Recensione
di
il

Con l’arrivo della realtà virtuale la possibilità di metterci nei panni del protagonista di un videogioco ha sicuramente fatto grandi balzi in avanti. Senza entrare in discussioni riguardanti la qualità della realtà virtuale e alla sua reale diffusione sul mercato, possiamo comunque affermare di essere riusciti a vivere alcune avventure videoludiche con una prospettiva del tutto nuova e capace di farci provare emozioni fino a questo punto mai provate all’interno di un videogioco. FATED: The Silent Oath, titolo sviluppato dai ragazzi di Frima Studio, vuole fare proprio questo: emozionarci e stupirci mettendoci nei panni di un marito e padre di famiglia costretto a fare di tutto per salvare i propri cari. Il titolo in questione, dopo essere stato reso disponibile su Steam, arriva anche su PlayStation 4 (esclusivamente in digitale) al modico prezzo di 9.99€ e vuole essere il primo capitolo di una serie che, in caso di risposta positiva da parte del pubblico, continuerà con nuovi episodi. Basterà l’immedesimazione all’interno di una storia per rendere la produzione interessante? Scopritelo nella nostra recensione di FATED: The Silent Oath.

Cronache del fuoco e dei giganti di ghiaccio
La storia di FATED: The Silent Oath vi proietterà, letteralmente, all’interno di un altro mondo

La trama di FATED: The Silent Oath (da qui chiamato anche solo FATED, n.d.L.) ci mette nei panni di Ulfer, guerriero vichingo che, grazie ad un patto con una Valchiria, riesce a tornare dalla morte in cambio della propria voce e della promessa di proteggere la propria famiglia. Questo è solo l’inizio di una storia che ci vedrà affrontare terribili trappole e mortali minacce per una durata di circa un’ora e mezza, quasi come se ci trovassimo all’interno di un film. Tutti i personaggi che andremo ad incontrare, complice anche l’immedesimazione nel corpo di Ulfer, ci appariranno estremamente curati e non sarà affatto difficile empatizzare con tutti loro, sino a voler bene ad ogni singolo membro della nostra famiglia. Questo è forse l’aspetto migliore di tutta la produzione che, sbattendoci all’interno di una storia ben scritta e avvincente, ci permetterà di vivere (e non di giocare) un’avventura in prima persona che difficilmente dimenticherete. Una piccola anticipazione per quanto riguarda il gameplay, ma che va ad influire proprio sull’elemento immedesimazione, è la possibilità di rispondere “si” e “no” con la testa (vi ricordiamo che il nostro personaggio è muto) alle domande che ci faranno i vari NPC nel gioco, cosa che contribuisce alla totale immersione all’interno della storia. Peccato che un finale troppo sbrigativo e troppo rivolto verso i prossimi (possibili) episodi non ci permetta di godere FATED fino alla fine, ma si tratta comunque di un qualcosa che non va a danneggiare troppo la qualità generale della produzione.

La responsabilità di un padre
La varietà non mancherà di certo all’interno del titolo targato Frima Studio

Per quanto riguarda il gameplay, invece, FATED: The Silent Oath ci presenta come un walking simulator da giocare con il VR. Non che questo sia un aspetto negativo, sia chiaro, ma è giusto chiarire che gran parte delle azioni saranno contestuali alla situazione che starete vivendo. Senza fare grandi spoiler, vi basti sapere che ci saranno momenti dove dovrete utilizzare un arco, altri dove dovrete guidare un carro (in una scena a dir poco carica di adrenalina) e altri dove dovrete esplorare misteriose caverne piene di trappole da superare. Sono inoltre presenti alcuni enigmi ambientali, ma anche in questo caso non si tratta di nulla di particolarmente complicato e che siamo certi saprete superare al primo tentativo. La varietà, infatti, non mancherà di certo all’interno del titolo targato Frima Studio e una volta terminata l’avventura siamo certi che ne vorrete ancora e che vi porterete questo titolo nel cuore per giorni e giorni. Vista la durata non eccessiva di FATED, il nostro consiglio è quello di ritagliarsi un’ora e mezza del proprio tempo e di giocare tutto il titolo in una sola sessione, per godere appieno dell’immedesimazione data dal visore e per recepire in un solo colpo tutte quelle emozioni che chiaramente il gioco vuole suscitare. Come anticipato nel paragrafo dedicato alla narrativa, ci sarà la possibilità di rispondere a delle domande con un semplice gesto del capo, ma sottolineiamo come questa cosa non vada a creare alcuni tipo di bivio narrativo, ma che permetta solamente di trovarsi di fronte a linee di dialogo differenti e, di conseguenza, di sentirsi maggiormente responsabili delle azioni di Ulfer.

Bellezza Norrena
Per quanto riguarda il profilo tecnico, FATED: The Silent Oath si presenta in forma smagliante

Da un punto di vista tecnico, FATED: The Silent Oath si presenta in forma smagliante, soprattutto per essere un titolo realizzato per la realtà virtuale. Ovviamente siamo ben lontani dalle produzioni attuali “standard”, ma per quanto riguarda i titoli per PlayStation VR possiamo tranquillamente affermare di trovarci di fronte ad un titolo di tutto rispetto. Il character design dei personaggi risulta inoltre estremamente curato e si avvicina a quello stile cartoon tanto caro ai film d’animazione Disney. Ottimo anche il comparto sonoro che mette in scena un doppiaggio inglese di tutto rispetto e una colonna sonora avvincente, capace di enfatizzare alcuni momenti con tracce davvero memorabili. Peccato per la totale assenza di sottotitoli, cosa che renderà la vita più complicata ai meno avvezzi alla lingua inglese. Sia chiaro: la scarsa complessità dei testi e la pronuncia quasi sempre impeccabile dei doppiatori non lo rendono uno scoglio insormontabile, ma in un periodo dove ci si lamenta dell’assenza del doppiaggio italiano in Mass Effect: Andromeda è meglio essere il più chiari possibile. Del tutto assenti, invece, problemi tecnici di alcun tipo, cosa che ci ha permesso di affrontare tutta l’avventura senza il minimo bug e/o calo di frame.

In conclusione...
8
“Frima Studio al lavoro subito sul secondo episodio!”
Fated: The Silent Oath è stato sicuramente una sorpresa, riuscendo a conquistarci ed emozionarci per tutta la sua (breve) durata. Certamente non si tratta di una produzione che rimarrà nella storia, ma possiamo tranquillamente affermare che si tratta di una delle migliori produzioni per PlayStation VR disponibili sul mercato. L'atmosfera affascinante, la varietà di situazioni, la qualità tecnica e (non ultimo) un prezzo a dir poco concorrenziale rendono il lavoro dei ragazzi di Frima Studio una chicca che tutti i possessori del visore Sony non dovrebbero lasciarsi sfuggire. Speriamo solamente che il titolo guadagni il meritato successo e che gli sviluppatori si dedichino quanto prima alla realizzazione del secondo episodio, in modo da sistemare quel finale frettoloso che, purtroppo, lascia un po' l'amaro in bocca.
Immedesimazione totale
Trama interessante
Situazioni varie
Tecnicamente ottimo
Prezzo invitante
x Longevità risicata
x Finale sbrigativo
x Totale assenza di sottotitoli

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
Commenta con:
Seleziona il sistema di commenti cliccando sull'icona


Torna su