Recensione Resident Evil: Revelations

Annunciato in pompa magna all’E3 2010, Resident Evil: Revelations è diventato fin da subito uno dei titoli più attesi in assoluto dai futuri possessori di Nintendo 3DS per svariati motivi. Non solo il primo trailer ufficiale mostrava una grafica sbalorditiva e superiore a quella di qualunque altro titolo 3DS, ma il gioco prometteva di essere un gradito ritorno alle origini survival horror della serie, dopo la svolta action presa con Resident Evil 4 e portata all’estremo in Resident Evil 5. Si trattava inoltre della prima possibilità seria di vedere un Resident Evil portatile che non fosse deludente o limitato in qualche sua parte, come erano invece stati Resident Evil Gaiden su Game Boy Color o Resident Evil: Deadly Silence su Nintendo DS. Dopo un anno e mezzo di attesa, sarà riuscità Capcom a soddisfare tutte queste aspettative? Scopriamolo subito…

Rivelazioni?

Revelations non è stato l’unico Resident Evil per 3DS a venir annunciato all’E3 2010: in quell’occasione venne presentato anche The Mercenaries 3D, titolo basato sull’omonima modalità extra di RE4 e RE5 ed uscito oramai qualche mese fa. Se The Mercenaries 3D proponeva un’esperienza arcade totalmente slegata dalla storia, fin da subito Capcom ha precisato che Revelations sarebbe stato un episodio particolarmente incentrato sulla trama e da inserire nella cronologia di Residen Evil come un titolo principale, anche se non numerato.
Resident Evil: Revelations è ambientato nel 2005 e segue le avventure di Jill Valentine e del suo nuovo patner Parker Luciani alla ricerca di Chris Redfield, misteriosamente scomparso su una nave da crociera abbandonata nel bel mezzo del mar Mediterraneo. Ben presto, ed abbastanza prevedibilmente, i nostri scopriranno che la nave è infestata da armi biologiche di ogni tipo, create dall’organizzazione terroristica Veltro, e che l’organizzazione stessa minaccia di contaminare un quinto delle acque della terra con il temibile virus T-Abyss. Si tratta solo dell’incipit di una trama piuttosto articolata e scandita da colpi di scena, anche se non particolarmente brillante per originalità, che accompagnerà il giocatore durante tutta l’avventura, grazie ad una notevole dose di filmati (i più numerosi visti in un titolo della serie) ed ad una struttura “episodica” studiata appositamente per quest’uscita portatile.
Il gioco è infatti suddiviso in una serie di capitoli, a loro volta spezzati in più tronconi, della durata variabile tra la mezz’ora e l’ora. Si tratta di una scelta che si adatta particolarmente bene allo stile di gioco mordi e fuggi tipico di una console portatile, che ha il vantaggio di permettere una certa rotazione tra le ambientazioni. Grazie infatti ad una serie di flashbacks e di trame secondarie non tutto il gioco sarà ambientato sulla nave da crociera Queen Zenobia, ma anche in spiagge, montagne innevate, installazioni segrete, uffici governativi.
Nonostante questa particolare attenzione allo sviluppo della trama possiamo dire che il lato narrativo del gioco non è ben riuscito. Lo svolgimento della storia è piuttosto atipico per un Resident Evil e sembra adattarsi più ad un filmaccio blockbuster americano che non ad un videogioco horror giapponese, l’eccessivo uso di filmati a scapito dei file e documenti dei vecchi RE si rivela una scelta inferiore per quanto riguarda la costruzione della suspense ed anche la struttura episodica non aiuta in questo senso: se da un lato vengono consentite sessioni di gioco più concise dall’altro il ritmo viene continuamente spezzato e si impedisce la costruzione di veri e propri climax od escalations. E’ deludente anche come la trama si esaurisca col gioco stesso e non abbia particolari collegamenti con il resto della saga.
Per mesi Capcom ha stuzzicato la possibilità che il gioco mostrasse retroscena su vari avvenimenti della serie, ma purtroppo le rivelazioni a cui fa riferimento il titolo del gioco si limitano a quelle delle trame iniziate e concluse su questo capitolo.

