Recensione
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Prima dell’arrivo degli Inklings con Splatoon, l’insita smania in ognuno di noi di sperperare colori acrilici per le strade veniva soddisfatta da Blob, protagonista dell’omonimo titolo per Nintendo Wii de Blob. Il titolo viene oggi riproposto con un port (pubblicato da THQ Nordic e operato da BlitWorks) per le ammiraglie Sony PlayStation 4 e Microsoft Xbox One, gettandoci in un mondo artisticamente meraviglioso ma portandosi sulle spalle anche qualche dettaglio tecnico un po’ sofferente, tenendo comunque conto che si tratta di un avventura rilasciata per la prima volta quasi una decade fa e non restaurata per l’occasione.

 

Versione testata: PlayStation 4

 

Fluidi in rivolta

 

Un gruppo di coraggiosi radiani si oppone al giogo degli invasori, tra questi figura Blob, elemento di punta della rivolta

L’avventura di Blob inizia in seguito ad un evento apocalittico: il vivace e coloratissimo pianeta viene invaso dalla I.N.K.T. Corporation, una popolazione di egoistiche creature biologicamente composte da inchiostro, che decretano illegali i colori risucchiandoli tramite la loro tecnologia, e imponendosi a capo di Chroma City. I radiani  – gli abitanti nativi –  vengono ridotti a schiavitù e tristemente sbiaditi della loro tinta e allegria. Non tutti però si sono lasciati intimidire dalla prepotente occupazione degli I.N.K.T. Un gruppo di coraggiosi radiani si oppone al giogo degli invasori, tra questi figura Blob, elemento di punta della rivolta grazie alla sua peculiare abilità che gli permette di acquisire diverse colorazioni da riversare poi sulle superfici che tocca. È quindi suo compito, insieme al resto della squadra, riportare il colore e l’ottimismo a Chroma City, liberandola dalle inchiostrate grinfie I.N.K.T.

 

 

Dopo il filmato iniziale siamo subito al centro dell’azione, e parte così la prima missione. L’avventura principale nella sua interezza è infatti suddivisa in dieci grandi livelli, ognuno con il suo obiettivo finale da raggiungere entro un lasso di tempo stabilito, per evitare di essere rintracciati dalle forze I.N.K.T. desiderosi di rimetterci in riga. Nell’intento di raggiungere lo scopo della missione Blob si muove tra i vari distretti di Chroma City, saltando tra strade e tetti, in mappe 3D via via più complesse incontrando innumerevoli strutture da ricolorare, e nemici sempre meglio equipaggiati che cercheranno di ostacolarci. Il nostro rivoltoso gelatinoso, si ritrova a percorrere ambientazioni decisamente votate al platforming, quest’ultimo viene distillato poco a poco, cominciando a farsi importante verso la seconda metà del gioco nella quale ritroviamo un design dei livelli decisamente più incline alle piattaforme. Una scelta oculata a rendere fruibile il titolo per qualunque tipo di giocatore, concedendo a chi si immedesima in Blob, di acquisire confidenza con il titolo in tutta calma in modo da godere a pieno dell’esperienza, senza di fatto renderla meno appetibile ai veterani del genere.
Nonostante il platforming sia una costante durante l’avventura i salti di Blob non sono però gestiti da una fisica magnificente, soprattutto se testata quando abbiamo occasione di compiere balzi a parete, piuttosto imprecisi, complice anche una telecamera che ha più di qualche incertezza durante alcune manovre di rimbalzo. Problematica ridimensionata dal tipo di level design proposto, che non ci vede mai alle prese con salti in cui è richiesto un grado di precisione pari a quello dei platform più ostici, e perdona quindi al giocatore (e ai controlli) qualche sbavatura di troppo permettendogli di concentrarsi sul dipingere a più non posso.
Focus principale del titolo risiede infatti come prevedibile nell’azione di ritinteggiatura, per quanto ironico, resa possibile tramite lo sfruttamento proprio di quella tecnologia nemica che ha decolorato il pianeta. Basta colpire i Verni-Bot contenenti uno dei colori disponibili per poi spalmarci contro le pareti in modo da riversare la vernice, in modo analogo all’ormai defunto secchiello di Paint. Ma attenzione: le tonalità di cui possiamo impregnarci sono solo quelle primarie (rosso, giallo, blu), se necessitiamo di nuovi colori dobbiamo mescolare una o più delle colorazioni primarie, ottenendo in questo modo il viola, il verde, l’arancione ed infine il marrone. Scelta tanto semplice ed intuitiva quanto interessante, che più di una volta ci ha sorprendentemente messo i bastoni tra le ruote nel tentativo di portare a termine alcune sfide a tempo, in quanto impegnati a cercare le giuste colorazioni utili a completare la combinazione di colori.
Parlando di sfide sono proprio quest’ultime a dettare l’incedere di ogni livello, scandendo il percorso da seguire e gli obiettivi da conseguire. Ogni mini obiettivo è sparso per la mappa segnalato da un indicatore (facilmente individuabile grazie alla bussola), dove troviamo ad aspettarci un membro della squadra pronto a fornirci istruzioni, il quale potrà in particolare chiederci di colorare in un determinato ordine una serie di edifici, seguire percorsi designati entro un tempo limite, eliminare molteplici nemici o riappropriarci di un monumento deturpato dagli I.N.K.T. Queste richieste sono piuttosto importanti ai fini dell’avanzamento, proprio perché offrono a ricompensa un bonus di tempo e un bel boost di punti, necessari a sbloccare le aree successive inizialmente sigillate dai nemici. È un peccato quindi che rappresentando una componente così corposa del gameplay, non siano state maggiormente raffinate e variegate, sistematicamente vengono riproposte le stesse quattro tipologie di missione sopra elencate rendendo di fatto la morfologia della mappa e i nemici che la popolano (di cui ne viene presentata una nuova categoria quasi ogni livello) gli unici elementi, dal punto di vista ludico, utili a rendere la campagna principale più scorrevole e godibile.

