Recensione
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Mentre alcuni titoli ci hanno abituato ad una cadenza annuale, con tempistiche molto vicine a quelle delle serie tv, lo stesso non si può dire di altre opere videoludiche che, per riuscire a raccontare un vero e proprio finale, si fanno attendere per anni. Ne è l’esempio perfetto Dreamfall Chapters, avventura grafica iniziata 15 anni fa su Pc e che, dopo un forte colpo di scena al termine del secondo episodio, è riuscito finalmente a raggiungere il tanto meritato finale. Il titolo targato Red Thread Games, infatti, è approdato su Pc suddiviso in 5 episodi (chiamati “Libri”) nel 2014 e solamente ora è riuscito ad intaccare il mercato console, nella speranza di conquistare nuovi giocatori grazie all’innegabile carisma di Zoë Castillo e degli altri personaggi appartenenti a questo universo narrativo creato da Ragnar Tørnquist. Ma basterà una buona trama per rendere Dreamfall Chapters un titolo imperdibile?! Prima di scoprirlo nella nostra recensione, come sempre, vi ricordiamo che l’ultimo capitolo della trilogia del team norvegese può essere acquistato sia in formato digitale che in versione retail per un prezzo di circa 30 euro.

Versione testata: PlayStation 4

Sogno o son desto?!
La trama di Dreamfall Chapters è senz’ombra di dubbio il tratto principale del titolo targato Red Thread Games

La trama di Dreamfall Chapters è senz’ombra di dubbio la caratteristica principale del titolo targato Red Thread Games. Il secondo capitolo della trilogia si era concluso con Zoë in coma e con Kian Alvane catturato e messo in carcere dopo essere stato accusato di tradimento. Questo terzo episodio ricomincia esattamente da dove avevamo lasciato i nostri eroi, permettendoci di intraprendere sin da subito delle scelte narrative che andranno a modificare (anche in modo sostanziale) non solo la trama di gioco ma anche il vero e proprio gameplay, grazie all’attivazione di determinate missioni in base alle nostre risposte. Dopo aver ripreso le redini della vita dei nostri due protagonisti, Dreamfall Chapter si evolve attraverso 13 capitoli, per un totale di più di 20 ore di gioco, al termine delle quali tutte le nostre domande sapranno trovare una risposta (nonostante venga lasciato aperto qualche spiraglio per i possibili futuri titoli). Nel corso della nostra avventura, inoltre, incontreremo personaggi provenienti dal passato della serie che, ne siamo certi, sapranno emozionare e stupire i fan della splendida storia imbastita da Tørnquist. Per quanto narrativamente si tratti di uno dei titoli più curati degli ultimi anni, segnaliamo però come la mancanza dei due titoli precedenti su console si dimostri essere una lacuna non da poco, rendendo il titolo consigliabile solamente a coloro che, anni or sono, riuscirono a mettere le mani sui primi due episodi. Per tutti coloro che non si sono mai avvicinati alla serie, infatti, è previsto solo un breve riepilogo degli eventi (più qualche scheda dei personaggi) e la storia potrebbe non solo risultare meno carismatica ai loro occhi, ma a tratti addirittura incomprensibile. Vista la difficoltà nel reperire i primi due episodi, l’unica cosa che possiamo fare, al momento, è augurarci che vengano rimasterizzati al più presto in modo che tutti possano godere appieno di quest’avventura fantasy tanto dettagliata e approfondita.

Bivi narrativi, ma non solo
Nonostante qualche problema, il gameplay di Dreamfall Chapters si dimostra essere solido dall’inizio alla fine dell’
avventura