Old School vs. New School

Se dal punto di vista della narrazione Revelations si dimostra un po’ carente, il gameplay è assolutamente l’opposto.
Il gioco propone di ricreare uno stile di gioco ed un atmosfera più vicina ai RE classici che non a quelli moderni, senza tuttavia giungere a sacrificare le innovazioni introdotte da questi ultimi. La telecamera segue il personaggio da sopra la spalla, ma è posizionata più vicina rispetto agli altri titoli, limitando l’angolo di visuale e creando un maggior senso di tensione. Anche la velocità dei movimenti del personaggio è stata diminuita, mentre è stata conservata la possibilità di sparare muovendosi, introdotta in The Mercenaries 3D. Sempre dallo stesso titolo è stata mutata la visuale in prima persona quando si estrae l’arma, comunque modificabile nella classica visuale in terza persona dal pannello delle opzioni. Unendo questi fattori agli ambienti ristretti e claustrofobici della Queen Zenobia ed ai nuovi nemici, allo stesso tempo più lenti e più letali di quelli dei RE più recenti, si ha un risultato che unisce il ritmo lento e metodico, la tensione, il focus sull’aspetto survival dei primi titoli del franchise, con i più funzionali sistemi di movimento, mira e telecamera di RE 4, 5 e Mercenaries. Inoltre la gestione di armi, erbe curative, inventario e mappa è stata affidata interamente al touchscreen, rendendo possibile qualunque operazione in tempo reale, evitando la necessità di mettere il gioco in pausa.
Mentre i livelli ambientati sulla Queen Zenobia (comunque il 70% del gioco) riescono a rievocare i fasti del survival horror più puro, fornendo anche alcuni spaventi improvvisi degni dei titoli classici, nelle sezioni ambientate in locations più ampie il gameplay si trasforma radicalmente. In queste fasi la frenesia dell’azione prende il sopravvento sull’aspetto terrorifico e vengono lanciate contro il giocatore ondate su ondate di nemici. E’ impressionante come il sistema di gioco ideato da Capcom riesca a gestire alla perfezione questi due tipi di situazione completamente diversa, senza mai risultare forzato od innaturale.
Revelations propone tra le 8 e le 10 ore di gioco nella modalità campagna, con una progressione ben studiata ed un livello di sfida sempre costante ma mai frustrante. Al termine del gioco viene sbloccata la modalità New Game + che consente di conservare armi e potenziamenti dal precedente playthorugh e la difficoltà Inferno che, come suggerisce il nome, è incredibilmente più impegnativa di quella normale, oltre a sconvolgere le cose cambiando la disposizione di nemici ed oggetti. In aggiunta a questa corposa modalità storia, Capcom ha inserito in Revelations anche una modalità extra talmente curata da riuscir quasi a rubare la scena alla campagna principale: la modalità Raid.

Andiamo a farci due Raid!

La modalità Raid nasce come rimpiazzo della modalità Mercenari di RE4 e RE5. Prendendo spunto da quest’ultima, propone un approccio arcade completamente decontestualizzato ma, invece di essere una semplice modalità “sopravvivenza” con ondate prefissate di nemici ed un timer, la modalità Raid propone spezzoni dei livelli dell’avventura principale, pullulanti di nemici, da affrontare tentando di migliorare il proprio punteggio ed ottenere nuovo equipaggiamento. La modalità Raid propone 20 diversi livelli, più uno segreto, e tre difficoltà successive. Ciascun livello ha una durata variabile tra i dieci ed i quaranta minuti, e può essere affrontato in singolo, in multiplayer locale od online. In questa modalità ci sono anche alcune caratteristiche di crescita del personaggio: man mano che giocheremo il nostro personaggio potrà salire di livello, accedendo così ad armi e potenziamenti di livello superiore. Questi potranno essere raccolti sia nel corso dei livelli che acquistati al negozio con il denaro vinto giocando, ma sarà possibile equipaggiarli solo a patto che siano di livello pari od inferiore al proprio. Anche i vari nemici avranno diversi livelli e modificatori di caratteristiche, trasformando in questo modo anche il più innocuo dei mostri in una minaccia terribile se non si è adeguatamente preparati con il giusto equipaggiamento. In questa modalità ci vengono inoltre proposte una serie di “missioni”, ovvero obbiettivi da completare durante i livelli. Le ricompense per queste missioni sono armi particolari, denaro, nuovi personaggi e costumi. Man mano che si gioca vengono continuamente aggiunte nuove missioni e giocando online con altre persone c’è la possibilità di ottenerne di ulteriori.
L’online del gioco è funzionale: anche se si nota una certa lentezza nella fase di matchmaking (ed in certi orari è difficile trovare giocatori), una volta entrati in partita non si ha lag o problemi di alcun genere. Da segnalare l’assenza di una chat vocale o di un qualunque modo per comunicare con il partner, assenza veramente fastidiosa in un paio di livelli in cui viene richiesta una certa collaborazione.
Nel suo complesso la modalità Raid si rivela veramente soddisfacente ed altrettanto, se non più, sostanziosa del gioco principale. Si tratta di un ottima alternativa alla modalità Mercenari e forse sarebbe in grado di essere venduta come stand alone per la sua bontà.

