Recensione
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HB Studios negli anni ha legato in maniera pressoché indissolubile il suo nome ai videogiochi a tema sportivo. Dagli esordi nel 2001 con Cricket 2002 fino al recente Home Run Derby 2014 per piattaforme mobile, passando per gli adattamenti di serie come FIFA e Madden per le console “minori”, lo sport è stato una costante nei lavori degli sviluppatori canadesi. Questa volta tocca al Golf, territorio già esplorato con le versioni PSP e PS2 di Tiger Woods PGA Tour 10: The Golf Club segna l’esordio di HB Studios su console di nuova generazione (per ora Xbox One, con una versione PS4 già in cantiere) con l’obbiettivo di offrire a tutti gli appassionati un titolo fortemente votato alla simulazione e con pochi fronzoli. Quale sarà il risultato?

Versione testata: Xbox One

Far parlare la mazza
in mancanza di licenze ufficiali, The Golf Club punta forte sul gameplay

Non potendo contare su licenze ufficiali per quanto riguarda campi e giocatori, The Golf Club punta forte sul “nocciolo” dell’esperienza: il gameplay. La levetta destra controlla forza e curvatura di ogni tiro, riproducendo fedelmente il movimento che il giocatore le imprime, mentre quella sinistra si occupa di orientare posizione ed angolazione. I due dorsali consentono la scelta della mazza (con una finestrella in alto a destra che riporta lo strumento correntemente in uso e la distanza massima che permette di coprire con un buon tiro), mentre il grilletto LT permette di regolare il punto d’impatto della mazza sulla pallina, dando la possibilità quindi di allungare ed accorciare la distanza massima percorribile da questa e l’altezza del tiro. Completano la dotazione i tasti frontali, capaci di agire sulla telecamera mostrando diverse “viste” del campo per meglio capire come arrivare in buca.

I neofiti potrebbero trovarsi spiazzati

Il risultato finale dal punto di vista ludico è quello di un sistema di controlli riuscito che richiede un certo sforzo da parte del giocatore per essere padroneggiato a dovere, capace quindi di dare tantissime soddisfazioni agli appassionati. I neofiti invece potrebbero avere più difficoltà e trovarsi spiazzati, specie all’inizio, complice anche la quasi totale assenza di tutorial che costringe quindi ad assimilare le meccaniche secondo un approccio “a tentativi”.

Buche in compagnia
I pochi contenuti vengono compensanti dal potente editor, che scongiura l’ “effetto Palunca”

Il gameplay da solo però, per quanto possa strizzare l’occhio ai golfisti da divano, da solo non poteva compensare la mancanza di licenze. HB Studios ha affrontato il problema con una strategia abbastanza peculiare: ignorandolo del tutto e dando al giocatore tutti gli strumenti per colmare da se questo vuoto. Piuttosto infatti di inondare il titolo di contenuti fittizi o di “cloni” dei campi più famosi gli sviluppatori hanno inserito un numero veramente risicato di percorsi “di base”, rilasciando però un potentissimo editor che permette di generare i propri campi. Oltre a scegliere un tipo di base (per esempio “autunno” o “deserto”) il giocatore può anche variare a piacimento la quantità di alberi, acqua e rialzi del terreno, oltre ad agire in modo più diretto sulla sua creatura scegliendo zolla per zolla altezza e tipo di superficie del tutto. Pur però non presentando particolari problemi di sorta (ad eccezione di qualche rallentamento quando vengono variate le percentuali di acqua ed alberi del campo, con il gioco che “freezza” per un paio di secondi per poi riprendere tranquillamente) la fruizione dell’editor è sicuramente più immediata dietro al monitor del computer in compagnia di mouse e tastiera, piuttosto che tramite il controller di Xbox One. Qualche attenzione infine alla componente social del titolo, feature ormai andata a sdoganarsi con la nuova generazione di console, che permette oltre alla condivisione delle proprie creazione (e alla fruizione di quelle di altri), di vedere su quali campi stanno giocando i membri della propria lista amici e di fruire dell’esperienza anche in multigiocatore locale.

Il Green è la buca con la banderuola?
La resa visiva è abbastanza arretrata

Dal punto di vista tecnico, eccettuati le già nominate “pause di riflessione” dell’editor, l’esperienza va avanti fluida e senza problemi particolari. Sicuramente d’aiuto in questo è però la resa visiva generale del titolo, abbastanza arretrata sia per quanto riguarda la risoluzione (per ora ferma a 720p) che per quanto riguarda il dettaglio dei vari elementi dello scenario, abbastanza scarno e piatto. Nulla di particolare da dire sul sonoro, presente in sostanza solo all’interno dei menu, che in quanto “accessorio di contorno” si accontenta di fare il suo senza particolari meriti (o demeriti).

In conclusione...
7.5
“In guerra e in carestia ogni buca è galleria”
The Golf Club è quindi un prodotto che strizza l'occhio (forse in modo un po' troppo marcato) agli appassionati del golf e delle relative riproposizioni domestiche. Il problema della mancanza di licenze viene aggirato non proponendo i soliti "cloni" di percorsi più blasonati ma piuttosto mettendo tra le mani del giocatore un editor davvero potente, per quanto forse più adatto al pc, e scongiurando quindi l' "effetto Palunca" (ovvero quella strana sensazione che si prova quando vengono proposti cloni dal nome storpiato in mancanza d'altro).
Gameplay riuscito e soddisfacente
Editor veramente ricco e potente...
x ... Ma forse più adatto su PC
x Graficamente arretrato
x Non proprio a misura di neofita

due parole sull'autore
Laureato con disonore in Informatica e presunto webmaster del sito, tra una cosa e l'altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. Potete leggere i suoi sproloqui nelle sue recensioni e più o meno in qualunque articolo porti la sua firma.
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