Recensione
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Una volta raggiunta Iorys, la “città delle sette colline”, è facile stupirsi di come le 7 alture da cui prende il nome non siano altro in realtà che prominenti radici del colossale albero del mondo: Yggdrasil. La posizione centrale all’interno del continente e la vicinanza con l’unico accesso all’albero rendono Iorys il perfetto punto d’incontro delle 4 civiltà che abitano questa landa incantata: i più comuni ovviamente sono gli Earthlian, gli umani, largamente diffusi in quasi tutte le aree del continente, a seguire, vista la vicinanza del loro territorio di giungla e montagne ed la loro indole avventuriera i Theriani, agili creature dai tratti animaleschi. Con più difficoltà infine ci si può imbattere in un Celestrian, una razza di umanoidi dai lineamenti sottili e l’acuta intelligente che solitamente risiede nel freddo clima della lontana Sidonia, a nord. L’ultima razza del continente, composta da piccoli umanoidi molto affini alla natura ed al suo lato spirituale, sono i Brouni, che potrebbero rivaleggiare con gli umani in quanto espansione, se solo non fossero fortemente legati alle grandi pianure del sud.
Una volta raggiunta la piazza centrale di questa poliedrica città risulta facile scorgere l’accesso della famosa Gilda degli Esploratori, il primo approdo per chiunque intenda sfidare l’albero del mondo per poter portare alla luce i suoi numerosi segreti e recuperare le sue pregiate materie prime; poggiando la mia mano sulla porta spingo il battente e do inizio a questa nuova avventura.

L’odissea con i piedi per terra.

Tralasciando lo spin-off in stile “Mystery Dungeon” e i due “Untold” remake dei primi capitoli con una modalità storia più marcata e maggiori interazioni tra i personaggi, Etrian Odyssey ha raggiunto la sua quinta incarnazione, e così come il terzo episodio fu una rivoluzione con l’introduzione di importanti nuove meccaniche come le esplorazioni extra Yggdrasil, che fino al quel momento era stato considerato l’unico mega-dungeon del gioco, in questo capitolo si è scelto di fare un passo indietro rimuovendo diverse caratteristiche del gioco tra cui le sopracitate esplorazioni (sia marittime che aeree) e la possibilità di “multiclassare” i propri avventurieri in una classe secondaria. Al suo posto invece è stata introdotta la “Razza” come variabile dei personaggi, difatti all’inizio del gioco le classi saranno strettamente legate alla razza del personaggio; non solo, ad ogni razza è stato dedicato un intero albero di abilità, e per quanto le variazioni sembrano ridursi semplicisticamente a piccole variazioni basate sull’esplorazione e bonus minori, marcano una maggiore varietà nelle abilità “Unione”, abilità che richiedono il riempimento di una barra tramite attacchi e azioni di supporto ed una volta riempita permettono di sfruttare speciali abilità insieme ad altri compagni (e le loro barre Unione) dagli effetti più disparati.

9 Anni da Manager

Fin dall’uscita di Etrian Odyssey in Europa, nell’Estate del 2008, una costante di questo titolo è stata quella di essere un amministratore di una gilda di esploratori. I membri della gilda e del party possono cambiare, ma il giocatore rimane sempre una presenza alle spalle dei personaggi, senza potersi mai identificare con un solo personaggio, così come avviene nella serie “Untold”. Questo permette tuttavia di poter gestire in maniera efficente i personaggi senza preoccuparsi dell’immedesimazione, infatti tra le varie opzioni nella gestione dei membri di gilda vi è quella di “pensionare” un avventuriero in modo che addestri in modo più efficente un nuovo membro della gilda che otterrà caratteristiche migliorate ed un numero di punti abilità maggiore rispetto al personaggio precedente. Tra le aggiunte di questo capitolo troviamo la possibilità di cambiare classe ad un personaggio in modo da creare nuove combinazioni di razze e classi e la possibilità di selezionare un “titolo” per i nostri avventurieri una volta raggiunto il livello 20. Questa nuova funzione è un apprezzabile tentativo di colmare l’assenza delle sottoclassi andando a variare il sistema di abilità avanzate dei precedenti capitoli, tuttavia le scarse informazioni presenti sulle skill che andremo a sbloccare nei 2 rami disponibili per ogni classe previene la corretta disposizione dei punti, e si dimostra non essere un’alternativa valida ad avere il completo controllo di una sottoclasse.

