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Sapevamo che, prima o poi, la serie di The Elder Scrolls avrebbe sfoderato gli assi nella propria manica, ma non ci saremmo mai aspettati che li estraesse tutti insieme e li usasse per fare dei mazzi di carte.

 

Mentre aspettiamo e speriamo nell’annuncio di un nuovo capitolo della serie principale (la conferenza Bethesda all’E3 sarà proprio in questi giorni, dopotutto), abbiamo pensato di intrattenerci con The Elder Scrolls: Legends, un card-game immerso di peso nell’universo di The Elder Scrolls che punta a garantire battaglie divertenti per tutti gli amanti del genere. Il titolo è stato rilasciato da Bethesda lo scorso 9 marzo in via del tutto gratuita, e da allora ha iniziato a raccogliere sempre più giocatori amanti della saga, del fantasy o dei card-game in generale, grazie al suo gameplay pulito, immediato e soddisfacente al punto giusto. Trattandosi di un free-to-play, tuttavia, le limitazioni al titolo completo non sono certo poche, anche se tutt’altro impossibili da aggirare; ma sarebbe il caso di chiedersi se il gioco valga la candela così com’è, o se sia il caso di lasciarlo sugli “scaffali digitali” dei nostri store di riferimento preferiti.

The Elder Scrolls: Legends è disponibile gratuitamente per PC (tramite il nuovo Bethesda Launcher o su Steam), Mac, Android e iOS.

 

Versione testata: PC

 

 

Gioco una carta coperta

Per quanto un comparto narrativo possa contare relativamente, all’interno di un card-game, The Elder Scrolls: Legends tenta di raccontare comunque una storia immersa nel mondo della serie, e con le caratteristiche tipiche di tale universo. Il giocatore potrà scegliere il proprio avatar entro certi limiti (una scelta che influenzerà il tipo di carte raccolte alla fine di ogni battaglia), seguendo la solita classificazione in razze di The Elder Scrolls, e dovrà sventare i piani del malvagio elfo Naarifin, che ha invaso il cuore dell’Impero e vuole liberare i temibili Daedra dalla Torre d’Oro Bianco. Lo scopo del giocatore sarà sventare i piani di Naarifin, combattendo contro numerosi avversari nel corso dell’avventura e compiendo di volta in volta scelte che influenzeranno la storia o la composizione del proprio mazzo.

 

The Elder Scrolls: Legends è un free-to-play con micro-transazioni non troppo invasive

 

Il free-to-play di Bethesda è però diviso in “Avventure”, delle quali solo la prima risulta giocabile gratuitamente; tutte le altre dovranno essere acquistate con la valuta del gioco, l’oro imperiale, che può essere ottenuto completando missioni giornaliere, eventi ufficiali o semplicemente spendendo denaro reale. Questo è, ovviamente, un grosso limite per il gioco completo, che non può effettivamente essere portato a termine a meno di spendere davvero parecchio tempo nel gioco, o spendendo dei soldi veri per ottenere sempre più denaro virtuale. Non è, però, un problema in sé e per sé; principalmente considerato il fatto che The Elder Scrolls: Legends è un gioco basato fortemente sulle esperienze online.

 

Dov’è il mio oro?

Il gameplay di Legends è, tutto sommato, abbastanza profondo e interessante. Il giocatore sarà costretto a completare la prima avventura gratuita (che funge a conti fatti da tutorial completo) prima di poter affrontare altri avversari online, e questo non è necessariamente un difetto: attraverso i primi nove livelli, chi gioca potrà imparare le basi della formula di card-game proposta da Bethesda, che riesce comunque a garantire battaglie ritmate, intense e con una buona dose di strategia a monte.

Il campo da gioco è diviso in due lati verticalmente, con gli avatar dei due sfidanti rispettivamente in cima e in fondo al campo di battaglia. Il giocatore, sempre il più vicino allo schermo, potrà posizionare le proprie carte nell’uno o nell’altro campo, decidendo di attaccare di volta in volta i nemici della zona corrispondente. Uno sguardo all’immagine sottostante potrà essere utile a comprendere quanto descritto:

 

The Elder Scrolls: Legends

 

Una tale divisione del campo può sembrare una scelta del tutto superflua, specie considerato che è possibile attaccare direttamente l’avversario in qualunque momento della partita, a prescindere dal numero di mostri avversari sul campo; la scelta degli sviluppatori, però, prende senso quando il gioco introduce la meccanica delle Guardie. Tali carte speciali (nell’immagine, contornate da una sorta di armatura dorata sui quattro angoli) costringeranno tutte le creature avversarie nella loro zona a scagliare i propri colpi su di esse, fungendo a conti fatti da “Tank” e assorbendo i colpi nemici. Per questo motivo, chi gioca potrebbe scegliere di spostare la propria offensiva sul campo adiacente, per risparmiare carte e risorse e avviare un attacco più serrato nei confronti dell’avversario.

