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Nato nel corso dell’edizione datata 2013 del 7 Day FPS Challenge (un concorso che spinge gli sviluppatori a realizzare uno sparatutto in prima persona in meno di una settimana), SUPERHOT è riuscito sin da subito a conquistare un gran numero di persone grazie a meccaniche innovative e ad uno stile tutto suo. Un anno dopo aver stupito pubblico e critica, l’ideatore del progetto Piotr Iwanicki, assieme ad alcuni suoi amici, ha organizzato una campagna Kickstarter che, in pochissimo tempo, ha raggiunto i 250.000$, permettendo al prodotto di arrivare sul mercato Pc e Xbox One nel 2016. Dopo una versione VR uscita nel dicembre dello scorso anno, il titolo realizzato dal team polacco è finalmente pronto a sbarcare su PlayStation 4, con la speranza di conquistare anche i videogiocatori muniti della console ammiraglia targata Sony. Prima di scoprire se le lodi sono meritate o meno, vi ricordiamo che SUPERHOT è disponibile sul PSN in versione esclusivamente digitale al prezzo di 24.99€ per gli utenti standard o a 19.99 per gli iscritti al servizio PlayStation Plus. Buona lettura!

Versione testata: PlayStation 4

 

recensione
Superhot
Non è raro che, al giorno d'oggi, i gamer di più vecchia data accusino una certa mancanza di originalità nei titoli attuali, portando un'eccessiva tendenza a "riciclare la stessa minestra" a sostegno della propria tesi. In uno scenario del genere, tu...
La mente è il software!
Una volta avviato il gioco, ci si rende subito conto che SUPERHOT non è un titolo come gli altri

Una volta avviato il gioco, ci si rende subito conto che SUPERHOT non è un titolo come gli altri. Il giocatore, infatti, interpreta una versione alternativa di sé stesso che, seduto davanti ad un PC, si troverà costretto a muoversi attraverso un’interfaccia DOS per scoprire il più possibile riguardo un nuovo gioco chiamato “superhot.exe”. Una volta avviato il file exe, ci troveremo catapultati all’interno di un asettico mondo virtuale con un solo scopo: uccidere gli uomini in rosso. La narrazione di SUPERHOT continua per tutta la sua durata sul sottile filo della metanarrazione, riuscendo a raccontare una storia che, nonostante non risulti particolarmente articolata, emoziona, intrattiene e stupisce fino all’ultimo secondo. Dobbiamo ammettere di essere rimasti particolarmente stupiti della qualità del racconto e, soprattutto, del metodo con il quale viene narrata l’avventura del nostro alter-ego. A contribuire alla storia è sicuramente tutto l’impianto visivo dei menù e alcune particolari scelte di gameplay che, per non rovinarvi, possiamo solo dire essere davvero intelligenti e capaci di farci realmente credere di essere i protagonisti di questa stranissima avventura. La longevità del campagna principale si attesta attorno alle tre ore, ma il team di sviluppo polacco ha ben pensato di inserire attività secondarie che vanno ad aumentare considerevolmente la durata di SUPERHOT, rendendola potenzialmente infinita.

Il corpo è l’hardware!
SUPERHOT non è solo un titolo dal grande carisma narrativo, ma può vantare anche un gameplay innovativo e capace di tenere incollato il giocatore per ore e ore

