Recensione
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Dopo questa recensione preferirei prendermi una bicchierata da Begbie di Trainspotting che fare rissa con Kirby.

Kirby Battle Royale è il limoncello offerto a fine cena, l’ammazzacaffè del lauto banchetto cui Nintendo ci ha invitato per 6 lunghi, ricchi e indimenticabili anni. Una di quelle piccole sorprese che non ti aspetti, fuori dalle roccaforti festive e per questo ancora più apprezzata. L’ultimo dono di HAL Laboratory prima del grande salto a Joy-Con spiegati verso Switch e un futuro assolutamente… Roseo. Insomma, uno spin-off con gli attributi, una piccola délicatesse da godersi in totale spensieratezza, nonostante alcuni inciampi. Uno Smash Bros. misto puzzle, un Kirby misto party, uno di quei capi d’abbigliamento che hanno dentro mille diversi tipi di fibre che creano una trama unica. Ma come si dipana questa decantata Battle Royale? Tutto ha inizio con una grande e appetitosa torta.

Gran Torta Dedede is the new Olimpiadi

King Dedede, eterno amico/nemico di Kirby si è messo a organizzare eventi di gran gala a quanto pare, un torneo con un gustoso premio in palio al quale la nostra pallina rosa non può proprio dire di no. La corte del re è in gran fermento, festante, nell’aria si respira l’adrenalina delle grandi occasioni. Un via vai di combattenti tutti familiari in modo inquietante, tutti così… Kirby. L’inganno è presto svelato, tutta la competizione è un’occasione per umiliare lo sferico rivale di sempre facendolo combattere contro copie di sé stesso, stampate da un apposito e ingegnoso marchingegno; ma il nostro eroe la prende sportivamente, con un sorriso, sempre pronto a menare le mani, trovando in Waddle Dee (uno dei tanti che popolano Dream Land) un partner inaspettato per un dream team devastante. Da questo momento il titolo diventa una scalata verso la gloria attraverso le 5 leghe che compongono il 1° Gran Torta Dedede del regno. Quando tutto passa nelle nostre mani ci si trova immersi in un mix di generi inaspettato. La giocabilità della serie è tutta lì, con il classico salto seguito da una boccata d’aria per fluttuare e  l’“aspirapolvere” cult sostituito da nuovi attacchi in base all’abilità scelta, sbloccabili procedendo nella storia e riprese dalle mille che Kirby ha fatto sue nei 25 anni di carriera, dalla classica “Spada” ispirata all’Eroe del Tempo, passando per “Lottatore” di arti marziali (quello più utilizzato da chi vi scrive), il fantastico “Scarabeo” con cui incornare gli avversari e il “Ninja” per raid furtivi e fulminanti, fino a un totale di 13 stili di lotta differenti (più due sorprese che non voglio spoilerare).

Questa volta però si combatte per la gloria, ed ecco che la componente platform viene sacrificata sull’altare di un combat system sfaccettato e brillante, da padroneggiare per primeggiare nelle arene del reame, i cui spalti saranno gremiti da un pubblico in visibilio, che assisterà a bagarre stravaganti e divertenti in modo esaltante. 4 partecipanti, tutti contro tutti oppure divisi in due squadre in un tripudio single-multiplayer (locale o online) attraverso 10 discipline; dalla classica arena “Implacabile” esaltazione dell’anima picchiaduro del titolo, passando per “Acchiappamele”, competizione a metà tra agricoltura e scorrettezze perfettamente legali, dove cogliere le mele da dei mini Whispy Woods (maltrattandoli) per poi portarle alla propria botola e tirare la leva per accumulare punti. Volare nello spazio con “Gara a razzo” (pronta a trasformarsi in gara a c***o per la confusione, soprattutto online), nella quale caricare di carburante il proprio modulo stellare per poi fiondarsi in cabina di pilotaggio prima dello scadere del count-down. E ancora “Pallabandiera”, sport da spiaggia a metà tra beach soccer, volley e basket in cui prendere il pallone e scaraventarlo contro la bandiera avversaria, ovviamente ammettendo ogni tipo di tackle.

