioco è stato creato per valorizzare l’atmosfera

La conversione per PS4 rirpopone il gioco in tutto il suo splendore, passando dall’Unreal Engine 3 della prima uscita su PC alla quarta versione dell’engine di Epic (successivamente aggiornato anche su PC all’UE4) e differenziandosi principalmente per il sistema di illuminazione e di refrazione. Nel complesso il risultato è ottimo, e ogni elemento scenico della vasta area di gioco è stato creato per valorizzare le inquietanti e malinconiche atmosfere che si respirano nel gioco.
Ogni ambientazione, vissuta in prima persona attraverso gli occhi di Paul Prospero affascina il giocatore intento ad esplorare ogni anfratto di Red Creek Valley, che con le sue tinte smorte, autunnali, ci immerge in un mondo che sembra sospeso nel tempo e sarà qiasi del tutto impossibile rimanere impassibili di fronte a certi scorci che ci troveremo davanti.
Non tutto è oro quel che luccica perché purtroppo questo adattamento soffre di alcuni fastidiosi problemi legati al frame rate e alla fluidità, tallone d’Achille di questa nuova generazione di console. Un problema di cui gli sviluppatori sono ben consci (dovuto al fatto di non aver bloccato il frame rate a 30 fps) e che si spera venga risolto al più presto. Vista la natura del gioco, che ci spingerà ad un’esplorazione lenta ed meticolosa, questo influirà in maniera meno incisiva, riuscendo a chiudere un occhio su questo aspetto poco riuscito.

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A dare maggior spessore al gioco troviamo la bellissima colonna sonora emozionale composta da Mikolai Stroinski (già autore della soundtrack di The Witcher 3) che, seguendo la traccia delle atomosfere che andremo a vivere, sottolineerà i momenti di tensione che andremo a vivere, lasciando spazio, quando il registro lo richiede, ai rumori ambientali della Red Creek Valley.

Il gioco propone poi un buon doppiaggio in lingua inglese, mentre i testi del gioco sono adattati in italiano.

In conclusione...
8
“Cthulhu is my Copilot”
Con The Vanishing Of Ethan Carter i polacchi The Astronauts confezionano un ottimo titolo per gli amanti delle avventure ricche di mistero e suspance. L'ambientazione, le atmosfere maliconiche e l'ottimo mix narrativo/ludico sono gli ingredienti perfetti per un gioco al quale sarà facile affezionarsi, ma che tenderà a consumarsi troppo velocemente. Purtroppo la libertà promessa ad inizio gioco trova sul finale la sua contraddizione più grossa, vanificando tutte le premesse fatte e obbligando a completare tutti gli obiettivi prima di poter assistere all'epilogo. Troviamo inoltre anche qualche problema tecnico legato al frame-rate, fastidioso, ma sul quale riusciamo a chiudere un occhio vista la bontà del titolo, con la speranza che venga corretto il prima possibile con una patch.
Grande storia ed atmosfere
Enigmi ben congegnati
Comparto tecnico immersivo...
x ...sebbene non esente da problemi
x La libertà promessa vanificata nel finale
x Prezzo troppo alto in rapporto alla durata

due parole sull'autore

Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall’alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l’anno.

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