Recensione
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Errare è umano, perseverare è diabolico: dopo aver provato a raccogliere consensi su PS3 e PS Vita, Alvion porta Malicious anche su PlayStation 4. E, finalmente, sembra che alcuni dei problemi dell’originale vengano risolti dall’hardware della nuova macchina.

Remake, rimasterizzazione o seguito? Malicious Fallen, nei confronti delle due versioni precedentemente rilasciate (l’originale Malicious su PlayStation 3 e Malicious Rebirth su Vita), è un po’ tutte e tre le cose. Una rimasterizzazione perché, molto banalmente, prende quanto già visto sulle sorelle minori di PlayStation 4 e lo ripropone sull’ultima macchina da gioco firmata Sony. Un seguito (o comunque una sorta di seguito) perché, se lo spirito è comunque rimasto fedele alle origini, fanno la loro comparsa a schermo nuovi capitoli che vanno ad “espandere” (chiariremo meglio queste virgolette a breve) il tutto mostrando cosa è accaduto dopo gli eventi della prima edizione. E infine un remake, perché senza girarci troppo attorno la forza bruta di PS4 rende un lontano ricordo i problemi fronte prestazioni che caratterizzavano la versione PlayStation 3. Ma procediamo con ordine.

Un Vessillo per domarli

Se in origine Malicious si limitava a fornire al giocatore solo alcune coordinate storiografiche, senza spiegare nulla più che un abbozzo di quelle che erano le vicende pregresse e lo scopo della missione del Vessillo Spirituale (il protagonista di cui il giocatore può vestire i panni, scegliendo tra Valerio o Erica), Fallen rivede questo approccio, per quanto in modo un po’ “pigro”. Antefatto e contesto adesso sono raccontati, ma la narrazione è trattata come un extra ed inserita in formato testuale (raggruppata in capitoli); il risultato è che il tutto risulta comunque assolutamente giocabile anche senza acquisire queste informazioni e sapere cosa ha portato la Regina Folle ad ottenere la sua nomea, senza capire perché i suoi generali hanno rifiutato di restituire il potere che gli ha permesso di salvare un regno ormai alle soglie della distruzione.

le vicende non mancano di fascino: peccato per come si racconti il tutto

Cercando di rimanere il più possibile spoiler-free ci limiteremo quindi a tirare le somme su quanto portato sullo schermo: il fascino indubbiamente non manca e, in qualche frangente, questa introduzione testuale riesce anche a far capire meglio le reazioni di alcuni dei nemici che il Vessillo Spirituale affronterà per restaurare i poteri del Manto di Braci (come nella serie Megaman, ogni nemico abbattuto infatti elargirà un nuovo potere o una nuova abilità da utilizzare). A maggior ragione, vista la qualità del materiale, spiace che Alvion non abbia voluto puntare ad una soluzione più “tradizionale”, anche non affidandosi completamente a cutscene animate ma utilizzando una miscela di queste e di artwork su cui poi il testo scorre (soluzione che ormai abbiamo visto sdoganarsi a prescindere dal budget a disposizione): un packaging di questo tipo avrebbe senza dubbio giustificato maggiormente il prezzo richiesto per il pacchetto, che se comunque quantitativamente è indiscutibile (contenendo i contenuti di Malicious, il capitolo Rinascita dell’edizione per Vita e l’inedito Disfatta, il tutto a 29.99€) per chi ha già affrontato, in parte o del tutto, le due uscite precedenti potrebbe risultare un po’ troppo azzardato.

Fedele alle origini
Un gameplay pensato ad uso e consumo dei più esigenti: astenersi giocatori della domenica

Come si diceva poco più su Malicious Fallen non tradisce lo spirito della produzione originale, che dal punto di vista ludico si rivolgeva in particolar modo ai giocatori più hardcore. La presenza di indicatori a schermo è ridotta all’osso, e reca in pratica solo un’indicazione sul quantitativo di Aura che si ha a disposizione. L’Aura, in buona sostanza, è la “moneta di gioco” che il Vessillo Spirituale spende durante un combattimento: per poter danneggiare seriamente un boss è infatti essenziale scagliare attacchi che ne siano intrisi (vedendo l’indicatore numerico decrescere ad ogni colpo lanciato, che vada a vuoto o meno), mentre per accumularne in ingenti quantità è necessario investirne una minima parte in modo che gli attacchi rivolti ai nemici minori, la classica “carne da macello” che contorna il boss vero e proprio, inneschino una “catena” quando questi vengono eliminati. Eliminando un minion con un attacco a catena infatti verranno danneggiati tutti quelli all’interno del raggio della stessa, che a loro volta (qualora finiscano al tappeto) genereranno un’altra onda e garantiranno quantità di Aura più ingenti da utilizzare. L’Aura però sostituisce anche, in un certo qual modo, la salute a disposizione del Vessillo: ogni volta che questo subisce una certa quantità di danni uno dei suoi arti sparirà, fino ad arrivare a lasciarne solo il tronco, e solo utilizzando l’Aura ottenuta sul campo di battaglia è possibile ripristinarne la condizione originale e poter lanciarsi all’attacco senza paura di finire in Game Over. Non manca infine la possibilità di entrare in una sorta di Devil Trigger a la Devil May Cry, una modalità in cui l’indicatore di Aura scende più o meno velocemente (a seconda del “livello” utilizzato per il risveglio, da uno a tre) garantendo però in cambio attacchi più potenti ed efficaci, a prescindere dal nemico che si ha davanti. Al netto della meccanica relativa all’aura, i controlli sono quelli di un gioco d’azione tradizionale: X consente il salto (all’inizio doppio, una volta sbloccate le Ali di Manto di Braci utilizzabile fino a sei volte di fila), quadrato si occupa degli attacchi leggeri e triangolo di quelli pesanti. Le frecce direzionali permettono invece al Manto di cambiare aspetto, andando a declinarsi nelle diverse armi a disposizione: la dotazione base, quella introdotta nel primo titolo della serie, mette a disposizione fin da subito gli attacchi a distanza dei proiettili e quelli corpo a corpo in cui la veste si trasforma in un paio di pugni, per poi permettere al giocatore di acquisire (una volta sconfitto il corrispondente generale) la lancia e la spada, capaci rispettivamente di colpire in modo più concentrato o su un raggio più ampio i nemici, compensando il “bonus” di forza con un downgrade dal punto di vista della velocità di manovra. I boss aggiunti postumi, quelli relativi ai capitoli Rinascita e Caduta, aggiungono quelle che in pratica possono essere considerate innesti sulle abilità descritte fino a questo momento, andando ad aggiungere nuove possibilità e a renderne più vario (ed utilizzabile) il moveset. Un’aggiunta di rilievo, visto che l’originale peccava un po’ dal punto di vista dell’interazione tra le varie abilità, collegate in pratica solo da alcune combo che consentivano il “cambio forma” durante l’esecuzione, rendendole quindi in buona sostanza dei compartimenti stagni di mosse da utilizzare a seconda delle necessità.