Altro albero, altra scalata.

Dal lato dell’esplorazione di Yggdrasil questo titolo potrebbe essere visto, data anche alla mancanza delle successive introduzioni dei vari capitoli, come un ritorno alle origini. La fase di cucina presente negli ultimi due capitoli, in grado di fornire vari ed utili bonus all’esplorazione, è stata rimossa, ma non del tutto sfortunatamente: ora il cibo può essere raccolto e mangiato all’interno del dungeon, e persino cotto presso i rari focolari da campo, in modo da creare piatti in grado di fornire maggiori cure quando consumati al di fuori dei comattimenti.
Questa modifica sembra aver quasi dato diritto agli sviluppatori di incrementare i danni dei nemici visto che, rispetto al precedente capitolo, questi infliggono più danni.
La struttura degli strati, che sono la combinazione di 5 piani uniti da un elemento comune e separati da un boss particolarmente potente, è stata ovviamente mantenuta nei suoi più classici elementi come i vari passaggi segreti, le aree segrete e sopratutto i FOE, nemici talmente più potenti dei comuni avversari che si combattono casualmente da comparire sulla mappa e da seguire particolari meccaniche di spostamento più o meno aggressive nei confronti del gruppo. Allo stesso modo la costruzione della città, nella più classica delle tradizioni di Etrian Odyssey, ci compone di una locanda dove dormire a pagamento, un bar dove poter venir arruolati per missioni secondarie ed un fabbro-negoziante che ci permette sia di acquistare armi, armature ed oggetti ma anche di sfruttare la nuova meccanica di potenziamento delle armi, dove utilizzare gli stessi materiali usati per la loro creazione fino a 5 volte le caratteristiche, comprese, ove presenti, le abilità speciali. Come strutture governative invece troviamo la classica sala del consiglio, dove troveremo le missioni principali e la possibilità di condividere informazioni sul labirinto in cambio di sporadiche ricompense, ed infine la gilda degli avventurieri dove oltre a creare nuovi avventurieri completamente personalizzati nell’aspetto potremmo “consumare” livelli dei personaggi per ridistribuire punti abilità, fargli cambiare classe e come già detto “pensionare” alla metà del livello fino al massimo del livello 30.

In conclusione...
7.5
“Quattro passi avanti e due indietro, ma bendati.”
Promosso o Bocciato ? Il titolo nel suo complesso può essere visto come un tentativo di ritornare alle origini cercando tuttavia di inserire alcuni elementi presenti nei successivi capitoli, ma variandone l'utilizzo per dare un tono di novità al gioco. Questo tentativo rende Etrian Odyssey V un titolo fortemente sperimentale: il solo cambio delle caratteristiche da un massimale di 99 ad uno di 255 è indubbiamente una modifica che richiede un bilanciamento che non sembra essere stato fatto a dovere, come dimostra talvolta l'altalenante difficoltà dei nemici. Sono rimaste invece inalterate le affascinanti ed immersive colonne sonore, e lo stile e l'inventiva delle ambientazioni e delle mappe, anche se la qualità dei nemici non riesce a rimanere allo stesso livello. Nel complesso non è il titolo adatto a chi volesse avvicinarsi alla serie (probabilmente il IV o uno dei 2 Untold sarebbero dei candidati migliori), difatti anche con la difficoltà "Basic", il corrispettivo del facile, potrebbe presentare un'inizio un pò troppo frustrante e complicato.
Molta personalizzazione del party
Nostalgico per i fan (nel bene e nel male)
Grande tentativo di innovazione...
x ...ma non ben implementato
x Pochi NPC e non troppo convincenti
x Le razze invece di ampliare la tatticità, la riducono

due parole sull'autore
Detto "Il Brisi", è l'anello di congiunzione tra lo staff ed i PR, nonchè storico videogiocatore dalla vastissima conoscenza, poche citazioni passano sotto il suo attento radar videoludico. Non nasconde di avere una certa passione per Sony, ma gioca appassionatamente anche sulle console Nintendo e sul PC.
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