Recensione
di
il

Circa un mese in quel di Treviso fa avevamo messo mano sulla versione giapponese dell’ultimo titolo su licenza sviluppato da Omega Force e dedicato ad uno dei manga di successo degli ultimi aanni: Shingeki no Kyojin (Attack on Titan, L’Attacco dei Giganti). Lo scorso 26 Agosto A.O.T.  Wings of Freedom è stato reso disponibile nei negozi per PlayStation 4, Xbox One ed in digitale su PC, PlayStation 3 e PlayStation Vita, ad un prezzo di partenza di 59,99€.  Avrà confermato quanto provato in anteprima?

Versione Testata: PlayStation 4

Rinchiusi nelle mura

Come già visto lo scorso anno con Humanity in Chains ( sviluppato da Spike Chunsoft) anche Wings of Freedom ripercorre le vicende della prima stagione animata di Attack on Titan. Dall’attacco al Wall Maria  fino allo scontro con il Titano Donna, passando per gli addestramenti e le missioni oltre le mura che han fatto la fortuna della prima metà della serie di Hajime Isayama. Ripercorrendo i ventiquattro episodi del prodotto animato, Wings of Freedom è sicuramente un gioco rivolto ai fan dell’anime, ma non per questo si risparmia qualche strizzata d’occhio ai lettori del manga: non mancano cammei di personaggi che nella prima stagione dell’anime non si sono ancora visti, o qualche indizio su chi siano le vere identità di alcuni dei titani particolari, il tutto relegato nella parte post-titoli di coda, quando si passerà alle missioni aggiuntive (di cui parleremo nel dettaglio  più sotto).

La Modalità Storia è formata da tre capitoli suddivisi in più episodi e metterà il giocatore principalmente nei panni di Eren, Mikasa, Armin e Levi raccontando le vicende da ognuno dei loro punti di vista. Una volta portate a termine le circa dieci ore di eventi e visti i titoli di coda, si darà il via all’epilogo che è nient’altro che l’hub della legione esplorativa, in cui poter accettare le missioni di spedizione (disponibili anche nel comparto multiplayer), ripetere gli eventi per ottenere valutazioni migliori o trovare i Titani segreti, migliorare il proprio equipaggiamento e accettare le richieste degli altri personaggi in modo da sbloccare nuovi costumi o armi per il sistema di manovra 3D. Nell’Epilogo potremo utilizzare uno qualunque dei nove personaggi a nostra disposizione, consci del fatto che ognuno dei membri del cast non solo ha un’abilità particolare (ne parleremo tra poco) ma sbloccherà richieste diverse dal resto della compagnia. Purtroppo il ridurre la scelta a solo nove protagonisti quando, per tutto il gioco, veniamo accompagnati anche da altri degli umani creati da Isayama, è uno dei punti deboli della produzione di Omega Force, che dovendo convincere i fan di Attack on Titan, poteva osare ben più su questo punto di vista. Magari una maggiore possibilità di scelta avrebbe aiutato  a mitigare la fin troppa similarità delle missioni d’esplorazione che alla lunga potrebbero risultare ripetitive dato il continuo mirare, ammazzare e ripetere che permea l’intera esperienza di gioco.

Kill them all

Avevamo già potuto constatare con mano, durante l’anteprima a Treviso, il gameplay frenetico e sicuramente in linea con la serie su cui si basa di Wings of Freedom. Laddove inizialmente si può restare spiazzati, una volta preso il ritmo il tutto si può riassumere con tre semplici mosse: attivare la manovra 3D con quadrato (quindi sparando gli arpioni), mirare con R1  il titano (muovendo l’analogico destro il mirino sull’arto da colpire o direttamente sulla nuca) e una volta presa velocità (o normalmente o con X) premere triangolo per affettare e infliggere più danno possibile ai colossali nemici. L’intero gameplay di Wings of Freedom poggia le basi su questi tre comandi, con in aggiunta una serie di azioni in grado di rendere ancora più appagante ed immersivo il tutto come l’utilizzo di granate sonore o infiammabili grazie al tasto direzionale su del D-pad, o il consumo di gas e lame che constringerà il giocatore a fare rifornimenti costanti durante le missioni. Piccola parentesi per i cavalli, necessari a muoversi nelle aree fuori le mura dove non vi sono palazzi tra cui sfrecciare, e che seguiranno il giocatore ovunque nell’immensa mappa di gioco, risultando invincibili contro i titani (il cavallo a differenza dei nostri compagni non è mai morto) e spezzando quindi un po’ della drammaticità delle situazioni.

