Recensione
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Come per il mercato videoludico, anche quello dei giochi in scatola ha subito (e sta subendo tutt’ora) un cambiamento che ne ha ampliato gli orizzonti e che gli ha così permesso di raggiungere nuovi utenti in modi sino a qualche anno fa del tutto impensabili. Tra le principali influenze percepite è evidente come i giochi di ruolo (Dungeons & Dragons, per citare solo il più famoso) siano andati ad elaborare il concetto di gioco da tavolo, introducendo meccaniche narrative che nulla hanno da invidiare ad alcune produzioni ludiche e videoludiche più recenti. In poche parole: pensate ancora che giocare con i giochi in scatola sia sinonimo di Monopoly e Risiko?! Beh, vi sbagliate di grosso. Tra le tematiche più utilizzate dal genere fantascientifico quella dei viaggi nel tempo è sicuramente una delle più apprezzate dal grande pubblico. T.I.M.E. STORIES è un board game che si basa proprio su questa tipologia narrativa e vi darà la possibilità di viaggiare indietro nel tempo sino al 1921, con lo scopo di trovare ed eliminare l’origine di una misteriosa anomalia temporale all’interno di un manicomio, evitando così il collasso di tutto il continuum spazio-temporale. Varrà la pena intraprendere questa avventura con i propri amici oppure sarà meglio lasciare la missione in mani migliori?! Prima di scoprirlo nella nostra recensione, vi ricordiamo che T.I.M.E. STORIES è distribuito in Italia da Asterion e lo potete recuperare al prezzo di lancio di 44.90€ in un qualsiasi negozio di giochi da tavolo oppure tramite il comodo link di Amazon presente qui a destra.

Viviamo in un mondo di pazzi!
All’interno della confezione base di T.I.M.E. STORIES potrete trovare tutto l’occorrente per giocare e una prima missione da affrontare

All’interno della confezione base di T.I.M.E. STORIES potrete trovare tutto l’occorrente per giocare e una prima missione da affrontare, ambientata all’interno di un manicomio del 1921 e chiamata, giustamente, Asylum. Prima di intraprendere la vostra avventura, sarete invitati a scegliere un personaggio all’interno del quale incarnarvi in questo vostro primo viaggio nel tempo. Ogni personaggio ha background e abilità differenti, che andranno a modificare sostanzialmente il ritmo e lo stile di gioco. Una delle caratteristiche più interessanti dei personaggi della missione Asylum sta nel fatto che ognuno di essi è affetto da qualche malattia psichica (dalla Sindrome da Paralisi sino al Cannibalismo), cosa che va ad influenzare i turni dei giocatori, costretti a seguire determinate regole legate ai personaggi e a convivere con i problemi del “corpo fisico” all’interno del quale il nostro alter ego dal futuro è stato proiettato. Indagando di stanza in stanza all’interno del manicomio, scopriremo che l’anomalia temporale nasconde qualcosa di molto più grande e pericoloso di quanto possa sembrare e l’unico modo per riuscire a sopravvivere sarà quello di collaborare con i nostri amici per poter portare a termine la missione senza danneggiare il flusso del tempo. La trama di questo capitolo base di T.I.M.E. STORIES, nonostante un inizio leggermente lento (evidentemente pensato per ingranare con le meccaniche di gioco) decolla nel giro di pochi minuti, catapultandoci all’interno di un ambiente malato caratterizzato da NPC completamente folli e da numerosi misteri da risolvere. Lo stile di gioco (che analizzeremo nel prossimo paragrafo) riesce inoltre a spingere i giocatori ad immedesimarsi all’interno del proprio personaggio, il tutto con un semplice trucco narrativo. Come spiegato poche righe fa, voi non andrete ad interpretare direttamente uno dei folli abitanti del manicomio, ma un agente temporale che si trova proiettato dentro uno di questi personaggi. Si tratta di una leggera differenza che si dimostra però essere una mossa davvero astuta da parte degli sviluppatori, che riescono così ad unificare il ruolo del viaggiatore temporale con quello del giocatore, “costretto” a vestire i panni di un corpo non suo per una sola missione e attivando così delle meccaniche caratteristiche del metagaming (ovvero quando il giocatore utilizza nella storia del gioco delle conoscenze proprie e non esclusive del personaggio che va ad interpretare). T.I.M.E. STORIES può essere giocato da 2 a 4 persone, cosa che, purtroppo, lo rende un prodotto poco pratico per gruppi di amici anche leggermente più grandi. Durante le nostre varie sessioni, abbiamo però notato che si può “forzare” il gioco facendo incarnare in un ricettacolo due giocatori, che saranno poi costretti a prendere le decisioni insieme per il bene del personaggio. Nonostante questo trucco renda possibile effettuare partite anche sino a 8 giocatori (due per ricettacolo), è inevitabile che l’immedesimazione ne esca ovviamente danneggiata e, proprio per questo motivo, vi invitiamo a pensarci attentamente prima di decidere se intraprendere questa strada. La longevità di una partita si attesta attorno ai 120 minuti (anche se la scatola ne prevede 90), ma possiamo confermarvi che il tutto dipende dalle scelte narrative che intraprenderete e da quante volte avrete già giocato questa prima avventura. Proprio la rigiocabilità, purtroppo, è il tallone d’Achille di questa produzione; conoscere già gli enigmi e la storia, infatti, non solo rende le partite molto più rapide, ma anche l’immersività subisce un forte calo di incursione in incursione. I creatori del titolo hanno però inserito una meccanica di gioco che va a dare un senso a tutte le partite successive alla prima run, ma si tratta di un elemento che abbiamo trovato interessante grazie ad un “colpo di scena” presente alla fine della prima partita e che non vogliamo rovinarvi, per cui non andremo ad approfondire questa caratteristica.

