Recensione
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Ognuno nella propria vita possiede dei rivali, che siano sul posto di lavoro o in amore, e la competizione aiuta a migliorare e crescere, anche nella sconfitta. Nell’ambito dei videogiochi sportivi una delle rivalità più grandi che ci si possa ricordare è quella tra Pro Evolution Soccer, sviluppato da Konami, e Fifa, serie di Electronic Arts. Negli anni i due titoli si sono scambiati l’ipotetico trono, non di spade ma di palloni, e si sono creati i propri seguaci, pronti a difendere il proprio favorito su forum o, più recentemente, sui social media. Dal suo debutto la serie Konami si è dimostrata superiore fino a circa 10 anni fa, quando l’arrivo su Playstation 3 ha messo in difficoltà il brand favorendo il ritorno di EA che, con Fifa, ha dominato la scena videoludica fino allo scorso anno. Nel 2016, infatti, lo scontro ha raggiunto un punto di stallo con entrambi i titoli ad avere qualcosa di unico dalla propria parte, facendo innamorare i giocatori proprio per questi dettagli. Dopo mesi d’attesa è finalmente disponibile Fifa 18 – uscito lo scorso 29 Settembre su console Playstation, Xbox, PC e Nintendo Switch – e dopo averlo sviscerato siamo pronti a dirvi se quest’anno il Trono avrà un unico proprietario oppure se sarà ancora condiviso, scoprite di più nella nostra recensione.

Versione testata: Playstation 4

L’importante non è la meta ma il viaggio
In Fifa 18 Il Viaggio narra ciò che avviene dopo il successo di un calciatore

The Journey – in italiano Il Viaggio – è stato punto focale dell’esperienza vista lo scorso anno. In Fifa 17 abbiamo visto Alex Hunter, una giovane promessa del calcio inglese, essere protagonista in patria vincendo l‘FA Cup e ricevere una chiamata dalla sua nazionale per l’imminente mondiale. In questo secondo capitolo EA ha voluto mostrare quello che accade dopo la consacrazione: il duro lavoro per rimanere al top. Alex, infatti, inizierà a visitare il mondo e il suo viaggio lo porterà a conoscere giocatori del calibro di Cristiano Ronaldo e a far parte dei migliori club europei, non senza sacrifici. La narrativa di questo secondo capitolo de Il Viaggio rimane semplice e con colpi di scena, alcuni ipotizzabili mentre altri imprevedibili, in grado di tenere il giocatore incollato allo schermo. All’interno delle cutscene avremo la possibilità, come lo scorso anno, di creare la personalità di Hunter scegliendo le risposte da dare ai nostri interlocutori; questo avrà ripercussioni sul modo di rispondere di Alex durante alcuni momenti, mentre non avremo la possibilità di cambiare l’andamento della trama. Il Viaggio non è solo cutscene, infatti l’obiettivo di Alex è scendere in campo, segnare e vincere il più possibile con la sua squadra; per migliorare le sue performance, oltre a comportarci bene sul terreno di gioco, avremo a disposizione una serie di allenamenti per migliorare i suoi attributi. Questi non sono altro che le sfide abilità disponibili prima di ogni partita ma con la sola differenza che avremo limitati tentativi per raggiungere il massimo grado e non sempre potremo scegliere su cosa allenarci. Rispetto allo scorso anno tutte le cutscene sono doppiate in italiano fin da subito, ad eccezione dei grandi campioni che risponderanno con la propria voce. Questo renderà le conversazioni doppiate molto comiche con Alex Hunter che risponderà in italiano a frasi dette in inglese senza batter ciglio.

L’hub del mercato è la vera novità della Carriera di Fifa 18

Un altro dei punti focali di quest’edizione del titolo EA è la modalità Carriera che non porta grandi novità dal punto di vista delle funzioni ma aggiunge alcune piccole modifiche, in grado di aumentare la qualità del prodotto. Rispetto allo scorso anno è stato aggiunto un particolare hub dedicato alle trattative in cui poter gestire con il proprio avatar le richieste dei club o dei singoli giocatori, grazie a cutscene apposite realizzate con il motore di gioco. Durante queste trattative potremo includere clausole particolari nei contratti, come il prezzo di un eventuale riscatto o vari bonus, strizzando l’occhio a coloro che hanno sempre richiesto una gestione simile a Football Manager. EA ha inoltre modificato l’interfaccia e la composizione dei menù inserendo piccole scene nella sezione notizie, superflue ma molto belle da vedere, per gli annunci nella finestra “Notizie”.

