Recensione
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Quando NX verrà presentata, e sostituirà Wii U, la sfortunata console Nintendo verrà sicuramente ricordata per aver regalato tanti titoli di qualità, da un Bayonetta 2 ad un Mario Kart 8 sequel di IP già conosciute, passando per l’esordio coi contro-fiocchi di Splatoon o, per rimanere nel 2016  al ritorno di StarFox. In questo anno quasi concluso, Wii U ha ancora una cartuccia da sparare il prossimo 7 Ottobre, in attesa di quell’ultimo colpo previsto per il 2017, trattasi di Paper Mario: Color Splash quinto capitolo dello spin-off cartaceo del baffuto idraulico (escludendo il cross-over con Mario & Luigi) sviluppato da Intelligent Systems. Sarà riuscito Color Splash a inserirsi nella teca dei titoli indimenticabili di Wii U?

La minaccia dei CiucciaCannuccia!
come ogni volta risate assicurate

Dopo aver ricevuto una lettera misteriosa completamente bianca, Mario, Peach e un Toad si recano sull’isola Prisma, dove ad aspettarli trovano una città completamente deserta, con mura scolorite  e la cui fontana arcobaleno, famosa in tutto il Regno dei Funghi per restare accesa ventiquattro ore al giorno, sette giorni su sette, è completamente asciutta. Ben presto i tre scopriranno che una minaccia oscura sta rubando il colore dell’isola, e grazie a Tinto, il secchiello guardiano della fontana, il cartaceo Mario potrà utilizzare il proprio martello per ridare il colore a cose, oggetti e persone (o meglio funghi antropomorfi). Per riportare la pace sull’Isola Prisma, Mario dovrà recuperare le sei Mega-Vernistelle perdute sconfiggendo il malvagissimo e imprevedibilissimo nemico di turno e il suo esercito. La trama di Color Splash è, come da tradizione della serie, divertente e leggera, con tante citazioni al mondo dell’idraulico vestito di rosso, e un’ondata di battute stupidissime che non potranno che far sorridere chiunque si approcci all’esplorazione dell’Isola Prisma. A conti fatti, dopo circa quaranta ore di storia e battute,  è evidente come  in questo quinto capitolo il tutto fatichi ad ingranare facendo passare molto lentamente le prime ore di gioco che porteranno alla prima Mega-Vernistella: fortunatamente una volta visto l’ennesimo rapimento di Peach, l’avventura proseguirà senza alcun problema, con ambientazioni ispirate e enigmi sempre diversi come del resto la serie ci ha abituato nel corso degli anni.

Dagli adesivi alle carte

Come sempre, Color Splash è un gioco di ruolo a turni particolare e abbandonati gli adesivi di Sticker Star, Mario avrà a disposizione un mazzo di carte, con un limite fissato a 99, tra cui ovviamente non possono mancare varianti di salto e martello (da sempre simbolo delle avventure ruolistiche dell’idraulico), strumenti di cura, fiori di fuoco e di ghiaccio, e costumi speciali per la difesa presi di peso da Super Mario Bros. 3 come la coda da procione o quello da ranocchio. Ad aggiungersi al mazzo troviamo carte oggetto ottenibili strizzando veri e propri strumenti a tre dimensioni come  un barbecue  o una lavatrice, che scateneranno sugli avversari attacchi di una potenza elevata, e le carte nemico, che evocheranno  il mostro raffigurato in aiuto del nostro idraulico. Finito l’elenco dei tipi di carte è doveroso spendere qualche parola sul sistema di combattimento vero e proprio che oltre a riproporre gli attacchi a ritmo classici sia di Paper Mario che di Mario & Luigi, permette al giocatore di scegliere una o più carte dal proprio mazzo per attaccare i nemici. Le carte si dividono in colorate e bianche, con le prime avvantaggiate da maggior potenza e le seconde, in base alla vernice a disposizione nel serbatoio del martello di Mario, potranno essere colorate per poter infliggere più danno.

Paper Mario: Color Splash abbandona i livelli d’esperienza di Mario, relegando il suo aumento di punti vita ad ogni ritrovamento di una Mega-Vernistella, i nemici oltre a rilasciare monete, colore (e carte)  daranno punti esperienza al martello in modo tale da poter espandere il serbatoio di vernice a cui abbiamo accennato qualche riga più in alto. L’isola Prisma è una continua fonte di colore, e non si rischierà praticamente mai di rimanere all’asciutto, grazie alla possibilità di strizzare fuori vernice da qualsiasi oggetto ambientale; lo stesso si può dire per le monete, che serviranno a ricomprare le carte per rimpinguare il mazzo dell’idraulico dato che dopo ogni battaglia quelle schierate saranno perse per sempre. Nonostante questi evidenti ostacoli per aumentare la difficoltà di gioco, il titolo si attesta sotto lo standard della serie, e sebbene le boss battle risultino ancora una volta il fiore all’occhiello della produzione, con le carte giuste non ci sarà alcun momento critico durante  quest’ultima avventura di Mario Carta.

