Recensione
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Nell’ormai lontano 2004 lo sviluppatore giapponese Daisuke “Pixel” Amaya pubblicava un titolo freeware per PC realizzato durante il proprio tempo libero, nel corso di cinque anni. Pian piano, grazie a delle solide meccaniche di gioco che omaggiavano alcuni titoli classici ed al passaparola su internet, la fama di quel gioco crebbe sempre più, a tal punto da suscitare l’interesse del team di sviluppo indie Nicalis. Con l’aiuto di Pixel stesso, Nicalis realizzò nel 2010 dei port del gioco per WiiWare e DSiWare (anche se la versione DSiWare non è mai giunta in Europa), mentre nel 2011 venne rilasciato un remake integrale su Steam. Proprio in contemporanea con la versione Steam, Nicalis ebbe modo di lavorare, assieme al publisher NIS America, ad un ulteriore remake del gioco, stavolta per Nintendo 3DS. Il titolo di quel gioco che tanto scalpore suscitò otto anni fa era Cave Story, e la versione che andremo ora ad analizzare è appunto Cave Story 3D.

Un “nuovo” Cave Story

Cosa contraddistingue Cave Story 3D dalle precedenti versioni dello stesso gioco? Essenzialmente, come suggerisce il titolo, l’intero gioco è stato ricreato utilizzando grafica poligonale e mantenendo un gameplay bidimensionale, in tutto e per tutto identico all’originale. Nonostante una diversa presentazione grafica, gameplay, level design, posizionamento di nemici e quant’altro sono ripresi pari pari dalle altre versioni di Cave Story, e considerando il loro ottimo pedigree non si può certo dire che si tratti di una brutta cosa. Cave Story infatti appartiene all’apprezzato filone dei “Metroidvania”, titoli che come Super Metroid o come i Castlevania à la Symphony of the Night si fondano sull’esplorazione 2D e su di una certa progressione e crescita del personaggio. Cave Story ci mette nei panni di Quote, robot antropomorfo che si risveglia privo di memoria all’interno di una grotta situata su quella poi si scoprirà essere un’isola volante. Ben presto Quote farà la conoscenza dei Mimiga, razza pacifica di conigli parlanti che abita l’isola, e del Dottore, il malvagio antagonista che sta facendo rapire i Mimiga per poter svolgere su di loro terribili esperimenti, e si ritroverà invischiato in un’avventura che riguarderà dapprima la salvezza dei simpatici coniglietti e poi dell’intero pianeta. A nostra disposizione avremo un arsenale di varie armi che troveremo nel corso della nostra avventura, dalla pistola ai missili, dal fuoco alla spada, fino ad arrivare ad armi particolari dotate di proiettili parzialmente a ricerca o a ripetizione. Per ogni arma saranno disponibili tre distinti upgrades che non ne modificheranno solo la potenza ma anche il tipo e la portata d’attacco.

In equilibrio, tra combattimento ed esplorazione…

La gestione degli upgrade è una caratteristica molto particolare di Cave Story. Potremo infatti potenziare il livello della nostra arma raccogliendo i bonus lasciati dai nemici sconfitti, mentre ogni volta che verremo colpiti da un attacco avversario, il livello dell’arma equipaggiata calerà. Questo costringerà il giocatore ad un approccio ragionato agli scontri, che privilegia lo studio dei pattern d’attacco allo scontro frontale, e che risulta molto soddisfacente, anche se poco immediato. Così come le armi, anche la salute e le abilità di Quote verranno potenziate nel corso del gioco, in modo simile a quanto accade nei Metroid e nei Castlevania bidimensionali, con ogni upgrade che andrà ad aprire strade precedentemente precluse all’esplorazione. E’ un sistemo ormai collaudato, ma senza dubbio funzionante, data la soddisfazione che conferisce al giocatore ad ogni progresso effettuato. Se da un lato le meccaniche di gioco come crescita e progressione del personaggio ricalcano in maniera eccellente quelli dei suoi ispiratori, Cave Story risulta inferiore ai migliori Metroidvania per almeno un aspetto: il level design, sempre piuttosto lineare, e privo di quell’abbondanza di segreti e passaggi alternativi che spesso rendono una mappa viva e pulsante. Troppo spesso in Cave Story ognuna delle aree sembra un lungo percorso che parte da un punto A e giunge attraverso molti ostacoli ad un punto B, rendendo l’esplorazione, una delle meccaniche più belle di questo genere, limitata. Manca decisamente quella sensazione che ogni area non sia solo un livello di gioco, ma parte strutturante di un mondo più complesso ed organico.

