Recensione
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Dallo scorso 12 dicembre, Bastion e il suo protagonista dai capelli bianchi Kid sono arrivati finalmente su Xbox One, in seguito all’annuncio di novembre da parte degli sviluppatori di Supergiant Games e dopo aver debuttato ben cinque anni fa per la console Microsoft di penultima generazione, PC, dispositivi iOS e infine PS4 e PS Vita (2015). Il titolo non ha certo bisogno di grandi presentazioni, in quanto vincitore di oltre cento premi e reduce di aver già venduto più di quattro milioni di copie, sparse per le varie piattaforme su cui Bastion era già disponibile.

 

 

Piccolo sviluppatore, grandi ambizioni
Interamente disegnato a mano

Il motto degli sviluppatori di Supergiant Games è “small developer with big ambitions”, e quale migliore espressione possiamo utilizzare per descrivere Bastion? Il titolo si presenta sin da subito come innovativo e al tempo stesso graficamente impeccabile. Tralasciando per un attimo il gameplay (di cui si parlerà nel paragrafo successivo), è bene sottolineare che il titolo, con attenzione particolare sulle ambientazioni, è stato interamente disegnato a mano, cosa che forse non era completamente evidente nelle versioni in 720p, ma che era diventato chiaramente visibile già con la versione PS4 che trasporta una grafica in “full HD 1080p” su One. Ad avvalorare ancora di più il lavoro effettuato dalla casa indipendente, non possiamo che ricordare come queste ambientazioni siano in realtà anche molto diverse tra loro, con una serie di luoghi ameni e altri lugubri che immergeranno al 100% il giocatore all’interno di questo mondo purtroppo ormai maledetto; il tutto contornato da una grafica bidimensionale e un’inquadratura isometrica.

 

Ripristina il Bastione

La trama di Bastion non è semplice e immediata, e il giocatore riuscirà a scoprire ciò che è accaduto soltanto giocando e man mano che andrà avanti. La storia è spiegata da una profonda voce che racconta le azioni che compieremo con il nostro Kid e narrerà cosa è accaduto al mondo man mano che procediamo nella storia. Inizialmente i giocatori verranno soltanto a sapere che una calamità ha trasformato la maggior parte della popolazione in pietra, e che sono apparsi numerosi tipi di nemici da sconfiggere in tanti modi differenti. Man mano che la storia si fa sempre più chiara, troveremo altri superstiti di questa immane tragedia: Rucks, ossia il narratore; Zia, una dolce ragazza riuscita a sopravvivere alla catastrofe; e Zulf, ragazzo ricco di sorprese.

 

 

RPG, Hack ‘n’ slash, action
Decisioni importanti che modificano il finale di gioco

Riassumere in uno soltanto il genere di Bastion è un’impresa ardua quasi quanto le missioni più difficili che dovremo affrontare con Kid. Il titolo presenta infatti delle forti componenti tipiche dei GDR, con tanto di punti esperienza, aumento di livello, e diverse armi da utilizzare, che potremo nel corso del tempo rendere sempre più efficaci contro i nemici grazie ai molti potenziamenti sparsi per tutto il gioco. Ma Bastion presenta anche tante altre caratteristiche che lo rendono molto vario e lo avvicinano ad altri generi come quello Hack ‘n’ slash, grazie alle numerosissime armi bianche presenti nel gioco. A rendere tutto ancora più avvincente, c’è da sottolineare come ogni arma sia adatta contro alcuni determinati nemici, mentre risulterà meno efficace su altri, i quali andranno affrontati in maniera del tutto differente. Inoltre Kid potrà utilizzare due armi a scelta contemporaneamente con i tasti B e Y, lo scudo (che potrà equipaggiare anche come arma deviando i colpi dei nemici con LB) e un attacco speciale da poter scegliere sulla base delle armi utilizzate: ecco quindi che potremo lanciare granate, inserire trappole nel terreno, evocare degli esseri che combatteranno al nostro fianco, sparare colpi in ogni direzione, e altro ancora.

