Recensione
di
il

Crimson Dragon, titolo di lancio della neonata Xbox One è, ed è stato, fin dal suo annuncio uno di quei titoli osservati con interesse dai fan dietro il quale si nascondevano buone aspettative soprattutto per chi nel gioco vedeva il seguito spirituale di Panzer Dragoon, shooter su rotaie che fece la gioia di tutti i possessori del Sega Saturn e successivamente sulla prima Xbox. Legittimo l’interesse per il gioco visto che dietro al nome di Grounding Inc, che a molti potrebbe non dire nulla, troviamo alcune delle figure chiave dell’ex Team Andromeda come Yukio Futatsugi, director della serie e Saori Kobayashi, il suo compositore.

Drago bianco occhi blu

Come altri giochi per Xbox One, ad esempio Ryse o Dead Rising 3, anche Crimson Dragon ha vissuto un debutto travagliato venendo prima annunciato come Live Arcade per Xbox 360 e sviluppato per poter essere giocato tramite Kinect. Dopo mesi lontano dai riflettori della scena e con il sospetto di un ‘imminente cancellazione Microsoft cambia le carte in tavola e lo annuncia come titolo facente parte della line-up della sua nuova console ammiraglia. Resta il formato digitale come unico canale di distribuzione, ma nonostante l’evoluzione tecnologica del Kinect , che nella sua versione next-gen migliora notevolmente le sue performance, viene scelto un approccio al gioco classico, basato sull’uso del più comodo pad.
Crimson Dragon ci vede protagonisti di un avventura che fatica a farsi notare e piacere. Al di la del buon incipit dove vestiremo i panni di uno dei membri della squadra Icaro, una divisione speciale di soldati con l’abilità di pilotare potenti draghi, e cercare di salvare l’umanità da un misterioso virus portato dagli stessi draghi, per tutta la durata del gioco la storia sarà priva di mordente e enfasi che caratterizzava i titoli della serie Panzer Dragoon.

How to train your dragon

Colpa in buona parte anche della struttura scelta per il gioco, ossia quella di brevi missioni da rigiocare ossessivamente per collezionare determinati item o far salire di classe il nostro drago. Se questa soluzione, da un lato può (almeno sulla carta) garantirne la rigiocabilità sul piano narrativo affossa quanto di buono c’era. Le stesse missioni tendono poi ad assomigliarsi un po’ tutte, offrendo al giocatore alcune fasi prestabilite che terminano sempre con il boss di turno. Siamo ben lontani dagli scontri epici vissuti nella serie da cui trae ispirazione e la cosa si ripercuote negativamente sul giocatore. Anche la struttura ludica di Crimson Dragon sembra fortemente legata ad un passato dal quale forse era bene allontanarsi. Si presenta come il classico shooter su binari che più classico non si può: mentre lo stick analogico sinistro è destinato ai movimenti della nostra bestia alata, quello destro servirà per mirare. Potremo eseguire anche una rapida manovra evasiva per sfuggire dal sovraffollamento dello schermo da parte dei colpi nemici con la pressione di uno dei dorsali, il classico barrel roll. I grilletti invece serviranno rispettivamente per sparate e per cambiare tipologia di fuoco.
Ogni drago disponibile nel gioco vanterà caratteristiche esclusive, come il rateo di fuoco o statistiche d’attacco e difesa ed apparterrà ad una determinata classe elementale. Qua troviamo una gestione del nostro “mezzo” quasi strappata di forza dal genere ruolistico. Le creature cresceranno di livello con l’esperienza, migliorando nelle proprie caratteristiche ed ottenendo l’accesso a nuove tipologie d’attacco. Questa gestione del drago sarà importante per affrontare le varie missioni, che a seconda della natura dei nemici presente renderà meno ostica la battaglia. La personalizzazione del drago permette di impostare il tipo di attacco che meglio rispecchia lo stile del giocatore e che si adatta alle varie situazioni. Un attacco teleguidato ad esempio sarà perfetto per eliminare in un sol colpo numerosi nemici su schermo mentre quelli caricati saranno adatti a buttare giù le difese dei nemici più coriacei. Durante le missioni potremo essere accompagnati da un secondo drago che ci fornirà supporto e fuoco aggiuntivo. Non avremo il controllo diretto su questa creatura che agirà in tutta autonomia, anche se potremo decidere se schierarlo in prima fila o nelle retrovie della nostra formazione aerea a seconda del tipo di nemico avremo a che fare. Contando su un secondo elemento inoltre potremo lanciare anche un potente attacco combinato capace di eliminare la maggior parte di nemici su schermo in puro stile smart bomb.

