Recensione
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Sentire il nome “BlazBlue” potrebbe non risvegliare grandi ricordi in un giocatore non troppo navigato tra i picchiaduro tecnici, forse perché la formula di gioco della serie (che, oltre alla modalità arcade, propone spesso una modalità Storia strutturata “à la” visual novel) non risulta particolarmente “facile” da approcciare in prima istanza. Eppure, alla serie di BlazBlue è legato il nome di Arc System Works, nota casa di sviluppo giapponese ben cara agli amanti dei picchiaduro, poiché legata alle serie di Guilty Gear e a un gran numero di altri titoli che raramente si sono discostati da un alto standard qualitativo. In ogni caso, BlazBlueGuilty Gear restano comunque le due serie principali (e più “ricche”) della software house, che ci riprova anche quest’anno con BlazBlue: Central Fiction dopo un riuscito Chronophantasma Extend, recensito su queste pagine diversi mesi fa.

E, per questo capitolo, gli sviluppatori di Arc System (PQube per la localizzazione europea del gioco) hanno ben pensato di giocare sul sicuro, continuando a riproporre la formula dello scorso BlazBlue senza troppi stravolgimenti ma, al contempo, introducendo qualcosa di nuovo e interessante nel comparto gameplay complessivo.

BlazBlue: Central Fiction è ora disponibile su Amazon per PlayStation 3PlayStation 4 al prezzo di (rispettivamente) ca. €29,99 e €39,99.

 

Versione analizzata: PlayStation 4

 

E io che credevo che i fumetti si leggessero…
Splendida caratterizzazione, già nelle basi

Partiamo dal semplice presupposto che BlazBlue è una serie ben lontana dall’essere adatta a qualunque tipo di amante dei picchiaduro sia presente lì fuori. Se state cercando un titolo pieno di scazzottate ignoranti (Tekken) o di violenza estrema (Mortal Kombat), farete meglio ad attendere il prossimo capitolo delle vostre serie preferite; al contrario, se siete avvezzi al genere dei picchiaduro più “tecnici” (dove mezze-lune e movimenti da contorsionista sul pad sono all’ordine del giorno), è più probabile che possiate apprezzare anche la serie di Arc System Works. Ma non è detta l’ultima parola.

BlazBlue è un picchiaduro incredibilmente narrativo, e questo Central Fiction non fa differenza. Il giocatore meno abituato alla serie potrà rimanere spiazzato nel vedere dei forti spicchi di caratterizzazione dei personaggi persino all’interno dei tutorial, generalmente ignorati da chi vuole passare subito all’azione e, a volte, trattati superficialmente persino dagli sviluppatori stessi (non sempre a torto). Una tale scelta, presente nello scorso capitolo della serie, ci aveva già colpiti in sede di analisi di Dishonored 2, in cui il rapporto tra Emily e Corvo viene introdotto e quasi reso affascinante dal tutorial stesso; la serie di BlazBlue non fa differenza, e il giocatore potrà assistere ad alcuni battibecchi tra i personaggi anche durante i semplici allenamenti di base.

 

recensione
BlazBlue: Chronophantasma Extend
Quando è tempo di dare un consiglio ad un amico sull'acquisto di un picchiaduro "tecnico" (da opporre a quei titoli che fanno la gioia dei "button-masher"), chi ha giocato un gran numero di titoli diversi tende sempre a piazzare i lavori di Arc Syste...

 

Central Fiction ha un comparto tecnico più brillante che mai

Una volta fuori dal tutorial (il quale, se completato per intero, vi impegnerà comunque per circa un’ora piena), chi gioca avrà modo di scegliere tra le classiche Modalità ArcadeModalità StoriaModalità Versus e tre modalità bonus (AbyssScoreSpeed) in cui iniziare a menar le mani con il proprio personaggio preferito (sia benedetta Noel Vermillion). E basteranno pochissimi scontri per rendersi conto che il comparto tecnico di Central Fiction è più brillante che mai: con una incredibile cura per sfondi, ambientazioni e disegni dei personaggi (che saranno sostanzialmente dei coloratissimi sprite animati), il giocatore avrà spesso l’impressione di trovarsi all’interno di un fumetto, fatto di splendidi effetti di luce e di colori che esplodono sullo schermo. Con un comparto tecnico leggero e non troppo complesso, inoltre, il gioco può permettersi il lusso di scorrere fluido a un numero stabile di frame al secondo, che permettono di godere a pieno di un’esperienza tecnica fenomenale.

 

BLAZBLUE Central Fiction

 

“Non posso aiutarti, mamma, sto guardando BlazBlue”

Il punto forte di BlazBlue: Central Fiction (come di tutta la serie, d’altronde) sta però nel gameplay e nell’elaboratissimo sistema di combattimento pensato dagli sviluppatori. Riunitevi, dunque, amanti dei picchiaduro tecnici: anche per questo capitolo, la serie di Arc System Works riesce a garantire un livello di sfida costante e soddisfacente fino in fondo, inserendo nella formula anche un paio di novità che analizzeremo fra pochissimo.

