Recensione
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Se bazzicate nel sottobosco dello sviluppo indipendente sicuramente avrete incrociato il nome di Two Tribes, team di sviluppo danese, che fra i vari progetti su cui hanno lavorato in passato spicca senza ombra di dubbio il buon Toki Tori (con il relativo seguito). Two Tribes è pronta a tornare sulle scene con il loro ultimo titolo, RIVE, un side scrolling 2D che pesca a piene mani dal passato del genere, mescolando e plasmando al proprio servizio un gameplay fatto di platform, dual stick shooters e sparatutto a scorrimento. Ultimo titolo in tutti i sensi, in quando Rive rappresenta (almeno ad oggi) la fine delle attività produttive del team, come annunciato da una lettera aperta apparsa sul loro blog. Disponibile al prezzo di 14.99€ su PlayStation 4, Xbox One, Wii U e PC, RIVE è pronto a farci sudare 7 camice in compagnia del barbuto Roughshot, esploratore spaziale dall’anima nerd.

Versione testata: PlayStation 4

Fiumi di parole proiettili
RIVE è veramente difficile come dice di essere

Quando un gioco inizia e l’unica modalità disponibile è quella difficile, forse è il caso di farci qualche domanda. RIVE, l’ultima fatica di Two Tribes è così, autoironico fin dal primo menù, anche se tale ironia cela un’agrodolce verità: RIVE è veramente difficile come dice di essere.
Disperso nello spazio alla ricera di tesori, l’intrepido Roughshot troverà soccorso all’interno di una stazione orbitale, dove verrà accolto e reguardito da una poco ospitale IA robotica. Nel giro di poco il povero Roughshot capirà che non è aria, e all’interno della base tutti i robot presenti sono pronti a rivoltarsi contro di lui, impedendone così la fuga.

 

Dietro questo semplice inizio si nasconde un titolo che fa inaspettatamente del suo racconto uno dei suoi punti di forza. Roughshot è un personaggio spigliato, sarcastico e dal pessimismo innato che, pur nel bel mezzo di una crisi dove potenzialmente richia la vita ogni secondo, riesce a sparare battute e citazioni degne del miglior nerd incallito, smorzando la tensione fra una morte e l’altra.

Perché si, RIVE è tremendamente difficile. Ma di un difficile buono, che nonostante faccia di tutto per scoraggiarti, si riesce a trovare l’audacia di andare avanti, con quel “provo ancora una volta e poi stacco”, che tante volte abbiamo sospirato accompagnato da “ultra-combo di improperi” all’ennesimo game over, ma che ci ha visto restare li incollati per ore fino che non ne siamo usciti vincitori.
Ogni minuto passato in compagnia di RIVE riesce a sorprendere. Non solo questo citazionismo ben collocato con il giusto tempismo o un’inaspettata (e continua) rottura della quarta parete, nella quale il caro Roughshot rivolgendosi a noi non si risparmierà qualche battuta al vetriolo, ma anche per merito di un gameplay talmente ben construito ed amalgamato da rendere ogni partita una vera gioia.

SHMUPSTRAVAGANZA
RIVE mescola diversi elementi di gameplay provenienti da vari generi

Come accennato in apertuta, RIVE mescola diversi elementi di gameplay provenienti da vari generi, da quello degli shooter dual stick ai classici del platform, creando una soluzione di gioco nella quale tutti questi “estratti” diventano complementari fra loro. Un gameplay che a volte richiama un certo Metal Slug, e lo fa a partire dal nostro veicolo la cui somiglianza al Super Vehicle-001 non è casuale, capace all’occorrenza di trasformarsi in navicella spaziale, mutando completamente stile e gameplay, e creando una continuità sempre perfetta.
Durante le fasi di gioco platform potremo aggirarci all’interno della stazione spaziale saltando, affidandosi alla pressione del grilletto sinistro (inizialmente una scelta non molto intuitiva) e sparando ai nemici indirizzando il fuoco a seconda dell’angolazione dell’analogico destro.

Raccogliendo i pezzi lasciati dai nemici abbattuti potremo scambiarli per potenziare il nostro armamentario e sbloccare una delle 4 armi secondarie disponibili (una serie di missili a ricerca, un compo potente a corto raggio, delle mine rimbalzanti e una sfera capace di rallentare i movimenti nemici) che potranno essere equipaggiare rapidamente tramite la pressione dei tasti della pulsantiera frontare del pad.

Con il progredire della storia, entreremo in possesso anche di alcuni “virus” che ci permetteranno di hackerare dei pannelli di controllo o soggiogare al nostro volere alcuni dei nemici, che schierandosi dalla nostra parte ci forniranno un prezioso aiuto, curandoci, attaccando gli avversari o permettendoci di superare zone altrimenti inaccessibili.

