Recensione
di
il

Sono passati ormai 32 anni dall’arrivo del primo episodio di Dragon Ball su Weekly Shonen Jump, che ha ospitato le primissime tavole della serie di Akira Toriyama dal 1984 al 1995. Due anni dopo, le TV giapponesi furono invase dall’adattamento animato, il quale giunse però nei territori italiani soltanto nei primi Anni ’90; da allora, il fenomeno Dragon Ball si è espanso nelle nostre vite a macchia d’olio, segnando l’infanzia di molti fanciulli nati in quel periodo e catturando anche l’attenzione di qualche appassionato un po’ più grandicello. E in una società trans-mediale come la nostra, la fortunata opera di Toriyama non poteva non dare il via a una serie di adattamenti videoludici più o meno di successo, culminati con la saga di Xenoverse iniziata l’anno scorso. Se Dragon Ball Xenoverse non era però esente da evidenti problemi e “scorrettezze” nella formula di gameplay, gli sviluppatori di Dimps hanno (ben) deciso di riprovarci quest’anno con Dragon Ball Xenoverse 2, secondo capitolo di quella che si prospetta una nuova saga sulle principali “linee del tempo” di Dragon Ball e che, già in questo suo secondo capitolo, tenta di rattoppare tutti i problemi sorti con la sua prima iterazione, introducendo al contempo qualche elemento nuovo.

 

Dragon Ball Xenoverse 2

 

Ambientato due anni dopo gli eventi del primo capitolo, Dragon Ball Xenoverse 2 narra le vicende dell’oramai espansa Pattuglia Temporale, stabilitasi a Conton City (l’ex TokiToki City del primo Xenoverse) per vegliare sulle anomalie tra le pieghe del tempo. Il leggendario eroe di TokiToki City (protagonista del primo capitolo) affianca ormai Trunks nelle sue spedizioni a spasso nel tempo, e noi giocatori saremo dei novizi pattugliatori temporali ansiosi di imparare i trucchi del mestiere. Dopo lo stupore per aver scoperto che è possibile importare i salvataggi del primo Xenoverse e usufruire di alcuni vantaggi dal nostro eroe precedente (come determinate abilità ed equipaggiamenti), il personaggio che avremo creato dovrà però scontrarsi con la dura realtà: sarà un viaggio lungo ed estremamente pericoloso.

Dragon Ball Xenoverse 2 è attualmente disponibile in digitale e in forma fisica per PlayStation 4Xbox OnePC, al prezzo consigliato di €49,99 (in digitale su Steam) / €59,99 (per l’edizione retail su console).

 

Versione testata: PlayStation 4

A spasso per Camden T Conton City
Il giocatore viene catapultato a Conton City, una versione molto più vasta di TokiToki City

Dopo un prologo pre-renderizzato che faceva ben sperare per una nuova veste grafica del gioco (speranza, poi, soddisfatta almeno in parte), Dragon Ball Xenoverse 2 si apre in tutta la sua bellezza sulla già citata Conton City, una sorta di “quartier generale” della Pattuglia Temporale che si presenta con un aspetto molto più grande e complesso rispetto all’HUB del primo Xenoverse. Il Kaiohshin del Tempo ci informerà che “dobbiamo ottenere la patente di volo per volare a Conton City”, ma che nel frattempo potremo utilizzare un comodo hoverboard che ci permetterà di spostarci più velocemente in giro per la città. Il solo sapere che questa volta sarà possibile volare, però, è già un grosso sollievo per chi ha giocato il primo Xenoverse, in cui l’HUB (dalla forma circolare e diviso in quattro settori) non permetteva di fare altre azioni se non correre e saltare (anche se il salto era effettivamente una semplice animazione senza alcuno scopo pratico).