SUPERHOT non è solo un titolo dal grande carisma narrativo, ma può vantare anche un gameplay innovativo e capace di tenere incollato il giocatore per ore e ore. Il tutto si basa su un “semplice” concetto: il tempo avanza solamente se noi ci muoviamo nello spazio. Ecco che quindi ci troveremo a guardarci attorno per studiare ogni possibile mossa e, solamente una volta decisa la nostra linea d’azione, potremo gettarci nella mischia. Ma badate bene: in SUPERHOT basterà solo un colpo per porre fine alle nostre sofferenze digitali, cosa che rende ogni singolo dettaglio di fondamentale importanza a meno che non si voglia ricominciare dall’inizio il livello. Le azioni che potremo compiere sono fondamentalmente tre: la prima è utilizzare armi di tutti i tipi (sia bianche che da fuoco) per sconfiggere i nostri avversari; la seconda è la possibilità di lanciare armi e oggetti contro i nemici per disarmarli e, nel caso fossimo abbastanza veloci, per sottrarre loro le armi; la terza, invece, preferiamo non rivelarvela per non rovinare una caratteristica del gameplay presente nella seconda metà di gioco, convinti che apprezzerete di più il titolo polacco senza questa informazione. Una volta completato ogni livello della campagna, sarà possibile salvare un replay e caricarlo sui social, in modo da poter dimostrare al mondo la propria bravura e, non meno importante, la qualità di un prodotto come SUPERHOT. Come accennato nello scorso paragrafo, inoltre, le avventure del nostro alter-ego digitale non finiranno una volta terminata la storia, ma, anzi, ci verrà data la possibilità di giocare alla modalità Endless (che, come avrete capito dal nome, ci metterà contro un numero infinito di avversari) e a quella Challenge, contenente una serie di sfide capaci di metterci in seria difficoltà grazie ai modificatori e alle condizioni di vittoria più disparate. Il tutto senza contare la possibilità di affrontare tutti i livelli della campagna in una “modalità a tempo” davvero avvincente e la presenza di minigiochi tanto semplici quanto divertenti. È difficile trasmettere le emozioni che si possono provare di fronte ad un titolo come SUPERHOT, ma la soddisfazione dovuta al superamento di un livello o ad una particolare azione svolta con maestria sono qualcosa che difficilmente riusciremo a dimenticare e che, proprio per questo motivo, rendono il titolo polacco una vera perla nel panorama videoludico.

Uccidi gli uomini rossi!
La componente tecnica di SUPERHOT, pur non facendo gridare al miracolo, si sposa perfettamente con l’atmosfera di gioco

La componente tecnica di SUPERHOT, pur non facendo gridare al miracolo, si sposa perfettamente con l’atmosfera di gioco presentando luoghi spogli e bianchi, in contrasto con nemici dal colore rosso acceso. L’estetica generale del lavoro di Piotr Iwanicki può dirsi estremamente riuscita, infatti, proprio perché priva di quello sfarzo grafico che avrebbe sicuramente stonato in una produzione di questo tipo. Discreto il comparto sonoro che, come per quello visivo, non spicca particolarmente, ma riesce a fondersi con tutto il resto del lavoro per creare qualcosa di unico e di irripetibile. Segnaliamo, purtroppo, qualche problema riguardante le hitbox dei nemici che ci ha costretti in alcuni casi a ripetere il livello. Nulla di particolarmente increscioso, sia chiaro, ma che può risultare seccante soprattutto se capita dopo un’azione particolarmente ben riuscita.

In conclusione...
9
“"SUPERHOT è lo sparatutto più innovativo che io abbia giocato negli ultimi anni." cit.”
Lo diciamo senza timore alcuno: SUPERHOT è un titolo che tutti gli amanti degli sparatutto dovrebbero giocare almeno una volta nella vita. Il lavoro del team polacco capitanato da Piotr Iwanicki, infatti, si presenta come uno degli FPS più innovativi degli ultimi anni sia per quanto riguarda la scrittura della storia che per il puro e semplice gameplay. Ci sentiamo di elogiare, inoltre, l'abilità con la quale è stata utilizzata la metanarrazione, elemento davvero difficile da padroneggiare, ma che in questo caso si sposa alla perfezione con tutta l'atmosfera del titolo. In definitiva, che abbiate PC, Xbox One o PlayStation 4 non avete più scuse: dovete assolutamente giocare a SUPERHOT.
Metanarrazione magistrale
Gameplay che crea dipendenza
Innovativo sotto tutti gli aspetti
Longevità potenzialmente infinita
Divertente dall'inizio alla fine
x Qualche problema con le hitbox dei nemici

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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