Recensione
di
il

Le leggende narrano la storia del “Cacciatore Eterno”, un essere all’apparenza umano, fatto di carne ed ossa così come tutti gli esseri del creato, ma con l’abilità di reincarnarsi in un nuovo corpo ogni volta che il mondo ha bisogno di lui. Quando un nuovo mostro compare a minacciare la vita di tanti innocenti lui accorre a cercare di salvarli, ma esso non si presenta come un essere onnipotente, anzi, all’apparenza è indistinguibile da un qualsiasi novellino che ha appena superato l’esame da cacciatore. Quello in cui si differenzia da qualsiasi altro cacciatore è la costanza della sua crescita e la sua incrollabile volontà di portare a termine la sua missione. Nel corso dei decenni si sono viste molte incarnazioni di questa entità, dapprima con l’arrivo del Lao-Shan Lung, il drago anziano di 70 metri, distruttore di fortezze, e via via nel corso degli anni, ad ogni catastrofe, come quella del Jhen Mohran o del Ceadeus, questa figura compare, portando la fama della gilda dei cacciatori ai suoi apici prima di sparire nel nulla.

Ma solo noi, mio caro lettore, sappiamo la verità…

L’incontro delle generazioni

Con l’uscita di un nuovo capitolo della serie Monster Hunter si viene solitamente trasportati nei panni di un giovane cacciatore alla scoperta di un nuovo paese, delle sue lande limitrofe ma sopratutto delle sue minacciose e misteriose creature. Questa volta è Bherna la città che farà da base alle nostre operazioni, e come al solito saranno presente la nostra dimora, il centro di assegnazione delle missioni, il negozio del fabbro e del mercante di oggetti, ed infine il nuovo “centro aeronavi”. Lo scopo di questa minuta ma importante introduzione è quello di poter visitare, con tanta nostalgia, i villaggi presenti nelle precedenti versioni, tra cui l’innevato Pokke (MHFreedom 2 e MHFreedom Unite), l’orientale Yukumo (MhPortable 3rd) per la prima volta in Italia, ed infine il leggendario Kokoto (Monster Hunter) dove è nato il brand.

Si torna al passato…

Ognuno di questi 4 villaggi può essere scelto come base di partenza delle missioni offline, inoltre avanzando con il gioco ogni villaggio si troverà ad affrontare diverse problematiche, basate sulla loro locazione geografica, che richiederanno ovviamente il vostro aiuto per essere completate, in cambio di ricompense speciali (come un nuovo ingrediente per il pasto o nuovi modelli di armatura) e dei “punti villaggio”, che al raggiungimento di varie soglie permettono di sbloccare abilità e oggetti unici di quella città. Non saranno solo i cittadini del villaggio ad assegnarvi queste sotto-missioni, ma saranno spesso incontrati personaggi ripresi da numerosi altri giochi della serie, scelta che riesce a dare ai fan di vecchia data della saga un’effetto di appartenenza al mondo di gioco ancora più marcato. Anche per quanto riguarda i mostri e le location di caccia il titolo può essere considerato un vero e proprio incontro tra generazioni.

Come ti rinnovo il brand
… Ma il Gameplay evolve ancora

Il brand di Monster Hunter ha saputo però modificarsi molto lentamente nel corso degli anni: nell’originale Monster Hunter per PS2 erano presente solamente 7 tipologie di armi (di cui una introdotta solo per le versioni occidentali) e le armature non possedevano alcuna abilità, mentre ora siamo arrivati a 14 “classi” di armi e non solo abbiamo armature in grado di fornire abilità, ma in alcune di esse si possono inserire delle gemme in grado di fornire ulteriori abilità, e con l’aggiunta dello slot armatura dedicato ai talismani si vanno a creare ancora più combinazioni. Può sembrare quindi impossibile cercare di migliorare ancora questa serie che non ha fatto altro che raffinarsi ad ogni uscita di un nuovo capitolo, ma gli sviluppatori hanno superato loro stessi, con una delle più importanti e radicali modifiche di sempre, gli Stili e le Arti da caccia.
Sono stati introdotti 4 Stili da caccia: quello base, “Gilda“, permette di usare il normale move-set delle armi e di equipaggiare 2 Arti da caccia, mentre gli altri stili, in cambio di un move-set ridotto ed alcune limitazioni, forniscono svariati vantaggi, come una maggiore manovrabilità tridimensionale oppure la possibilità di equipaggiare un’Arte da caccia in più. Le Arti da caccia invece si presentano come delle barre visibili nel touchscreen del 3DS, ogni barra rappresenta una diversa abilità, che si riempie più o meno lentamente in base alla potenza stessa delle abilità. Una volta riempita una barra è possibile attivarla, scatenando il potenziale nascosto del nostro cacciatore, con effetti che solitamente portano ad infliggere ingenti danni al mostro di turno.