Si parte quindi con l’esplorazione di Conton City, che, lo si voglia o no, diventerà il luogo in cui il giocatore trascorrerà buona parte del suo tempo in Dragon Ball Xenoverse 2: dal distretto degli acquisti (una piazza circolare con una fontana al suo centro e diversi negozi sul proprio anello esterno) all’Area di Namecc, però, appare chiaro già da una semplice occhiata alla mappa come il nuovo capitolo della serie abbia cercato di ampliare quanto più possibile le opportunità offerte al giocatore, che si ritroverà con molte più scelte da compiere all’interno della città. Non mancano gli NPC cui scroccare qualche informazione o oggetto extra, così come si ripresentano i “banchi di registrazione” già visti nel primo capitolo che ci permetteranno di registrare squadre, affrontare missioni secondarie e battaglie online / offline. Come nel precedente capitolo, il giocatore troverà nell’HUB di gioco qualunque opzione stia cercando, dai tornei alla semplice battaglia Versus; il che, tutto sommato, contribuisce parecchio all’immersività garantita dall’esperienza complessiva. A questo punto, sembrerebbe quasi che l’HUB sia semplicemente diventato più grande rispetto al capitolo precedente; e, tuttavia, non è esattamente così. Gli sviluppatori si sono chiaramente impegnati per rendere l’esplorazione di Conton City più interessante rispetto a quella di TokiToki, aggiungendo non solo nuove interazioni con gli NPC (tra cui la possibilità di affrontare in battaglia alcuni, ambiziosi pattugliatori temporali) ma migliorando anche una serie di aspetti “deboli” o “poco chiari” del primo Xenoverse; primo fra tutti, il sistema degli insegnanti.

“Eh be’, era in classe con me, Goku. Era un somaro, mi ciulava i compiti.”

Una delle meccaniche più oscure di Dragon Ball Xenoverse era forse, appunto, il sistema degli insegnanti. La tattica di base consisteva nel trovare un Maestro, diventare suo allievo, apprendere le sue tecniche ed esercitarle una per volta, finché non era possibile imparare qualcosa di nuovo o concludere l’addestramento e apprendere l’Attacco Supremo del Maestro stesso. Non era però molto chiaro quando potesse essere disponibile una nuova lezione, e spesso si trattava di tornare casualmente dal proprio insegnante sperando in un miracolo; in Dragon Ball Xenoverse 2, fortunatamente, non è più così. E, per quanto possa sembrare un elemento secondario ai fini del divertimento del giocatore, in realtà non lo è affatto.

Il sistema degli insegnanti è nettamente migliorato

Stavolta, il livello di combattimento del giocatore viene giudicato dal numero di combattimenti che ha portato a termine (altrimenti detti “allenamenti”). Superato un certo limite, sarà possibile svolgere un “Test di Avanzamento” per raggiungere il grado successivo (che va da Novizio a Super con circa quattro gradi intermedi); se superato, il test ci permetterà di apprendere una nuova abilità e di affrontare missioni più complesse presso gli insegnanti sparsi per Conton City. In sostanza, se sarete in grado di superare il test di avanzamento “Super” e raggiungere il grado massimo, sarete potenzialmente in grado di completare qualunque addestramento gli insegnanti possano mai proporvi in giro per la città. A patto di incontrare prima i personaggi durante la modalità Storia, ovviamente.

Ogni insegnante avrà il proprio criterio valutativo. Ecco che, quindi, completare l’addestramento di Yamcha e imparare il suo Attacco Supremo sarà relativamente semplicementre sarà necessario giungere al grado “Super” per apprendere la mossa finale di Freezer. Se, però, avrete la pazienza e l’interesse nell’esplorare le possibilità offerte da ogni singolo insegnante, vi ritroverete ben presto con un parco di abilità sconfinato e dalle potenzialità innumerevoli, e sarete in grado di combinare le varie tecniche tra loro come più preferirete per adattarle al vostro stile di gioco. Inutile dire che scagliare una Kamehameha Perfetta dopo aver completato l’addestramento con Cell, ovviamente, porta soddisfazione anche al più remoto fan della serie di Dragon Ball.

