Recensione
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Se con Dead Space lo studio Visceral Games aveva voluto reimmaginare il survival horror mettendoci nei panni di Isaac Clarke, possiamo dire che ci sono riusciti solo in parte. Il primo capitolo del gioco era sicuramente nato come un nuovo IP con poche aspettative, al punto da non pubblicizzare quasi per niente il lancio e vendere “solo” 2 milioni di copie ad Agosto 2010. Tuttavia, EA ora ha tra le mani uno dei franchise più prolifici degli ultimi anni e tutto grazie ai Visceral, che hanno fatto un egregio lavoro con Dead Space 2, creando un capolavoro del genere horror, qualcosa che mancava sul mercato da molti anni e che probabilmente lo dominerà per molti altri. Ora, però, esaminiamo più da vicino questa perla del survival horror…

AAA PSICOLOGO CERCASI

Una delle parti più importanti di tutto il gioco è sicuramente la trama, che svolge un grandissimo lavoro nell’aumentare suspance e ansia del giocatore.
La caratterizzazione dei personaggi è curata in modo maniacale, tanto che mettendo il protagonista davanti a uno psicologo sicuramente quest’ultimo sarebbe in grado di diagnosticare il disturbo mentale con cui Visceral ha voluto sviluppare Isaac. La trama non ha mai punti morti, dove sopraggiungerebbe la noia, ma è una costante escalation di emozioni che mettono il giocatore nella stessa situazione umorale in cui si sarebbe trovato Isaac, se fosse esistito. La longevità del titolo è molto buona, sicuramente sopra la media attuale dei giochi ‘che si finiscono in un pomeriggio’, con un alto tasso di rigiocabilità  garantita dalle funzionalità  “Nuova Partita+” e “Hard Core Mode”.

CHE COSA É STATO!?

Probabilmente se giocherete a Dead Space 2 vuol dire che avrete finito anche il primo capitolo (comunque, anche se un neofita volesse giocarlo, Visceral ha pensato bene di inserire un video di riassunto del capitolo precendente visionabile dal menù principale) e, quindi, sarete “abituati” alle imboscate dei necromorfi che troppe volte ci hanno fatto balzare dalla sedia. In questo caso penserete che il gioco non vi procurerà mai qualsiasi tipo di ansia o spavento, ma non potreste essere più in errore. Infatti è stato eseguito un lavoro magistrale su ombre e sonoro, che rendono l’esperienza di gioco unica. Solo da una musica di sottofondo il giocatore potrebbe essere condizionato nel suo cammino, trovandosi magari a dover svoltare un angolo con l’intensità  della musica in crescita e ombre che si muovono sul muro davanti a lui. Questi piccoli particolari, che forse non tutti noteranno ma comunque incosciamente recepiranno, vanno ad unirsi alle atmosfere classiche della serie per creare un ambiente costantemente insicuro, che non lascia mai la possibilità al giocatore di abbassare la guardia o di trovarsi con un calo di tensione. Nelle ultime sequenze di gioco, purtroppo, la paura onnipresente va un po’ scemando, forse per l’abitudine che ormai il giocatore ha nell’affrontare certi tipi di incontri, o forse per una scelta stilistica adottata da Visceral Games, che potrebbe aver voluto dare un taglio più “action” al finale.

 

RIESCO A VEDERE IL TUO STOMACO!

Un altro egregio lavoro è stato fatto con la grafica, ai livelli degli altri titoli next-gen, anche se probabilmente non tra le migliori che abbiamo visto negli ultimi tempi. In ogni caso, il gioco non presenta mai caricamenti (come Uncharted 2), rendendo quindi l’esperienza fluida al massimo, aiutata anche dai 60 fps sempre presenti e dall’ottimo utilizzo del motore Havok.

 

ANCORA NECROMORFI?

Arrivate al quindicesimo capitolo, guarderete il filmato conclusivo, lascerete scorrere i titoli di coda e poi sfilerete il gioco per non riutilizzarlo mai più? Non pensateci minimamente.
L’ottimo lavoro fatto per la campagna single player si estende anche a una modalità multiplayer con i fiocchi, che va solo a migliorare la qualità complessiva del gioco, che in effetti potremmo definire la “ciliegina sulla torta”. Nelle partite competitive online, i giocatori verranno divisi in 2 squadre, Necromorfi ed Umani. Su ogni mappa, gli umani avranno dei compiti da portare a termine prima dello scadere del timer per riuscire a vincere, mentre sarà compito dei cari mostri alieni impedirglielo. Allo scadere del tempo, le squadre si invertiranno, per un totale di 2 round. Non è presente nessun tipo di lag durante il gioco, il che rende il tutto gradevole e divertente, e i 60 livelli da scalare uccidendo necromorfi su necromorfi (o umani su umani, se preferite) aumentano la longevità di Dead Space 2 di molte ore, rendendo quindi il titolo un must per tutti gli amanti del genere. Da segnalare, comunque, EA ha continuato la sua linea di lotta all’usato, inserendo anche in questo titolo il pass online per poter partecipare alle partite multiplayer, presente in ogni copia nuova del gioco o acquistabile tramite PSN o Xbox LIVE.

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In conclusione...
8.5
“In attesa della (pessima) svolta action...”
Dead Space 2 è l'esperienza migliore nel survival horror dell'ultima decade ed è un acquisto obbligato per tutti gli amanti del genere e degli horror psicologici più in generale. Il gioco si presenta ottimamente sotto tutti gli aspetti, superando ogni aspettativa possibile e uscendo fuori dai canoni dei giochi attuali che presentano qualche ora di gioco pompata da una super-grafica o da un multiplayer scadente.
Ansiogeno al punto giusto
Totale assenza di caricamenti
Multiplayer divertente
x Paura che va scemando negli ultimi capitoli
x Graficamente si poteva fare di più

due parole sull'autore
Questo autore fittizzio funge da "raccoglitore" per tutto il contenuto generico creato dalla Redazione (comunicazioni, giveaway, eccetera). Non contattatelo, dato che non esiste potrebbe essere problematico per lui rispondervi
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