Recensione
di
il

Giappone. Il solo pronunciare questa parola, sulle labbra di un occidentale, porta alla mente senza troppe difficoltà un gran numero di caratteristiche culturali della nota isola orientale; c’è chi pensa alle luci di Tokyo, ai grattacieli, agli anime e ai manga, c’è chi pensa alle sale giochi ancora ricche di cabinati arcade e chi ricorda, magari, le proprie avventure nella saga di Yakuza, che del Giappone e della sua cultura ha fatto la propria colonna portante. Ma basta associare una semplice parola a questo nome così poliedrico e multiforme per spingere a immaginare un periodo completamente diverso; il periodo del Giappone Feudale.

Un periodo senza dubbio affascinante, fatto di guerrieri shinobisamurai, grandi generali e impareggiabili Shogun; una parentesi temporale che i ragazzi di Daedalic EntertainmentMimimi Productions hanno tentato di rendere in Shadow Tactics: Blades of the Shogun, la cui cornice storica si concentra nel pieno del Periodo Edo (durante il quale la famiglia Tokugawa dominò su tutto il Giappone dalla capitale “Edo”, appunto, l’attuale Tokyo). Dopo anni di guerre, uno Shogun valoroso riesce finalmente a riportare la pace nel Paese unificando il Giappone sotto una sola bandiera; ma il pericolo è dietro l’angolo, e lo Shogun dovrà affidarsi alle capacità di cinque valorosi guerrieri leali al suo regno (e guidati dal samurai Mugen) per schiacciare la ribellione del potente Kage-sama, che trama contro l’Impero e la sua stabilità.

Armatevi di pazienza e siate pronti ad affrontare sfide incredibilmente impegnative, dunque: in Shadow Tactics, ne vedrete senza dubbio delle belle. Il titolo è attualmente disponibile su Steam a €39,99 per PCmacOSLinux, mentre una versione console è prevista nel corso del 2017.

 

Versione testata: PC

 

Tre ninja, uno zoppo e un samurai entrano in un Sushi Bar…

Shadow Tactics: Blades of the Shogun sembra avere uno scopo ben preciso fin dai primi istanti: riportare alla luce il genere degli RTS tattici. Con l’ausilio di una comoda (e ottimamente gestita) visuale isometrica, il giocatore avrà il controllo di un gruppo di – al massimo – 5 personaggi (anche contemporaneamente, ma ne parleremo a breve), ognuno caratterizzato dalle proprie abilità peculiari. Ciò che salta primariamente all’occhio, una volta avviata la prima missione (che ricoprirà la funzione sia di prologo che di tutorial), è che le varie ambientazioni del gioco sono rese nel minimo dettaglio e con una cura per i particolari che rende tutto estremamente affascinante da vedere e da giocare; un pregio, senza dubbio, che potrà essere riscontrato più volte nel corso dell’avventura dei cinque guerrieri.

Cinque personaggi dalle mille risorse

Si parte con Hayato, uno Shinobi lanciatosi in una missione di infiltrazione per conto dello Shogun in quella che sembra essere la battaglia decisiva per stabilire la pace una volta per tutte. Nel corso del primo livello, Hayato avrà modo di collaborare con Mugen (uno dei samurai più fedeli e valorosi dello Shogun) e Takuma, un leggendario tiratore scelto il cui aspetto esteriore (barba bianca, calvizie e divisa verde) sembra ricordare immediatamente un noto personaggio della serie di Metal Gear Solid. La trama andrà avanti, consentendo al giocatore di incontrare prima la giovane e impulsiva Yuki (abile ladra che desidera diventare una shinobi) e la mutevole Aiko, donna dalle mille risorse e maestra dell’infiltrazione. I cinque personaggi si assisteranno alternandosi sul campo di battaglia nel corso dei vari livelli, anche se il tono complessivo tenderà a privilegiare sempre e comunque un approccio stealth rispetto a un faccia-a-faccia più aperto (e, non a caso, l’unico personaggio un po’ più versatile nel corpo a corpo è il samurai Mugen).

Ciò che conta, in prima istanza, è che Shadow Tactics è indubbiamente in grado di stupire fin dai primissimi momenti di gioco, e per il suo comparto grafico pulito ed elegante e per il sonoro e la cura complessiva riposta nel comparto tecnico, che risulta sempre e comunque leggero e ben ottimizzato.

