Recensione Darksiders II

Darksiders II è finalmente arrivato sui nostri scaffali, per PS3, PC e X360, portando con sè grandi innovazioni al brand, novità che rendono questo gioco un po’ più RPG e un po’ meno ripetitivo rispetto al primo capitolo.

Parlando di novità, il primo grande cambiamento è nel protagonista assoluto: il mastodontico e lento Guerra viene sostituito dal più veloce fratello Morte, in un’avventura ambientata in contemporanea al primo Darksiders.

VERSIONE TESTATA: PlayStation 3

Obiettivo: riscattare Guerra

L’obiettivo di Morte è presto detto, riscattare il nome del fratello incarcerato dall’Arso Consiglio, riportando in vita l’intera umanità e dimostrando a tutti l’innocenza di Guerra.

Per portare a termine la sua missione, Morte dovrà trovare l’Albero della Vita e scoprirne i suoi segreti ma questo, ve lo assicuriamo, è solo l’inizio della nuova avventura targata Vigil Games. Ad accompagnare Morte in questo suo lungo viaggio avremo Disperazione, nobile destriero che ci permetterà di muoverci più velocemente nel vastissimo open world di gioco (così come Rovina trasportava Guerra nel primo capitolo) e Polvere, corvo che ci mostrerà la via da percorrere negli intricati dungeon, ed evocabile in qualsiasi momento.

Il Ruolo della Morte

La seconda grande novità di Darksiders II è sicuramente l’accentuazione della parte GDR: se nel primo capitolo l’unica cosa che poteva prendere esperienza erano le tre armi principali di Guerra, qui sarà direttamente il nostro cavaliere ad ottenere punti e, di conseguenza, ad ogni aumento di livello (fino ad un massimo di 30) il nostro Morte si potenzierà, diventando sempre più letale, e otterrà utili punti abilità che, spesi nell’apposito menù, permetteranno al giocatore di imparare tecniche segrete con le quali distruggere i nemici mutati dalla Corruzione.

Anche i mostri nemici avranno il loro livello (visualizzabile insieme alla barra della vita, mirando il malcapitato) ed ovviamente se questo risultasse troppo alto rispetto al livello di Morte, per il Cavaliere sarà meglio correre ai ripari e riprovarci con un po’ più d’esperienza sulle spalle.

Altra forte componente da gioco di ruolo è sicuramente la possibilità di personalizzare completamente l’armatura di Morte. Raccogliendo gli oggetti lasciati dai nemici o contenuti negli scrigni, o semplicemente comprandoli dai mercanti, starà al giocatore decidere quale aspetto del Cavaliere potenziare, a seconda del suo gusto personale.

Stesso discorso per le armi. Oltre le due Falci, Morte potrà scegliere una delle altre otto classi guerriere come arma secondaria: starà al giocatore decidere tra un attacco potente ma lento (ripiegando quindi su Asce e Martelli) o più veloce ma meno efficace (scegliendo perciò Lame per gli avambracci o Brocchieri che aumentano la potenza dei pugni); ovviamente ogni arma ha la sua serie unica di combo, per un’esperienza di gioco sempre varia e che si adatta ad ogni giocatore patito di hack ‘n’ slash.

Inoltre, se sarete abbastanza fortunati, i mostri lasceranno cadere delle Armi Possedute: la particolarità di questi strumenti bellici è la possibilità di esser potenziate mangiando letteralmente gli altri oggetti del nostro inventario; ad ogni aumento di livello dell’arma, potremo aggiungere un bonus appartenuto all’ultimo oggetto sacrificato, aumentandone gli effetti sul nostro oggetto posseduto.

Un ultimo appunto sull’inventario di Morte: se il giocatore possiede ancora i dati del primo Darksiders, potrà ricevere nelle Terre della Forgia degli oggetti speciali, una sorta di “premi fedeltà” che ricordano gli strumenti e l’armatura di Guerra; questi oggetti saranno utili nelle prime ore dell’avventura ma verranno presto sostituiti da armi più forti e letali che si troveranno nel corso del nostro viaggio.

Un cocktail Mortale

Uno dei difetti del primo Darksiders era la macchinosità del sistema di parata-contrattacco: se il giocatore premeva il tasto R1 (RB su Xbox 360, n.d.r.) leggermente in anticipo o in ritardo, la parata non andava a segno e Guerra si ritrovava ridotto ad un colabrodo. Vigil Games ha deciso quindi di abolire completamente la possibilità di parare i colpi: in Darksiders II dovremo limitarci a schivare col giusto tempismo (e più avanti nel gioco anche contrattaccare, se la mossa elusiva viene eseguita nel momento esatto), per poter poi avventarci velocemente sul triste malcapitato, distruggendolo con combo varie e rapide – acquistabili anche dagli appositi istruttori – che amplieranno il repertorio di Morte e delle sue tecniche omicide. Il sistema di schivata introdotto risulta quindi molto più comodo e intuitivo, sebbene contro alcuni nemici, ed in certe aree, rischieremo di bloccarci contro una parete o una colonna ma non disperate, una via di fuga per il Nephelim ci sarà praticamente sempre.