Il titolo è giocabile  anche in off-screen su Gamepad dove normalmente si collocano solo i comandi di ritaglio (di cui parleremo tra poco), il mazzo di carte, e  lo stato dell’avventura dell’Idraulico. Passando in questa modalità l’interfaccia delle battaglie diventerà leggermente più confusionaria ma nulla di imprescindibile che possa modificare completamente l’esperienza di gioco.

#TeamToad

La terza ed ultima principale caratteristica della serie di Intelligent Systems riguarda gli enigmi ambientali e le varie sottomissioni che circondano l’avventura principale di Paper Mario, fornendo al giocatore ulteriori sfide e risate. Color Splash non è da meno,  e focalizzando l’attenzione sui Toad, riesce a concepire una notevole varietà di ambientazioni: dai pirati ai minatori, passando perfino per uno studio televisivo ed un treno in corsa, Mario e Tinto se la vedranno di tutti i colori, in ogni senso possibile. Niente aerei di carta e barchette per l’idraulico ma la possibilità di ritagliare lo sfondo (laddove possibile) per raggiungere nuove zone o svelare anfratti segreti in cui posizionare la carta oggetto giusta e  proseguire nell’avventura. Color Splash è diviso in zone, che andranno ricolorate completamente da Mario e che obbligheranno il giocatore ad essere ripercorse più volte per trovare tutte le mini-vernistelle e poter accedere così agli altri livelli; capiterà più volte che per risolvere un determinato enigma dovremo prima esplorare altre zone, trovare l’oggetto o il Toad di turno e solo poi tornare per completare il punto di partenza, come accade in moltissimi altri giochi di ruolo. In ogni caso la produzione di Intelligent Systems riesce a offrire un intrattenimento costante e genuino che vi accompagnerà senza problemi e con un sorriso sulle labbra ai titoli di coda.

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Non mancano ovviamente mini-giochi e collezionabili, a far da padrona delle attività secondarie in Color Splash è sicuramente la Super Morra, veri e propri tornei di Morra Cinese  in cui sfidare gli abitanti dell’isola Prisma in round all’ultimo respiro e magari appropriarsi dei titoli di Campione detenuti da Pietro CartaForbice. Per quanto riguarda invece gli oggetti da collezione torna il museo già visto in Sticker Star, a cui consegnare le carte per poter sbloccare dei bozzetti esclusivi, mentre  colorando completamente le zone otterrete i diversi brani della colonna sonora.

Arcobaleno di colori
Un gioco di colori che sprizza arte da tutti i pori

L’aspetto dove  la serie di Intelligent Systems non ha mai peccato è fin dai tempi del Nintendo 64 quello artistico visivo: ricostruendo il Regno dei funghi , ed in questo caso l’isola Prisma, il team si è completamente sbizzarrito non solo con ambienti marini, cittadini vulcanici e deserti, ma anche con hotel infestati, mondi capovolti e foreste magiche, ognuna delle quali curata nel minimo dettaglio con diversi tipi di carta e cartone. Sia gli oggetti 3D, con le relative scene animate, che i personaggi sottili quanto un foglio da disegno, presentano una serie di animazioni dettagliatissime e veramente piacevoli. In un titolo basato sui colori tra l’altro, questo aspetto si nota ancora di più, con nemici che perdono colore mentre subiscono danni, e schizzi di vernice  che possono ricoprire qualsiasi elemento di gioco. A contribuire troviamo anche una colonna sonora ottimamente riuscita, che pesca dal passato dell’idraulico e ri-arrangia molti dei pezzi famosi, ma che al contempo offre dei brani inediti capaci di stagliarsi per ore nella memoria del giocatore. Paper Mario: Color Splash è completamente tradotto in italiano ed è adatto ad un pubblico di tutte le età (fintanto siano in grado di leggere).

In conclusione...
9
“Potevano chiamarlo Paper Toad”
Paper Mario: Color Splash non riuscirà a salvare Wii U ma sicuramente sarà la penultima grande gioia dei possessori della sfortunata console casalinga di Nintendo. Il quinto capitolo della serie di Intelligent Systems regala ancora una volta una storia genuinamente divertente sebbene fatichi ad ingranare nelle prime ore di gioco. Con un gameplay semplice ma efficace sarà in grado di accompagnare le vostre serate autunnali tra uno schizzo di colore ed un Toad scomparso, grazie anche ad una colonna sonora veramente riuscita e ad un comparto artistico di tutto rispetto.
Artisticamente riuscito
Genuinamente divertente
Ottima colonna sonora
Storia ben raccontata...
x ...ma che fatica ad ingranare
x Più facile del solito

due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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