Recensione
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Quando un brand che deve il suo successo soprattutto al mondo degli smart device arriva su console e/o PC, un certo scetticismo è da mettere in preventivo: Halfbrick non è però nuova a questo tipo di esperimenti, e dopo aver battuto la strada con i due capitoli dedicati a Kinect il naturale passo successivo non poteva che essere la Realtà Virtuale. E, contrariamente al giudizio (o meglio, pregiudizio) che si poteva avere in un primo momento, avviato Fruit Ninja VR è subito chiaro che ci si ritrova davanti ad uno dei migliori e più divertenti showcase della tecnologia. Non senza però qualche controindicazione.

Versione testata: PlayStation 4

 

A diversi mesi dall’uscita di PlayStation VR e degli altri visori dedicati al mondo PC, dovrebbe essere ormai assodato per il lettore che davanti a questo tipo di prodotti è praticamente possibile (più che nello “scenario tradizionale”, in ogni caso) fornire un’opinione che possa valere in assoluto per tutti. Giocando a Fruit Ninja VR, nel caso specifico, non abbiamo accusato nessun tipo di problema legato al motion sickness, aiutati forse anche dalle meccaniche di gioco che fanno ampio uso di movimenti “fisici”; potrebbe però non essere il vostro caso.

 

Il ninja che mi piantò la sua katana
Finalmente qualcuno ci ha messo in mano una spada (anzi due) in VR

Le meccaniche alla base di Fruit Ninja dovrebbero essere ormai arcinote: lo scopo del gioco è quello di affettare tutta la frutta che compare a schermo per accumulare punti, e a seconda della modalità in cui si sta giocando possono poi intervenire alcuni modificatori o alcune varianti sul tema che vanno a diversificare l’offerta di base. Fruit Ninja VR, non potendo sfruttare gli input tattili dati su uno schermo, decide di accontentare finalmente i giocatori appassionati di Realtà Virtuale consegnando nelle loro mani delle armi che nessuno ancora (stranamente)  aveva inserito in un’esperienza di questo tipo: due katana, una per mano, che nel mondo reale corrispondono ai due PlayStation Move da utilizzare durante l’esperienza. A differenza della versione per mobile (e di quella per Kinect) il giocatore quindi non deve tagliare frutta in un ambiente bidimensionale, ma è inserito al centro di una sorta di arena e deve “combattere” contro i vegetali a colpi di spada, muovendo l’inquadratura girando la testa o spostandosi fisicamente (facendo sempre attenzione che l’ambiente circostante, nel mondo reale, sia libero da ostacoli) per riuscire a non farsi scappare nessuno dei frutti. Ma non basta aggiungere un paio di katane per rendere un’esperienza VR riuscita, visto che quello che conta davvero è l’immedesimazione. E da questo punto di vista lo studio australiano risponde abbastanza puntualmente, pur con un paio di sbavature. Il riconoscimento dei movimenti è preciso, e una volta assegnato a ciascun controller di movimento la corrispondente spada questa viene “tracciata” in reale e disegnata in virtuale in modo puntuale, riuscendo a riprodurre a schermo anche verso ed inclinazione della lama, tanto da permettere di scagliare colpi anche di piatto. Purtroppo però il “taglio” dipende essenzialmente dalla velocità con cui la spada va ad abbattersi contro la frutta, e anche girando la katana in un modo che in teoria non dovrebbe danneggiare il vegetale, questo viene comunque “assassinato”. Un peccato, visto che di contro la fisica è decisamente convincente, e permette anche (se si colpisce senza imprimere troppa forza) di far rimbalzare i frutti in aria o di fermarli, permettendo ai giocatori più navigati ed hardcore di sfruttare la meccanica per eseguire più combo di frutti tagliati (più se ne abbattono in un colpo, più aumenta il punteggio finale). Complessivamente quindi, anche se avremmo preferito che in generale colpendo con il piatto della lama i bersagli questi venissero rilanciati in aria indipendentemente dalla forza impressa, il risultato finale è straordinariamente divertente ed appagante da giocare.

Con buona pace degli studi più importanti o delle IP più blasonate che hanno tentato di giocare la carta della Realtà Virtuale, Fruit Ninja VR ha semplicemente fatto di meglio dal punto di vista ludico.