Le armi sono rese disponibili man mano che il giocatore avanzerà nei vari mondi, alla ricerca di particelle. Riuscendo a ottenere questi oggetti (simili ai cristalli trovabili in Crash) sbloccheremo delle aree all’interno del bastione: la distilleria, all’interno della quale troveremo dei tonici che aumenteranno le caratteristiche di Kid; l’armeria, in cui potremo cambiare e potenziare armi, il tempio, dove, sbloccando gli oggetti, aumenterà la difficoltà di gioco; il Memoriale in cui otterremo degli oggetti portando a termine determinate missioni, e altro ancora. Inaspettata e sorprendente è anche la parte finale del gioco, all’interno della quale avremo (per la prima volta nel gioco) l’opportunità di poter prendere delle decisioni importanti, che modificheranno il finale della storia.

 

I Mondi

All’interno del Bastione, potremo viaggiare attraverso lo Skyway nei vari mondi attaccati dai nemici. All’interno del titolo esistono due tipologie di livello: quelli da liberare dai nemici e quelli per l’addestramento. Dei primi si è già parlato abbastanza nel paragrafo precedente, mentre gli ultimi sono degli importanti esercizi che potremo utilizzare sia per farci le ossa con le determinate armi ricevute che per ottenere dei premi in base alle nostre prestazioni: migliori saranno queste ultime, più prestigiosi i premi che riceveremo.

 

 

Ci vorrebbe Luca Ward

Bastion è un titolo divertente e completo sotto molti punti di vista. Il gioco dei Supergiant presenta molte missioni da affrontare, tante armi con cui divertirsi, e un’esperienza RPG classica e al contempo entusiasmante; senza dimenticare che grazie ad alcune modalità, sbloccabili dopo aver concluso il gioco per la prima volta, il divertimento può durare un’altra manciata di ore. Queste saranno utili inoltre a far crescere ancor di più il ragazzo dai capelli bianchi fino al livello 10 (il massimo a cui potremo arrivare).

Il titolo presenta però due piccoli problemi: il primo, e meno importante, è l’assenza di novità rispetto alla primissima versione arcade per Xbox 360, se non consideriamo il miglioramento grafico che, come già detto, raggiunge i 1080p; più significativa invece è l’assenza del doppiaggio: Bastion è infatti totalmente sottotitolato in lingua italiana, ma presenta un doppiaggio in lingua originale (quella inglese) che in alcuni momenti pesa in negativo per noi italiani. Come già detto infatti, Rucks commenterà le azioni di Kid nel corso di tutto il gioco, spiegando inoltre gli eventi che accaddero in passato, rendendo leggermente dura la vita del giocatore, che, se non mastica un ottimo inglese, si ritroverà a dover scegliere di prestare attenzione alla voce del narratore, distraendosi dal gameplay di gioco, oppure fare il contrario, e perdersi le parole di Rucks, che danno il vero senso alla trama di gioco.

 

In conclusione...
9
“Hai un Bastion enorme!”
Bastion è a tutti gli effetti un "must have" per gli amanti degli hack 'n' slash e degli RPG. Il titolo propone una trama ben sviluppata, una grafica eccezionale grazie al lavoro a mano effettuato dagli sviluppatori, e un'esperienza di gioco lunga che ci permette di affrontare i nemici in tanti modi e tante difficoltà differenti. Il titolo sarà inoltre gratuito per chi lo possiede per Xbox 360 fino alla fine del mese di gennaio 2017, malgrado purtroppo non presenti alcuna differenza (se non si considera la grafica) rispetto al titolo originale. Il prezzo di 14,99 € vale fino all'ultimo centesimo un gioco ricco di avventure.
Particolarmente longevo
Varietà di missioni e di armi
Graficamente eccellente
x Assenza del doppiaggio italiano
x Nessuna novità rispetto alle versioni precedenti

due parole sull'autore
Giuseppe “Klotien” nasce in un bel pomeriggio di maggio del 1990. Passa l’infanzia a subire gol a ripetizione a Fifa ’96, fatality a Mortal Kombat e a cadere dai dirupi di Super Mario. Cresce, ma le cose non cambiano: Neo Cortex lo spinge al limite; non pago, le prende da heartless, slime e dalla gente di San Andreas… ah dimenticavo le fatality e i gol a Pes. Passa poi a Microsoft, ma nulla cambia. Decide quindi di dedicarsi allo studio delle lingue, ma va k.o. comunque a causa delle fatality dei professori dell’università.
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