Recensione
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Rivelato all’E3 2015 Hitman ha subito catturato l’attenzione dei fan della serie, rimasti delusi dopo la parentesi Absolution, grazie alla rivelazione di un possibile ritorno alle origini da parte degli sviluppatori. Annunciato inizialmente come un prodotto unico, si è poi trasformato in sei episodi a cadenza periodica. Oggi analizziamo il primo episodio di Hitman e siamo pronti a dirvi pregi e difetti del nuovo titolo I/O Interactive nella nostra recensione.

 

Versione testata: Playstation 4

 

Tagliato a piccoli pezzi

I/O Interactive rende ancora più evidente la volontà di tornare alle origini già dal contesto di questo primo episodio, dove vedremo le prime missioni assegnate dall’Agenzia all’Agente 47 guidato dalla solita Diana Burnwood. Questo è un ottimo espediente per permettere ai nuovi giocatori di entrare a contatto con le dinamiche di un titolo come Hitman e, allo stesso tempo, mantenere l’attenzione di quelli più anziani  che hanno vissuto tutte le avventure del nostro anti-eroe. Purtroppo per questo, il primo episodio è molto carente dal lato narrativo

il primo episodio è molto carente dal lato narrativo

ma speriamo che con l’arrivo il prossimo mese della mappa ambientata in Italia possa risollevarsi al solito standard della serie. Le tre missioni prevedono l’uccisione di uno o più obiettivi in maniera libera, potendo quindi scegliere di avvelenare, sparare, far affogare i malcapitati utilizzando qualsiasi mezzo possibile. Le tre location presenti ci sono sembrate molto ben fatte, sopratutto quella di Parigi che, a detta degli sviluppatori, è circa 6 volte l’ambientazione più grande presente in Hitman: Absolution e contenente circa 300 NPC unici con IA e dialoghi propri. Oltre alle missioni principali sono presenti altre due modalità: i contratti e le nuove escalation. I primi arrivano direttamente da Absolution e permettono ai giocatori di esplorare le mappe, indicare un particolare NPC e renderlo il bersaglio dell’intera community mentre le Escalation sono situazioni dove bisognerà uccidere un personaggio nella maniera scelta dagli sviluppatori e più si prosegue più le condizioni da rispettare saranno ardue. In Hitman non è presente una componente multiplayer, la connessione online è richiesta solamente per le classifiche e per poter comparare i propri punteggi con quelli della community, però se la connessione per un motivo o per l’altro dovesse cadere durante una missione saremo riportati al menù principale rischiando di perdere i progressi in corso, come ci è purtroppo capitato in più di un’occasione.

Back to the old times

Come detto più volte in precedenza questo nuovo capitolo della serie Hitman è un netto cambiamento rispetto a ciò che abbiamo visto in Absolution, criticato dai fan di vecchia data del brand per la sua natura più guidata rispetto al passato. Già in questo primo capitolo abbiamo avuto la prova che gli sviluppatori hanno ascoltato i fan e han deciso di riproporre un gioco più stealth e basato su coperture, travestimenti e sulla vastità delle ambientazioni. Abbiamo parlato di Parigi nel paragrafo precedente, nella missione ambientata nella capitale Francese abbiamo l’ordine di uccidere due particolari persone. Prima di farlo potremo prepararci nella schermata apposita decidendo quali armi portare, da dove iniziare e se fare in modo di ottenerne all’interno della missione tramite fornitori corrotti per aiutarci nell’impresa. Nel caso scegliessimo di non avvalerci di aiuti esterni potremo recuperare varie armi all’interno dell’edificio, anche se di default possiederemo la cara vecchia pistola silenziata nel nostro inventario fin da subito. Per ottenere il miglior risultato possibile dovremo uccidere (o solo stordire se vi sentite più buoni) guardie, chef, membri della sicurezza o addirittura dei modelli per poterci travestire. In questo modo potremo entrare in zone altrimenti inaccessibili, stando però attenti ai vari capi (riconoscibili da un pallino in alto che indica il loro grado e quindi la possibilità di riconoscere ogni membro del team) e comportandovi come se foste veramente parte di quella categoria (ad esempio non bisognerà mai andare in giro con un fucile se ci travestiremo da chef) pena l’essere scoperti e crivellati di colpi. Per i giocatori più esperti sarà possibile disattivare tutte le indicazioni a schermo e i vari suggerimenti mentre per i neofiti sono presenti le “Opportunità”. Queste sono suggerimenti sotto forma di dialoghi che potremo ascoltare sparse per la mappa per poter compiere azioni atte all’omicidio che dobbiamo preparare. Ad esempio a Parigi potremo ascoltare una conversazione tra due barman sulla creazione di un cocktail particolare che è il preferito di uno dei due bersagli, quindi dovremo decidere se rubare la ricetta, prepararlo e metterci dentro del veleno per poter compiere il nostro dovere. Durante le varie missioni esistono un gran numero di Opportunità che potremo vedere tramite un comodo menù e potremo decidere di seguirle, così facendo apparirà un indicatore a schermo che ci suggerirà la prossima mossa da compiere.

