Recensione
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Dopo gli ottimi risultati ottenuti con la serie Atelier, Gust e Koei Tecmo tornano con una nuova produzione che farà felici gli amanti del genere majokko. Stiamo parlando di Blue Reflection, JRPG a base di maghette pronte a salvare il mondo dalla venuta di pericolosissimi mostri. Disponibile dal prossimo 29 Settembre su PlayStation 4 e PC, scopriamo insieme il magico mondo di Blue Reflection nella nostra recensione.

 

Versione Testata: PlayStation 4

Pretty Guardian Reflector
Blue reflection riprende tutti i cliché del genere majokko

Hinako è una ragazza come le altre, con i suoi sogni e una grande passione: la danza. Purtroppo il destino di Hinako è dei più tristi e dopo un infortunio grave alla gamba ha dovuto appendere al chiodo le sue scarpette da ballo, vivendo le sue giornate nello sconforto e nel ricordo dei suoi giorni felici. Tutto questo fino a quando, in una giornata come le altre, farà la conoscenza di due misteriose studentesse, Yuzu e Lime, che cambieranno per sempre la sua vita. Ritrovatasi catapultata in un mondo a lei sconosciuto, Hinako scoprirà di avere delle abilità incredibili che la trasformeranno in una potente combattente, una Reflector, i cui poteri sono alimentati dall’energia dei sentimenti delle persone. Fra misteri e perplessità Hinako accetterà suo malgrado questo nuovo ruolo da “magical girl”, il cui compito sarà quello di fermare l’avanzata dei Sephira, mostruose entità che non si faranno scrupoli per minacciare l’umanità, con la promessa che, fermando i Sephira, potrà esaudire un desidero, ovvero quello di riottenere la completa mobilità della gamba e tornare a ballare.

Partendo da questo incipit che riprende tutti i cliché del genere al quale fa riferimento, la storia di Blue Reflection si divide su due piani, offrendoci una doppia visione della sua protagonista: l’Hinako studentessa, una giovane ragazza alle prese con le proprie compagne di scuola e tutti i problemi che ne scaturiscono e l’Hinako guerriera, avvolta dai dilemmi morali che si confanno al suo ruolo di eroina. Proprio le evoluzioni narrative saranno parte principale del nuovo titolo Gust. Da questo punto di vista saremo costantemente guidati, giorno dopo giorno, ad interagire con le altre studentesse che saranno afflitte da problemi di natura emotiva. Il ruolo delle Refletor sarà quello di sanare questa esplosione di sentimenti entrando in una dimensione parallela, il Common, che ne è la rappresentazione materiale, in modo da riportarle alla normalità. Tutto ruoterà intorno a questa meccanica, così come gli avanzamenti della storia procederanno quando avremo ottenuto i frammenti delle ragazze in pericolo. Ognuna delle compagne di Hinako avrà una sua sottotrama, una breve storia che si svilupperà lungo l’intero gioco e vedrà Hinako fronteggiare problematiche come il bullismo, la gelosia fra compagne, l’inadeguatezza del proprio ruolo all’interno di un gruppo o la mancanza di risultati verso un obiettivo, sia questo sportivo o scolastico. Toccherà quindi a noi dedicare tempo e risorse per approfondire il legame con le proprie amiche, ascoltando i loro problemi e uscendo con loro, con dinamiche che in qualche modo strizzano l’occhio ai Social Link di Persona e rimandano più al date-sim che non al JRPG in senso stretto.

Temi interessanti e in alcuni casi anche ben sviluppati, ma che in qualche modo vanno a sottrarre al gioco tempo prezioso

Soprattutto nella vicenda principale, la quale faticherà a palesarsi se non negli ultimi 2 capitoli, fornendoci le reali motivazioni del nostro ruolo di Reflector, risultando poco preponderante rispetto a tutto il resto.

Parimpampù, eccomi qua!
il sistema di combattimento è molto classico che si sviluppa su basi semplici e non troppo complesse

Sempre guardando con un occhio verso la serie di Persona, la vita scolastica di Hinako sarà scandita da alcune fasi, anche se qua tutto viene automatizzato e svolto da semplici cutscene che faranno da collante alle fasi attive di gameplay. L’ambientazione principale sarà la scuola e potremo visitare liberamente ogni sua area durante il nostro tempo libero. La mappa presente ci fornirà sempre dettagli sugli eventi attivi, siano questi principali o una delle tante missioni secondarie, che ci richiederanno di entrare nel Common semplicemente per affrontare determinati nemici o recuperate degli oggetti e nulla di più. Oltre alle scuola e alle uscite con le amiche, l’altra location presente nel gioco sarà casa di Hinako, nella quale, a fine giornata, tirerà le somme degli eventi più importanti e dove potrà rilassarsi, magari facendo un bel bagno ristoratore o preparandosi per la giornata successiva.

