Recensione
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Dopo Halo, Gears of War è uno dei franchise più importanti e giocati di Microsoft, tanto da spingere la casa di Redmond, dopo aver concluso le gesta di Marcus Fenix e dei suoi fidi compagni Gear ad acquistare l’IP da Epic Games. Dopo la remastered del primo storico capitolo arrivato lo scorso anno, Gears of War 4 è pronto ad iniziare un nuovo arco narrativo, passando il testimone ad una nuova generazione di soldati. Sarà riuscita The Coalition a non crollare sotto il peso delle aspettative e rendere onore a questa grande serie tanto amata e seguita dal grande pubblico?

Versione Testata: Xbox One

Rosso di Sera…
Gears of war 4 è l’inizio di una nuova epica saga

Sono passati 25 anni sul pianeta Sera, da quando le Locuste portarono morte e devastazione in quel lontano Emergence Day, che apriva le vicende del primo capitolo di Gears of War. Ci troviamo ora su un pianeta fortemente provato da anni di sfruttamenti per estrarne l’Imulsion (un prezioso combustibile naturale), dove la natura tenta di riappropriarsi dei suoi spazi e le condizioni climatiche vengono messe a dura prova da continue eruzioni di vento, devastanti tempeste che spazzano via tutto quello che trovano sul loro camino. L’umanità si sta lentamente riprendendo, anche grazie all’insediamento di un nuovo governo militarizzato dei C.O.G., che per salvaguardare il proprio popolo, lo ha confinato all’interno di gigantesche città barriera, dentro le quali vige il più totale controllo; il tutto ad opera del Primo Ministro Jinn, il cui scopo primario è la preservazione della specie umana e il ripopolamento del pianeta Sera.

gears of war 4Come spesso succede, di fronte a queste manifestazioni di regime totalitario è facile che ci sia qualche voce fuori dal coro, ed è così che scappati dagli insediamenti dei C.O.G. gli Estranei vivono in piccoli villaggi, lottando continuamente ogni giorno per la loro libertà, lontani da ogni forma di dittatura.
J.D. Fenix è uno di loro. Figlio del leggendario soldato Marcus Fenix che sterminò le locuste nell’atto finale della prima trilogia, si ritrova a vivere alla giornata, saccheggiando gli avamposti C.O.G. alla ricerca di preziose risorse che possano servire al proprio villaggio. Dopo una ricognizione finita male ed aver smosso le attenzioni del Primo Ministro e del suo esercito di automi, JD, Kait (la figlia del capo villaggio) e Del (fedele amico d’infanzia del ragazzo) finiscono vittime di un raid notturno del villaggio da parte di un misterioso nemico, che rapirà tutti i suoi abitanti, compresa la madre di Kait. Spinti dallo spirito di salvataggio, i tre finiranno per incamminarsi in un viaggio suicida per salvare i propri amici e debellare questa nuova incombente minaccia.

Hello darkness my old friend
The Coalition è riuscita a trovare il giusto equilibrio

Su Gears of War 4 grava un forte peso: raccogliere l’eredità lasciata dal terzo capitolo della serie e aprire la strada ad una nuova storia che riesca a tenere testa al passato. Il compito di The Coalition non è stato dei più semplici. Da un lato lo zoccolo duro dei fan che attendevano da tempo l’arrivo del quarto episodio, dall’altra lo scendere a compromessi ed offrire al pubblico un titolo in grado di farsi apprezzare anche ai nuovi giocatori. Un nuovo inizio che servisse da passaggio del testimone, dove la vecchia guardia lascia il posto alla nuova generazione di eroi, il tutto facendo leva sui sentimenti dei giocatori più navigati, dandogli in pasto tutto quello che speravano di ritrovare una volta avviato il gioco. GOW4 si apre proprio con un prologo che sfrutta l’elemento nostalgia, con una serie di flashback su dei momenti chiave del passato di Gears of War mettendoci fianco a fianco ad alcune delle figure più amate della serie come Dominic o Minh Kim. Il tutto però cercando di ricordarsi che ci troviamo di fronte ad un nuovo capitolo che necessita di “carne fresca” con il quale intrattenere il giocatore. Ed è qua che The Coalition è riuscita a trovare il giusto equilibrio e a confezionare, almeno per quanto concerne lo sviluppo degli eventi del gioco, un titolo che si regge benissimo sulle sue gambe, con un’identità ben definita che guarda al futuro prossimo della serie.