 

Dragon Ball Xenoverse 2

 

Uno alla volta, per favore!
Conton City offre una quantità sconfinata di contenuti

Oltre al già interessantissimo sistema degli insegnanti (ora finalmente efficiente in ogni sua parte), Conton City offre una quantità sconfinata di missioni secondarie da portare a termine, e non soltanto al banco delle già note Missioni Parallele: volteggiando per la città e visualizzando la mappa, scorgerete piccole piattaforme sospese in aria che vengono definite “Faglie Temporali”, piccole distorsioni dello spazio-tempo causate da un’anomalia sulla normale linea temporale standard. Detto in soldoni, dei luoghi che stanno dove non dovrebbero stare. Queste faglie temporali sono cinque, una per ogni razza presente in gioco (rispettivamente la Casa dell’Anziano Saggio, la Capsule Corporation, la Casa di Mr Satan, la Casa di Majin Bu e la Navicella di Freezer), e offrono una serie di missioni secondarie atte a trovare le cinque uova del tempo, strani oggetti chiave (paragonabili alle sette Sfere del Drago, comunque presenti in gioco) che, se riuniti, faranno accadere “qualcosa di inaspettato” presso il Covo del Tempo presidiato dal Kaiohshin. Ciò che conta davvero è che, all’interno di queste cinque faglie temporali, sarà possibile imparare nuove abilità, ottenere nuovi oggetti (come il QQ Bang, un oggetto speciale ottenuto mischiando più pezzi di equipaggiamento alla Capsule Corporation) ma, soprattutto, apprendere le Abilità del Risveglio: se in Dragon Ball Xenoverse l’unica trasformazione specifica possibile era in Super Saiyan ed era riservata alla razza Saiyan, qui ogni singola razza potrà apprendere un’abilità in grado di potenziare – quando attivata – i suoi parametri di attacco e difesa. Oltre alla già citata trasformazione in Super Saiyan, infatti, anche i Majin potranno risvegliare il loro vero potenziale (assumendo la forma di Kid Bu) grazie a Majin Bu, i Namecciani potranno raggiungere la forma perfetta grazie all’Anziano Saggio, la razza di Freezer potrà raggiungere la forma dorata e così via.

 

Dragon Ball Xenoverse 2

 

E, sebbene le missioni di protezione offerte dall’Anziano Saggio diventino estremamente tediose dopo un certo punto, non c’è dubbio che il quantitativo di cose da fare a Conton City è addirittura quintuplicato rispetto al capitolo precedente, con tante piccolissime “storyline” da portare avanti che sommergono letteralmente il giocatore di contenuti. Aggiungete a tutto questo le già numerosissime Missioni Parallele e non sarà certo un caso se, dopo circa 15 ore di gioco, la vostra Modalità Storia principale sarà ancora stagnante intorno al 50%: c’è semplicemente tantissimo da fare, a Conton City, e il fatto che ogni singola missione vi ricompensi (quasi sempre) con un’abilità o con un tipo particolare di equipaggiamento è senza dubbio un incentivo a voler completare tutto il più minuziosamente possibile.

Makankosappo!

Se si prendono in esame tutti gli elementi citati fino ad ora, è impossibile dire che Dragon Ball Xenoverse 2 sia un gioco dal carattere scarno e mal riuscito. Anche spostandosi sulla veste grafica, infatti, gli sviluppatori hanno fatto alcuni miglioramenti particolarmente degni di nota, con raggi di energia più spettacolari che mai e diversi effetti visivi raffinati che rendono ogni battaglia un’esplosione di colori e suoni incredibile per ogni vero amante della saga dalla serie Z in poi. A differenza del precedessore, inoltre, Xenoverse 2 è fluidissimo in ogni suo aspetto, arrivando tranquillamente a sfiorare e mantenere i 60fps fissi per grandissima parte dell’esperienza di gioco. E tutto questo, già da “solo”, potrebbe spingere più di un amante della serie a ponderare l’acquisto.

Xenoverse 2 migliora diversi aspetti del predecessore

Sfortunatamente, è quando si entra nel campo di battaglia che, se messo in stretta relazione col primo capitolo, Dragon Ball Xenoverse 2 mostra i problemi di un seguito che risulta essere il semplice miglioramento del predecessore, con un sistema di combattimento quasi identico che si sforza di introdurre alcune novità e, purtroppo, ci riesce soltanto in parte. La base, infatti, è innegabilmente la stessa, con qualche piccola aggiunta alla formula complessiva per rendere il tutto persino più dinamico di quanto già non fosse; fa un piacevole ritorno la mossa (già presente in Raging Blast) che permette al giocatore di volare alle spalle del suo avversario per coglierlo di sorpresa, ad esempio, ed è indubbio come le battaglie diano il meglio di sé quando ci si ritrova a scontrarsi con – per esempio – un Super Saiyan, estremamente veloce nei movimenti e spietato negli attacchi, che ci costringerà a un gioco di schivate e teletrasporti spettacolare da vedere e giocare.