Non c’è tempo da perdere!
Il gameplay di T.I.M.E. STORIES si basa su un’idea tanto semplice quanto funzionale: non bisogna perdere tempo

Il gameplay di T.I.M.E. STORIES si basa su un’idea tanto semplice quanto funzionale: non bisogna perdere tempo. Le azioni (e, di conseguenza, i round) che andremo ad affrontare faranno diminuire un contatore posto nel centro della plancia di gioco; tale contatore, se raggiunto lo zero, vi costringerà a ricominciare la vostra avventura, forti di tutte le informazioni (e di determinate carte) guadagnate nel corso della (o “delle”) precedenti run. In poche parole: avete presente la meccanica dei tre giorni di The Legend of Zelda: Majora’s Mask?! Ecco, applicatela ad un gioco da tavolo e avrete l’elemento principale della produzione targata Asterion. Utilizzando sapientemente le nostre UT (Unità Temporali) dovremo esplorare le varie aree del manicomio per trovare indizi legati all’anomalia temporale e, in più di un’occasione, ci troveremo costretti ad affrontare delle sfide e degli enigmi. Le sfide potranno essere legate a tre caratteristiche: Destrezza/Agilità, Persuasione e Forza/Combattimento. Ogni personaggio avrà determinate statistiche che gli permetteranno di essere più o meno utile in base alla minaccia affrontata, cosa che rende ancora più importante la scelta dei vari ricettacoli ad inizio partita. Gli enigmi, invece, possono essere di vario genere e vanno dal semplice ritrovamento di una chiave per aprire una data porta a dei veri e propri giochi di abilità da risolvere nel meno tempo (UT) possibile. Nonostante non si perda mai veramente la partita (si è “solamente” costretti a ricominciare), una volta terminata la storia vi verrà attribuito un punteggio tanto più basso quanto più tempo ci avrete messo per completare la run. Questo elemento avvicina il gioco da tavolo al genere arcade tanto caro ai videogiocatori, con tanto di classifiche online da superare e invogliando così i giocatori a terminare la partita nel minor tempo possibile per ottenere un punteggio sempre più alto. Un plauso particolare va fatto sia alla plancia di gioco, curata in ogni singolo dettaglio, che alla scatola vera e propria. Quest’ultima, infatti, non solo riesce a contenere ogni singolo elemento di gioco in uno spazio apposito, ma presenta anche degli incavi particolari che vi permettono di “salvare la partita”, ovvero di riporre tutti gli elementi del tabellone all’interno della scatola in modo tale da poter riprendere l’avventura in un secondo momento sapendo esattamente a che punto della storia siete arrivati. Ottimo anche il manuale di gioco, che grazie a testi scritti come se si trattasse di un romanzo di fantascienza e ad un’estrema chiarezza generale, rende lo studio e la comprensione delle regole davvero comodo e mai tedioso.