 

gears of war 4Un’operazione che trova più di un parallelismo concettuale sotto molti aspetti con un altro “titolo rischioso” verso i suoi fan (sebbene si tratti di tutt’altro genere d’intrattenimento), ovvero l’Episodio VII di Star Wars. Come nella pellicola Disney il vecchio e il nuovo devono coesistere insieme, in una convivenza forzata ma necessaria. Gears of War 4(proprio come nel Risveglio della Forza) riprende molti degli aspetti e tematiche del capitolo originale, quasi come a “plagiarlo”. Omaggio o fanservice che dir si voglia, ci troviamo di fronte ad un capitolo più intimo, cupo, e più a misura d’uomo, proprio come il capostipite. Tutto il gioco è costruito più sui personaggi e i suoi protagonisti che non sugli eventi trainanti, viaggiando costantemente con il freno a mano tirato, scelta dettata dal ruolo di “apripista” all’interno di questo nuovo ciclo narrativo che si conserva fino all’ultimo per quello che verrà. Attenzione però perché uno sviluppo di trama “lento” e limitato non significa necessariamente che si ripercuota negativamente sui ritmi del gioco, ed è qua che GOW4 da il meglio di se, riuscendo a stupire anche molto di più dei titoli che l’hanno preceduto.

 

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La tempesta perfetta
Gears of War 4 è un treno in corsa

GOW4 è un treno in corsa ed ogni istante di gioco è costantemente trainato da qualche evento. Il giocatore si ritrova martellato incessantemente dall’inizio alla fine, non solo nei continui scontri contro i nemici, siano questi gli eserciti di androidi del Primo Ministro o le abominevoli creature dello Sciame, la nuova minaccia che si sostituirà alle Locuste e che ci darà la caccia per farci fuori senza pietà, ma anche in situazioni più particolari ed adrenaliniche, come le numerose Eruzioni di Vento, o le battaglie impari contro boss oversize o fughe al cardiopalma da situazioni potenzialmente mortali, puntando l’accento sull’azione e la spettacolarità.
Proprio le Eruzioni di Vento saranno i momenti più scenografici di tutto il gioco, andando ad influenzare anche il gameplay del titolo. Infatti le raffiche che dovremo attraversare saranno accompagnate da letali scariche elettriche, e l’intensità delle folate modificherà la traiettoria dei nostri colpi, obbligandoci ad aggiustare la mira.

 

 

gears of war 4Il punto di forza di Gears of War è da sempre il suo gameplay, semplice ed immediato, in grado di mettere il giocatore a proprio agio dopo pochi minuti di gioco, e nonostante gli anni sulle spalle mostra una freschezza che pochi altri titoli possono vantare. Da questo punto di vista non sono molti i cambiamenti apportati al gunplay o al sistema di coperture (nuovamente basato sull’uso multifunzione del tasto A), simbolo della serie e più volte fonte di ispirazione degli action moderni, riprendendo in toto lo schema classico dei controlli dedicati allo sparo. Più che altro troviamo aggiustamenti che vanno a migliorare l’esperienza complessiva del gioco rendendo il passaggio da una copertura all’altra più fluido e con animazioni più scattanti. Uno dei punti critici di questo gameplay era la staticità di certe situazioni di stallo dove, restando al riparo, si finiva per scaricare sul nemico tutta la nostra potenza di fuoco fino che tutti gli avversari non venivano sconfitti. The Coalition ha ben pensato di inserire un paio di mosse per “sbloccare” questi momenti rendendo gli scontri molto più dinamici e frenetici. Adesso avvicinandosi ad un nemico che si nasconde dietro una copertura sarà possibile stanarlo e ucciderlo immediatamente con una mossa corpo a corpo, agguantandolo premendo X e colpendolo con il giusto tempismo con Y. E se nella storia questa aggiunta trova dei risvolti positivi, a fare la differenza è proprio nell’online, dove spesso e volentieri certi scontri finivano in pareggio con i due giocatori fermi a spararsi sulla distanza, riuscendo a mitigare di fatto questo fenomeno.

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due parole sull'autore

Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall’alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l’anno.

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