Basta qualche partita per rendersi conto del potenziale del prodotto e per capire, specie se si selezionano alcune modalità in particolare (ci arriveremo a breve) di essere davanti ad un insospettabile must-have per gli acquirenti di un visore VR. Anche con un solo scenario a disposizione e senza alcuni degli orpelli dell’incarnazione per mobile (su tutti, la possibilità di modificare l’aspetto della lama) Fruit Ninja VR fa più del suo dovere e illude il giocatore di trovarsi davvero al centro di una piazza a muoversi facendo a fette i bersagli come Goemon Ishikawa XIII.

fruit ninja vr

Ma il festival?
Il pacchetto ludico è solido, ma se avete giocato la versione per Kinect potreste rimpiangere il Festival

Contenutisticamente parlando le modalità a disposizione sono quattro: Classica, Arcade, Zen e Sopravvivenza. Le prime tre rispecchiano le loro controparti per mobile, con la modalità Classica a proporre al giocatore di tagliare più frutti possibili, evitando di colpire le bombe che di sovente compaiono a schermo (pena il game over), finché non commette tre errori fatali, mentre in Arcade si spinge più prepotentemente sul punteggio lasciando al ninja di turno 60 secondi per fare a fettine più bersagli possibili, sfruttando anche i modificatori a tema (che possono aumentare il tempo a disposizione, far comparire più frutta, raddoppiare i punti accumulati o rallentare il movimento dei bersagli). La modalità Zen mette invece a disposizione 90 secondi privi di bombe, per consentire un approccio più “soft” al pacchetto e fornire una perfetta palestra per prendere confidenza con le meccaniche (e migliorare le proprie abilità). La modalità Sopravvivenza è invece un’esclusiva pensata proprio per la VR, e non a caso è probabilmente l’offerta migliore tra le quattro proposte. Si hanno a disposizione (come nella modalità Classica) tre vite, ciascuna persa ogni qualvolta si commette un errore. Lo scopo è quello di colpire al volo i frutti che vengono lanciati da una sorta di “cestino mobile” dotato di eliche, che si sposterà durante l’esperienza per rendere il tutto più imprevedibile e, nelle fasi più avanzate, verrà affiancato da altre macchine simili ed inizierà a lanciare anche bombe. In Sopravvivenza lo spazio viene sfruttato davvero a tutto tondo, visto che i “lanciatori” si spostano continuamente e possono anche finire a destra o a sinistra del giocatore, ed il tutto indubbiamente esalta la prontezza di riflessi di chi gioca, visto che ogni errore avvicina alla fine della partita. Un pacchetto quindi nel suo complesso solido, ma che numericamente (va ammesso) risulta inferiore a quello visto un paio di anni fa in Fruit Ninja Kinect 2.

recensione
Fruit Ninja Kinect 2
Halbrick Studios è senza ombra di dubbio uno dei team che più ha beneficiato del fenomeno del gaming su mobile, riuscendo a raggiungere i favori del grande pubblico grazie a titoli come Monster Dash, Jetpack Joyride e le varie versioni di Fruit Ninja...

È un peccato che Halfbrick non abbia pensato di riproporre anche in questa occasione il Festival visto su Xbox One, non tanto per l’esperienza tra gli stand quanto proprio per i mini-giochi che andavano a comporre la fiera, che avrebbero (specie quello in cui la frutta andava colpita con gli shuriken) impreziosito ulteriormente l’offerta. Così, in ogni caso, i circa 17€ richiesti per il biglietto sono assolutamente giustificati (ed il nostro consiglio, in caso abbiate un visore in casa, è quello di spenderli senza particolari preoccupazioni), ma qualche aggiunta avrebbe fugato definitivamente ogni tipo di dubbio.

Tecniche di spada

Dal punto di vista tecnico l’esperienza, oltre a risultare solidissima, è anche ben iniettata nelle retine del giocatore. Per quanto il mondo di gioco sia decisamente più colorato e “fumettoso” di quello reale, l’immedesimazione come detto è alle stelle, tant’è che ci si stupisce nel non vedere il riflesso della propria faccia quando si esamina la lama di una delle due katana. L’audio invece è sostanzialmente invariato rispetto alla controparte mobile, offrendo gli stessi effetti sonori e lo stesso tema principale.

In conclusione...
8.5
“NINJAAAAAA!”
Halfbrick ce la fa anche in Realtà Virtuale. Fruit Ninja si conferma un ottimo ambasciatore anche per questa nuova tecnologia, facendo anche meglio di titoli sulla carta più appariscenti o di Proprietà Intellettuali con più aspettative (o nomi importanti) alle spalle. Quello che conta, pad alla mano, in questi casi è il divertimento, e Fruit Ninja VR riesce davvero a strappare al giocatore qualche ora letteralmente circondato da frutta da affettare al volo utilizzando le due katana messe a disposizione dagli sviluppatori. Per chi in pratica ha passato ore ed ore nella modalità in prima persona di Metal Gear Rising, il titolo degli sviluppatori australiani è un'insospettabile leva all'acquisto di un visore. Per chi è già in possesso invece della periferica, il nostro consiglio è di fiondarsi immediatamente sullo store digitale di riferimento.
Spade e VR, finalmente!
Dannatamente divertente
Ottima immersione...
x ... Ma con qualche licenza
x Mancano i mini-giochi del festival

due parole sull'autore
Laureato con disonore in Informatica e presunto webmaster del sito, tra una cosa e l'altra ha a che fare con la tecnologia praticamente da quando ne ha memoria. Potete leggere i suoi sproloqui nelle sue recensioni e più o meno in qualunque articolo porti la sua firma.
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