Il gameplay di Dreamfall Chapters si dimostra essere un ibrido tra i titoli Telltale, dove i bivi narrativi fanno da padroni, e le vecchie avventure grafiche, dove recuperare oggetti per risolvere enigmi ambientali è all’ordine del giorno. Sia chiaro: gli enigmi presenti nel titolo norvegese non sono mai davvero impegnativi, ma riescono comunque a mantenere l’attenzione del giocatore sempre attiva e scattante. Tutt’altro discorso per quanto riguarda le scelte di dialogo che, come abbiamo anticipato nel paragrafo dedicato alla trama, vanno a modificare sostanzialmente lo sviluppo della storia e, in alcuni casi, anche delle azioni che saremo poi chiamati a compiere nelle successive sezioni di gioco. Alcuni particolari dialoghi, inoltre, sono segnalati da un’apposita interfaccia che fa capire come si tratti di scelte fondamentali per lo sviluppo narrativo, rendendo determinate decisioni davvero difficili da prendere in quanto consci che alcuni personaggi potrebbero vivere o morire in base alle nostre decisioni. Nel corso dell’avventura di Zoë e Kian potremo anche interagire con il mondo di gioco e siamo costretti ad evidenziare come a volte il personaggio debba essere collocato in un determinato modo di fronte all’oggetto con il quale si vuole interagire per poterlo “attivare”. Questo si trasforma, in alcuni momenti, in qualcosa di estremamente seccante in quanto non si riesce a compiere subito l’azione desiderata. Altro elemento talvolta fastidioso è la gestione della telecamera che, in determinati punti, non segue correttamente il personaggio e ci costringe a guardare altrove, rendendo alcune zone chiuse davvero difficili da esplorare a fondo. Stiamo ovviamente parlando di elementi che non vanno a danneggiare particolarmente la produzione che, in fin dei fonti, si dimostra essere solida dall’inizio alla fine (pur senza stravolgere il genere) anche per quanto riguarda il vero e proprio impianto ludico.

Il fascino di Stark (non Tony)
Dreamfall Chapters dimostra di essere realizzato da una piccola realtà indipendente del mercato videoludico

Da un punto di vista prettamente tecnico, Dreamfall Chapters dimostra di essere realizzato da una piccola realtà indipendente del mercato videoludico. La modellazione poligonale dei personaggi non riesce assolutamente a convincere, le texture appaiono spesso poco curate o “sgranate” e anche nelle situazioni meno concitate il titolo scatta inspiegabilmente. Fortunatamente la direzione artistica del lavoro ideato da Tørnquist riesce a colmare molte di queste lacune, rendendo il titolo convincente grazie ad un design di personaggi e ambienti di altissimo livello che, il più delle volte, vi farà dimenticare tutti i problemi grafici. Discorso ben diverso per quanto riguarda il comparto sonoro che, in ogni suo singolo aspetto, riesce a stupire enormemente il giocatore. Il doppiaggio (rigorosamente in inglese) di ogni singolo personaggio è di altissima qualità e la colonna sonora saprà emozionarvi nel modo giusto al momento giusto. Evidenziamo, infine, come l’italiano non sia presente in alcun modo all’interno di Dreamfall Chapters (nonostante citino Trieste più e più volte) e, vista la complessità di alcuni dialoghi, ci sentiamo quindi di consigliare l’acquisto del titolo solamente a chi comprende bene la lingua inglese.

In conclusione...
8
“A quando il porting dei primi due titoli su console?!”
Dreamfall Chapters è la perfetta conclusione di uno splendido viaggio che ci sentiamo di consigliare a tutti gli amanti dei titoli dalla forte componente narrativa a patto, però, di essere riusciti a giocare ai titoli precedenti. Per godere appieno della trama, infatti, è necessario conoscere fatti e personaggi che non vengono introdotti in questo terzo capitolo, ma che lo scrittore Ragnar Tørnquist da per scontati. L'ottima trama mescolata ad un gameplay che, pur senza stupire, riesce ad intrattenere per tutta la durata dell'avventura sono solo due degli elementi che rendono il titolo targato Red Thread Games una vera perla che, ne siamo certi, non vorrete lasciarvi sfuggire. Ci teniamo a segnalare, ancora una volta, come non sia presente alcuna localizzazione in italiano e come, a causa di un lessico non proprio intuitivo, sia necessaria una discreta conoscenza della lingua inglese per apprezzare appieno le avventure di Zoë e Kian.
Stupenda narrazione
Personaggi carismatici
Sonoro a dir poco ottimo
x È necessario aver giocato ai primi due capitoli
x Interazione con l'ambiente talvolta fastidiosa
x Graficamente arretrato

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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