Sei modalità per 35 personaggi

Nel frattempo, può essere utile analizzare le varie modalità che ci ritroveremo ad affrontare, e quali cambiamenti vedremo rispetto al passato: la Modalità Arcade, ad esempio, è rimasta il modo più rapido per approcciarsi alla storia dei singoli personaggi della serie di BlazBlue, ma è adesso divisa in tre atti (da 9 battaglie ciascuno) che andranno ad approfondire ulteriormente il background e il percorso dei vari membri del roster (un roster che, per la cronaca, tocca ora i 35 personaggi complessivi, con 8 aggiunte rispetto a Chronophantasma Extend). Chi desidera sfidare il computer o i propri amici in sfide singole può affidarsi alla Modalità Versus, mentre chi ama lasciarsi affascinare dalla storia di BlazBlue può tuffarsi direttamente nello Story Mode: come nei capitoli passati, infatti, la Modalità Storia presenta pochissime battaglie e parecchi dialoghi, con anche la possibilità di riassumere “le puntate precedenti” in un comodo riepilogo dalla durata di 30 minuti circa (come avvisato dallo stesso gioco). Ciò che è interessante è che, questa volta, i dialoghi non avverranno semplicemente tra coppie di sprite sullo schermo: ogni scena è stata disegnata e animata come nella puntata di un anime, rendendo il tutto molto più coinvolgente e più godibile rispetto al passato.

Le tre modalità aggiuntive (di cui la Speed Mode rappresenta una novità) contribuiscono a dare ulteriore colore alla formula di gioco, specie nel caso della modalità Grim Of The Abyss, che ci permetterà di scegliere un personaggio e di farlo evolvere attraverso le battaglie come in un vero e proprio gioco di ruolo (con tanto di abilità, aumenti di livello ed equipaggiamenti).

 

BLAZBLUE Central Fiction

 

Tesoro, ordina un altro controller su Amazon.
Modifiche alla Modalità Overdrive e aggiunta dell’Active Flow

Oltre ad aver modificato parzialmente le modalità di gioco, però, gli sviluppatori hanno introdotto anche un paio di elementi nella formula di gameplay, orchestrando qualche cambio nell’interfaccia di gioco per adattarla alle novità. La modalità Overdrive (introdotta proprio in Chronophantasma) ha ora una durata ben precisa, simboleggiata da un indicatore sotto l’icona del personaggio; oltre a potenziare gli attacchi speciali, però, la Modalità Overdrive permetterà adesso di attivare una potente mossa (premendo i quattro tasti frontali, stesso input dell’Overdrive stesso) in grado di infliggere grossi danni all’avversario. Adottando uno stile di gioco fortemente offensivo, poi, si entrerà in modalità Active Flow: gli attacchi di ogni tipo saranno potenziati, e il recupero degli indicatori sarà accelerato.

Tornano poi gli Astral Finish (le spettacolari mosse finali dei personaggi) e la Stylish Mode, pensata per i principianti e per chi vuole semplicemente concatenare combo senza troppa fatica, divertendosi comunque con il coreografico stile di combattimento dei personaggi. Non passa però in secondo piano la splendida Technical Mode, che con i giusti movimenti sul controller può dare enormi soddisfazioni ai giocatori che amano mettersi costantemente alla prova. Salvo assicurarsi di non picchiare troppo sui tasti o sulla croce direzionale, ovviamente.

 

Sì, ma io devo ancora vedere l’anime

BlazBlue: Central Fiction, senza troppi giri di parole, porta con sé i pregi e i difetti del capitolo precedente, con però una cura maggiore verso il lato tecnico (che aveva ricevuto una leggera nota di demerito nella versione PC di Chronophantasma Extend). Introducendo pochi cambiamenti sul fronte gameplay e concentrandosi – piuttosto – sulla storia, il nuovo capitolo di BlazBlue è poco più che un “more of the same“, con alcuni personaggi nuovi e una serie di interessanti risvolti per la trama, ora concentrata sulla figura di RagnaNoel. Chi ama la serie (e chi desidera farlo) troverà un ottimo seguito in questo Central Fiction, sempre più vicino alla visual novel ad ogni nuova iterazione.

È consigliato mantenere la calma contro i boss finali, però. Con un po’ di pratica, nessun avversario è insormontabile.

 

In conclusione...
8
“Vuoi sapere perché mi chiamano "Il Mietitore"?”
BlazBlue: Central Fiction porta gli amanti della serie direttamente all'interno di un nuovo capitolo della saga, in cui i destini di Ragna e di Noel si intrecciano a nuove minacce da affrontare. La Modalità Storia è, come sempre, una componente fondamentale del nuovo capitolo di BlazBlue, stavolta con scene interamente animate che risultano una gioia per gli occhi; l'ottimo lavoro svolto da Arc System Works sul fronte tecnico, però, si scontra contro un sostanziale effetto di "More of the Same", che rischia di portare alla noia chi si aspettava grandi novità da questo nuovo capitolo della serie. Chi è interessato a una nuova esperienza nell'universo di BlazBlue, però, non potrà che essere soddisfatto dal risultato, che riesce a essere sempre e comunque soddisfacente e divertente per gli amanti dei picchiaduro tecnici.
Lato tecnico più brillante che mai
Comparto gameplay curato e divertente
Modalità Storia coinvolgente e animata
Potenzialmente divertente per tutti
x Effetto "more of the same"
x Non adatto a chi cerca un picchiaduro classico

due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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