Recensione
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Gli anni 70 un decennio segnato da violenza, omicidi e tanta boxe in TV ed è proprio in questi anni che si va a sviluppare Serial Cleaner, un titolo atipico con un tema che nessuno aveva mai pensato di trattare. Abituati come siamo a uccidere senza ritegno nei videogiochi, serviva qualcuno che mettesse a posto questo macello. Rivivendo una vita come quella di Mr. Wolf di Pulp Fiction, ripulendo il caos lasciato da mafiosi, bande e assassini. Potrete addentrarvi nei meravigliosi anni 70 scaricando il titolo dagli store digitali di PS4, Xbox One e PC al prezzo di 14,99€.

 

Versione Testata: PS4

Sono il Signor Bob, risolvo problemi

La trama di Serial Cleaner è semplice ed immediata, interpreterete Bobby un uomo con baffi, occhiali da sole e un forte stile alla Magnum P.I. prima cosa che ci catapultaa subito negli anni 70. Il nostro compito è quello di risolvere problemi, eliminando cadaveri e prove da ogni scena del crimine per chiunque sia disposto a pagare. Poiché il nostro protagonista è un uomo semplice con una madre anziana a cui badare, i debiti di gioco da saldare, spesso legati alla boxe che tanto andava di moda in quegli anni, una piccola casetta e una collezione di prove pronte ad incarcerarlo per il resto dei suoi giorni. Una telefonata e Bob è pronto a scattare al lavoro, guidando la sua station wagon con gli esterni in radica, pacchiani come andavano di moda in quegli anni, ma così tipici da farci viaggiare indietro nel tempo. Visitando così le scene del crimine più disparate, partendo da una palestra di boxe finendo alla classica casetta sul lago che tanto ricorda i film horror americani di serie b.

Bob la migliore impresa di pulizie

 

Il tratto distintivo del titolo si sviluppa proprio con il gameplay, il fulcro che rende particolare il gioco. L’obbiettivo del titolo è quello di ripulire le aree da cadaveri, sangue e prove, in luoghi sempre diversi e sempre più ampi con l’avanzare dei contratti. A rendere più difficile la nostra impresa sono i poliziotti, dotati di un intelligenza artificiale non delle migliori, ma che comunque ci daranno filo da torcere. I piedipiatti hanno però dalla loro una buona varietà, si comincia con i classici poliziotti panzoni e mangiatori di ciambelle, più lenti e meno interessati a proteggere la scena del crimine, avanzando nel titolo si andranno ad aggiungere sempre nuovi agenti pronti ad arrestarci. Un esempio sono quelli più rapidi con i capelli afro, oppure quelli con la radio pronti a fare intervenire altri agenti appena entreremo nel loro campo visivo. Proprio il campo visivo sarà l’unico aiuto che ci verrà fornito per sapere come evitare di essere scoperti durante le nostre missioni, per evitare il loro sguardo potremo utilizzare inoltre alcuni diversivi, accendere casse o apparecchi rumorosi per attirare le guardie, utilizzare cassonetti o piante come nascondigli, molto utili soprattutto quando siamo stati già individuati, potendo sparire davanti ai loro occhi come dei novelli Houdini. Per velocizzare i nostri spostamenti inoltre, sono presenti gli short-cut, veri e propri passaggi segreti in cui attraversare velocemente la mappa di gioco. Le meccaniche stealth sono quindi realizzate ottimamente, ma purtroppo non sono state ampliate a dovere risultando a tratti povere, sarebbe stato bello vedere un numero maggiore di modi con cui interagire con lo scenario. A dare una maggiore varietà, c’è anche la meccanica che ad ogni nostro fallimento riposizionerà in modo casuale i cadaveri e le prove nella mappa. Il titolo inficia però della mancata presenza di checkpoint, che rende la difficoltà leggermente artificiosa e con il loro inserimento avrebbe potuto permettere un maggior ampliamento dei livelli. La vita da cleaner non è però fatta solo di lavoro e anzi avremo anche una parte, presente prima dell’avvio di ogni missione, in cui saremo a casa con nostra madre e potremo interagire con l’ambiente che ci circonda. Come per esempio leggendo il giornale, ascoltando la radio e guardando la tv, ma in questo caso le interazioni diventano un mero contorno, con l’obbiettivo solamente di farci entrare maggiormente in confidenza con la vita che si viveva negli anni 70. La longevità del titolo si attesta su buoni livelli, con una campagna principale composta da 20 contratti e supportata da molti contenuti sbloccabili, tutti legati a un forte amore per il cinema. Trovando nei livelli le pellicole cinematografiche potremo così sbloccare 10 livelli bonus, ispirati a film classici come Arancia Meccanica o Taxi Driver. Stessa cosa vale per i costumi ispirati al cinema, sbloccabili grazie alle riviste di moda, sempre trovabili all’interno delle missioni principali. Un ultimo punto a supporto della varietà è dato dalle challenge che ci permettono di variare la difficoltà del titolo, eliminando aiuti come i nascondigli o il cono visivo dei nemici.

Una lode al cinema e a gli anni 70

Il comparto tecnico del titolo si difende egregiamente, con una grafica old school ben fatta, un gameplay quasi privo di bug, uno stile che mette in risalto le tinte rosse del sangue e da vita a un vero film Pulp all’interno delle nostre console. Lo stile e l’amore per il cinema sono le caratteristiche che rendono unico il titolo dei iFun4All portando il giocatore in un universo fatto di morte e pellicole. Il citazionismo del gioco è reso grazie alla magistrale direzione artistica degli sviluppatori, che hanno saputo raggiungere una rappresentazione così simile ai titoli originali da quasi avvicinarsi al plagio. Il frame-rate del titolo è solido anche sulla versione base della console di casa Sony, permettendoci di godere a pieno il gioco. La colonna sonora risulta invece un vero pilastro portante della produzione spaziando dal rock al blues con uno stile e un ritmo incalzante, facendo scorrere le ore di gioco come se nulla fosse. Il livello è tale da far credere che le tracce siano di veri artisti famosi, quando in realtà tutto è stato magistralmente composto da un team interno allo studio di sviluppo.

In conclusione...
8
“Ecco chi sistemava dopo le missioni di Hotline Miami”
Se siete amanti del cinema non potete per nessun motivo farvi scappare questo titolo, perché sprizza amore per il medium da ogni poro. Più di una volta vi sembrerà di vivere poco dopo la fine delle scene che abbiamo tanto amato. Accompagnando il tutto con un gameplay che prende spunto dai tradizionali giochi stealth e lo ricrea in un modo tutto su, come solo la libertà dei titoli indie possono fornirci. Accompagnandoci nell'avventura con una colonna sonora che non dimenticheremo facilmente. Il più grosso difetto è che molti elementi sarebbero potuti essere ampliati maggiormente.
Amore incondizionato per il cinema e per gli anni 70
Gameplay che da un nuovo stile allo stealth
Difficoltà alta per una maggior longevità...
x ...ma resa troppo artificiosa
x Le meccaniche stealth e le interazioni con l'ambiente potevano essere migliorate e ampliate

due parole sull'autore
Giovane ventenne piemontese, con i videogiochi nel sangue fin dai primi anni di vita, quando suo padre gli diede in mano il pad del Megadrive. Amante dei retrogame e di ogni console che non abbia avuto successo durante la sua storia videoludica. Ne Boxaro ne Sonaro, semplicemente un videogiocatore.
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