Recensione
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A poco più di una settimana dalla nostra anteprima, abbiamo accumulato abbastanza esperienza per darvi un’opinione corposa riguardo Dragon Quest Builders,  spin-off della serie Square Enix in uscita domani 14 Ottobre su PlayStation 4 e PlayStation Vita. Avremo dissipato ogni dubbio?

anteprima
Dragon Quest Builders
Quando si pensa ai giochi di ruolo di casa Square Enix, il primo pensiero occidentale riguarda sempre e  immancabilmente Final Fantasy. Ma in Giappone è un'altra la serie a far da padrona  nei cuori degli appassionati: Dragon Quest. Forte del charact...

Versione Testata: PlayStation 4 

Ricostruire dal nulla

Il malvagio Dragonlord ha gettato nell’oscurità l’intera Alefgard, ingannando l’eroe e riducendo in cumuli di macerie le regioni. Un giovane senza nome si risveglia  da un lungo sonno e, guidato dalle parole della dea Rubiss, scoprirà di essere l’unico in grado di ricostruire il mondo. Il ragazzo dall’aria svampita  potrà infatti collezionare i materiali e riplasmarli in nuove forme, dando vita ad edifici o strumenti utili a riportare speranza nel genere umano. È proprio questo lo scopo principale di Dragon Quest Builders: scacciare l’oscurità di Dragonlord e diffondere la luce dello Stendardo della speranza. Una trama per lo più classica che si dipanerà in quattro capitoli da circa venti ore l’uno (a seconda di quante sottomissioni o esplorazioni decidiate di fare) e che porterà il giovane ad esplorare un Alefgard in rovina e a scoprire man mano i segreti dietro la caduta del regno.

Ogni capitolo riguarda una diversa zona di Alefgard, con i propri problemi e materiali da raccogliere: una volta riportata la luce in una regione, l’avatar potrà spostarsi in una nuova zona, perdendo tutto l’inventario e conservando solamente tecniche speciali e ricette. Questo rende ogni nuovo capitolo una sorta di avventura da zero, se non fosse che il giocatore  accumula l’esperienza  precedente e sa già come muoversi al meglio per ristrutturare la nuova base. Una scelta che potrebbe far storcere il naso, ma che non è altro che  un aumento di volta in volta della difficoltà con cui affrontare il titolo.

Tra portali e sottomissioni

Nell’anteprima della scorsa settimana ci siamo concentrati su come Dragon Quest Builders proponesse un corretto connubio tra il crafting e le meccaniche GDR, rendendo il prodotto assuefacente e divertente. La raccolta dei materiali ci è risultata facile e adattabile alle necessità del giocatore, soprattutto una volta sbloccata la cassa in cui spedire direttamente gli oggetti dal menù di gioco. I limiti di quest’ultima non sono un problema, perché difficilmente avrete bisogno di più di 99 pezzi di un’unità, rendendo superflue ed eliminabili  le altre. Unica nota negativa di questo aspetto l’impossibilità di selezionare più di uno slot e dover procedere man mano all’aggiunta/eliminazione nell’inventario.
Le ricette si accumuleranno nel menù di gioco, e verranno sbloccate non appena il protagonista entrerà in possesso di uno dei materiali necessari per la creazione. Anche questi elenchi risultano ordinati e facilmente consultabili, mentre è nel posizionamento degli strumenti che Builders mostra il fianco. Non è possibile ruotare l’oggetto in mano, dovrete invece mettervi nella posizione giusta a favore di camera per piazzarlo nella maniera che più vi aggrada, in caso contrario vi toccherà distruggerlo e ricostruirlo. Una piccola accortezza che era facilmente evitabile affidando l’opzione ad uno dei tasti inutilizzati durante le fasi di costruzione.

Fatta chiarezza sul lato Crafting, concentriamoci sulle meccaniche da gioco di ruolo di Dragon Quest Builders; ogni volta che lo Stendardo della speranza si inebrierà di luce, un nuovo cittadino si unirà alla nostra base, e inizierà ad affidarci missioni di ogni genere: dalla semplice raccolta e creazione di oggetti, all’esplorazione di un determinato luogo, fino alle lotte contro gli avversarsi che attaccheranno ciclicamente l’accampamento. Ed è nella difesa della base che Dragon Quest Builders fa proprio un terzo genere, abbracciando le meccaniche da tower defense. Se inizialmente solo il protagonista potrà combattere i mostri, man mano che progredirete nella storia anche gli altri abitanti si uniranno al party, venendo sconfitti miseramente data la loro completa inutilità in battaglia, e rendendo le schermaglie sempre più squilibrate e frustranti. Questo è probabilmente il più grosso difetto di questo spin-off, che ad ogni difesa della base sembra quasi obbligare il giocatore ad isolare gli avversari con buche o mura per non dover cadere sotto i colpi avversari anche per l’assenza di un vero e proprio aumento di livello e di forza, dovuto solamente all’equipaggiamento creato e ai cibi ingeriti.

recensione
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Prendi un martello, prendi un chiodino

Più che essere simile a Minecraft, Dragon Quest Builders ne prende spunto nelle  meccaniche di costruzione di ponti, grotte o tunnel: il titolo Square Enix richiama sotto molti aspetti la produzione Mojang, ma se ne distingue grazie ad un’alta qualità di Texture e all’ambiente non generato automaticamente. Gli sviluppatori hanno cercato di riportare in vita le lande di Alefgard del 1986, la data del primo capitolo della serie, riproducendo in blocchi i pixel delle diverse regioni. I personaggi invece vengono modellati in stile deformed, non emettono un suono lasciando tutto alle magnifiche musiche che ripescano dai temi principali della serie. Come già successo per Dragon Quest Heroes, anche Builders è completamente tradotto in italiano così da essere alla portata di ogni tipo di giocatore.
Il titolo scorre fluido e senza problemi di framerate anche nelle battaglie più concitate, lo stesso non si può dire della telecamera che, soprattutto nelle stanze chiuse tende ad incappare in muri e ad impedire una visuale corretta. Questo mina leggermente l’esperienza di costruzione, soprattutto prima di poter costruire  delle vetrate per  poter sopperire alla presenza dei muri di troppo.

Concludiamo spendendo due parole su quella che è a tutti gli effetti la modalità online di Dragon Quest Builders, che prende il nome di Terra Incognita e sarà disponibile dopo aver completato il primo capitolo. Potrete creare liberamente senza alcun timore di essere vittime di attacchi di mostri, per poi condividere gli edifici  con gli altri giocatori grazie alle pietre di condivisione o evocare quelli altrui grazie alle pietre d’evocazione. Purtroppo non abbiamo potuto ammirare molte creazioni dato che il titolo sarà disponibile da domani.

In conclusione...
8
“La vera Minecraft Story Mode”
Dragon Quest Builders convince e diverte grazie ad un sapiente mix di generi che riusciranno a non far pesare troppo le meccaniche di costruzione e al contempo le rendono protagoniste di un gioco di ruolo. Purtroppo a sporcare il tutto troviamo delle fasi Tower Defense frustranti in cui l'IA alleata sarà solamente d'impiccio ed un utilizzo della telecamera non troppo conveniente nei luoghi chiusi. Dragon Quest Builders è consigliato a chi ha molto tempo da dedicargli e soprattutto a coloro che appassionati di uno dei due generi vogliono provare qualcosa di diverso.
Meccaniche semplici ma riuscite
Assuefacente e ricco di cose da fare
Molto longevo
x IA dei compagni ridicola
x Battaglia coi mostri a tratti snervante
x Sistema di posizionamento da rivedere

due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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