Le Icone fanno finalmente il loro debutto su Playstation

Oltre al nuovo capitolo de Il Viaggio e le piccole modifiche alla Carriera quest’anno Electronic Arts ha implementato grandi cambiamenti anche ad un’altra delle proprie modalità principali: Ultimate Team. Dopo varie richieste dei giocatori finalmente arrivano anche su Playstation le Icone, fino allo scorso anno esclusiva della console Microsoft, permettendoci di acquistare i servizi di alcuni dei giocatori più forti di sempre – come Pelè, Maradona, Ronaldo o Ronaldinho – anche sulle console di casa Sony. Per questa introduzione EA ha deciso di presentare fino a tre versioni dello stesso giocatore, ognuna diversa sia per modello che per caratteristiche. Oltre alle Icone una delle introduzioni più interessanti riguarda la Squad Battle: una sorta di FUT Champions, grande novità dello scorso anno, però giocato offline. Gli utenti potranno affrontare delle squadre create da altri allenatori, fino a un massimo di quattro volte al giorno, con le loro tattiche e stile, però offline. Fare questo permetterà di acquisire un gran numero di crediti, più di quelli ottenibili senza giocare online su Fifa 17, per poter migliorare la propria rosa.

Ogni anno sempre la stessa storia
Dal lato ludico Fifa 18 è uno dei migliori titoli sportivi in circolazione

Iniziamo dal finale: dal puro lato ludico Fifa 18 è uno dei migliori titoli sportivi che ci siano in circolazione. È vero che EA non aveva davanti un lavoro arduo da portare a termine, basti pensare che lo scorso anno Fifa 17 ha impressionato critica e giocatori per il suo realismo, ma come al solito il lavoro fatto dal team di sviluppo è sublime, anche se non perfetto. Se lo scorso anno grande lavoro è stato fatto dal lato delle situazioni, con l’IA che rispondeva a ogni nostra mossa in maniera sapiente, in Fifa 18 il fulcro del gameplay è sulla personalità dei giocatori. Scordatevi di poter fare tutto il campo con giocatori che non siano tecnici o fare passaggi precisi al millimetro con i peggio scarpari, pena il crollare rovinosamente anche alle difficoltà minori. Come nella realtà, infatti, saremo obbligati a far passare tutte le nostre trame offensive dai piedi di calciatori dotati tecnicamente, il Pirlo o il Kroos della situazione, in grado di far girare il pallone con estrema precisione e di costruire occasioni con una facilità disarmante. Questo grazie al Real Player, un nuovo set di animazioni personalizzato in base alle caratteristiche di ogni singolo giocatore che calcola la traiettoria di movimento e sceglie quella più adatta alla situazione. Infatti durante le partite capiterà spesso di vedere giocatori che si abbassano per far filtrare il pallone a un compagno messo meglio o difensori meno abili che scivolano al cambio di direzione dell’attaccante. Grazie al Real Player anche i dribbling ne risentono, ovviamente in maniera positiva, visto che in Fifa 18 ogni calciatore dotato tecnicamente ha più possibilità di togliersi l’uomo di dosso con un semplice movimento di stick. Se dal lato offensivo è tutto più bello e libero rispetto al passato lo stesso non si può dire di quello difensivo: difendere è difficile, sopratutto durante le prime partite. Electronic Arts ha compiuto un lavoro immenso anche dal lato dell’intelligenza artificiale, sia dei propri compagni che degli avversari, e questo si ripercuote – insieme alle nuove animazioni dovute al Real Player – sui difensori comandati dagli esseri umani che risulteranno molto più lenti e “indietro” di qualche tempo di gioco rispetto all’attacco. Basta, infatti, anticipare di qualche millesimo di secondo un affondo sull’attaccante per lasciargli campo aperto e vederlo segnare con facilità, anche a causa dell’immensa animazione dell’intervento che fa perdere istanti preziosi. Come se non bastassero le difese lente, ma intelligenti, il lavoro delle punte è facilitato da altri due fattori: la fisica del pallone e l’IA dei portieri. Se la prima è limitata ad alcuni momenti – come ad esempio i tiri da fuori, super abusati sia offline che online dagli avversari – la seconda è il vero problema di questo Fifa 18. Dopo il grande lavoro dello scorso anno la sensazione è quella di un leggero passo indietro, gli estremi difensori alternano grandi parate su tiri difficilissimi per poi subire una caterva di reti da un semplice tiro da 20 metri o a causa di respinte che “casualmente” finiscono sempre sul piede dell’attaccante avversario. Electronic Arts ha riconosciuto il problema e ha rimediato, in queste prime settimane, con una serie di patch atte a risolvere il problema, già parzialmente risolto grazie alla 1.03 che abbiamo voluto attendere prima di redigere questa recensione.