T.I.M.E. STORIES is the new Portal
Le illustrazioni presenti sulle carte sono il vero fiore all’occhiello dell’estetica di T.I.M.E. STORIES

Da un punto di vista prettamente estetico, T.I.M.E. STORIES si presenta nel migliore dei modi possibile. Il design bianco della scatola ricorda chiaramente quello minimale di Portal (anche grazie al mecha design presente in copertina) e riesce sicuramente a staccare da tutti gli altri giochi in scatola presenti nei negozi. I dadi e tutti gli altri elementi presenti nel box appaiono tanto intuitivi quanto gradevoli da vedere, ma sono le carte il vero fiore all’occhiello dell’estetica della produzione. Ogni singola carta contiene una (o più) illustrazioni realizzate con estrema cura e siamo certi che vi capiterà spesso di fermarvi ad ammirare la bellezza di determinate immagini e i dettagli presenti nel design di tutti i personaggi. Il fatto che le future espansioni siano caratterizzate da ambientazioni differenti, inoltre, rende T.I.M.E. STORIES un prodotto molto interessante anche dal punto di vista visivo, grazie a tipologie di luoghi e personaggi sempre diversi tra loro.

In conclusione...
8.5
“Non perdete Unità Temporali e recuperate subito T.I.M.E. STORIES!”
T.I.M.E. STORIES è sicuramente uno dei giochi da tavolo più interessanti all'interno di tutta quella categoria di board game che fa della narrativa il suo punto di forza. La storia e l'immedesimazione nei personaggi lo avvicina molto ai GDR classici in stile Dungeons & Dragons, ma le meccaniche di gioco legate all'utilizzo delle UT riescono a dargli una sua forte identità, facendolo emergere dalla massa. Una cura maniacale per quanto riguarda il design di tutta la produzione (dalla scatola alle illustrazioni sulle carte) è inoltre un valore aggiunto che non va assolutamente sottovaluto e che riesce a rendere il titolo estremamente valido e riconoscibile. Peccato per la "scarsa" rigiocabilità e per il limite (ufficiale) non esaltante di 4 giocatori che rende le partite perfette per determinati gruppi di amici, ma meno per compagnie con più persone (salvo modificando il regolamento come visto nel primo paragrafo). In definitiva ci sentiamo di consigliare T.I.M.E. STORIES a tutti coloro che sono alla ricerca di un gioco da tavolo dal forte carisma, dal design elegante e dalla durata non eccessiva (cosa da non sottovalutare, non è vero Arkham Horror?!). Inoltre, se siete tra coloro che hanno smesso da tempo di giocare ai giochi da tavolo, questo potrebbe essere un ottimo punto di ripartenza (o di partenza, se non vi siete mai avvicinati al genere) grazie ad un regolamento non troppo complesso e alle istruzioni presenti sulle carte che sapranno guidarvi attraverso questa vostra prima avventura.
Trama avvincente e personaggi affascinanti
Sistema di gestione delle UT comodo e tattico
Design interno della scatola vicino alla perfezione
Visivamente di altissimo livello
Regolamento user-friendly
Longevità non esagerata
x Scarsa rigiocabilità
x Per un massimo di 4 giocatori (ufficialmente)

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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