L’anno del drago

A rendere le cose movimentate mentre affronteremo i vari livelli, troveremo delle sfide da portare a termine. Ogni stage proporrà 3 o 4 obiettivi da completare e si va dal semplice raccogliere alcune sfere d’energia contenenti dei dati all’abbattere tutti i nemici che incontreremo. A seconda di come ci comporteremo riceveremo una valutazione che a sua volta corrisponderà in esperienza e denaro ottenuti. A queste si aggiungono altre sottomissioni che premieranno il giocatore con alcune medaglie e aumenteranno il livello generale della sfida (per esempio completare un livello senza essere mai colpito).
Crimson Dragon offre anche due livelli di difficoltà, uno dedicato ad un’utenza casual e poco avvezza al genere, l’altro dedicato a chi ha dimestichezza con gli shooter decisamente più tosta da portare a termine e che vi porterà a ripetere le missioni più volte se affrontate con leggerezza.
Nel suo sviluppo travagliato CrimsonDragon perde l’uso del Kinect per quanto riguarda il sistema di controllo. Restano però tracce del sensore Miscrosoft all’interno del gioco, infatti, sarà possibile navigare all’interno dei menù semplicemente pronunciando il comando relativo. Utile e pratico da usare, ma non fondamentale, in quanto anche con il pad non sarà per nulla difficile o articolato muoversi fra le varie schermate. Anche in game è possibile usare il Kinect per eseguire la schivata, inclinandosi con il busto nella direzione desiderata. Stesso discorso fatto per i menù, anche qua troviamo questa aggiunta del tutto superflua e priva di ogni correlazione all’interno del gameplay.

Volare basso

L’aspetto tecnico di Crimson Dragon tradisce la sua natura next-gen mostrando quanto poco il salto generazionale abbia influito sul suo sviluppo. È vero che ci troviamo di fronte ad un titolo che gira a 1080p e tocca la ragguardevole vetta dei 60 fps, ma va anche detto che la mole di poligoni mossa dal gioco è relativamente bassa, tanto che con buona probabilità tutto quello che si vede su schermo avrebbe potuto girare anche su Xbox 360 senza troppi problemi. Le ambientazioni risultano abbastanza spoglie e prive di dettagli di rilievo, specialmente nei livelli aperti, dove salvo in rari casi ci dobbiamo limitare ad osservare lo stesso paesaggio a perdita d’occhio. Nemmeno il level design, da sempre punto forte della serie di Panzer Dragoon riesce ad essere incisivo, risultando poco curato e privo di fascino, insomma anni luce lontani dai pregevoli virtuosismi grafici e stilistici di Panzer Dragoon Orta. Più convincenti sul lato del characters design i draghi e i nemici, ma anche qua abbiamo numerosi problemi, non tanto per la qualità in sé ma per la pochezza di idee e il riciclo delle solite creature nel corso dei livelli se non per qualche variazione cromatica.
Un altro grosso problema che si ha giocando a Crimson Dragon, e strettamente legato anche al gameplay, riguarda la telecamera virtuale e il sovraffollamento della visuale di gioco. Sulla prima possiamo dire che la gestione della visuale di gioco non ci ha propriamente convinto, vuoi per la troppa vicinanza al drago che ne limita il raggio d’azione sia per i continui movimenti che compie per seguire i nostri spostamenti creando zone d’ombra che spesso nascondono insidie. Riguardo il secondo aspetto negativo, soprattutto con i livelli avanzati, capiterà di trovarsi in situazioni nelle quali risulta veramente impossibile capire come muoversi per evitare di essere colpiti. Data la natura del gioco, questo aspetto potrebbe risultare una caratteristica quasi normale, ma sviscerando a lungo il gameplay si nota quanto manchi una certa ottimizzazione per le dinamiche shooter, mancando la classica via di fuga presente anche nel più infernale dei bullet hell, costringendoci ad avanzare quasi a tentativi.
Come Forza Motorsport 5 o Ryse anche Crimson Dragon abbraccia il tanto odiato sistema delle microtransizioni per accelerare alcuni passaggi all’interno del gioco, come l’acquisto di nuovi draghi o potenziamenti. Il tutto è completamente facoltativo ed ottenibile giocando normalmente, risulta una scappatoia per quell’utenza più casual e avversa a rigiocare decine di volte la stessa missione pur di ottenere un po’ di esperienza o guadagnare i fondi necessari per l’acquisto di nuove feature.

In conclusione...
6.5
“Più che un drago un passerotto”
È chiaro che Crimson Dragon faccia leva più sull'effetto amarcord degli amanti di Panzer Dragoon che non sulla nuova utenza di Xbox One. Tutti i problemi relativi ad uno sviluppo turbolenti si sono riversati in un titolo che necessitava di maggior lavoro, non solo sotto il piano grafico sul quale potevamo tranquillamente sorvolare quanto sul gameplay, che sebbene si ispiri a quanto visto in passato, non solo non aggiunge nulla di nuovo al genere ma dimostra anche una certa vecchiaia cronica che necessitava di essere rivista in meglio, come negli anni hanno fatto titoli come Sin & Punishment 2 o Child of Eden, che nella loro classicità offrono esperienze impagabili. Ad addolcire un voto decisamente punitivo abbiamo il prezzo ridotto al quale Crimson Dragon viene offerto nel solo formato digitale (20€) e che potrebbe essere d'incentivo per tutti i possessori di Xbox One.
Prezzo budget
Controlli semplici
x Stile di gioco da rivedere
x Storia frammentaria
x Problemi di visuale e telecamera

due parole sull'autore
Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall'alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l'anno.
Commenta con:
Seleziona il sistema di commenti cliccando sull'icona


Torna su