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L’arrivo di Rocket League su Switch si traduce, in sostanza, in qualcosa di potenzialmente devastante per il vostro ménage familiare: cercare di non tenere inutilmente occupato il bagno mentre si gioca al titolo sul trono è una sfida più tosta di cercare di andare in goal con la vettura scelta.

Qualche mese fa il nostro Stefano etichettava Nintendo Switch come una console post-sociale. Il motivo è semplice: per quanto l’infrastruttura online – come chi vi scrive non manca mai di ricordare ad ogni occasione – sia abbastanza indietro rispetto alla concorrenza, il multigiocatore “classico”, quello locale fatto di amici in carne ed ossa parcheggiati a portata di mazzate (la componente sociale insomma, ben diversa dalla componente social) riesce semplicemente meglio sull’ibrido Nintendo. Portare Rocket League sulla console era una sfida, visto che per quanto sia il titolo perfetto per una serata dove si sposano scazzo e nerditudine il grosso della community vive il titolo sui server di Psyonix. E bisogna anche fare i conti con le differenze tra Switch e il resto del mondo, videoludicamente parlando, a livello di filosofia e anche a livello di hardware. Insomma, materiale su cui riflettere c’è n’è fin troppo…

Extra ne abbiamo?

Iniziamo subito dall’aspetto contenutistico, ma solo perché non c’è molto da dire. In buona sostanza impugnati i Joy Con si ha a disposizione tutto il pacchetto che negli scorsi due anni Psyonix ha messo a disposizione, molto spesso gratuitamente, dei suoi adepti: l’11 luglio 2015 Luca Mazzocco – l’uomo su cui era ricaduto l’onere della copertura editoriale di Rocket League – lamentava la presenza di un solo campo da gioco, oggi invece l’offerta è decisamente più nutrita e, tra l’altro, non abbraccia più solo il gioco del calcio.

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Rocket League
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Tutti i contenuti aggiunti dal lancio ad oggi, più due macchine extra

Già, perché Psyonix è partita dallo sport più popolare nel Vecchio Continente, ma poi ha dato una decisa strizzata d’occhi anche al Nuovo Mondo e agli USA andando ad includere in-game anche la sua versione dell’hockey (dove, va detto, cambia di fatto “solo” la dimensione del pallone… Che vabbè, diventa un dischetto e non è più un pallone) e della pallacanestro. Il risultato è che tutt’oggi Rocket League è sulla cresta dell’onda, rimane un titolo giocatissimo a prescindere dalla piattaforma che si sceglie per affrontare l’esperienza e chi attribuiva il successo del gioco ad un banale “grazie, lo hanno dato gratis con PlayStation Plus” è stato costretto a rimangiarsi le parole. Gli sviluppatori però non potevano resistere alla tentazione di aggiungere qualche spruzzo di Nintendo in questa versione, che arriva puntualmente grazie ai due nuovi veicoli esclusivi per l’edizione Switch di Rocket League. Il primo, disponibile da  subito, riprende i colori di un certo idraulico (che in realtà non è più un idraulico) baffuto, mentre il secondo – da sbloccare in-game partita dopo partita, sia che si giochi online che contro la CPU o qualche amico reale – riprende le linee della navicella di Samus Aran, direttamente da Metroid. Un omaggio che l’ecosistema nintendaro apprezzerà di sicuro: per quanto non si tratti di contenuti totalizzanti, i due veicoli sono ben integrati nel mondo di gioco e rappresentano un extra indubbiamente riuscito.

Ok, ma i server?
Online la messa a punto c’è: net-code fluido e tanta gente

Immaginate di acquistare Rocket League su Switch ingolositi da queste due aggiunte, dal fatto di poter giocare in mobilità al titolo o insomma per qualche motivo non meglio specificato e di non trovare nessuno sui server. La paura principale in questi casi è sempre quella, memori anche delle brutte scottature di delusione che Wii U ci ha riservato negli anni passati. Paura che fortunatamente non si materializza in questo caso, visto che giocatori online ce ne sono a bizzeffe. I tempi di attesa sono ridotti al minimo e l’esperienza non rimane imbottigliata nel traffico, riuscendo a sfrecciare tranquillamente sullo schermo – sia quello del salotto o il pannello HD Ready messo a disposizione da Switch. Merito anche di un net-code che ormai definire consolidato sarebbe riduttivo, che permette a questa ultima incarnazione del titolo di raccogliere e capitalizzare tutto il lavoro fatto da Psyonix negli ultimi due anni.

Prestazioni sotto il cofano
La vera discriminante è di natura tecnica

Ecco, se fino ad oggi siete rimasti immuni al fascino di Rocket League e volete capire su che piattaforma comprarlo, la discriminante è proprio sotto al cofano. Iniziamo a dire subito che la versione per Nintendo Switch è fluida, e che il numero di fotogrammi al secondo è abbastanza ancorato ai famigerati 60 fps. Per mantenere il possesso palla però in questo caso Psyonix ha dovuto sacrificare la resa tecnica del titolo, che in modalità docked – sulla TV di casa, per capirci – si ferma a 720p e scende ancora quando Switch è in movimento, pagando anche la mancanza di qualche effetto particellare e offrendo un’immagine un po’ più arretrata, a colpo d’occhio. Nulla di tragico e tutto ampiamente nelle soglie del tollerabile, ma dipende un po’ da quello che cercate: se volete la perfezione, su questo fronte, è meglio rivolgervi alla versione per PC (o, se siete pigri, a quelle per le console tradizionali). Se invece non è un problema beh, su Switch c’è il grosso pregio di poter avere una copia di Rocket League potenzialmente sempre a disposizione, anche comodamente stesi nel letto di casa o quando si è in trasferta. Certo, bisogna anche considerare che l’esperienza poi va fitrata attraverso i Joy Con, che presentano degli stick analogici non sempre all’altezza della precisione richiesta (si paga la loro corsa ridotta, rispetto a Dualshock 4 e al controller Xbox).

 

In conclusione...
8
“Occhio ai pit stop al bagno...”
Prestazioni o portatitilità? Il dubbio è - o meglio, dovrebbe essere - quello. Se per voi non è un problema rinunciare a qualche effetto visivo che, bisogna riconoscerlo, sulle macchine della concorrenza è più gradevole alla retina, allora la versione Switch di Rocket League può regalarvi davvero tanto, ed essere anzi causa di qualche coda di troppo al bagno (perché la formula funziona da dio, oggi come all'uscita del gioco). Se invece siete esigenti e, magari, più che al multigiocatore post-sociale siete legati a quello social da fruire online e in party chat, è meglio rivolgersi a qualche altra piattaforma. In ogni caso comunque Rocket League si conferma un titolo solidissimo e merita il successo che ha avuto e sta ancora raccogliendo.
Gameplay assuefacente
Tantissima gente online
Ottima conversione...
x ... Ma visivamente più "sporca"
x I Joy Con sono meno precisi

due parole sull'autore
Laureato con disonore in Informatica, tra una cosa e l'altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. È il magnaccia a capo degli aspetti creativi del progetto, dal layout fino alle questioni autorali: la sezione Speciali è la sua Mother Base, e Gameromancer - il podcast videoludicamente scorretto il mezzo con cui terrorizza anche l'etere.
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