Un distillato di buon umore, che con la sua semplicità (anche troppa, parlando di sfida) disseta e rilassa il videogiocatore moderno.

Piccoli concetti di gameplay studiati alla perfezione per centrifugare pura spensieratezza, senza contare le variabili di design delle arene e degli obiettivi, fino ad arrivare alle battaglie di avanzamento una volta raccolti i punti necessari a scalare la lega, con l’iconico Meta Knight a mettersi di mezzo, tra capo e collo. Un pacchetto al profumo di dopobarba di Masahiro Sakurai, che pecca però nell’edulcorato livello di sfida, dovuto a un’IA che gestisce avversari sempre un po’ impauriti e restii a farci troppo male, talvolta spinti a comportarsi in maniera totalmente illogica, prendendo troppo alla lettera il ruolo di Doppelgänger senza identità. A queste mancanze dovrebbe ovviare il multiplayer online (classificato), terreno sul quale Battle Royale si gioca molte delle sue carte. Inutile dire che quando tutto va bene le sfide sono un vero spettacolo, esaltanti ed esilaranti, se non fosse che i server si mettono spesso di traverso impreziosendo questa appetitosa torta con una spruzzata di lag e rallentamenti. Problemi probabilmente risolvibili col tempo, che però possono far vacillare chi cerca un colosseo dove far fruttare tutto ciò che si è appreso nella modalità storia, che da sola non vi porterà via molto tempo né energie psicofisiche.

Ode al B-Side

È un giochino piccolo insomma, eppur delizioso nelle sue idee, che fa strano veder preso a pallonate un po’ da tutta la stampa specializzata. Da Triple Deluxe al ranking “tripla B” il passo è breve e lo spin-off è stato tiranno con HAL. Un comparto tecnico adorabile come quello dei suoi fratelli maggiori e una colonna sonora sempre curatissima, orchestrata e incalzante completano un pacchetto impreziosito da simpatici extra da acquistare spendendo il montepremi accumulato lottando. Insomma, c’è anche bisogno di giochi così di tanto in tanto, precisi nel gameplay (e i giochi insufficienti sono quelli “rotti” sotto questo aspetto) quanto rilassati nelle intenzioni, programmati con cura, da vivere nelle pause, senza farsi longplay di 5 ore. Un B-Side dei precedenti e splendidi lavori del team second party Nintendo, un gioco che sa far sorridere, merce rara in una vita vissuta a 200km/h.

In conclusione...
7
“Adesso ci meniamo, ma senza che facciamo gli infami!”
Kirby Battle Royale è uno spin-off che prova a proporre sfide originali, gustose e soprattutto divertenti, inciampando in una difficoltà dolcificata e in un'intelligenza artificiale con il complesso di inferiorità. L'online riesce a ovviare a queste mancanze, pagando pegno con server amari, tra lag e rallentamenti. Eppure questo piccolo remix è irresistibile se giocato coi sui tempi, confezionato per offrire pillole di giocabilità da assumere quando ci si vuole sentir più leggeri. Così preciso nei controlli e vario per stili di lotta e discipline. La colpa più grande non è però sua, bensì quella di essere venduto quasi al prezzo delle produzioni di punta per 3DS, il che, per quello che offre, potrebbe essere tutto sommato un deterrente. Hai lottato come un leone piccolo Kirby, ci si vede tra qualche mese su Switch!
Idee deliziose
Sorprendente spirito picchiaduro
Mette di buon umore
x CPU timida come al primo appuntamento
x Online penalizzato da lag e rallentamenti

due parole sull'autore
Un milanese col cuore sui colli piacentini, "romantico" del videogioco con una spiccata predilezione per tutto ciò che viene da Kyoto e dal passato. Se non lo beccate nel Regno dei Funghi, lo potete trovare su qualche pista virtuale a bordo di qualche bolide che non potrà mai permettersi, a causa della sua sindrome da shopping videoludico compulsivo. Appassionato tifoso dell'F.C. Internazionale, segue anche le imprese dei grandi del ciclismo. Nel tempo libero cerca qualcuno con cui confrontarsi sui film di David Lynch senza che egli muoia di noia.
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