Recensione
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Tralasciando un leggero calo qualitativo a causa di un bug nel terzo episodio, la serie Telltale dedicata ai Guardiani della Galassia è riuscita a conquistarci sin dalla prima “puntata” grazie al sapiente mix di umorismo, azione e, scelta non affatto banale, dramma. In bilico tra la controparte a fumetti e quella cinematografica, questa interpretazione del team di Star-Lord sembra essere riuscita a cogliere perfettamente l’essenza della brand e ad approdare sul mercato con una trama interessante, ricca di colpi di scena e di dialoghi ottimamente caratterizzati. Siamo qui oggi perché, a sorpresa, Telltale Games ha deciso di rilasciare il quinto (e ultimo) episodio di questa serie (dal titolo “Don’t Stop Believin'”) che noi, ovviamente, abbiamo provveduto a giocare/recensire nel minor tempo possibile. Siete pronti per scoprire se le avventure di Peter Quill, Gamora, Rocket, Groot, Drax e Mantis sono riuscite ad esaltarci sino alla fine?! Spoiler: la risposta è “si”.

recensione
Guardians of the Galaxy Episode 1: Tangled Up in Blue
Uno dei meriti che è doveroso attribuire ai ragazzi di Telltale Games è, senz'ombra di dubbio, quello di saper cogliere al volo le proprietà intellettuali di successo e di sfruttarle nel modo giusto al momento giusto. Dopo titoli come The Walking Dea...

Versione testata: PlayStation 4

Don’t Stop Belivin’
Consiglio per i puristi Marvel: rimanete fino a dopo i titoli di coda

La trama di questo quinto episodio di Guardians of the Galaxy riprende esattamente dalla conclusione dello scorso capitolo (recensito qui), con Star-Lord che assiste in diretta all’attacco di Hala e alla dichiarazione dell’Accusatrice di volersi vendicare di Peter Quill e del suo gruppo. Senza entrare maggiormente negli sviluppi narrativi (che sono anche influenzati dalle scelte prese precedentemente), ci limitiamo a confermare come anche in questa nuova “puntata” il livello di scrittura sia decisamente elevato, con dialoghi capaci di trasmettere le giuste emozioni nel modo giusto, una trama priva di colpi di scena, ma gestita alla perfezione e una caratterizzazione dei personaggi che non ha nulla da invidiare con le produzioni a fumetti della Casa delle Idee. Segnaliamo, però, come sia presente una parte che, inspiegabilmente, allunga di poco la longevità del titolo, ma che poteva tranquillamente essere realizzata con una cut scene, andando a migliorare il ritmo della prima metà di questa ultima parte di avventura. Le scelte prese in precedenza, inoltre, si riflettono su alcuni bivi narrativi, pur senza andare a impattare pesantemente sulla trama che, inevitabilmente, prosegue per la sua strada. Interessanti le statistiche finali che ci permettono di vedere cosa avremmo potuto fare di diverso nel corso della storia e quali personaggi avremmo potuto salvare dalla morte (tra questi siamo riusciti a mantenere in vita solamente Mantis). La longevità di Don’t Stop Believin’ si attesta, come per gli scorsi episodi, attorno alle tre ore, rientrando nella media ormai prevista per i titoli targati Telltale Games. Consiglio per i puristi Marvel: rimanete fino a dopo i titoli di coda.

Dialoghi e QTE
Guardians of the Galaxy Episode 5: Don’t Stop Believin’ non presenta alcun tipo d’innovazione rispetto agli scorsi episodi

Da un punto di vista ludico, ovviamente, Guardians of the Galaxy Episode 5: Don’t Stop Believin’ non presenta alcun tipo d’innovazione rispetto agli scorsi episodi. Ci troveremo, infatti, a dover rispondere a dialoghi multipli, effettuare scelte narrative (alcune importanti e altre meno) e ad affrontare sequenze d’azione tramite i sempre più presenti Quick Time Events. Segnaliamo l’ottima qualità di questi ultimi, presentati su schermo con innegabile cura grafica e che, soprattutto nella sequenza dello scontro finale, sono riusciti nell’intento di emozionarci e di immedesimarci all’interno dell’azione di gioco. Del tutto assente, a differenza degli scorsi capitoli, la possibilità di esplorare nuove zone grazie agli stivali di Peter, cosa che rende quest’ultima avventura ancora più lineare del solito.

You’re so beautiful
Impeccabile, come sempre, la colonna sonora

Sempre sulla stessa scia degli episodi precedenti anche il comparto grafico che, ancora una volta, riesce a mettere in scena delle ottime versioni dei personaggi targati Marvel, ma che non fa certo gridare al miracolo per la modellazione poligonale e per gli effetti grafici. Impeccabile, come sempre, la colonna sonora che, soprattutto nel finale, riesce ad emozionare il giocatore in due differenti momenti. Un plauso anche al doppiaggio in lingua inglese che, grazie a un’ottima interpretazione dei doppiatori, stupisce ed coinvolge dalla prima all’ultima linea di dialogo. Del tutto assenti, anche questa volta, bug di qualsiasi tipo, cosa che ci ha permesso di affrontare l’avventura senza mai dovercene lamentare.

In conclusione...
8
“A quando la seconda stagione?!”
Guardians of the Galaxy Episode 5: Don't Stop Believin' è la perfetta conclusione di una serie che, innegabilmente, è riuscita a divertirci, emozionarci e a farci apprezzare ancora di più il team di Peter Quill. I ragazzi di Telltale Games sono riusciti nell'intento di raccontare una nuova storia dei Guardiani della Galassia che non sfigura affatto se messa a fianco della controparte cinematografica e/o a fumetti, grazie a personaggi ben scritti e a una regia solida dall'inizio alla fine. Certo, ci chiediamo quanto possano andare avanti gli sviluppatori statunitensi senza aggiungere alcun elemento ludico alle loro produzioni, ma questo non toglie che ci troviamo di fronte all'ennesimo ottimo prodotto. E la cosa non può che farci enormemente piacere.
Trama coerente fino alla fine
Personaggi carismatici
Gameplay Rodato
x Una scena trascurabile
x Nessuna aggiunta di rilievo

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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