 

recensione
Furi
Se è vero che non tutti i titoli indie sono dei capolavori, è altresì vero che in fatto di sviluppo indipendente ci sia molta più libertà rispetto alle produzioni tripla A, dove a farla da padrone sono le leggi di mercato e il ritorno economico. Ed è...
Dance of destruction
RIVE farà di tutto per farci la pelle

RIVE nelle sue 5/6 ore di gameplay offre una varietà di situazioni capaci di frastornare il giocatore e non annoiare mai. Si passa in un attimo da veloci fughe all’interno dei corridoi della stazione, magari inseguiti da stormi di nemici assetati di morte, allo sfrecciare nello spazio fra una pioggia di asteroidi cercando di non finire schiacciati da qualche meteorite, in sezioni a scorrimenti laterale che omaggiano il genere degli shoot’em up (qualcuno ha detto Gradius?).
Non mancano nemmeno momenti nei quali dovremo mettere da parte il nostro arsenale e aggirarci in alcuni settori sommersi evitando la morte ad ogni passo, o testando i nostri nervi nel tentativo di superare ondate infinite di nemici sotto una pioggia incessante di proiettili, il tutto, come definito dai suoi autori, eseguendo la “danza della distruzione”, ad indicare un gameplay a 360 gradi dove per avere la meglio sul gioco, dovremo costantemente muoverci schivando i nemici con movimenti che ricorderanno quelli di un “ballo”. Perché RIVE farà di tutto per farci la pelle, e solo la perseveranza potrà aiutarci ad andare avanti.

Fortunatamente, anche il suo essere difficile è ben studiato e bilanciato, grazie a numerosi checkpoint posizionati in maniera strategica che ci consentono di riavviare la partita dopo uno dei tanti (troppi) game-over. Sempre restando sul tema del livello della sfida, questa sarà costantemente alta, culminando in più di un occasione all’apparire sulla scena dei Boss di fine livello, che prontamente non si faranno scrupoli ad eliminarci nel giro di pochi secondi. E nonostante la sua spietatezza, RIVE  è un titolo onesto nel quale ogni errore commesso, ogni singola morte, dovrà essere imputata solamente a noi e ai nostri sbagli, mostrando quanto il gameplay solido e privo di ogni qualsiasi sbavatura, anche nelle situazioni più caotiche.
Una volta arrivati al finale e scoperto quale sarà il destino di Roughshot andremo a sbloccare due nuove modalità di gioco, che faranno apparire quella Difficile di inizio avventura una passeggiata: la Modalità Veloce, pensata per gli speedrunners dove ogni singolo secondo sprecato significa perdere posti all’interno della classifica online, e la Modalità Vita Singola nella quale, come suggerisce il nome, avremo a disposizione solamente una vita, che una voltà persa ci obbligherà a ricominciare la missione dall’inizio.

Ar-RIVE-derci
Rive garantisce una fluidità a dir poco perfetta

RIVE oltre ad offrire uno dei gameplay più curati che abbiamo avuto modo di provare in una produzione indipendente, sfoggia senza troppi problemi anche un comparto tecnico di tutto rispetto, sfruttando un motore grafico in grado di gestire senza incertezze l’azione schizofrenica del gioco di Two Tribes. Ogni elemento a video è realizzato in 3D e animato stupendamente, fra esplosioni, effetti di luce e particellari, il tutto senza il minimo rallentamento anche quando lo schermo sarà invaso dai nemici e noi non sapremo dove sbattere la testa. Una fluidità a dir poco perfetta, senza la quale sarebbe difficile compiere anche un singolo passo all’interno del gioco. Anche sotto il profilo sonoro possiamo solamente elogiare il lavoro fatto, sia per il doppiaggio (in lingua inglese, mentre i i testi a video sono in italiano) ben caratterizzato da parte di Mark Dodson, divenuto famoso negli anni ’80 per aver dato voce ai Gremlins, sia per le musiche che accompagnano l’avventura, molte delle quali vantano un fascino retrò.

In conclusione...
9
“Morire sarà l'ultimo dei vostri pensieri”
Rive è uno dei titoli indipendenti più interessanti e divertenti degli ultimi anni. Una lettera d'addio da parte di Two Tribes che dimostra non solo un certo virtuosismo tecnico, ma passione e dedizione verso il proprio lavoro. Riuscire ad amalgamare insieme così tanti stili diversi e farli coesistere in un unico gameplay è stata un'operazione rischiosa che fortunatamente ha pagato, e l'ottimo risultato è sotto gli occhi di tutti. Ma non solo, nella manciata di ore che Rive ci ruberà, riesce a conquistarci anche grazie allo stile comico e irriverente del suo protagonista che si trova a vivere un'avventura della quale probabilmente avrebbe volentieri fatto a meno. Se siete amanti dei titoli difficili e impegnativi, ma che sappiano regalarvi le giuste emozioni una volta superati gli ostacoli, RIVE ha tutte le carte in regola per fare breccia nel vostro cuore.
Tecnicamente impeccabile
Ottimo mix di generi
Difficile ma ben bilanciato...
x ...Per alcuni forse troppo difficile
x Gestione del salto inizialmente poco intuitiva

due parole sull'autore

Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall’alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l’anno.

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