 

Shadow Tactics

La guerra ai tempi dello Shogun
Shadow Tactics non perdona il minimo errore

Sotto lo splendido manto grafico di Shadow Tactics, comunque, sta una formula di gameplay che ben si adatta alla veste estetica del gioco e che, con essa, riesce a convivere in perfetta armonia: la colonna portante dell’intero gioco è la furtività, in un RTS con visuale dall’alto in cui è fondamentale pensare prima ancora che agire. Sfruttando il click destro del mouse su un qualunque nemico, il giocatore sarà in grado di vedere e studiare il suo campo visivo, fatto di zone d’ombra e interruzioni (basate entrambe su eventuali dislivelli del terreno e ostacoli, quali pratici cespugli in cui nascondere eventualmente i cadaveri) che permetteranno ai personaggi di perseguire una strategia ben precisa che non ammette errori di alcun tipo. Se c’è una cosa che non lascia spazio a dubbi in questo caso, infatti, è che Shadow Tactics non perdona: ogni movimento deve essere necessariamente studiato nei minimi dettagli, e ogni azione ha bisogno di essere ripetuta più e più volte prima di essere portata a compimento alla perfezione.

Una tale formula di gioco (che mette la pianificazione e la tattica al primo posto in assoluto) rischiava di diventare particolarmente frustrante senza un supporto adeguato (anche se, a lungo andare, la frustrazione si fa sentire comunque), ma gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire un sistema di salvataggio e caricamento rapidi per permettere al giocatore di provare e riprovare più volte un determinato passaggio, con caricamenti – per fortuna – anche piuttosto brevi. Non solo: un pratico contatore in cima allo schermo avvertirà quanto tempo è passato dal nostro ultimo quicksave (da eseguire con l’intramontabile F5), in modo da provvedere con un altro salvataggio prima di eseguire azioni particolarmente rischiose.

Certo, i campi visivi dei nemici non sono sempre impeccabili e può capitare che il gioco non risponda alla perfezione agli input, di tanto in tanto; e tuttavia, anche così, ogni fallimento sarà colpa esclusivamente del giocatore, che magari sarà stato troppo avventato o impulsivo e non avrà calcolato bene i tempi i necessari a svolgere una determinata azione. Fortuna che, in molti casi, le abilità dei personaggi verranno in aiuto delle situazioni più complesse: dallo sfruttare una semplice pietra per distogliere lo sguardo di un nemico all’utilizzare una polvere irritante, i cinque personaggi sono pieni di risorse che, se combinate, daranno vita ad azioni indimenticabili e incredibilmente spettacolari da vedere.

 

Shadow Tactics

 

“Are you… Shuriken?”

Persi nel mare dei pregi di Shadow Tactics, ci siamo però dimenticati di elencare due dei maggiori punti di forza del gioco. Lasciandoci la ciliegina sulla torta per la chiusura, l’accenno appena fatto alle abilità dei personaggi ci permette di parlare della cosiddetta Shadow Mode: con la semplice pressione di un tasto sulla tastiera (shift nella configurazione standard), i colori sullo schermo si faranno più cupi e il giocatore potrà assegnare una singola mossa a ciascuno dei personaggi, aggiungendola alla coda delle azioni. Con la pressione di un altro tasto, poi, i personaggi eseguiranno la mossa assegnata contemporaneamente, dando il La a una serie di movimenti su schermo che, se ben studiati, permetteranno di superare situazioni spinose senza il minimo rischio. Immaginate, ad esempio, di avere due guardie poste l’una di fronte all’altra: se ne faceste fuori una, l’altra vedrebbe inevitabilmente la scena e sarebbe spinta a intervenire; se, tuttavia, avrete l’accortezza di posizionare un personaggio alle spalle di entrambe le guardie e di pianificare le giuste mosse per ciascuna, potreste essere in grado di farle fuori contemporaneamente senza rischiare di causare un’allerta. È chiaro che, con un numero maggiore di personaggi, le possibilità a disposizione di chi gioca aumentano esponenzialmente.