Un nuovo punto di riferimento

Sugli aspetti tecnici del gioco c’è poco da dire: Revelations presenta la miglior grafica vista finora su Nintendo 3DS e, senza avversari all’orizzonte, lo sarà per ancora molto tempo. Basato sulla versione mobile del motore MT Framework di Capcom, il gioco fa uso di effetti grafici come normal mapping, HDR rendering e self-shadowing. Sebbene si noti in molti frangenti che il numero di poligoni che costituiscono personaggi ed ambienti non sia elevatissimo, l’utilizzo di vari filtri ed effetti rende la grafica estremante piacevole ed impressionante per la console su cui gira. L’effetto 3D, regolabile anche via software dalle opzioni, si rivela sbalorditivo quando è impostato al massimo, mentre disattivandolo viene attivato un filtro anti-aliasing che migliora ulteriormente l’impatto visivo. La versione del motore grafico è stata sicuramente aggiornata rispetto a quella vista in The Mercenaries 3D, dato il netto miglioramento nelle animazioni e nella fluidità. Generalmente il gioco non presenta cali di frame rate, anche se durante i caricamenti più grossi possono verificarsi dei fastidiosi scatti. Fortunatamente non si tratta di nulla di grave ai fini del gameplay, visto che questi episodi sono limitati ai grandi caricamenti tra un area e l’altra, che generalmente avvengono in luoghi tranquilli e lontani da pericoli come gli ascensori.
Il sonoro è ugualmente buono, con composizioni musicali azzecate e d’effetto, anche se non altrettanto memorabili come alcuni dei brani dei vecchi titoli. Inoltre, per la prima volta per la serie, il gioco è stato interamente doppiato in Italiano. Il doppiaggio nella nostra lingua per fortuna si è rivelato ben recitato e con voci azzecate per ciascun personaggio, il che fa ben sperare per un simile trattamento sui futuri titoli della serie.

Verdetto
8.5 / 10
Col 3D impostato al massimo, il lato B di Jill è uno spettacolo
Commento
Resident Evil: Revelations è senza mezzi termini un altro di quei giochi da avere a tutti i costi se si possiede un 3DS, ed è inoltre la prima esclusiva third party di livello AAA che la console riceve. Le aspettative sono state quasi tutte soddisfatte, a partire dal gameplay ben studiato fino all'ottima performance grafica. Anche la delusione di una trama mal orchestrata e poco interessante viene smorzata dalla bellissima sorpresa della modalità Raid, un incredibile gioco dentro al gioco, migliore quasi del pacchetto nel suo complesso. C'è ancora qualche problemuccio da aggiustare nell'online (soprattutto l'assenza di chat vocale ed il matchmaking) ma se Revelations è un indice del livello di qualità che ci possiamo aspettare dal futuro Resident Evil 6, è bene iniziare a risparmiare sin da ora.
Pro e Contro
Ottima grafica
Ritorno alle origini della serie
Doppiaggio italiano ben realizzato
Modalità Raid strepitosa

x Trama e narrazione deludenti
x Matchmaking lento
x Niente chat vocale

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