Recensione
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La saga di Killzone non è certo famosa per avere una trama complessa e ben narrata, ma di certo non possiamo non ammettere il grande fascino che la guerra tra gli Helgast e i Vekta ha sempre suscitato in tutte le sue incarnazioni videoludiche. Questo Killzone: Shadow Fall, titolo di lancio ed esclusiva PS4, non fa eccezione e parte decisamente con tutte le carte in regola per stupire ed emozionare il videogiocatore.

La storia è scritta dai vincitori

Dopo la distruzione di Helgan, i Vekta hanno ospitato i sopravvissuti all’olocausto sul proprio pianeta, ma tra le due civiltà è rimasto il muro che le divideva. Mentre i Vekta vivono in ricche e splendenti città, gli Helgan rimasti sono costretti al di là di una barriera a vivere nella povertà e nell’odio latente. Questa premessa eleva la canonica lotta tra bene e male ad una, ben più interessante e cruda, lotta tra vincitori e vinti. Per la prima volta, infatti, ci troveremo a non tifare per una delle due fazioni, ma vorremo seguire le gesta del nostro protagonista fino alla fine per scoprire tutti i retroscena della storia. Storia che, purtroppo, parte in modo intelligente e avvincente, ma che nella seconda metà si lascia andare alla confusione sino ad un finale aperto ed inconcludente che si spera possa essere colmato da un futuro DLC (per il buon gusto della narrazione). All’interno di questa vicenda andremo ad interpretare Lucas Kellan, Shadow Marshall addestrato a qualsiasi tipo di azione, e lo seguiremo all’interno di una storia che lo vedrà analizzare il bene e il male presente in ognuna della due fazioni, scegliendo infine da che parte sia giusto stare. Questi dilemmi morali avrebbero potuto elevare la narrazione di Killzone: Shadow Fall, ma anche in questo caso notiamo una prima parte ben gestita ed avvincente con un protagonista che si accorge di non aver sempre agito nel giusto, ed una seconda parte all’interno della quale il nostro “eroe” sembra muoversi quasi a caso sino alla fine della vicenda. Un’occasione persa per i ragazzi di Guerrilla Games di esordire su PS4 in grande stile. Ad ogni modo la campagna di questo nuovo episodio di Killzone è completabile in circa 8-10 ore (in base alle proprie capacità), tempo discreto per il genere al quale appartiene.

La banalità del male

Il gameplay di Killzone: Shadow Fall non si distacca di molto dalla maggior parte degli sparatutto presenti su console, ma possiamo decisamente notare qualche buona idea. La principale innovazione è senz’ombra di dubbio l’OWL, ovvero un drone radiocomandato dal nostro protagonista che gli permetterà di svolgere azioni fondamentali al proseguimento della trama. Queste azioni, selezionabili tramite il touchpad presente sul controller di PS4, si riassumono in: creare una barriera tramite la quale potremo sparare ai nemici, ma non subire i loro colpi; una corda/rampino che ci permetterà di arrivare in determinati luoghi, ma che il più delle volte il giocatore sarà obbligato ad usare in momenti scriptati rendendo il tutto poco diverso da un Quick Time Event (quasi uno Slow Time Event a dire il vero); un assalto da parte del drone che distrarrà i nemici e farà fuoco verso di loro ed, infine, un colpo stordente che lascerà confusi i nemici e li priverà del loro, eventuale, scudo. Il drone si rivela un’interessante aggiunta in quanto permette di organizzare una propria strategia durante gli scontri e rende il tutto più dinamico rispetto al passato. Scontri che, nonostante la quantità di nemici in alcune aree, a difficoltà “normale” evidenziano come l’intelligenza artificiale dei nemici non vada al di là del “ripararsi” e “aggirare il nemico”. La cosa cambia, ovviamente, quando si gioca a livello “difficile“, all’interno della quale i nemici pianificano gli attacchi e, lentamente, si avvicinano al giocatore. IA dunque, sicuramente al di sopra rispetto alla media.