 

 

Completismo ossessivo compulsivo

 

 

de Blob saprà far emergere con maestria dal vostro subconscio i più remoti disturbi ossessivo compulsivo

A compensare ampiamente questa ripetitività, uno dei punti di maggiore solidità dell’avventura risiede nella certezza che la prima passata di colore dei livelli difficilmente basterà a terminare tutti gli obiettivi secondari. È praticamente impossibile riuscire a completare tutto il completabile al primo tentativo, e anche se non siete giocatori particolarmente orientati verso il completismo, de Blob saprà far emergere con maestria dal vostro subconscio i più remoti disturbi ossessivo compulsivo: ogni angolo di città DEVE essere colorato, ogni livello completato nel minor tempo possibile, o non potrete andare a dormire con la coscienza al suo posto. Inoltre una volta compiuta una missione ci verranno proposti due nuovi livelli bonus associati a quell’area, molto più modesti nei contenuti, ma con un grado di difficoltà maggiore, in cui il tempo concesso per portarli a termine è veramente risicato. Il risultato sono degli stage che propongono un tipo di gameplay molto più frenetico e teso rispetto a quelli principali più ritmati e rilassati. Sicuramente un gradevole cambio di prospettiva ludica che conferisce una tipologia di esperienza a tutto tondo nel complesso del titolo.

 

Non temete, Blob marrone mantiene lo stesso odore a discapito di quel che si possa pensare.

 

Virtualità artistica

 

L’intera avventura è accompagnata da una serie di tracce audio di qualità stellare, che si legano in modo diretto e indissolubile al gameplay

Guarda caso, se c’è un settore di particolare orgoglio per de Blob, questo risiede proprio nel lato artistico della produzione. Il comparto grafico, seppur datato, non si fa per nulla sentire grazie ad un art design di personaggi  e ambientazioni particolarmente ispirato e riconoscibile a colpo d’occhio. Ci si ritrova spesso a pitturare ben oltre il numero di punti necessari a sbloccare il cancello che ci divide dall’area successiva, anche solo per osservare le meravigliose location urbane prima spente e grigie, ora immerse in un tripudio di colori. Unico smacco al quadro grafico è una profondità di campo limitata nelle zone più dense di edifici, che vengono inghiottiti dalla nebbia allontanandosi di una quindicina di metri. Concessa all’occhio la sua parte, a prendersi cura tra amorevoli braccia del vostro udito ci pensa la colonna sonora. L’intera avventura è accompagnata da una lista di tracce audio di qualità stellare, che si legano in modo diretto e indissolubile al gameplay e di conseguenza al colore. Se inizialmente possiamo assaporare solo il ritmo di base del brano (selezionabile prima di iniziare la missione), continuando a spargere colorante per Chroma City questo comincerà a evolversi e a gonfiarsi in mille modi, in un crescendo emozionante che raggiunge vette di qualità eccelsa accompagnando l’azione in maniera perfetta, rendendo una goduria spostarsi tra i livelli.
Proprio in quest’ottica, se volete sfogare il vostro “Io” artistico e godere a pieno titolo dell’esperienza musicale e visiva del titolo senza essere disturbati, una volta terminata una missione questa sarà disponibile nella modalità “Pittura libera”, una versione ripulita dai nemici del livello appena concluso che vi permette libero sfogo, senza dover badare a limiti di tempo o infami cannonate di inchiostro alle spalle.
Pensavate fosse finita qui? E invece no. Ciliegina sulla torta de Blob si presta anche al party game competitivo. Buttate tre amici sul divano e lanciatevi a capofitto nelle tre modalità multiplayer disponibili, anche queste qualitativamente molto buone, si prestano ottimamente a sessioni di gioco prolungate con i vostri compagni di avventure videoludiche e non.

 

In conclusione...
8.5
“Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello: de Blob!”
de Blob è un titolo che si rivela essere invecchiato estremamente bene e ancora oggi pregno di originalità. Nonostante qualche incertezza a discapito di telecamera e platforming, la decina di ore necessaria a completare la campagna e le quasi venti ore per esibire orgogliosi il proprio 100% è tempo più che ben speso, e altrettanto ben spesi sono i venti euro che vi permettono di aggiungere alla vostra collezione un titolo stravagante e fuori dagli schemi, adatto a tutte le tipologie di giocatori. Inoltre anche solo accendere la console e avviare de Blob per farsi investire dall’eccellenza artistica del titolo è un gesto che non rimpiangerete. L’unica cosa da tenere assolutamente in conto, è che si tratta di un porting, quindi se già in passato non siete rimasti convinti dall’offerta, o al contrario avete fatto tesoro di tutto quello che potevate, ad oggi de Blob non ha nulla di nuovo da dire. In ogni caso è una pietra miliare che non dovreste farvi scappare.
Comparto artistico superbo
Moltissime cose da fare
Adatto a tutte le tipologie di videogiocatore
Multigiocatore locale competitivo
x Qualche incertezza tecnica
x La campagna rischia di scadere nella routine

due parole sull'autore
Videogioca da sempre: stabilisce il monopolio casalingo del SNES a due anni, qualche anno dopo diventa collezionista compulsivo di Stelle su Super Mario 64 e un kartista temuto in tutto il Regno dei Funghi. Predilige i generi Platform e (J)RPG, ma adora comunque il videogioco in tutte le sue forme (tranne gli sportivi, quelli proprio no). Fanatico delle portatili, meglio non toccare il suo 3DS.
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