Recensione
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Un picchiaduro sui Pokémon sviluppato da Bandai Namco (per la precisione dal team di Tekken) e pubblicato su Wii U? A pensarci solo qualche tempo fa sembrava follia, ed invece, dopo l’uscita della versione arcade nelle sale giochi giapponesi quasi un anno fa, eccoci qua a parlare della versione casalinga di Pokkén Tournament, in uscita mondiale il 18 Marzo.

 

 

Botte da orbi tra Pokémon

Pokkén Tournament è un titolo dal concept bizzarro, ma solido. Di tutte le strade che Bandai Namco poteva percorrere nel realizzare un fighting game dedicato ai mostri tascabili Nintendo, Pokkén segue forse quella più originale e rischiosa. Piuttosto che realizzare una versione del suo Tekken, magari infilandoci un roster di Pokémon del tipo lotta, il team di Harada ha deciso di ideare un sistema di gioco e di battaglie specificatamente per questo setting. Ecco quindi che il Pokken ci introduce alla lotta Ferrum, un nuovo tipo di battaglie Pokémon in cui l’allenatore entra in risonanza col suo Pokémon, controllandone i movimenti in prima persona. Tutto ciò è possibile grazie ad un particolare auricolare, che sfrutta l’energia di alcuni minerali presenti nel terreno di Ferrum, la nuova regione del mondo di Pokémon ideata specificatamente per questo titolo. In Pokkén Tournament le battaglie Pokémon si svolgono con l’alternanza di due fasi, la fase panoramica e la fase di duello. Nella prima, con telecamera dietro le spalle, i Pokémon sono liberi di muoversi tridimensionalmente nell’arena, lanciandosi proiettili ed attacchi a ricerca. Mettendo a segno alcuni attacchi particolarmente potenti si potrà scatenare un cambio di fase, passando alla fase di lotta in cui il movimento sarà di tipo bidimensionale, con la telecamera che si sposterà di lato a ricreare l’inquadratura di un picchiaduro più tradizionale. Di fronte ad una relativa semplicità nei controlli, tre tasti per gli attacchi, uno per il salto, uno per la parata ed uno per il supporto, Pokkén presenta un livello di profondità del gameplay del tutto inaspettato. Non solo il parco mosse di ciascun Pokémon è diverso tra fase panoramica e fase di lotta, ma lo stesso cambio di fase ha effetti non trascurabili sulla possibilità di recuperare energia.
I Pokémon possono utilizzare inoltre mosse completamente differenti a seconda che siano in posizione neutra, posizione alta e posizione bassa, permettendo di variare le strategie contro avversari in parata od impegnati in attacchi aerei. Molto importanti sono anche le prese ed i contrattacchi, da effettuare con la pressione contemporanea di due tasti. Le prese permettono infatti di superare le parate nemiche, mentre i contrattacchi riescono a spezzare la sequenza di attacchi dell’avversario. A sua volta un attacco semplice sarà in grado di fermare una presa prima che venga effettuata. Questo sistema triangolare segna la precedenza degli attacchi in Pokkén Tournament ed è la colonna vertebrale di tutto il gioco. Conoscere il parco mosse dei vari personaggi, come gli attacchi si concatenano in combo, la loro portata, e soprattutto quali animazioni è possibile cancellare per andare ad effettuare una presa od un contrattacco è fondamentale per giocare Pokkén ai più alti livelli. Il quadro del gameplay è completato dalla possibilità di chiamare in campo un Pokémon di supporto, per recuperare energia, applicare delle modificazioni di status o effettuare attacchi opzionali, e dalla possibilità di entrare in modalità Super Risonanza, per infliggere danni aggiuntivi e lanciare devastanti attacchi finali (con tanto di Mega Evoluzione, se il nostro Pokémon fosse provvisso di forma megaevoluta).

 

Lotta Ferrum

Nonostante i vari sistemi di gameplay di Pokkén Tournament appaiano complicati da descrivere, in realtà il gioco è molto intuitivo, ed una serie di rapidi ma completi tutorial guidano il giocatore nel padroneggiare concetti anche complessi fin da subito. Nei fatti il titolo è approcciabile anche da giocatori non esperti di picchiaduro e dai più piccoli, permettendo a chiunque di scegliere lo spirito con cui affrontarlo. Oltre alle canoniche modalità allenamento e incontro singolo vs. la CPU, Pokkén presenta una corposissima modalità storia che vede il giocatore, nei panni di un avatar customizzabile, affrontare le quattro leghe di lotta della regione Ferrum. In ognuna di queste dovrà effettuare dei combattimenti per classificarsi tra i primi 8 partecipati, in seguito affrontare gli altri finalisti in un torneo ad eliminazione diretta e solo alla fine sfidare il maestro di lega per passare alla categoria successiva. Tra una lega e l’altra avverranno anche delle scene e dei dialoghi che porteranno avanti la trama del gioco, incentrata su di un Mewtwo ed una misteriosa allenatrice. Se da un lato la modalità storia appare ricca e ben strutturata, dall’altro forse il team di Bandai Namco ha voluto strafare. In maniera crescente ogni lega contiene un numero maggiore di partecipanti, e richiede un numero sempre maggiore di incontri. Con un roster limitato a 16 personaggi si finisce all’interno della stessa categoria ad affrontare più volte lo stesso Pokémon con un livello di difficoltà simile se non identico, andando a configurare una certa monotonia di fondo. L’idea delle leghe non è in se malvagia, andando a richiamare il concento delle palestre e delle medaglie dei giochi tradizionali di Pokémon, ma l’eccessivo numero di battaglie presenti nella modalità storia di Pokkén Tournament quasi sfianca il giocatore. Sarebbe forse stato preferibile uno sviluppo differente di questa modalità, magari con meno riempitivi e più scontri dalle caratteristiche particolari, per aumentare la varietà dell’azione.