Ma cosa c’è di davvero nuovo?

Cave Story 3D aggiunge al gioco originale una nuova difficoltà facile, rendendosì più fruibile ai neofiti. A questo nuovo livello di difficoltà il gioco risulta accessibile a tutti, senza sacrificare la sensazione di sfida, mentre alle difficoltà superiori ogni giocatore hardcore troverà invece pane per i suoi denti. Il gioco in se e per se non è particolarmente lungo: è terminabile in 6 – 8 ore, ma sono presenti dei finali alternativi da sbloccare, il cui ottenimento non è semplice. Il gioco non fornisce infatti alcun suggerimento su come ottenerli ed a meno di controllare una guida, saranno necessari ore di tentativi e molteplici partite per sbloccarli. Come preannunciato, la grafica rinnovata è la principale novità di questa versione 3DS. Per quanto sia realizzata con competenza, c’è da dire che il nuovo aspetto poligonale non riesce a trasmettere la charme e la personalità della versione originale. Per quanto possibile il character design di personaggi e nemici è stato mantenuto, ma sicuramente in questa veste ha un impatto minore che nella pixel art originale. L’effetto 3D è sinceramente trascurabile. E’ poco accentuato e nulla aggiunge e nulla toglie all’esperienza ludica. Anche le musiche sono state modificate. La colonna sonora originale è stata sostituita da una versione remixata da Danny Baranowsky, noto compositore delle colonne sonore di Super Meat Boy e di The Binding of Isaac. Le nuove versioni dei pezzi sono orecchiabili ed accattivanti, anche se per completezza sarebbe stato bello avere la possibilità di switchare tra una versione e l’altra della colonna sonora.

In conclusione...
7.5
“Un classico moderno, anche se non nella sua miglior veste”
Cave Story 3D resta, come tutte le sue altre versioni, un ottimo gioco. Se da un lato non può competere con i migliori Metroidvania - soprattutto dal punto di vista del level design - dall'altro, in un momento di penuria cronica di rappresentanti del genere come quello che stiamo vivendo, è una vera e propria boccata d'aria fresca. Forse la versione 3DS non è la migliore da consigliare: la nuova veste grafica a conti fatti risulta più uno svantaggio che un vantaggio, perché diminuisce in parte l'atmosfera retrò ed il carisma del gioco, mentre il prezzo decisamente più elevato delle altre versioni rende queste ultime preferibili all'uscita per la portatile 3D Nintendo. L'acquisto è comunque indicato a tutti coloro che si trovano impossibilitati a reperire una versione del gioco differente, così come ai collezionisti ed agli appassionati del genere.
E' un vero e proprio classico moderno
Meccaniche di gioco solide e collaudate
Non ci sono molte alternative per gli appassionati del genere
x La nuova veste grafica non rende il carisma del gioco originale
x Level design non elaborato come in altri esponenti del genere
x Prezzo più elevato di altre versioni dello stesso gioco

due parole sull'autore
Classe 1987, Nintendaro per vocazione, videogiocatore a tutto tondo per passione. Apprezza ogni genere di gioco esistente tranne le simulazioni sportive e passa a leggere, discutere e scrivere di videogiochi tanto tempo quanto ne passa a videogiocare. Uno dei pochi superstiti del team originario de I Love Videogames, è il gaffer residente della redazione.
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