 

Agente 47… fps

Settimane fa abbiamo provato la beta di questo nuovo Hitman, che presentava le prime due mappe, e tecnicamente si presentava come un mezzo disastro. I/O Interactive ha lavorato molto e ha risolto la maggior parte dei problemi presenti (ad esempio noi avevamo trovato un bug che non ci permetteva di finire la prima simulazione dopo aver ucciso i primi due bersagli) migliorando la versione finale. Gli sviluppatori hanno lavorato molto anche sulle animazioni e sul framerate che, nonostante non sia un “60 fps roccioso”, riesce a non rendere disastrosa l’esperienza con l’Agente 47 nonostante la grande quantità di elementi presenti a schermo. Una delle note più negative riguarda i caricamenti, il gioco ci mette davvero tanto a caricare la singola mappa e sopratutto ci mette qualche secondo ad aprire anche un singolo menù. Speriamo che I/O Interactive possa sistemare tutti questi piccoli problemi tecnici nelle prossime patch e con i prossimi scenari. Infine è da notare l’assenza del doppiaggio italiano, con invece presenti i sottotitoli e ogni testo nella nostra lingua, e della presenza unicamente di quello inglese. Piccolo dettaglio, non da poco, è l’assenza di altri doppiaggi nelle varie location sentendo parlare un perfetto inglese pure da parte dei 300 npc presenti nella capitale Francese riducendo di molto l’immedesimizzazione del titolo.

In conclusione...
7.5
“Mai fidarsi di un tizio pelato con un codice a barre tatuato sulla nuca.”
Il primo episodio di Hitman ci ha sorpreso in positivo, la maggior parte dei fan sarà contenta del ritorno alle origini del brand e se proprio dobbiamo fare un paragone riteniamo che questo titolo si avvicini più a Blood Money che ad Absolution. Le ambientazioni, sopratutto quella Parigina, sono magnifiche e piene di modi per assassinare il nostro bersaglio. La longevità non è di quelle più alte, si parla di 3/4 ore per completare le missioni ragionando e circa una decina se si vuole completare tutto al cento per cento, ma ci aspettiamo che nei prossimi episodi (ad Aprile sarà la volta de La Sapienza in Italia) questo possa migliorare.
Gameplay vecchio stile
Mappe magnifiche
Vari modi per uccidere
x Narrativa inesistente
x IA non sempre impeccabile
x Always Online può essere un problema

due parole sull'autore
Nato già con il joypad in mano, possessore di SNES prima ancora che del biberon ma cresciuto con la Playstation nel cuore. Grosso amante dei JRPG e dei titoli sportivi. Recentemente ha acquistato anche una Xbox One così da poter dire la sua su tutto il panorama videoludico attuale.
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