Recensione
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In pieno periodo pasquale, Nostro Signore Kamiya (che siede alla destra di Kojima) ci fa dono di una splendida resurrezione: Bayonetta torna a splendere su PC dopo ben sette anni, ed è più in forma che mai.

 

Potevamo scegliere di fare un’introduzione pomposa e completa, una retrospettiva sulla storia di Bayonetta e sulla sua carriera per le console passate (spoiler: è andata generalmente “da dio”, tranne su PS3 che è andata a 2 frame al secondo), ma a noi di I Love Videogames ci piace anche osare, di tanto in tanto, e la fortunata eroina partorita da Hideki Kamiya si presta benissimo allo scopo. Hah, abbiamo detto “scopo” parlando di Bayonetta. Dateci un Nobel.

 

speciale
Hideki Kamiya: game designer senza regole
Nome: Hideki. Cognome: Kamiya. Nato il: 19 dicembre 1970 a Matsumoto, Nagano, Giappone. Professione: Game Designer e Game Director c/o PlatinumGames.   Foto segnaletica di rito.   L'odio dell'istrionico Kamiya per una ...

 

Ma, insomma, “Bayonetta cos’è“? Non credo che ci siano parole migliori del nostro Stefano “SteLynch” Calzati (dall’articolo approfondito qui sopra; sì, sappiamo che l’avete visto, cliccateci) per descriverla:

 

Una strega sensuale e slanciata con lunghissimi capelli neri, che si possono trasformare in demoni infernali. Due pistole alla mano e altre due al posto dei tacchi, le cui armi più pericolose saranno però una personalità travolgente e uno charme magnetico. Distorsioni spazio-temporali, angeli con mire diaboliche a cui strappare le lucenti aureole. Una trama apparentemente senza capo né coda e sì, personaggi secondari all’altezza della protagonista!

 

Non è un segreto che la personalità magnetica e lo charme travolgente della strega di Platinum Games abbiano rivoluzionato il genere action nei videogiochi, così come c’era riuscito Devil May Cry pochi anni prima. Nata sulle console di settima generazione (sì, è il momento dell’introduzione un po’ più “istituzionale”), Bayonetta è ora approdata su PC, con uno splendore e un carisma in grado di bucare lo schermo e di alzare ben più di un’asticella. Venduto a €19,99 su Steam con supporto al 4K (lo ripetiamo: supporto al quattrokappa), non c’è realmente un motivo per cui non dovreste recuperare un capolavoro del genere. E ora, in effetti, sarebbe il caso di dire anche perché.

 

 

Fly me to the moon…
Il giocatore veste i panni di Bayonetta, una strega al servizio delle tenebre

Partendo dal presupposto che chiedere di conoscere la plotline di un gioco del genere non è esattamente l’approccio migliore per affrontarlo, sono passati ben sette anni dall’uscita dell’originale su console, e la trama di Bayonetta dovrebbe ormai essere stata diffusa ampiamente da chiunque sia riuscito a giocarlo. Se questo non è il vostro caso (anche perché la tErama non è esattamente la prima cosa che salta in mente, quando si parla di Bayonetta), fatti vostr noi siamo qui proprio per rinfrescarvi la memoria. La prossima volta, però, dàteglieli quei sessantanove euro al lancio, ‘ché quando Kamiya fa cose del genere se li merita tutti.

Il giocatore vestirà i panni dell’omonima protagonista del gioco, Bayonetta: una strega sensuale e slanciata con lunghissimi capelli neri, che si possono trasformare in demoni infernali. Se questa frase vi è tremendamente familiare, è perché l’avete già letta poco sopra.

Tutto quel che sappiamo fin dall’inizio è che Bayonetta è una strega al servizio delle tenebre, assistita dal demone Ro-“Pelata-Di-Ferro”-din e da nient’altro che il suo carisma e la sua sensualità. Fin dall’epico filmato del prologo, sono evidenti i toni che il gioco adotterà nel corso del suo intero svolgimento (specie considerato che il goffo Enzo si ritrova a urinare sul nome di Kamiya stesso, inciso su una lapide – sì, inciso su una lapide, e siamo anche disposti a ripeterlo). Bayonetta è, insomma, una donna dal passato oscuro e pieno di misteri, ed è chiaro fin da subito che l’intera idea che regge il gioco ha del genio alla sua base: la strega ha come passatempo la caccia agli Angeli, creature incredibilmente pericolose che sono tutt’altro che ospitali come le Sacre Scritture ci hanno abituati a credere. Il che, considerato che Kamiya è visto da molti come una specie di divinità, è fonte di molte e profonde riflessioni.

