Recensione
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Era il 31 gennaio 1997 quando, in Giappone, veniva rilasciato Final Fantasy VII, il più acclamato capitolo dell’omonima saga targata Square Enix (all’epoca conosciuta ancora come Squaresoft). In Europa sarebbe arrivato solamente 10 mesi dopo, ma sin da subito si pose come metro di misura per qualsiasi jrpg, conquistando videogiocatori da tutto il mondo e garantendosi un posto nell’Olimpo dei videogames più amati di sempre. Ora, dopo averlo reso disponibile per PC e con l’annuncio dell’uscita del remake di Final Fantasy VII in esclusiva temporanea sulla principale console Sony, poteva Square lasciarsi scappare l’occasione di riportare le avventure di Cloud e compagni su PlayStation 4? La risposta è ovviamente “no” e noi siamo qui per dirvi se Final Fantasy VII su PlayStation 4 (non ha subito nessuna aggiunta al nome originale) è un prodotto valido oppure se si tratta di una mera operazione commerciale, senza alcun particolare motivo per essere recuperata. Vi ricordiamo che questa versione, ripulita graficamente, è già disponibile all’interno del PlayStation Store e viene venduta a 10.49 euro (fino al 13 dicembre, poi 14,99€) con allegato un tema caratterizzato da una particolare musica di sistema che non vi riveliamo per non rovinarvi il gusto di scoprirlo da soli.

Versione testata: PlayStation 4

Avalanche is the new GreenPeace
La trama di Final Fantasy VII non ha bisogno di alcun commento e si pone senza dubbio tra le migliori dell’intera saga

La trama di Final Fantasy VII non si discosta, ovviamente, dal titolo di origine, mettendoci nei panni di Cloud e di un gruppo ecoterrorista di ribelli (chiamato Avalanche) che si trova costretto a combattere contro la multinazionale Shinra, intenzionata a sfruttare l’energia Mako (il flusso che scorre e da vita all’intero pianeta) per i propri scopi. Questo è solo l’inizio di un’avventura che vede Cloud e i suoi amici intraprendere un viaggio nel tentativo di salvare il mondo dalla terribile azienda e dalla minaccia ancora più grande di Sephirot, un nemico proveniente dal passato del nostro cupo protagonista. La trama di Final Fantasy VII non ha bisogno di alcun commento e si pone senza dubbio tra le migliori dell’intera saga. Questo avviene non tanto per una particolare complessità narrativa o per elementi del tutto innovativi, ma per una narrazione estremamente fluida che, mescolata a dialoghi equilibrati e a personaggi estremamente carismatici, accompagna il giocatore dall’inizio alla fine con un ritmo ineccepibile e lasciandolo sempre e comunque soddisfatto degli eventi di gioco. Eventi che, tra la storia principale, le missioni secondarie e l’esplorazione del mondo di gioco, saprà regalare più di cento ore in compagnia di Cloud e dei suoi compagni. Un plauso particolare va fatto proprio ai personaggi che, inevitabilmente, riusciranno a conquistarvi e che non tarderete ad amare nelle loro molteplici sfaccettature. In primis Sephirot che senza dubbio si rivela il miglior antagonista della saga (assieme a Kefka di Final Fantasy VI) e che userete negli anni a venire come metro di paragone per qualsiasi nemico vi troviate ad affrontare. Questa nuova edizione di Final Fantasy VII, come anticipato ad inizio paragrafo, non aggiunge niente per quanto riguarda il comparto narrativo, ma ci sentiamo comunque di criticare la scelta di non aggiungere alcun tipo di sottotitolo in italiano, rendendo le avventure di Cloud, ricche di slang e/o parole inventate, di difficile comprensione per i non anglofoni e, di conseguenza, privando una fetta dell’utenza della possibilità di mettere mano ad una pietra miliare del panorama videoludico.

ATB: All The Best Active Time Battle
Il gameplay di Final Fantasy VII, a distanza di quasi 20 anni, risulta ancora valido e divertente