Gatta tu, che gatto anch’io!

Tra le altre innovazioni comparse nella serie MH Freedom Unite aveva dato la possibilità di assoldare dei Felyne, una razza di gatti senzienti con tratti antropomorfi, per aiutarci nelle battaglie. Solitamente il loro ruolo risultava essere principalmente di supporto, ma era possibile ottenere, con la corretta build, dei “Compagni Felyne” adatti ad ogni ruolo, anche quello di combattimento. In Generation, con una mossa sorprendente, è stata data la possibilità di impersonare il nostro Compagno Felyne preferito, permettendoci così di sfruttare, con le dovute limitazioni, le sue capacità uniche, come ad esempio l’utilissima abilità di incrementare le barre delle arti da caccia dei cacciatori limitrofi, o quella più divertente di piazzare un trampolino da sfruttare per raggiungere le zone più alte dei mostri o persino per evitare in volo qualche attacco. Certo, sacrificare la possibilità di usare il proprio personaggio per un gatto il più delle volte vuole dire ridurre la quantità di danni infliggibili ad un mostro per un ruolo più adatto a supportare altri cacciatori, ma rimane una valida alternativa, ed in un certo modo uno svago, utile a spezzare delle intense sessioni di caccia.

Il Monster Hunter definitivo?
è stato rimosso il Rango G

Nonostante ulteriori migliorie minori, come un più sviluppato sistema di rinforzo delle armature, ed un rinnovato e più fluido sistema di sviluppo delle armi, Generations titolo ha rimosso una importante parte del gameplay, il famoso “Rango G”. Le missioni di caccia dei precedenti capitoli si suddividevano in 3 importanti categorie: Rango Basso, Rango Alto e Rango G, all’aumentare di ogni rango le locazioni presentavano materiali da raccogliere via via più rari e preziosi, mentre i mostri diventavano sempre più difficili da sconfiggere, e talvolta presentavo delle varianti di colore che introducevano nuove caratteristiche uniche o persino nuove e più pericolose mosse. In sua mancanza sono state mantenute le classiche varianti, andando inoltre ad aggiungere una serie di nuove ed originali varianti utilizzando uno sperimentale sistema di “licenze”, difatti per affrontare una delle nuove varianti bisognerà pagare un certo numero di queste licenze, ottenibili solamente tramite street-pass o tramite l’acquisto da un Felyne mercante al costo di punti gilda. Solo il tempo ci dirà se alla community apprezzerà questa variazione, oppure se preferirà il ritorno del classico Rango G.

In conclusione...
9
“Caccia che ti passa!”
Nonostante la mancanza del Rango G, Generations rimane un prodotto valido e completamente rinnovato, in positivo, rispetto ai canoni settati dai precedenti capitoli, il nuovo sistema di evoluzioni delle armi e delle armature risulta nettamente più fluido, e le arti e stili da caccia donano a questo capitolo una ventata di novità di cui il brand aveva veramente bisogno. L'intoduzione della modalità di gioco cacciamia potrebbe far storcere il naso ai puristi, ma riesce a rivelarsi insospettabilmente fresca e divertente. Globalmente quindi Generation rimane un gioco che si apre sia ai veterani, che difficilmente non si lasceranno tentare dalle novità, che ai nuovi giocatori, che troveranno facilmente uno stile di gioco che si adatti ai loro gusti,
Effetto nostaglia altissimo
Arti e Stili da Caccia rinnovano il brand
Nuovo sistema di evoluzione delle armi
x Le Arti da Caccia non sono ben bilanciate
x Gli Stili da Caccia sono spiegati male
x Inspiegabile assenza del Rango G

due parole sull'autore
Detto "Il Brisi", è l'anello di congiunzione tra lo staff ed i PR, nonchè storico videogiocatore dalla vastissima conoscenza, poche citazioni passano sotto il suo attento radar videoludico. Non nasconde di avere una certa passione per Sony, ma gioca appassionatamente anche sulle console Nintendo e sul PC.
Commenta:

Torna su