fifa 18

Dalle stelle alle stalle

Sin dall’introduzione del Frostbite il titolo EA ha visto un grande innalzamento qualitativo per quanto riguarda i modelli dei calciatori e degli stadi. La compagnia ha posto una grande enfasi nella realizzazione degli Stadi, sopratutto quelli sotto licenza, che sono praticamente perfetti come atmosfera, luci e resa ambientale. Giocare all’Old Trafford o a Stamford Bridge è sempre un piacere e la realizzazione digitale riesce a mettere ansia o euforia al giocatore, ovviamente dipende dal momento del match, anche solo con i cori o le urla che vengono dal pubblico. Questo, però, vale solamente per i campionati sotto licenza – come la Premier League, la Bundesliga e i neo acquisti Liga Spagnola ed MLS – mentre tutti gli altri sono stati un po’ trascurati. Lo stesso si può dire dei modelli dei vari calciatori, molto curati quelli sotto licenza mentre gli altri lasciano molto a desiderare, non somigliando neanche lontanamente alla loro controparte reale.

La telecronaca in italiano è a opera, come lo scorso anno, da Pierluigi Pardo e Stefano Nava che tornano sugli schermi con un commento sicuramente migliore rispetto alla versione 2017 e molto più curato. Il duo, infatti, seguirà molto di più le azioni e commenteranno molto più logicamente quello che accadrà in campo. Non siamo ancora al livello di NBA 2K ma sicuramente possiamo ritenerci più soddisfatti degli anni passati, dove siamo stati obbligati a passare alla telecronaca in lingua inglese per non sentir ripetere le stesse frasi.

In conclusione...
9.5
“Il Trono di Palloni non è mai stato così vicino”
La lotta per il Trono quest'anno è più ardua che mai, Fifa 18 è uno di quei titoli da cui difficilmente ci si staccherebbe nonostante i suoi difetti. Il feeling, pad alla mano, è ottimo e si avvicina sempre di più alla perfezione e al realismo, anche grazie al Real Player, nonostante alcuni problemi sia nella fase difensiva che con i portieri. EA si sta già muovendo per sistemare questi piccoli difetti, in questo momento è disponibile la patch 1.03, e nel corso delle prossime settimane ci aspettiamo ulteriori aggiustamenti. Gli sviluppatori, però, hanno fatto anche grandi lavori su alcune delle modalità più adorate dai giocatori: la Carriera ha visto l'introduzione di un hub dedicato interamente al calciomercato, avvicinandosi così a quella schiera di giocatori che richiedevano più possibilità durante le trattative, mentre per gli amanti de Il Viaggio avremo un'altra stagione da vivere con Alex Hunter, ormai un calciatore di successo e riconosciuto in tutto il globo.
Pad alla mano il migliore della serie
Il Viaggio e la Carriera fantastiche per i giocatori single player
Alcuni campionati realizzati benissimo...
x ... mentre altri bistrattati.
x Fasi difensive e portieri da migliorare

due parole sull'autore
Nato già con il joypad in mano, possessore di SNES prima ancora che del biberon ma cresciuto con la Playstation nel cuore. Grosso amante dei JRPG e dei titoli sportivi. Recentemente ha acquistato anche una Xbox One così da poter dire la sua su tutto il panorama videoludico attuale.
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