Ogni carta, com’è intuibile già dall’immagine, avrà un coefficiente offensivo e uno di difesa, che si andranno a scontrare ad ogni attacco sferrato. Non mancano le carte dotate di particolari abilità (come la capacità di attaccare una volta schierate, senza aspettare un turno), e in generale sembra che la quantità di creature disponibili sia veramente sconfinata; i più “pigri” potranno comunque acquistare dei mazzi pre-composti (sempre con denaro reale) per non dover selezionare la propria offensiva carta per carta, mentre chi preferisce tale approccio potrà in ogni caso acquistare dei mazzi da “scartare” direttamente dallo store.

 

Il gameplay è molto più profondo di così; vi invitiamo a provarlo in prima persona, per assimilarlo più di quanto non riuscireste a fare leggendo qui ogni singola meccanica.

 

Per un’occhiata preliminare, Bethesda ha preparato un video introduttivo proprio per presentare il gameplay, che potrete trovare qui di seguito.

 

 

Nel complesso, le partite con altri giocatori sono difficilmente squilibrate dall’uso di carte troppo potenti, anche perché le creature più devastanti possono essere giocate solo dopo molti turni; in gran parte dei casi, quindi, tutto si riduce a un gioco di strategia e fortuna, che vedrà i due giocatori scontrarsi soltanto attraverso l’uso di tanta esperienza e astuzia.

 

Una menzione speciale al lato tecnico

Per quanto riguarda la parte tecnica e visiva, ci sentiamo in dovere di elogiare il lavoro svolto dagli sviluppatori. Il campo di battaglia è un tripudio di fumo, esplosioni, effetti particellari e animazioni fluide, splendide da vedere in ogni parte; il sonoro è curato nei minimi dettagli, e in generale una partita a Legends è sempre tanto piacevole da vedere quanto da giocare. Nonostante le limitazioni al gameplay e i “problemi” alle microtransazioni tipici dei free-to-play (è ovvio che chi è disposto a spendere più soldi avrà molte più avventure, più carte e di conseguenza più opzioni diverse per costruire il proprio mazzo), bocciare The Elder Scrolls: Legends sarebbe quindi una cattiveria fin troppo gratuita e non necessaria, dal momento che un po’ di esperienza può aiutare a vincere comunque anche le battaglie più complicate. Il divertimento non manca, e gli artwork impiegati per le carte stesse sono spesso molto belli da vedere; se siete appassionati del genere, dunque, il nostro consiglio è di dargli una chance, almeno in attesa dell’uscita di Gwent. Anche se, vi ricordiamo, potreste partecipare gratuitamente alla beta pubblica di quest’ultimo in qualunque momento lo desideriate.

In conclusione...
Si
“Ora mi faccio un mazzo così.”
The Elder Scrolls: Legends è un free-to-play, e già questa frase sarebbe abbastanza descrittiva della sua condizione. Non neghiamo che abbia delle limitazioni (anche poco eleganti: dover comprare ogni singolo pezzo dell'avventura può essere abbastanza fastidioso), ed è ovviamente affetto dalla "sindrome delle loot-box" che colpisce i free-to-play fin dalla loro nascita, ma anche nel suo piccolo riesce a garantire una certa quantità di divertimento, soprattutto quando si tratta di sconfiggere un avversario più abile di noi. In quei casi, la fortuna e i soldi contano poco: esperienza, astuzia e abilità possono portare alla vittoria, spingendoci a tornare periodicamente sul titolo in periodi di noia. In sostanza, Legends non può essere bocciato sulla base del gameplay o dell'aspetto tecnico, perché entrambi sono più che solidi; e, se avete modo di prenderlo su mobile, consigliare il download è ancora più semplice. Indubbiamente non sarà un capolavoro, né mira ad esserlo; ma, nel suo piccolo, siamo sicuri che saprà darvi buone soddisfazioni.
Ottima cura degli aspetti tecnici
Gameplay profondo e divertente
Meccaniche interessanti
Pur entro certi limiti...
x ... Solito problema: chi più paga, più vince
x Trama decisamente irrilevante
x Pesanti limitazioni al single-player

due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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