Come altri titoli Gust, anche Blue Reflection propone un sistema di combattimento molto classico che si sviluppa su basi semplici e non troppo complesse, permettendo a tutti, anche i non amanti del genere, di riuscire a padroneggiare il gioco senza problemi. Qua ci troviamo di fronte ad un battle system a turni, nel quale, le tre eroine controllabili, possono fare affidamento sui loro poteri per combattere, sfruttando attacchi semplici o mosse speciali che fanno largo uso dell’Ether, che altri non è un flusso energetico che nasce dalle emozioni delle persone, e che funziona come i ben più noti punti magia. Oltre ad avere una barra per ogni membro del party, finita la quale sarà impossibile usare mosse che sfruttano l’Ether, ce ne sarà una condivisa con il gruppo, che una volta caricata (sfruttando l’apposita opzione) consente di attivare l’Overdrive, potere che permette di attaccare utilizzando più mosse in un singolo turno e dimezzando il consumo di Ether ad ogni singolo step (3 in totale), sferrando alla fine, nel caso abbiate usato il 100% della barra, un attacco devastante che coinvolge tutte e 3 le nostre magical girl. Gli sconti come abbiamo detto avvengono a turni, e tengono conto di una timeline che determinerà l’ordine d’attacco, che può essere influenzato attaccando i nemici e sfruttando il sistema di debolezze, che se impiegato in modo corretto, farà retrocedere il turno del bersaglio colpito, così da farci attaccare nuovamente.

Henshin
nell’ottica di una visual novel con elementi JRPG, molti degli aspetti del gioco possono passare in secondo piano

Durante il gioco gli scontri guadagneranno nuovi elementi di gameplay, in particolar modo alcune opzioni relative al tempo di attesa nella timeline, e sfruttando l’Ether del gruppo potremo ripristinare parte della nostra energia, prevenire i danni alzando una barriera o velocizzare lo scontro rallentando i nemici. Anche durante gli scontri con i boss saranno accessibili elementi esclusivi, come i personaggi assist, rappresentati dalle amiche con le quali avremo stretto legami, che si uniranno alla battaglia (tramite la pressione di un tasto al momento giusto) aiutando il party, ad esempio ripristinando la salute, aumentando la difesa o contribuendo alla causa e colpendo i nemici.

 

Dopo le prime battaglie però salterà subito all’occhio quanto i combattimenti siano una parte accessoria del titolo Koei Tecmo. Il sistema di crescita non si basa sulla classica esperienza ottenuta in battaglia, ma sarà possibile salire di livello completando eventi secondari o stringendo legami, cosa che rende molte delle battaglie superflue o mirate al completamento di certe missioni secondarie. Anche la preparazione alle battaglie è totalmente assente, niente equipaggiamenti o oggetti utilizzabili durante gli scontri, magari per recuperare energie (tutto verrà gestito tramite i poteri delle ragazze) e gli unici aspetti personalizzabili saranno relativi alla crescita del livello e al potenziamento delle magie tramite i frammenti ottenuti dai legami. Per quanti riguarda il level up, questo avverrà usando dei punti crescita, che potranno essere spesi in uno dei 4 parametri disponibili fra Attacco, Difesa, Tecnica e Supporto. A seconda delle combinazioni effettuate, incrementando ad esempio l’attacco piuttosto che la difesa, si sbloccheranno nuove mosse. Essendo così guidato difficilmente vi ritroverete ad avere problemi durante la storia, anche perché per avanzare sarà necessario aver raggiunto un determinato livello minimo. L’assenza di una qualsiasi meccanica di reset dei punti abilità però rappresenta un grosso limite di questo sistema, che avrebbe permesso di sperimentare varie strade di sviluppo dei personaggi e, perché no, un approccio diverso alle battaglie.

Proprio partendo da questo spunto dei limiti del sistema di combattimento è giusto fare una riflessione che può aiutare a percepire il gioco in maniera diversa. Come avrete capito leggendo fino a qua, Blue Reflection è un JRPG con elementi narrativi e un pizzico date sim. Ma se invertissimo l’ordine dei fattori? Il risultato cambia eccome.

Vedendola sotto la prospettiva di una visual novel con elementi JRPG molti degli aspetti del gioco, partendo proprio dai combattimenti e dal suo gameplay, possono passare in secondo piano, e apparire secondari al resto senza creare troppi problemi. È quindi più un problema di genere ed etichetta che può far guadagnare un mezzo punto al voto finale. Sempre in quest’ottica risultano meno fuori contesto alcune introduzioni come il Free Space, un ambiente virtuale presente nel telefono di Hinako, nel quale trovano spazio una chat simil Whatsapp, una sorta di Tamagotchi (privo di qualsiasi utilità ai fini del gioco), Indizi per risolvere una caccia al tesoro (anche questa completamente superflua) e un blog nel quale vengono riportate alcune curiosità.