Anche il gameplay di Final Fantasy VII non ha subito modifiche rispetto al passato e ancora una volta ci troveremo a viaggiare attraverso luoghi appartenenti al genere della distopia fantascientifica post- industriale, ovvero una realtà nella quale troviamo una società altamente sviluppata grazie ad elementi fantastici, ma caratterizzata da aree di forte degrado. Al di là dei classici fattori legati al genere di gioco (jrpg), come la presenza di NPC, mercanti da cui acquistare merci e scrigni da aprire sparsi per lo scenario, Final Fantasy VII si contraddistingue per un sistema di combattimento che oscilla tra il vecchio e il nuovo (ovviamente per l’epoca). A far da cardine per il battle system è l’ATB, ovvero l’Active Time Battle, una barra di caricamento che ci permetterà di sferrare il nostro attacco solamente una volta riempita, scandendo lo scontro e obbligando il giocatore a padroneggiare ritmi e abilità di ogni singolo personaggio. Al sistema di attacco va ovviamente aggiunta la presenza delle Materie, piccole sfere contenenti Energia Mako che permettono di essere legate ai personaggi (e alle loro armi) per apprendere abilità, magie, invocazioni e qualsiasi altro elemento di gioco. Le Materie sono un punto fondamentale del gameplay di Final Fantasy VII e, a differenza del macchinoso sistema di Junction di Final Fantasy VIII, risulta sin da subito rapido da comprendere, ma allo stesso tempo complesso da padroneggiare. A tutto questo va aggiunta la presenza delle Limit Break, ovvero alcune particolari mosse che, diverse per ogni personaggio, contribuiranno in modo sostanziale agli scontri regalando momenti di grande spettacolarità visiva. Nel corso della nostra avventura sono inoltre presenti numerosi minigiochi che, per quanto alcuni risultino leggermente macchinosi e ormai datati, riescono a divertire regalando notevoli aggiunte al sistema di gioco, in primis grazie alla presenza dei Chocobo, i gialli (e non solo) pennuti simbolo della saga Square. In questa nuova versione, infine, sono stati introdotti tre cheat per semplificare la vita ai meno esperti. Con la semplice pressione di L3, infatti, potremo triplicare la velocità di gioco; con R3, invece, riempiremo la nostra barra vitale e la barra della Limit Break; se i due tasti vengono premuti insieme viene infine attivata la modalità “0 incontri”, permettendo al giocatore di scorrazzare liberamente senza la paura di venire attaccato. Nonostante non sia obbligatorio attivare tali cheat, ci è dispiaciuto sapere che l’attivazione di questi non priva i giocatori della possibilità di guadagnare i trofei, rendendo così la vita dei giocatori d’oggi troppo facile e sicuramente meno avvincente rispetto al passato.

Pixel grandi come bicipiti
Final Fantasy VII è un titolo di 20 anni fa e, tecnicamente, si vede

E come sempre, quando si parla di porting in HD, siamo arrivati al punto di valutare il lato tecnico dell’opera. Per quanto i personaggi siano stati puliti, la modellazione poligonale risulta estremamente datata, entusiasmando quindi solamente i fan della serie che fanno dello stile visivo non un lato negativo, ma un motivo per rituffarsi nel passato e rimettere le mani su un prodotto di quasi vent’anni fa. Per un nuovo utente il comparto grafico di Final Fantasy VII risulterà inevitabilmente datato, colpendolo quindi meno rispetto ad un ragazzo del 1997. Bisogna sottolineare inoltre come alcuni sfondi siano rimasti particolarmente a bassa risoluzione, presentando paesaggi talvolta sfocati e texture poco definite (inevitabile quando si mette mano ad un prodotto tanto datato). Ineccepibile il comparto sonoro che, ora come in passato, propone una delle soundtrack migliori in assoluto, con pezzi capaci di rimanere nei cuori dei giocatori per lungo tempo. Non abbiamo notato alcun tipo di bug e/o rallentamento durante la nostra sessione di gioco, mostrando ancora una volta come i giochi di un tempo non avessero bisogno di patch al day one per poter funzionare correttamente.

In conclusione...
9
“La fine di Gaia non arriverà!”
Final Fantasy VII è un porting mediocre di un titolo stratosferico e, di conseguenza, stabilire una valutazione univoca non è affatto facile. Quello che possiamo fare è consigliare ad occhi chiusi l’acquisto ai due opposti, ovvero per chiunque non abbia avuto occasione di giocarlo e per chi è un fan sfegatato della settimo capitolo della saga di Square. Se siete nel mezzo sappiate che vi troverete davanti ad un titolo ancora al giorno d’oggi estremamente valido, carismatico e indimenticabile, ma con un comparto grafico ovviamente datato e non valorizzato appieno da un porting buono, ma non esaltante. L’unica vera aggiunta (la presenza dei tre cheat) è qualcosa di davvero trascurabile e che, come per il cappello da pollo di Metal Gear Solid V, verrà usato solamente dai più codardi e dai meno esperti. Il voto finale, quindi, è una via di mezzo tra il voto per chi ha amato il gioco (che può tranquillamente aggiungere mezzo punto al tutto) e per chi è ancora titubante riguardo questo porting (che, invece, può far scendere il risultato totale ad un 8.5).
Trama, atmosfera, personaggi indimenticabili
Gameplay attuale e ancora estremamente divertente
Colonna sonora da capogiro
x Graficamente risulta inevitabilmente datato
x Porting non privo di difetti
x I Cheat semplificano troppo la vita ai giocatori

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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