Recensione
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Nel mondo in continuo cambiamento dei videogiochi, interi generi vanno e vengono, seguendo l’iter del progresso o quello di una curva di domanda di mercato, con la conseguenza, il più delle volte, di rendere orfani una buona fetta di videogiocatori. Nello specifico, stiamo parlando di un genere nato negli anni ’90, quello degli RTS Stealth, rigoglioso in quegli anni e che trovava massima espressione in giochi come Commandos e Desperados. Ad oggi, questo genere costituisce una nicchia, spingendo gli appassionati a confortarsi con pochi, ma ottimi titoli. Uno di questi è sicuramente Shadow Tactics: Blades of the Shogun, sviluppato da Mimimi Productions, che ha cercato di riportare in auge un genere rimasto in sordina per molti anni. Il gioco è uscito a Dicembre 2016 per PC (qui potete leggere la nostra recensione), riscontrando ottimi pareri di pubblico e critica. Alcuni mesi dopo, l’1 Agosto 2017, è arrivato anche su PlayStation 4 e Xbox One, acquistabile al prezzo di 39,99 euro. Se quando avete letto le parole “console” e “RTS Stealth” assieme vi siete fatti prendere dal panico, tranquillizzatevi e sappiate che i controlli sono stati adattati in maniera ottima. Certo, l’accoppiata mouse e tastiera rimane il sistema di controllo ideale per gustarsi questo genere di giochi, ma Shadow Tactics: Blades of the Shogun è giocabile perfettamente con un pad.  A parte i controlli, non ci sono differenze tra la versione PC e quella console.

 

 

Versione testata: PlayStation 4

 

Prepariamo il Sakè

 

Abbandonati gli scenari tipici del genere, quello western di Desperados o quello della Seconda Guerra Mondiale di Commandos, Shadow Tactics: Blades of the Shogun porta il giocatore nel Giappone feudale, un periodo tanto affascinante quanto mitizzato nella cultura di massa, legato indissolubilmente alle figure dei Samurai, degli Shogun e dei Ninja. Siamo nel periodo Edo, quando la famiglia Tokugawa dominava sul tutto il Giappone, e dopo anni di guerre, di cui viviamo la fase decisiva durante la prima missione del gioco, il paese viene unificato da un valoroso Shogun. Ma questo periodo di pace durerà poco, in quanto incombe la minaccia di una cospirazione contro l’Impero, guidata dal potente e misterioso Kage-sama. Su ordine dello Shogun, il nostro compito sarà quello di indagare sulle attività e le persone legate a Kage-sama per poterlo smascherare e sventare la cospirazione. Una storia abbastanza dozzinale nel suo svolgimento, ma che tuttavia è permeata di un’atmosfera coerente con il periodo storico e che presenta dei personaggi caratterizzati ottimamente. Nella prima missione, che funge da tutorial, faremo conoscenza del samurai Mugen, del Ninja Hayato e di Takuma, un vecchietto all’apparenza innocuo ma in realtà un letale ed ingegnoso tiratore scelto. Durante l’avventura si aggiungeranno altri due personaggi: Yuki, una giovanissima ed abile ladra che sogna di diventare un Ninja, e Aiko, una sorta di femme fatale, maestra dell’inganno e dell’infiltrazione.

 

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Le vie del Samurai sono infinite

 

Come in qualsiasi RTS che possa definirsi tale, avremo a disposizione una visuale isometrica per controllare i cinque personaggi, ognuno dotato di abilità uniche, indispensabili per superare le missioni. Tali abilità possono essere sia attive che passive e rifletteranno il ruolo dei personaggi. Mugen sarà in grado di fare fuori i nemici sfortunati che capiteranno nel raggio delle sue katane e potrà trasportare più corpi contemporaneamente e a grande velocità. Hayato potrà scalare con la sua corda determinate zone ed abbattere con lo shuriken i nemici dalla distanza. Takuma utilizzerà il suo fucile da cecchino oppure ordinerà al suo tanuki addestrato di ululare e distrarre i nemici. Yuki attirerà con un flauto i nemici nelle sue trappole mortali e Aiko con i suoi travestimenti si potrà infiltrare tra le linee nemiche. Sono solo esempi delle capacità dei nostri eroi, che possono essere combinate a piacimento per raggiungere l’obiettivo. Ma questo non sarebbe possibile senza un level design adeguato. In questo senso, i livelli di Shadow Tactics: Blades of the Shogun si presentano come una tela intonsa, pronta per essere dipinta dal giocatore. Ogni livello presenta una varietà di approcci sorprendente, modellati attorno alle abilità dei personaggi e al servizio della fantasia del giocatore. Ci si potrà muovere tra le strade e tra i tetti dei palazzi, si avranno a disposizione zone in cui nascondersi o far sparire i cadaveri, si potranno usare diversivi per i nemici e sfruttare eventi dinamici. Ad esempio, in una missione sarà possibile nascondersi in un carro che gira per la mappa e raggiungere l’obiettivo o in un’altra ancora bisognerà suonare una campana per radunare i monaci nel convento e rendere le strade meno affollate e più sicure da attraversare nell’ombra. La cosa che stupisce maggiormente, è che non c’è mai un unico modo per raggiungere gli obiettivi, ma come già detto, tutto è in mano al giocatore e alla sua capacità di saper coniugare le abilità dei personaggi e il level design delle zone. Alla fine delle missioni, si potranno ottenere delle medaglie se soddisfatti determinati requisiti, come terminare la missione in 15 minuti, non utilizzare mai i cespugli per nascondersi o arrivare all’obiettivo senza diversivi per i nemici. Si tratta di qualcosa pensato per accontentare i giocatori hardcore, che nel tentare di accaparrarsi queste medaglie, troveranno pane per i loro denti.