 

Bayonetta PC

 

La cosa che colpisce, nelle oltre 10 ore di gioco garantite dall’avventura, è che Bayonetta ha una trama solida e anche molto interessante in alcuni frangenti, mettendo in gioco forze divine e demoniache in costante lotta tra loro e piazzando la nostra amatissima strega al centro tra i due fuochi, senza disdegnare neanche una profondissima riflessione (non detta) sui rapporti umani. Nonostante l’evidente ignoranza di fondo del gioco, quindi, la trama è senza dubbio in grado di garantire degli splendidi momenti di qualità. Insomma, se giocandolo la prima volta su console avete pensato di vedere solo tanto fumo, probabilmente stavate guardando l’arrosto sbagliato.

 

And let me play among the stars…

Messa da parte la trama (che ci interessa, sì, ma solo fino a un certo punto), il vero punto forte di Bayonetta sta nel sistema di combattimento e nello splendido level-design (di cui parleremo fra poco, abbiate pazienza). Dinamico come pochi, esplosivo, rapido, fresco e incredibilmente divertente anche dopo sette anni, lo stile frenetico à la Devil May Cry si sente, e fa egregiamente il suo lavoro quando si tratta di concatenare combo anche piuttosto complesse una dietro l’altra. Un sistema di combattimento profondo, appagante e soddisfacente fino all’ultimo colpo di tacco, e al tempo stesso preciso come pochi altri, considerato che basta il minimo errore per essere presi a calci in cu perché gli Angeli ci facciano pentire dei nostri peccati. Menzione d’onore va al meccanismo del Sabbat Temporale, che non vi spieghiamo nel dettaglio per esigenze di spazio editoriale (e perché vogliamo che compriate il gioco e lo scopriate da soli).

 

Un Battle-System profondo, appagante e soddisfacente fino all’ultimo colpo di tacco.

 

Qualunque altra parola sul sistema di combattimento sarebbe superflua, e rischierebbe di rovinare la sorpresa di scoprire ogni singolo dettaglio e ogni singola mossa spettacolare da soli; se però insistete e vi importa così tanto, potete sempre dare un’occhiata al battle system di Bayonetta 2 nella nostra anteprima. Tanto è uguale, basta togliere quella specie di “Devil Trigger“.

 

Bayonetta PC

 

In other words, please be true…

E finalmente ci siamo. Stavamo aspettando un po’ tutti questo paragrafo, ed è ora giunto il momento di parlare del piatto forte, la perla della produzione, ciò che si erge maestoso tra i seni di Bayonetta e tra le sue forme sinuose e sensuali. E non stiamo parlando di quello che avrete tra le dita per tutta la durata dell’esperienza di gioco, se siete uomini (e se siete donne, sinceramente, pure).

Bayonetta è dotato di un comparto artistico mozzafiato

Il level-design di Bayonetta fa gridare al miracolo: ottimo sfondo per gli splendidi combattimenti della strega, il comparto artistico che circonda la nostra protagonista è letteralmente mozzafiato, con strutture splendide e ispirate per tutta la durata del gioco e con evidenti sfide alla legge di gravità. Non c’è limite al percorso che Bayonetta potrebbe intraprendere dall’inizio alla fine del livello: sebbene siano più statici degli ambienti concepiti da Ninja Theory per il suo DmC – Devil May Cry, i livelli di Bayonetta potrebbero portare la nostra eroina sul fianco di un palazzo, in caduta libera su un aeroplano, nel bel mezzo di un’autostrada infernale o persino sulla superficie dell’oceano per combattere un gigantesco mostro marino angelico. Volendo utilizzare un linguaggio strettamente tecnico e professionale, Bayonetta è un orgasmo dalla media di 12 ore, così potente che i maiali stanno già prendendo appunti per cercare di salvare i loro matrimoni. Sarebbe stato “facile” puntare su un personaggio carismatico per costruire un’esperienza di gioco divertente e lasciare tutto il resto al caso; Bayonetta, pur avendo uno dei personaggi più ignoranti di sempre, decide di fare le cose per bene, e di stupire il giocatore livello dopo livello senza un solo istante di pausa, con una climax finale che vi lascerà senza ombra di dubbio a bocca aperta.

 

Le fasi “Shoot ‘Em Up“, decisamente sottotono, sono il vero e unico motivo per togliere mezzo punto a un porting PC così ben riuscito

 

In un’opera così splendida e che così tanto ha lasciato a noi miseri mortali, è inevitabile che ci sia qualche piccolo difetto di contorno: i livelli shoot ‘em up, nello specifico (la Sequenza XIV, per dirne uno, ma non solo), per quanto affondino le radici nelle glorie Arcade dei videogiochi, sono spesso lunghe e noiose da gestire, ben lontane dall’incredibile impatto di tutte le altre sezioni in cui si controlla Bayonetta in prima persona. In quei casi, saranno un piacevole sollievo i brevi intermezzi in cui la nostra eroina si sgancerà dai comandi Arcade e si sposterà per combattere i nemici a suon di pugni, calci e capelli, facendo intuire che qualcosa è – purtroppo – andato storto nell’ideazione di fasi del genere.