 

Dragon Ball Xenoverse 2

 

A parte qualche elemento aggiuntivo, tuttavia, la formula di gameplay di Dragon Ball Xenoverse 2 è rimasta sostanzialmente invariata, ed è questo il più grande difetto che potrebbe allontanare chi si aspetta una grande mole di novità dal nuovo Xenoverse: i problemi della telecamera contro una parete sono rimasti, l’Aura va ricaricata ancora equipaggiando le abilità di Carica (di Energia, Maggiore e Massima, ottenibili tramite i test di avanzamento già citati) e il Vigore è il più grosso fastidio che vi capiterà di vivere sul campo di battaglia, poiché si esaurisce fin troppo in fretta e, nel peggiore dei casi, espone il giocatore a combo incessanti da parte del nemico che non possono più essere bloccate in alcun modo.

La Modalità Storia, inoltre, soffre di una mancanza di spessore che affliggeva già il primo Xenoverse, dove però l’elemento della “novità” era ancora rilevante: vi ritroverete anche questa volta a vagare per il tempo, affrontando sostanzialmente le stesse battaglie di Xenoverse con pochi cambiamenti nella sostanza, se non l’introduzione di alcune tecniche diverse e qualche meccanica particolarmente interessante (come il combattimento con le Grandi Scimmie). In alcuni casi, i temuti avversari del tempo appariranno persino negli stessi punti del predecessore (durante la battaglia di Namecc, ad esempio), dando a tratti la sensazione di un riciclo sostanziale che va ad approfondire solo marginalmente alcuni personaggi e i loro rapporti con le svariate linee temporali. Per fortuna, la campagna principale riesce nel tentativo di interessare il giocatore soprattutto sul finale, quando gli eventi prenderanno una piega a dir poco “esplosiva” e tutto sommato ben strutturata.

… Ma è comunque molto valido

La diretta conclusione è facile da intuire: Dragon Ball Xenoverse 2 è un titolo molto interessante e divertente da giocare, molto più vasto e differenziato rispetto al predecessore per alcuni aspetti ma, paradossalmente, molto simile per altri. La speranza è che il prossimo capitolo della saga possa portare una maggiore intensità almeno nella Modalità Storia, che, con i giusti tocchi di stile, potrebbe davvero conferire un gigantesco valore aggiunto a tutta l’opera di Bandai Namco Entertainment.

 

In conclusione...
8
“Ho due Sfere del Drago che esaudiranno qualunque tuo desiderio”
Dragon Ball Xenoverse 2 è un titolo a tratti complesso da valutare, poiché divide il giudizio in due parti diametralmente opposte. Se, da un lato, buona parte dei problemi legati al primo Xenoverse è stata risolta, è infatti indubbio come molti altri siano rimasti, e come – allo stesso modo – la formula di gioco di base sia rimasta sostanzialmente invariata. Gli sviluppatori hanno però inserito parecchie aggiunte molto interessanti, che posizionano questo seguito almeno un paio di gradini più su rispetto al predecessore grazie alla sua gigantesca mole di attività opzionali, che faranno gola a qualunque perfezionista. E, tuttavia, Xenoverse 2 soffre anche di un effetto "more of the same" non indifferente, che potrebbe scoraggiare più di un giocatore nel momento di sborsare le fatidiche cinquanta/sessanta carte per portarsi a casa l'ultima opera di casa Bandai. Le speranze sono rivolte al futuro e a un eventuale Xenoverse 3; nel frattempo, comunque, questo nuovo capitolo resta un titolo più che valido, e in ogni caso fortemente consigliato a tutti gli amanti dei picchiaduro sulla fortunata serie di Akira Toriyama.
Grafica leggermente più raffinata
Stile di combattimento personalizzabile al massimo
Tantissime cose da fare a Conton City
Diversi miglioramenti sparsi
x Un semplice "More of the Same"
x Telecamera fastidiosissima
x Modalità Storia poco incisiva

due parole sull'autore

Nato e cresciuto nell’epoca d’oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.

Commenta con:
Seleziona il sistema di commenti cliccando sull'icona


Torna su