Blue Reflection è completabile nell’arco di una trentina di ore, tempistiche che possono aumentare fino alle 50 nel caso decidiate di completare il gioco al 100%, platino compreso, dato che gran parte dei trofei saranno ottenibili semplicemente giocando e prendendo parte alle varie missioni secondarie. Assente qualsiasi extra (si sblocca giusto un menù, l’Extra channel, dove accedere ad alcune sezioni del Free Space e ai filmati) o contenuto post game, e tutto quello che ha da offrire è accessibile fino alla battaglia finale.

Sono venuta qui per punirti in nome dei sentimenti
Uno degli aspetti convincenti di Blue Reflection è la sua direzione artistica

Uno degli aspetti convincenti di Blue Reflection è la sua direzione artistica. La realizzazione delle protagoniste, l’ambientazione scolastica con il gusto dello slice of life, o le trasformazioni delle 3 Reflector, degne della miglior guerriera Sailor, contribuiscono a creare un’atmosfera decisamente positiva e in linea con il genere majokko. D’altro canto troviamo una realizzazione tecnica che, come per altri prodotti nati in parallelo su PS Vita, viaggia con il freno a mano tirato, dando dimostrazione che si potesse fare di più i diversi passaggi. In generale però questa versione PS4 si comporta bene, con buoni modelli tridimensionali e una pulizia degli ambienti che risultano si essenziali ma nel complesso gradevoli. Anche i dungeon del Common sono ben rappresentati e ad un primo sguardo interessanti sotto il profilo stilistico (seguendo il concetto delle emozioni per la creazione), ma risultano dopo qualche ora spesa nel gioco tendenzialmente monotoni e ripetitivi a causa dei numerosi elementi ripetuti nella realizzazione degli stessi.

Qualche problemino lo troviamo nell’illuminazione generale, spesso troppo eccessiva su alcuni modelli che risultano quasi “fotonici” dalla luce emanata o un frame rate generalmente mai troppo stabile, che crolla inspiegabilmente durante i filmati.

Presente il solo doppiaggio originale giapponese, al quale si affianca un buon adattamento che non risulta mai troppo complesso. Più anonime le musiche, non tanto per la qualità delle tracce audio, anzi alcuni temi sono certamente piacevoli da ascoltare, così come le battle theme, ma spesso e volentieri l’assenza di un qualsiasi commento musicale di sottofondo rende tutto vuoto e poco invitante.

In conclusione...
7
“Un gioco sui sentimenti, ovvero i racconti dei giorni della rugiada!”
Con Blue Reflection Gust e Koei Tecmo ci offrono una variante interessante sul genere majokko, ma che purtroppo soffre di alcuni problemi non solo strutturali ma di classificazione di genere. Se preso come un JRPG classico come viene presentato, Blue Reflection si mostra debole sotto diversi aspetti, tra i quali il sistema di combattimento, che dovrebbe essere il cavallo di battaglia di ogni JRPG. Se ci fermiamo un attimo, senza farci prendere dal panico, e valutiamo il titolo Gust come una visual novel con elementi ruolistici, tutto assume un sapore diverso, diventando più digeribile e godibile. Come base di partenza Blue Reflection si dimostra un titolo con grosse potenzialità, messe in crisi dall'arricchimento di diversi elementi di gameplay inutili o superflui che non portano nulla ai fini del gioco e che potrebbero essere eliminati tranquillamente senza troppi problemi, così come la storia oscurata dalle varie sottotrame. Partendo da qua, vista l'apertura per eventuali seguiti, Gust dovrà impegnarsi per risolvere tutte le magagne che affliggono Blue Reflection, e guardando al passato possiamo solo che sperare nella stessa evoluzione stilistica che ha "colpito" la serie Atelier e che, a conti fatti, si è dimostrata più che vincente.
Tematiche interessanti
Atmosfere da magical girl azzeccate
Artisticamente indovinato
x meccaniche JRPG da rivedere
x Combattimenti superflui
x La storia principale passa spesso in secondo piano
x Musicalmente vuoto

due parole sull'autore
Giacomo è il nonno del gruppo e giocatore fin dall'alba dei tempi. Finché non crepa, potete leggere i suoi deliri senili su queste pagine, che sopravviveranno al loro autore anche se chiudessimo il sito entro l'anno.
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