La bellezza della Next-Gen

Killzone: Shadow Fall  offre degli scorci che, realmente, tolgono il fiato e lasciano a bocca aperta per la loro bellezza e luminosità. Le ambientazioni sono ottimamente caratterizzate e ci troveremo molte volte stupiti della differenza di colori tra una zona e l’altra, cosa che contribuisce a creare atmosfere differenti e a distinguere i differenti mondi nei quali vivono gli Helgan e i Vekta. Purtroppo però, non è tutto rose e fiori, i modelli poligonali dei volti dei personaggi, infatti, non sono sempre curati e, soprattutto con alcuni personaggi secondari, sono decisamente brutti da vedere. Un’altra cosa negativa che non gradiremmo trovare in questa nuova generazione videoludica è la scarsa interazione con l’ambiente. In questo gioco, come in molti altri purtroppo, l’interazione con l’ambiente è davvero ridotta all’osso e lanciare una granata in una stanza non farà altro che rompere qualche vaso e gli eventuali vetri delle finestre. Se sparate contro un muro, inoltre, dopo qualche colpo i fori dei proiettili precendenti spariranno magicamente. Questi deficit tecnici potessero essere facilmente evitabili e minano una produzione che, altrimenti, sarebbe stata di ottima qualità. Speriamo che i futuri titoli next gen possano essere più accurati sotto questi punti di vista. Per quanto riguarda il comparto sonoro non ci sono particolari annotazioni da fare. Le musiche sono di buona qualità (con un piacevole main theme), ma non stupiscono particolarmente e, ad un certo punto, non ci si fa quasi caso (cosa decisamente poco positiva); per quanto riguarda il doppiaggio c’è da dire che non è stato fatto un brutto lavoro (il protagonista è doppiato da Maurizio Merluzzo), ma talvolta manca una certa espressività nei personaggi ed è impossibile non farci caso. Come ultima nota sul comparto audio c’è da far presente che talvolta capita di dover leggere i sottotitoli per capire ciò che stanno dicendo i personaggi, in quanto la musica sovrasta qualsiasi altra cosa.

Zona di Guerra Online

Come tutti gli sparattutto in circolazione anche Killzone: Shadow Fall ha una componente multiplayer. Le tipologie sono bene o male le solite, ma l’assenza di una evoluzione a livelli (Come in Call of Duty ad esempio) e l’introduzione di una lista sfide per scandire la progressione del personaggio (distinguibile, ovviamente, per classe) riesce a differenziarlo dalla massa. Le classi presenti sono sempre le stesse (Cecchino, Supporto e Assaltatore), ma, a differenza della gran parte degli sparatutto, all’inizio non ci sono elementi sbloccabili in quanto ogni arma e abilità è già disponibile sin da subito. L’obiettivo primario che si pone un giocatore dell’online di Killzone: Shadow Fall è, quindi, quello di specializzarsi in una classe per superarne le sfide e potenziare le proprie abilità e armi. Ne consegue che se non si è in grado di utilizzare il fucile da cecchino (ad esempio) si è costretti a cambiare classe oppure ad allenarsi sino a quando non si diventa davvero bravi con quella classe. Questo nuovo metodo di porsi rende il titolo dei Guerrilla Games come un terzo metodo di giocare gli sparatutto online, distinguendosi quindi dai vari Call of Duty e Battlefield. C’è da dire, inoltre, che il gioco di squadra è fondamentale per vincere le partite online, in quanto è presente un solo spawn point ad inizio partita e solamente la classe “Supporto” ha la possibilità di introdurne di nuovi. Questo rende tutto più tattico e obbliga i giocatori a collaborare per portarsi a casa la vittoria. Per quanto riguarda il livello tecnico di questa modalità online c’è da dire che è certamente quanto di meglio disponibile sulla piazza e lascia molte volte stupiti per il colpo d’occhio generale. Peccato, però, che i 60 fps promessi non siano sempre stabili e che talvolta si possa notare qualche calo nelle situazioni più concitate. C’è da notare, infine, qualche problema di connessione che, talvolta, ci espelle dalle partite e/o non ci attribuisce il giusto punteggio. Qualche pecca che, comunque, non mina la modalità multigiocatore che si rivela più che soddisfacente.

In conclusione...
7
“Un buon inizio, ma da questa "next gen" pretendiamo molto di più! ”
Killzone: Shadow Fall è un buon titolo di lancio che lascia presagire di poter avere tra le mani, quanto prima, titoli dall'aspetto visivo devastante. Una trama solo inizialmente interessante e alcuni bug grafici non riescono però a portare questo titolo a qualcosa di più di "un buon gioco" e di certo non si rivelerà una killer application capace di spingere un videogiocatore a passare alla next gen solamente per giocarci. Le buone idee ci sono, il comparto grafico è (in alcuni punti) ottimo e il multiplayer è avvincente e riesce a divertire per parecchie ore. Speriamo che con il prossimo, inevitabile, episodio si riesca ad eliminare i problemi presenti in questo titolo e ad elevare, quindi, la saga di Killzone un po' più in alto.
Comparto tecnico splendido...
L'Owl è un'ottima introduzione
Storia dal potenziale interessante
Multiplayer atipico
x ...con notevoli cali nella modellazione dei personaggi
x Interazione con l'ambiente quasi nulla
x Narrativa della seconda metà di gioco inconcludente

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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