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Sfornando quattro titoli in poco meno di 4 anni, i nuovi maestri della narrazione interattiva Inkle chiudono finalmente il ciclo di avventure dell’Analander con l’atteso Sorcery! Part 4: The Crown of Kings. Tratto dall’omonima serie di libri-game scritta da Steve Jackson tra il 1983 ed il 1985 e nota in Italia col titolo di Sortilegio, questa epica avventura in quattro parti ci ha visti sulle tracce della mitica Corona dei Re, artefatto magico in grado di piegare tutto e tutti al volere del suo possessore. Dopo aver attraversato colline, città misteriose, e terre desolate, l’Analander, avatar del giocatore, è finalmente giunto alla fortezza di Mampang. Solo un’ostacolo si frappone fra egli e la Corona: il perfido Arcimago, con tutte le sue armate, tutte le sue magie e tutti i suoi inganni.

Versione testata: PC

 

 

recensione
Sorcery! 3
Dopo il gradevolissimo intermezzo costituito da 80 Days, lo sviluppatore inglese Inkle torna finalmente alla carica con Sorcery! 3, nuovo episodio della saga di adattamenti tratti dalla omonima serie di librogame scritta da Steve Jackson. Nello scors...

 

 

La fine dell’avventura

Ancora una volta Sorcery! riprende esattamente dove ci aveva lasciati il precedente episodio. I giocatori che hanno completato l’attraversamento delle Baklands in Sorcery! 3 possono infatti importare il loro personaggio con un semplice sistema di salvataggi cloud, funzionante anche tra piattaforme diverse. Anche l’impostazione audiovisiva ed il sistema di gioco sono esattamente gli stessi già visti negli episodi precedenti, a rafforzare l’idea che forse Sorcery! andrebbe visto come un unico titolo, suddiviso in 4 parti. Nuovamente ci ritroviamo con la rappresentazione del nostro avatar come una pedina su di una mappa, accompagnato dalle onnipresenti descrizioni che illustrano ogni paesaggio, ogni avvenimento ed ogni personaggio. Ancora una volta stupisce il modo in cui gli sviluppatori di Inkle siano riusciti a traslare il concetto di libro-game in videogioco, trasformando pagine e pagine di narrazione in piccoli blocchi di descrizione, che accompagnano ogni azione del videogiocatore. Se è vero che i primi due episodi della serie erano piuttosto fedeli ai libri di Jackson, a partire dal terzo capitolo abbiamo visto un massiccio riadattamento con numerose porzioni scritte ex novo, seppur con stile e qualità pressoché indistinguibili da quelle originali. Anche grazie a questa enorme mole di materiale a cui attingere, il terzo Sorcery! si era presentato come una sorta di libro-game open world, che consentiva al giocatore di procedere in ogni direzione a suo piacimento, piuttosto che incanalarlo lungo un percorso obbligato inframezzato da scelte o bivi. Sorcery! Part 4 riprende questa riuscitissima impostazione del terzo episodio, pur in maniera più moderata.

 

 

 

La sfida più ardua

La minor rilevanza dell’elemento open world non è però un dietrofront da parte di Inkle, ma una scelta più o meno obbligata vista l’ambientazione più ristretta e le necessità narrative di chiudere tutte le trame lasciate in sospeso. Il quarto episodio della serie è logicamente quello più proiettato verso il finale, con la torre dell’Arcimago, meta ultima del nostro peregrinare, sempre in bella vista, eppure irraggiungibile fino a che non ne avremo svelato tutti i segreti. Sorcery! 4 è il capitolo più narrativo della serie, quello con le descrizioni più evocative e con le location più belle, ma è anche il capitolo più impegnativo. Mantenere la nostra presenza nascosta all’Arcimago, mentre si affrontano le trappole ed i misteri della fortezza è una vera e propria impresa, esacerbata da una piccola novità. Con un espediente narrativo, appena varcheremo la soglia della fortezza ci verrà tolta la possibilità di riavvolgere le decisioni passate, che finora era sempre stato l’equivalente dell’imbrogliare un libro-game tornando indietro di qualche pagina. A partire da quel momento, ogni morte o fallimento riporterà il giocatore in un ben preciso punto dell’avventura, cancellando tutti i progressi fatti. Se questo può sembrare eccessivamente punitivo, soprattutto quando si muore per errori veramente stupidi, l’atmosfera e l’immersione ne guadagnano tantissimo. Il senso è ovvio: siamo allo scontro finale, basta scherzare, ora si fa sul serio, ogni decisione conta. Ecco quindi che ci troveremo a sfruttare ogni singolo incantesimo del nostro libro di magie, compresi quelli inaccessibili nei precedenti episodi, arrivando a comprendere meccaniche non scritte come i contro-incantesimi ed i segreti del misterioso ZED, l’ultima magia descritta nel grimorio. Ritornano nuovamente le swindlestones, dadi con cui giocare d’azzardo con vari NPC, così come l’ormai classico combattimento in cui scegliere attacchi e parate anticipando gli avversari a partire dalle descrizioni del loro comportamento. Sorcery! Part 4 è un po’ la summa di tutto quanto affrontato nei precedenti episodi, il test finale per scoprire se il giocatore è veramente degno della Corona dei Re. Unica vera novità è l’introduzione dei travestimenti, che ci permetteranno di modificare le interazioni con gli NPC e di sperimentare diversi approcci in alcune situazioni.

