Recensione
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Sliding doors di una serata: Quando parte il trenino, o si è troppo ubriachi per rifiutarsi, oppure è il momento di andarsene a gambe levate!

Micro storia di vita giocata: Guido mi offre di recensire Conga Master Party, il sottoscritto guarda il trailer, pronuncia una frase irripetibile e dice “si, lo voglio“, come davanti ad una proposta di matrimonio, vuoi per i gusti bizzarri, vuoi per poterne scrivere un’esilarante recensione. Di li a trovarsi nel mezzo della conga è stato un attimo. L’opera di quei nostalgici della disco music degli Undercoders, sotto l’egida di Rising Star Games, che di stramberie se ne intende, era già stata rilasciata su PlayStation 4 e Xbox One a luglio, passando decisamente in sordina, ed eccola ora (o meglio, tra qualche giorno, il 28 settembre) sbarcare su Switch, sala da ballo ideale per questo tipo di indecifrabili talenti, talmente bizzarro da essere anche difficile da valutare. Ma noi ci proveremo, la pista è sgombra, le luci strobo ammiccano a tempo e il piedino comincia a battere sul parquet: “è il battito animale, batte come non ce n’è“. E allora via, fatevi trasportare dalla nostra recensione.

Versione testata: Nintendo Switch

“Vaaai col lissssioooo!” (da leggere con accento romagnolo)

Ma come si balla la Conga videoludica, tipica danza cubana? Come si può partecipare a questo esclusivo trenino virtuale tanto gioioso quanto ambiguo? Semplicemente con i dorsali, questo è quanto, due soli passi di danza per andare a destra e sinistra, mentre il nostro ballerino, uno delle decine tra disponibili e sbloccabili, è talmente in trance da andare avanti per conto suo, mosso solo dal ritmo nel suo sangue. Però un solitario ballerino come può contagiare altri avventori col virus della “febbre del sabato sera” di cui è portatore sano? Importunandoli, letteralmente, danzando intorno a loro fino a riempire il baloon (e le loro balle) che ne sovrasta il capo, sorretto da colli che si muovono a tempo di disco music anni ’70, rock ‘n’ roll e sonorità caraibiche da villaggio vacanze. Coinvolgere altri stilizzati personaggi in pixel art non è solo benzina per alimentare il nostro ego ma necessità per mantenere attiva la barra del “momentum“, la quale scenderà costantemente a meno di accrescere la nostra ancheggiante setta inanellando combo come in un vero arcade.

Ragazzi, non scherziamo, è un simulatore di Conga. Questo basta per tirare fuori i soldi!

Per farlo è fondamentale destreggiarsi tra camerieri intenti nel serivizo, buttafuori pronti a tirarci schiaffi sui denti, bucce di banana (un classicone che non faceva ridere neanche ai tempi di Stanlio e Ollio) e maiali mai ben accetti nella nostra fila indiana, cercando di serpeggiare tra i clienti fin quando non decideranno di unirsi alla carovana. Ha un qualcosa di Snake, cult mobile di Nokia, ma con un carisma tutto suo, che però non riesce a mascherare la ripetitività della modalità storia, in cui non dovremmo fare altro, livello dopo livello, che convincere 4 tipologie di personaggi, riempiendo la rispettiva barra senza far prosciugare il “momentum” di cui sopra, pena il game over, per poi dirigerci all’uscita. Una volta fuori la notte sarà ancora giovane, verremo inseguiti da un’astronave aliena (un minigame che fa molta tenerezza) per poi infilarci in qualche nuovo locale, che siano balere, fast food o feste universitarie e via fino all’alba.

Dai, non fare l’asociale, conga con noi!

Si perché avviare il download di Conga Master Party senza pensare di fare baldoria con altri amici è come fare un trenino nel bagno di casa, guardandosi nello specchio: triste. Proprio la modalità multigiocatore, con cui condividere i joy-con inneggiando alla “post-socialità” dell’ammiraglia Nintendo, prendendosi in giro e ridendo come degli ebeti (soprattutto se ebbri) davanti alle trovate del team, è la vera anima del suffisso “party” di Conga Master. Eccoci quindi davanti a ben 8 varianti competitive del nostro ballo preferito, dai nomi che fanno tornare alla mente alcuni ricordi, ma potremmo anche sbagliarci.