Il risultato finale, pad alla mano, come si diceva si rivolge essenzialmente ai giocatori più hardcore: Malicious Fallen è un titolo che non lesina quando si tratta di richiedere impegno ed attenzione, e che costringe il giocatore a prestare occhio a quello che succede a schermo e, per quanto i boss possano essere affrontati (all’interno di ogni capitolo) nell’ordine che si preferisce, anche a ponderare bene la scelta su questo fronte, visto che man mano che si fanno fuori i nemici il livello di difficoltà cresce e oltretutto a seconda dei poteri già sbloccati ogni scenario permette eventualmente di sfruttare contrattacchi per le offensive del generale di turno.

Perseverare è davvero diabolico
I problemi di telecamera sono ancora li…

A questo punto, specie dopo le belle parole spese nel cappello introduttivo, era lecito aspettarsi che Alvion andasse a risolvere i due problemi che, al netto della performance tecnica, affliggevano il prodotto: telecamera e lock-on. Purtroppo da questo punto di vista i progressi latitano, e l’unica modifica è stata quella di eliminare la (macchinosa, c’è da dirlo) possibilità di agganciare anche i nemici secondari presenti nell’arena. Adesso il lock-on è infatti riservato solo al boss, andando quindi in parte a sacrificare l’appeal di alcune “soluzioni ludiche” (come l’utilizzo dei proiettili). E guardando alla telecamera le cose non sembrano essere migliorate, visto che una volta preso di mira il pezzo da novanta poi i movimenti della regia sono legati agli spostamenti del boss, costringendo quindi poi il giocatore ad annullare l’agganciamento o comunque a sistemare manualmente l’inquadratura con la levetta analogica di destra.

Per fortuna, Alvion riesce a farsi perdonare.

Quelli tecnici, per fortuna no

PlayStation 4 riesce comunque a far sentire i suoi muscoli, più massicci e prestanti di PlayStation 3. Qualche calo di frame è ancora presente, nelle situazioni più concitate, ma Malicious Fallen per la maggior parte del tempo rimane solidamente ancorato ai sessanta fotogrammi al secondo, non limitando più la realizzazione artistica del prodotto di Alvion che anzi adesso, grazie alla risoluzione maggiorata, risulta essere più ricca e dettagliata che mai dal punto di vista visivo. Il design, sia che si parli di nemici che di livelli, non può quindi che essere esaltato ed espresso al suo meglio su PlayStation 4, andando a confezionare un prodotto che senza dubbio regala tante soddisfazioni già con il primo impatto, quello visivo, per andare poi a rimarcare il tutto quando si impugna il pad.

In conclusione...
7.5
“Vessilli e bestemmie”
Se ancora non si è messo mano all'opera di Alvion, Malicious Fallen è il perfetto punto di partenza: c'è tutto quanto introdotto in precedenza su PS3 e Vita, ma in una veste tecnica più solida, più rifinita ed in definitiva più riuscita. L'unica controindicazione è quella di un titolo che si rivolge sopratutto a certe frange di giocatori, più esigenti una volta preso il pad in mano. Se invece diversamente avete già giocato Malicious o Malicious Rebirth, tutto dipende da quanto i due vi hanno lasciato nel cuore: gli extra non mancano e sicuramente Fallen è comunque un prodotto da avere, prima o poi, ma specie se venite dall'esperienza uscita sulla portatile Sony le novità si riassumono (al netto di piccole migliorie) in un nuovo capitolo giocabile.
Gameplay ancora appagante
Tecnicamente più bello che mai
Tanti contenuti...
x ... Ma pochi inediti
x Telecamera ancora rimandata
x Non un titolo per tutti

due parole sull'autore
Laureato con disonore in Informatica e presunto webmaster del sito, tra una cosa e l'altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. Potete leggere i suoi sproloqui in più o meno in qualunque articolo porti la sua firma o ascoltarli dalla sua viva voce premendo play su un episodio a caso di Gameromancer, il podast di I Love Videogames.
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