 

 

 

 

Non tutti possono giocare a Sorcery! Part 4

Di contro i limiti di Sorcery! Part 4 sono gli stessi degli episodi precedenti. Pur con tutte le aggiunte ludiche, si tratta pur sempre di un libro-game: passeremo gran parte del tempo a leggere descrizioni e dialoghi. È chiaro che si tratta quindi di un titolo non adatto ai fan sfegatati dell’azione, con due potenziali aggravanti. La prima è che il gioco è disponibile solo in lingua inglese. Visto l’appeal di nicchia del prodotto, le scarse disponibilità di Inkle e l’enorme mole di testo del titolo è improbabile pensare che Sorcery! possa mai venir tradotto in italiano, tagliando fuori tutte quelle persone che non hanno una certa confidenza con la lingua inglese. Il secondo caveat è invece rivolto a tutti coloro che non hanno giocato i precedenti episodi della serie. Pur essendo perfettamente possibile iniziare una partita a Sorcery! Part 4 senza importare il personaggio dagli scorsi capitoli, buttarsi in questa sfida senza quel bagaglio di conoscenze, retroscena, personaggi che ci si può portar dietro solo dopo aver vissuto l’avventura nella sua interezza significa non solo perdersi tantissime chicche e rimandi, ma anche rendere enigmi ed ostacoli ulteriormente più difficili. Se proprio volessimo cercare il pelo nel’uovo, potremmo dire che in passato Inkle ci aveva abituato fin troppo bene a venir stupiti da ogni nuovo episodio: prima con l’idea di adattare un libro-game in videogioco con Sorcery, poi con la maggiore estensione della mappa e dell’avventura con Sorcery! 2, infine con l’open world di Sorcery! 3. Stavolta non c’è nessuna novità di portata davvero rilevante, lasciando un po’ deluso chi si aspettava una nuova rivoluzione. Ma va bene anche così. Pur senza stravolgere nulla, Sorcery! Part 4 raccoglie il meglio di tutti gli episodi precedenti, lo distilla e ce lo serve accompagnandolo con la trama più avvincente ed appassionante vista fin’ora.

 

recensione
Sorcery! (episodi 1 e 2)
Fondatore di Games Workshop, co-fondatore di Lionhead Studios, scrittore, game designer e recensore, l'inglese Steve Jackson (da non confondere con l'omonimo game designer statunitense!) è un po' un'istituzione nel mondo nerd, sia che si tratti di ap...
In conclusione...
8.5
“Il coronamento di Sorcery!”
La quest dell'Analander è finalmente conclusa, e con essa la missione di Inkle di adattare i libri-game di Steve Jackson in un format particolare e di renderli fruibili ad un utenza diversa, composta sì di nostalgici, ma anche da nuovi e smaliziati fan. Sorcery! Part 4 non riesce a stupire come fece anno scorso il terzo episodio dal punto di vista delle meccaniche, ma compensa più che adeguatamente col climax narrativo più bello ed intenso. È il Sorcery! più bello da leggere ed il più difficile da giocare, il test finale di tutto ciò che abbiamo appreso in quattro anni di avventure. Per questo più che come episodio a se, Sorcery! Part 4 andrebbe visto come la conclusione di un'unico grande gioco, iniziato come titolo mobile di uno sviluppatore inglese misconosciuto, e cresciuto fino a dimostrarci le potenzialità ludonarrative dei videogiochi. Sorcery! non è solo un libro interattivo, è un libro che si estende non in una, ma in tutte le direzioni che il videogiocatore vuole esplorare. È un libro, poi, in cui le scelte contano davvero, e davvero hanno delle conseguenze. Sì, con Sorcery! Inkle ha finalmente mantenuto la promessa infranta di TellTale e soci.
La narrazione più avvincente di tutta la serie
È l'episodio più impegnativo
Degna conclusione di un'epica saga
x Solo per chi mastica bene l'inglese
x Poco accessibile a chi non ha giocato i precedenti episodi
x Open world ridimensionato rispetto a Sorcery! 3

due parole sull'autore
Classe 1987, Nintendaro per vocazione, videogiocatore a tutto tondo per passione. Apprezza ogni genere di gioco esistente tranne le simulazioni sportive e passa a leggere, discutere e scrivere di videogiochi tanto tempo quanto ne passa a videogiocare. Uno dei pochi superstiti del team originario de I Love Videogames, è il gaffer residente della redazione.
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