 

Si accende la competizione

Non c’è dubbio che il multiplayer online rappresenti nelle intenzioni del team di sviluppo la modalità portante di Pokkén Tournament. Come vogliono gli standard dei giochi multiplayer Nintendo degli ultimi anni, in Pokkén la modalità online separa gli incontri amichevoli, in cui affrontare amici e sconosciuti solo per divertimento, da quelli classificati, in cui si andrà letteralmente a scalare la classifica mondiale, con tanto di penalità per chi si disconnette durante un incontro. In multiplayer Pokkén mostra tutta la bontà dei suoi sistemi di gioco, andando a realizzare degli scontri che sono quasi battaglie mentali contro l’altro giocatore: si tendono tranelli, si cerca di farlo scoprire, di costringerlo ad usare mosse che sono contrattaccabili. L’inaspettata dimensione strategica del titolo rende Pokkén Tournament un titolo molto interessante per il giocatore competitivo, che troverà pane per i suoi denti anche grazie alla varietà del roster e del parco mosse di ciascn mostro. Se è vero che i lottatori sono solo 16, la selezione è stata effettuata in maniera assolutamente imparziale, senza privilegiare alcuna categoria di Pokémon ed anzi includendo alcuni lottatori non convenzionali. Il bilanciamento appare studiato in maniera certosina, con possibilità di affrontare qualsiasi tipo di avversario e qualsiasi strategia essi impieghino. L’algoritmo di matchmaking funziona a dovere, selezionando sempre avversari attorno al nostro livello, mentre lo stesso non si può dire del netcode, che in più di un occasione ha mostrato qualche tentennamento, a sorpresa più spesso con avversari locali piuttosto che internazionali, con qualche problema di lag e rallentamenti.

 

Mai visti Pokémon così realistici

Pokkén Tournament si mostra solido dal punto di vista audiovisivo. Il particolare render grafico adottato dal team di sviluppo ha permesso una resa eccezionale dei vari mostri, con peli, pellicce, squame e superfici dal look credibile e realistico. Ci troviamo di fronte a quella che è forse la realizzazione tridimensionale di un Pokémon migliore di sempre, accompagnata da delle animazioni fluidissime e da attacchi speciali con effetti spaccamascella. Il rovescio della medaglia è però costituito da arene spoglie e prive di particolari, a volte con texture non a livello e pubblico realizzato con sprite bidimensionali. Si tratta di un compromesso necessario per mantenere la fluidità su di una piattaforma come Wii U, e consideranto che il focus è sempre sui Pokémon e sull’azione è facile non farci caso. Le musiche sono invece di alto livello, con brani intriganti che sottolineano molto bene l’azione. Graditissimo il dual audio inglese e giapponese per il doppiaggio, mentre i testi a schermo sono interamente tradotti in italiano.

In conclusione...
8.5
“Dagli RPG ai picchiaduro, mai vista metamorfosi così azzeccata”
Pokkén Tournament è una scommessa vinta per Nintendo e Bandai Namco. Molto più di un Tekken coi Pokémon (non ci stancheremo mai di dirlo), il titolo presenta un gameplay originale e profondissimo, pieno di chicche tanto per il pokéfanatico che per l'appassionato dei picchiaduro. Il suo gameplay ben si adatta alla scena competitiva, mentre uno sforzo per rendere maggiormente vario il singleplayer poteva essere fatto. L'unica vera pecca è però il netcode non perfetto, con qualche rallentamento di troppo a disturbare i match online. Peccato, perché questo problema a parte, Pokkén Tournament è veramente un titolo che ogni possessore di Wii U non dovrebbe lasciarsi scappare.
Gameplay profondo ed originale
Piacerà tanto ai pokéfanatici quanto agli appassionati di picchiaduro
Ben si adatta al multiplayer competitivo
Resa grafica dei Pokémon fenomenale
x Qualche rallentamento nei match online
x Modalità storia eccessivamente ripetitiva
x Resa grafica delle arene trascurata

due parole sull'autore
Classe 1987, Nintendaro per vocazione, videogiocatore a tutto tondo per passione. Apprezza ogni genere di gioco esistente tranne le simulazioni sportive e passa a leggere, discutere e scrivere di videogiochi tanto tempo quanto ne passa a videogiocare. Uno dei pochi superstiti del team originario de I Love Videogames, è il gaffer residente della redazione.
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