Che è realmente l’unico motivo per cui chi scrive si sente quasi “obbligato” a togliere un prezioso mezzo-punto alla valutazione già apparsa su queste pagine, in occasione della versione Wii U di Bayonetta (e anche del suo seguito). Il valore del titolo di Platinum Games è di certo innegabile, ed è così elevato da suggerire quasi un metro di paragone per un’intera branca delle produzioni videoludiche a venire; tuttavia, il più che apprezzabile tributo ad After Burner non è comunque abbastanza “solido” da rendere più divertenti certe sezioni, che, nel loro stesso concept, spezzano fin troppo il ritmo e la godibilità degli splendidi combattimenti a colpi di tacco. Una peculiarità che, all’interno di un porting PC “vecchio” di sette anni, potrebbe essere amata come totalmente odiata; ed è indubbiamente un problema, seppur minimo.

Tali fasi, comunque, restano pochissime e limitatissime, e dunque non osate neanche pensare di svuotare il carrello di Steam per questo motivo. Anzi, già che ci siete, mettete dentro un’altra copia e tenetela lì, ‘ché c’è sempre qualche eretico a cui far giocare Bayonetta.

 

Bayonetta PC

 

In other words, I love you.

Se dovessimo contare i tocchi di classe di Bayonetta, non basterebbero tutte le dita di dieci mani: dagli Angeli presi a schiaffi sul terreno alle cutscene con incredibili movimenti di macchina, da Fly Me To The Moon come colonna sonora delle battaglie (l’avete già riconosciuta da qualche parte in questo articolo, vero?) alla divisione in “Versi” degli scontri stessi, una divisione che inequivocabilmente fa pensare al campo della produzione musicale (prova del nove: gli LP d’oro che troverete sparsi per i livelli). E che dire delle innumerevoli citazioni sparse per il gioco (alla cultura pop e al mondo norreno, ma non solo), o dello stupefacente doppiaggio in lingua Inglese, che permette a Bayonetta in persona di avere un accento british che fa il 90% del suo sex-appeal?

 

 

Bayonetta è un capolavoro senza “se” e senza “ma”, dai combattimenti appaganti, dai livelli spettacolari e dai personaggi che farete fatica a lasciar andare dopo aver finito il gioco, e per fortuna che ci sono altri livelli di difficoltà da sbloccare per rivivere l’avventura. La versione PC, inoltre, è ottimizzata in modo da girare alla perfezione anche sui computer più datati, e quelli più performanti possono sempre contare sul supporto alle risoluzioni oltre il Full-HD, con una piena compatibilità per gli schermi 4K e per la tecnologia HDR. Non c’è neanche un motivo per cui non dovreste acquistare Bayonetta su PC, specie ora che potreste comprarlo a €19,99. E vi consigliamo di correre a farlo il prima possibile.

 

Requisiti di Sistema:

 

MINIMI:

  • Sistema operativo: Microsoft Windows 7 / 8 (8.1)/ 10
  • Processore: Core i3 3220
  • Memoria: 4 GB di RAM
  • Scheda video: Radeon HD6950 / GeForce GTX 570 (VRAM 768MB)
  • DirectX: Versione 9.0c
  • Memoria: 20 GB di spazio disponibile

CONSIGLIATI:

  • Sistema operativo: Windows 7 / 8 (8.1)/ 10
  • Processore: Core i5 4460
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: Radeon HD7870 / Geforce GTX 760 or more (VRAM 2GB or more)
  • DirectX: Versione 9.0c
  • Memoria: 20 GB di spazio disponibile

 

In conclusione...
9
“SEEEGAAA!”
Bayonetta è un colpo di genio, il trionfo del trash artistico nei videogiochi e uno dei titoli indubbiamente più divertenti, completi e appaganti degli ultimi anni. Con un'eroina così "carismatica" e sensuale, non c'è occhio che non possa essere catturato dalla bellezza orchestrata da Platinum Games per questo piccolo capolavoro. Bayonetta, sette anni fa, seppe portare una ventata d'aria fresca nel genere action, grazie al suo sistema di combattimento e al suo stile frenetico e dinamico con pochissimi precedenti. Oggi, nonostante gli anni passati, l'eroina di Kamiya regge ancora il confronto con buona parte delle produzioni videoludiche attuali, e il brillante e riuscito porting su PC (su cui il titolo viene venduto a un prezzo così basso da essere imbarazzante, per il suo valore effettivo) è l'occasione perfetta per recuperare una tale perla del mondo dei videogiochi. Insomma, state ancora aspettando dei motivi per correre su Steam? Noi l'avremmo fatto alla prima riga di testo.
Level-Design e direzione artistica stellari
Capostipite di ignoranza e divertimento
Gameplay freschissimo, bellissimo, levissimo
Incredibilmente dinamico e "monumentale"
x Sezioni "Shoot'em Up" decisamente sottotono
x Non venderà un c***o manco 'sta volta

due parole sull'autore

Nato e cresciuto nell’epoca d’oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.

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