 

Shadow Tactics: Blades of the Shogun

 

Uno dei più grandi aspetti positivi di Shadow Tactics sta nell’incredibile varietà delle sue ambientazioni, che si riflette anche sulla formula di gioco in sé: grandi ed estremamente variegate tra loro, le mappe di gioco saranno spesso complesse, contorte e caratterizzate da un gran numero di vie diverse per raggiungere l’obiettivo di missione, che sarà spesso circondato da un gran numero di nemici che bisognerà togliere di mezzo nei modi più creativi possibili. Ciò che è interessante è che ogni cambio di ambientazione influenza in senso stretto l’approccio del giocatore: un livello ricco di dislivelli richiederà una grande attenzione alle alture (dove potrebbero nascondersi dei nemici in osservazione), un livello sotto la pioggia richiederà di evitare le rumorosissime pozzanghere e, ancora, un livello in notturna modificherà i campi visivi dei nemici in modo tale che le fonti di luce saranno il vostro avversario più temibile in assoluto.

Shadow Tactics: Blades of the Shogun, in sostanza, ha un gran numero di assi nella manica, e sa giocarseli sempre nel modo più corretto possibile. Una nota di demerito, purtroppo, va fatta alla storia: sebbene il sonoro e il doppiaggio siano fenomenali tanto in Inglese quanto in Giapponese – e sebbene i personaggi siano caratterizzati in maniera eccelsa -, la trama in sé non è nulla di eccezionale e assume una piega particolarmente prevedibile da un certo punto in poi. Un peccato veniale e trascurabile senza dubbio, alla luce dell’incredibile bellezza che è l’ultima fatica di Mimimi Productions.

 

 
Come accennato, Shadow Tactics: Blades of the Shogun è un titolo discretamente leggero che non richiede grandi risorse per essere goduto a pieno. Di seguito i requisiti di sistema, tratti direttamente dalla pagina Steam del gioco:
 

MINIMI:

  • Sistema operativo: Windows Vista 64-bit
  • Processore: Intel i3 2nd-Generation 2.5GHz, AMD Quad-Core 2.5GHz
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: Nvidia GT640, AMD Radeon HD7750, 1GB Vram
  • DirectX: Versione 10
  • Memoria: 13 GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: DirectX 9.0c Compatible Sound Card with Latest Drivers

CONSIGLIATI:

  • Sistema operativo: Windows 7 64-bit or higher, Windows 8, Windows 10
  • Processore: Intel i3 4th-Generation 3.5GHz, AMD Quad-Core 3.9GHz
  • Memoria: 6 GB di RAM
  • Scheda video: Nvidia GTX 570, AMD Radeon HD 6950, 2GB Vram
  • DirectX: Versione 11
  • Memoria: 13 GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: DirectX 9.0c Compatible Sound Card with Latest Drivers
  • Note aggiuntive: Installare il gioco su un SSD diminuirà i tempi di caricamento.

 

In conclusione...
8.5
“... E poi l'ho trascinato in un cespuglio”
Shadow Tactics è una perla rara nel genere degli RTS tattici, una di quelle che non si vedevano da parecchio tempo. Con le sue ambientazioni mozzafiato, la sua cura per il dettaglio, i suoi personaggi carismatici e una formula di gameplay tanto divertente quanto soddisfacente (e frustrante, in certi frangenti), il piccolo capolavoro di Mimimi Productions riesce a nascondere i suoi (pochi) difetti sotto un tappeto persiano di qualità eccelsa, che saprà intrattenere il giocatore per tutta la durata dell'esperienza proponendogli una sfida dopo l'altra. Shadow Tactics è senza dubbio un gioco da avere, se non altro per tutti quelli che hanno amato l'epoca d'oro degli RTS tattici su PC (vedasi Commandos); non resta che aspettare la versione console, a questo punto, per vedere in che modo gli sviluppatori sapranno rendere un sistema di controllo così efficace anche sui controller del soggiorno.
Grafica colorata e piacevole
Grande varietà di ambientazioni
Personaggi carismatici
IA dei nemici convincente
Formula di gioco efficace...
x ... Seppur frustrante a lungo andare
x Qualche imprecisione nei coni visivi e nei controlli
x Svolta narrativa un po' troppo banale

due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
Commenta:

Torna su