14102726_10210420352292880_5059343099130278985_n

Ad R2 invece è affidata la barra dell’attacco speciale simile a quella vista nelle produzioni musou di Omega Force, una volta riempita ed utilizzata  renderà il personaggio più veloce e più forte, oltre al far attaccare instantaneamente  a tutta la squadra il bersagli odi turno: nel caso di Eren una volta terminato il gioco si avrà accesso alla trasformazione in Titano, così da soggiogare molto più rapidamente  gli avversari più piccoli. Ogni personaggio ha inoltre un’abilità speciale che dovrebbe distinguerlo dagli altri otto membri della legione esplorativa utilizzabili. Purtroppo sulla carta non è così, ed alcuni di essi si ritrovano a condividere  questa particolarità innata: ad esempio Hange e Armin potranno entrambi dare ordini alla propria squadra (con cerchio) mentre Mikasa è in grado di concatenare più attacchi con Triangolo, mentre Levi è semplicemente il più forte di tutto il cast e infliggerà molti più danni. Anche in questo caso i pochi personaggi utilizzabili risultano un deficit, soprattutto data la non unicità di nessuno dei protagonisti (Eren escluso).

Cinque contro uno e non è un lavoro di mano

L’anno scorso ci eravamo lamentati dell’IA di Humanity in Chains che mal si addiceva al lavoro di squadra visto nelle controparti animate e cartacee di Attack on Titan, fortunatamente pare che Omega Force abbia imparato dagli errori di Spike Chunsoft, proponendo dei compagni di squadra reattivi e pronti ad attaccare quando ci troviamo in difficoltà. Questo lavoro di squadra è ulteriormente rafforzato  durante le sessioni multiplayer, che permettono di giocare con altri possessori del gioco e fare  mattanza di titani senza limiti di sorta (completando le numerose missioni esplorative che sbloccano anche contenuto nell’Epilogo dello Story Mode). Purtroppo sebbene il multiplayer sia divertente e quasi sempre privo di Lag, abbasserà ulteriormente il già basso livello di sfida di Wings of Freedom, rendendo la caccia ai giganti un mero passatempo. La difficoltà starà nel non completare la missione prima di aver eseguito gli ordini secondari, in modo tale da sfruttare il gioco di squadra per massimizzare il punteggio.

recensione
Shingeki no Kyojin: Humanity in Chains
In Giappone, specialmente su console portatili, vi è una vasta affluenza di titoli su licenza basati sugli anime del momento, mentre per noi poveri occidentali l'offerta è estremamente più bassa e ristretta a quelli più conosciuti come Dragon Ball, N...
Grosso è bello
un ottimo lavoro coi modelli poligonali

Dove Wings of Freedom da il meglio di se è sicuramente la realizzazione tecnica dei modelli poligonali: no nsolo i personaggi (anche quelli che purtroppo non sono utilizzabili) ma anche i Titani  risultano curati  non solo nell’aspetto ma anche nel movimento, dando la giusta sensazione di disagio e timore quando gli ci si avvicina. A dare ancora maggior enfasi al tutto sicuramente le voci originali dell’anime e le musiche della colonna sonora che vanno ad attorniare ogni missione della legione esplorativa. Laddove il titolo 3DS utilizzava le immagini delle puntate della serie tv,  Omega Force ha riprodotto completamente in Cell Shading tutti gli eventi più importanti e drammatici della prima stagione. Wings of Freedom mostra il fianco con alcuni rallentamenti durante le situazioni più concitate, forse anche a causa di una telecamera non troppo veloce e che  va dominata quasi quanto il sistema di manovra dei personaggi. Nessuna nota invece per gli ambienti, vasti e  non troppo vari , ma che riescono a rendere la giusta atmosfera e il tributo a quelli del prodotto originale.

In conclusione...
8
“Ma esiste davvero qualche fan di Connie?”
A.O.T. Wings of Freedom è un prodotto studiato prettamente per i fan di Shingeki no Kyojin ed è a loro che donerà più soddisfazioni. Il lavoro certosino nelle animazioni dei personaggi, dei nemici e nei movimenti del sistema di manovra viene messo in ombra solamente dal ristretto numero di personaggi utilizzabili. Sotto ogni altro aspetto, Wings of Freedom è al momento la migliore resa dell'opera di Isayama, e siamo convinti che, con la seconda stagione dell'anime in arrivo, Omega Force potrà solamente migliorare il prodotto, aggiungendo magari più varietà nelle missioni e soprattutto cadetti utilizzabili.
Modelli poligonali ben realizzati
Colonna sonora e doppiaggio originale
Meccaniche di movimento ben ideate
x Non molto adatto ai non fan della serie
x Pochi personaggi
x Missioni alla lunga ripetitive

due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
Commenta con:
Seleziona il sistema di commenti cliccando sull'icona


Torna su