Questa novità va ad amalgamarsi in un gameplay che, ancor di più a questo giro, prende il meglio delle meccaniche di altri più noti titoli per creare un cocktail action senza precedenti. Come nel primo capitolo, anche in Darksiders II il team di Vigil Games ha inserito gameplay vari pescati un po’ qua e un po’ là: dalla corsa sui muri alla Prince of Persia, fino agli enigmi alla The Legend of Zelda, passando per un boss che sembra preso di peso da Shadow of the Colossus. Un mix di game-play che però risulta intrigante ed omogeneo e porta il giocatore ad esplorare ogni singola porzione dell’intera mappa, ritornando spesso sui propri passi per recuperare scrigni nascosti o per trovare nuovi percorsi verso aree segrete (difficilmente raggiungibili senza un determinato oggetto, come succedeva nel primo capitolo).

Quanto è bello Morte…

…ma non solo. Infatti, sottolineando come da titolo di questo paragrafo, il Cavaliere non è l’unico ben caratterizzato e con un design da far sbavare tutti gli appassionati di fumetti: ogni comprimario ed ogni mostro presente in Darksiders II proviene dalle abili matite di Joe Madureira, disegnatore di successo e di alto talento, che aveva già curato il design del primo capitolo.

Il comparto musicale, inoltre, riesce a dare la giusta atmosfera alle creazioni dell’artista, teletrasportandoci al fianco di Morte nei suoi viaggi tra i mondi.

Purtroppo se il design è impeccabile, graficamente Darksiders II soffre di qualche leggero calo di frame, soprattutto quando l’azione è concitata e ci sono molteplici nemici sullo schermo (inoltre in certi casi anche la telecamera si mette a fare le bizze), difetto sul quale è facile passare sopra, dato che il giocatore sarà più concentrato a restare vivo, piuttosto che a osservare la grafica.

La vastità dell’universo-Darksiders

Darksiders II è vasto, vastissimo, quasi immenso, sia per i posti da esplorare, sia per le sotto-quest proposte (dai classici collezionabili a fortissimi boss segreti, passando per la temibile Prova del fuoco), la longevità del titolo non è dunque neanche lontanamente paragonabile a quella del primo capitolo. Inoltre THQ ha garantito numerosi DLC che accompagneranno Darksiders II per la maggior parte della sua ”vita”.

La possibilità inoltre di teletrasportarci in qualsiasi luogo già visitato, grazie allo Spostamento Rapido, torna anche in Darksiders II, velocizzando così i tempi di spostamento, anche se è un vero peccato non godersi i diversi (sia nei colori e  nelle sensazioni date) paesaggi a cavallo di Redenzione. Paesaggi che, in aggiunta, rimangono comunque godibili nonostante i numerosi ma quasi instantanei caricamenti tra una zona e l’altra, i quali permettono l’assenza di molti dei bug  grafici che militavano nell’avventura di Guerra.

Quando la Morte va online

Non spaventatevi, niente arene multiplayer, niente death-match o cose del genere. In Darksiders II la componente online si limita nel confronto delle statistiche coi nostri amici e nell’introduzione del Tomo del Serpente, che servirà a spedire ai nostri amici le armi o i pezzi di armatura che non usiamo più e che potrebbero essergli utili a potenziare il loro Cavaliere.

Una trovata utile e innovativa che ci permetterà di aiutare i nostri amici più scarsi e imbranati, sempre che siano di livello abbastanza alto per poter utilizzare gli oggetti ricevuti.

Con le tre difficoltà iniziali (più una aggiuntiva), la possibilità di iniziare un “nuovo gioco +” e le molteplici cose da fare, unite all’alta longevità (oltre 25 ore), ai dungeon e alle immense mappe da esplorare, fanno di Darksiders II un capitolo migliore e più completo del primo. Grazie a tutto ciò l’avventura di Morte farà felici sia gli amanti dei giochi d’azione sia quelli che cercano un sistema d’attacco completo, vario e soprattutto personalizzabile secondo i propri gusti.

L’attesa per l’avvento del terzo Nephelim è ancora lunga, ma Morte saprà tenerci compagnia per molto tempo.

Verdetto
8.5 / 10
MAD Spacca!
Commento
Rimasi abbastanza scottato dai numerosi bug presenti nel primo Darksiders, sebbene la trama da urlo mi tenne incollato al gioco fino alla fine; fortunatamente Darksiders II si presenta senza i pesanti difetti del primo e, anzi, si migliora con una componente GDR che da una spinta in più all’intero capitolo. Il design di Madureira aiuta la conquista del giocatore e permette una delle più grandi esperienze di gioco di questa generazione.
Pro e Contro
Gameplay fluido e intuitivo
Design stupefacente
Alta longevità
Sistema online da cui prendere spunto

x Qualche calo di frame
x Telecamera antipatica in certe sezioni

#LiveTheRebellion