 

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Shhh! Non fare rumore

 

Sebbene sia possibile affrontare i nemici a viso aperto, è innegabile che il gioco predilige un approccio stealth e invoglia il giocatore ad evitare quanto più possibile di allarmare i nemici o scontrarsi con loro. Infatti, l’unico personaggio abile nel corpo a corpo è Mugen mentre gli altri avallano l’impronta stealth del gioco. E quindi, se si vuole portare a termine una missione, sarà indispensabile studiare nei minimi particolari ogni dettaglio della mappa e i movimenti dei nemici. Shadow Tactics: Blades of the Shogun è un gioco che lascia pochissimo margine di errore se giocato alla difficoltà Normale, quella consigliata dagli sviluppatori. Salendo con la difficoltà, il tempismo e la pianificazione dovranno essere perfetti. I giocatori poco pazienti avranno vita difficile, ma anche quelli navigati dovranno fare molta attenzione, considerando che alcuni punti sono davvero frustranti. Il gioco mette a disposizione diversi strumenti per meglio studiare la situazione ed elaborare un piano. Sarà possibile vedere il cono di visione del nemico, e se saremo nella sua linea visiva, questo passerà dall’essere verde, poi giallo e infine rosso, che equivale ad essere stati individuati. La velocità di transizione dipende dalla difficoltà scelta e capita qualche volta che possa esserci imprecisione nel rilevamento. Se prima di agire, volete essere sicuri di non essere visti, potete piazzare un indicatore in un punto che evidenzierà in tempo reale i nemici che stanno guardando lì. Fortunatamente, è disponibile un sistema di auto-salvataggio, veloce e indolore, che permette di salvare i propri progressi in qualsiasi momento e ricaricare velocemente se una nostra azione non è andata come prevista. Gli slot a disposizione sono tre ed è indicato il tempo trascorso dall’ultimo salvataggio, utile per tornare indietro se il giocatore si è cacciato in una situazione troppo difficile da risolvere. Ma lo strumento più potente messo a disposizione del giocatore è la Modalità Ombra. Mediante questa, è possibile registrare una serie di azioni per ogni personaggio e poi con la pressione di un tasto, farle eseguire contemporaneamente. Le combinazioni sono tantissime e il senso di appagamento nel vedere il proprio piano compiersi è enorme, andando ad affiancare alla libertà di approccio offerta dalle mappe anche la libertà di esecuzione.

 

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Si dice cartone animato o anime?

 

In ultima analisi, l’aspetto tecnico del gioco è altresì delizioso. Grazie alle musiche, ad uno stile grafico leggermente cartoonesco e alla scrupolosa cura dei particolari, Shadow Tactics: Blades of the Shogun ricostruisce ottimamente l’estetica e l’atmosfera del Giappone feudale. Da segnalare, oltre alle imprecisioni dei coni di visuale, il fatto che il gioco ogni tanto non risponda perfettamente agli input dei comandi. Si tratta tuttavia di imperfezioni marginali, riscontrate anche nella versione PC, che non vanno ad intaccare l’enorme bontà del gioco. 

In conclusione...
9
“Are you shuriken?”
Shadow Tactics: Blades of the Shogun riesce nell'intento di dare risalto e dignità ad un genere che oramai è di nicchia e non trova spazio tra le nuove generazioni di videogiocatori. Egregiamente adattato per essere giocato con il pad, il gioco delizierà i giocatori con una varietà di approcci sorprendente, un gameplay stratificato ed appagante, dei personaggi caratterizzati ottimamente e un'estetica piacevole, che riesce a restituire appieno l'atmosfera del Giappone feudale. Senza troppi giri di parole, Shadow Tactics: Blades of the Shogun è una delle migliori uscite dell'anno, che gli appassionati non possono lasciarsi sfuggire. Se invece non avete mai giocato a qualcosa del genere, è arrivato il momento di iniziare.
Enorme libertà di approccio
Gameplay solido
Nemici reattivi
Ambientazioni bellissime
Difficile ma appagante...
x ...e frustrante in alcuni punti
x Comandi non sempre reattivi e imprecisioni nei coni di visuale nemici

due parole sull'autore
Nato nello Sprawl, potenziato con innesti cibernetici, passa la sua vita nel cyberspazio, tra videogiochi e hackeraggio di banche online per ripagare i debiti.
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