Recensione
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Quando in occasione della Gamescom lo scorso Agosto, mettemmo le mani su The Little Acre, rimanemmo incantati dal comparto visivo del titolo di Pewter Games, completamente composto da animazioni 2D create a mano, che ricordavano i film di animazione di Don Bluth. Distribuito da curve Digital nella giornata di oggi (13 Dicembre) su PlayStation 4, Xbox One e PC a 12,99 €, sarà riuscito The Little Acre ad incantarci anche nella versione completa?

Versione testata: Xbox One

There and back again

Il padre di Aidan è un inventore, vive in un piccolo appezzamento di terreno insieme al figlio, alla nipotina Lily e al cane Dougal, dove esamina dei portali spaziotemporali. Lo scienziato è ormai sparito da settimane quando Aidan scopre l’ultima invenzione del padre e finisce a Clonfira, mondo parallelo ricco di misteri ed enigmi. Per salvare il padre e il nonno scomparsi, anche la piccola Lily deciderà di attraversare il portale, in un vortice di inseguimenti su due storie parallele che compongono la breve e riuscita trama di The Little Acre. L’avventura grafica di Pewter Games si riesce a completare in poco meno di tre ore (a seconda della vostra abilità) in cui verrete catapultati da un mondo all’altro e da un personaggio all’altro in cerca di indizi e risolvendo enigmi ambientali tipici di un’avventura punta e clicca. Tutti i protagonisti di The Little Acre hanno il loro momento di gloria, non solo per gli eventi della trama ma anche grazie, e soprattutto, alle magnifiche animazioni disegnate a mano. L’intera esperienza è catalogabile come un lungometraggio animato interattivo, con un cast interessante e senza dubbio riuscito. Una volta raggiunti i titoli di coda però, si ha quella spiacevole sensazione di volerne ancora, rendendo la breve durata di The Little Acre una pugnalata alla schiena.

Probably used a walkthrough
Un’avventura grafica punta e clicca ben adattata al controller

Abbiamo già ripetuto più volte di come The Little Acre sia un’avventura grafica vecchio stile: nei panni di Aidan (o della piccola Lily) dovrete risolvere enigmi ambientali più o meno complessi, che vanno dal preparare la colazione ad accendere una sequenza di interruttori per poter raggiungere i portoni di Clonfira. Il tutto come da tradizione del genere cliccando su qualsiasi oggetto con cui è possibile interagire, e aggiungendo al nostro inventario determinati strumenti, poi riutilizzabili per risolvere i suddetti quesiti ambientali. Come ogni avventura grafica che si rispetti, il gameplay di The Little Acre da il meglio con Mouse e tastiera, ma il pad di Xbox One si comporta egregiamente, abilitando i movimenti dei protagonisti all’analogico sinistro, il menù a Y e le interazioni agli altri tre tasti del controller. L’unica nota negativa è dovuta ad un’eccessiva ciclicità dell’apertura dell’inventario ogni volta che si fallisce un’interazione, minando leggermente il ritmo di gioco. Purtroppo gli enigmi di gioco non sono molto difficili, e si possono risolvere con un minimo di esplorazione dell’ambiente: nel caso di difficoltà, potrete richiedere l’aiuto al gioco, direttamente dall’inventario. Pewter Games ha inserito anche alcune animazioni e dialoghi segreti che si attivano risolvendo gli enigmi velocemente o al primo tentativo, andando ad arricchire la breve esperienza di The Little Acre.

 

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When in doubt, Dance it out

A conti fatti, non si può non elogiare il superbo lavoro d’animazione 2D fatto da Pewter Games: ogni gag, scena toccante e movimento in generale nella mappa di gioco, è studiato nei minimi particolari e ricorda il già citato Don Bluth. Il lavoro certosino del character design di ogni protagonista  è quasi simile a quanto visto nel cast principale di The Banner Saga ma, dato il minor numero di personaggi, The Little Acre riesce a caratterizzarli tutti solamente dall’aspetto e dalle movenze. Aidan, Lily e perfino Dougal sembrano essere usciti da una produzione animata, anche grazie al doppiaggio e  alla colonna sonora che fa da traino alle vicende. Ogni elemento, dal gatto nero del laboratorio fino al misterioso Meer, passando per una pianta gonfia d’acqua e un bruco troppo cresciuto, è ben studiato e collocato perfettamente nell’economia della storia.
The Little Acre è purtroppo disponibile solo in inglese, tagliando fuori dal mercato quella fetta di pubblico che avrebbe potuto apprezzare un’avventura così vecchio stile (almeno nel nostro paese).

In conclusione...
7.5
“Blind goes up!”
Messa un attimo da parte la facilità con cui è possibile portare a termine l'avventura di Aidan e Lily, quel che resta quando si completa The Little Acre è una sensazione di volerne ancora, grazie alla cura delle animazioni 2D completamente disegnate a mano e alla storia, semplice ma ben raccontata dai ragazzi di Pewter Games. Un lungometraggio animato interattivo che potrebbe intrattenervi in questi freddi pomeriggi, soprattutto se siete in carenza di avventure grafiche punta e clicca.
Capace di intrattenere per tutta la sua durata
Storia ben raccontata
Ottime animazioni
Buon doppiaggio e colonna sonora...
x ...purtroppo solo in lingua inglese
x Breve durata
x Forse troppo facile

due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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