Non si può congare da soli, se non con molta fantasia e un pizzico di psicopatia.

Abbiamo Mortal Konga, 1-2-Conga, Just Conga, Grand Theft Conga, Conga Hunter, Cut The Conga, Command & Conga e, per i fan di Naughty Dog, The Last Conga (“te prego, ma che è sta cafonata?” potreste pensare, a ragione). Il gusto della scoperta è un piacere che vogliamo spoilerarvi solo in parte, tra la necessità di “tagliare” con la nostra conga quella altrui, passando per gare di resistenza, per poi fiondarci sulle esclusivissime (per Switch) gare a colpi di morra cinese e soprattutto i balletti “joy-con alla mano” di Just Conga, dove previo recupero di un particolare oggetto, costringeremo i nostri avversari a sfruttare i sensori di movimemento dei loro mini-controller per metterli nella posizione indicata a schermo; geniale, davvero. Questo è il vero valore aggiunto della piccola produzione, decisamente intagliata nel multiplayer ma che avrebbe potuto osare di più anche in singolo, magari, la buttiamo li, variando la modalità storia con queste stesse trovate; ma forse pensandolo abbiamo osato troppo.

John Travolta in pixel

Se è vero che la veste grafica avete occhi per vederla, con una pixel art senza arte ne parte uguale a mille altre produzioni simili, è anche vero che la sua sfuggente bellezza sta nei dettagli. Omini che spazzano per terra, altri che spillano birra, altri ancora che fanno i loro bisogni nei bagni dei locali, mariachi che suonano le loro chitarre acustiche, metallari che si dilettano in headbanging da cervicale e gai fusti con la cultura del baffo e della canottiera. Sono loro, popolo della notte, che animano e rendono vive le location, esattamente come nella realtà, esattamente con in un “Vacanze di Natale” di Vanzina. Poi la colonna sonora su cui si scatenano è talmente classy da far muovere istintivamente il giocatore come se fosse al Carnevale di Rio, incalzante e penetrante, un tormentone da giocarsi a capodanno, poco ma sicuro. Movenze, costumi e melodie che raccontano minuscole storie di sfrenati e spensierati sabato sera, facendoci sentire un po’ tutti così, come Gloria Estefan.

 

In conclusione...
7
“Io per ultimo!”
"Come on, shake your body baby, do the conga. I know you can't control yourself any longer". Sagge parole quelle della cantante cubana, che la sapeva lunga su quanto poteva essere irrefrenabile questo caraibico ballo. E anche questo Conga Master Party sa essere travolgente se vissuto in atmosfere festaiole, prettamente in multiplayer, scegliendo di relegare il vostro animo solitario tra le mura del bagno per stop-and-go veloci. Un titolo che per 8,99 € può essere la vera alternativa al pluri-bistrattato e costoso 1-2-Switch, diventando di colpo uno dei party game di riferimento per Switch, soprattutto grazie all'intelligenenza tattica con cui Undercoders ha sfruttato le sue peculiari caratteristiche. Stappiamo lo spumante, alziamo le mani al cielo e conghiamo fino al mattino!
È un simulatore di Conga!
Multiplayer da delirio
Colonna sonora da vacanza
x Single player da tazza e nulla più...
x ...Complice la scarsissima varietà
x Stile grafico da sbadigli

due parole sull'autore
Un milanese col cuore sui colli piacentini, "romantico" del videogioco con una spiccata predilezione per tutto ciò che viene da Kyoto e dal passato. Se non lo beccate nel Regno dei Funghi, lo potete trovare su qualche pista virtuale a bordo di qualche bolide che non potrà mai permettersi, a causa della sua sindrome da shopping videoludico compulsivo. Appassionato tifoso dell'F.C. Internazionale, segue anche le imprese dei grandi del ciclismo. Nel tempo libero cerca qualcuno con cui confrontarsi sui film di David Lynch senza che egli muoia di noia.
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